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domenica 28 giugno 2020

YUPI YUPI ALA - STORIA DELLA NOTA CANZONETTA FOLKLORISTICA TRIESTINA





Buondì, mularia mata...

Un mio pupolo fumetto ambientato nella Trieste dell'immediato dopoguerra, quando la città ed il suo territorio erano amministrate dalle forze armate angloamericane.

Nello specifico, il pupolo raffigura la simpatica canzonetta folkloristica triestina "Yupi Yupi Ala", a sua volta parodia dialettale di "She'll Be Coming Round the Mountain", un antico pezzo country popolarissimo negli States, derivato da un ancor più antico spiritual.
Tale brano veniva spesso canticchiato allegramente nei primi anni '50 dai soldati americani di stanza a Trieste facenti parte del T.R.U.S.T. (Trieste United States Troops).
I triestini, di natura burlona come sempre, presero subito spunto da questo country per creare -come detto poc'anzi- una parodia di stampo folkloristico dedicata proprio ad un soldato americano, "amante segreto" di una donna triestina sposata.

Quest'ultima, approfittando dell'ingenuo marito, non perde occasione per correre in ogni momento tra le braccia dello spasimante a stelle e strisce. "Ala matina el marì va a lavorar, l'american el xe pronto per entrar... la se imbriaga de whisky e de marsala, Yupi Yupi Ala, Yupi Yupi A"...

Qui sotto, il brano originale Made in USA:




Mentre qui sotto potete ascoltare la versione triestina, nell'interpretazione di Lorenzo Pilat:



Un'altra simpaticissima versione... quella del gruppo triestino (di Beps & Co.) "UltrabulloTs":



Per finire, la stessa canzone, ma solo suonata da Pilat poiché l'interpretazione cantata... è la mia!!!
Cantata in diretta, via telefono, durante un mio intervento alla trasmissione "Sveglia Trieste" (nella primavera del 2019) condotta su Telequattro da Marco Stabile!!! =)




Alla prossima

      René

martedì 31 gennaio 2017

giovedì 22 agosto 2013

L'ALABARDA DELLA SPERANZA





Questa Alabarda, posta sulle tibie incrociate del Jolly Rogers, non deve indurvi in errore.

Questa Alabarda, in realtà, significa "Speranza"!

E' una bandiera di ribellione, proprio come quella degli storici pirati del 1700, ma in senso positivo; ribellione ad un sistema marcio (non solo triestino) che dura da molti, troppi anni.

Una bandiera triestina, certamente, ma anche di battaglia... una battaglia giusta per i propri principi riconosciuti e non negoziabili, anima compresa!

A volte sono un romanticone, ma sono fermamente convinto che lo schifo che c'è in questo mondo troppo corrotto si possa spazzare via con la consapevolezza di un grande futuro alle spalle (la nostra Grande Storia, sempre presente e tuttora attuale e rinnovabile).

Questa è una bandiera che in mare aperto è temuta, ma solo da chi indossa una maschera per coprire il vero volto del proprio cuore nero.

Questo è il mio vessillo personale, ma aperto a tutti coloro che hanno un gran cuore e non si spezzeranno mai di fronte a niente e nessuno, contando sulla coerenza della propria forza spirituale.

Da Trieste al Mondo... dal Mondo all'Universo!

    René


mercoledì 21 marzo 2012

ANCHE UN TIPO UN PO' ALTICCIO, A TRIESTE E' UN ESEMPIO DI "MORBIN"

Bondì, mularia mata...

Come da titolo, a Trieste persino un tizio fermato per "ubriachezza molesta" può assurgere ad esempio di "Morbin".
Il tutto è tratto da un recente episodio di cronaca locale, ripreso su Facebook da Diego Manna, noto esponente del surrealismo triestino, nonché autore dei Sacri Testi "Monon Behavior" ( STRUCHE' QUA PER MONONIZARVE PER BEN! )...

Ecco, dunque, l'epico articolo (ovviamente le parti in dialetto sono il tema principale di questo post)... per leggere al meglio l'articolo cliccate sopra l'immagine, e... buon divertimento:

(Click sull'immagine per ingrandire)



    René

giovedì 15 dicembre 2011

UN PO' DI NATALE IN MUSICA!

Buondì mularia mata...

Come da titolo, oggi ho voglia di ascoltarmi assieme a voi un po' di musica in tema natalizio, anche e soprattutto per combattere il logorio dello spread moderno, quel logorio che nemmeno un Cynar corretto alla Sambuca riuscirebbe a far digerire!!!


Questo mio post di oggi è ispirato da un bel post del blog dell'amico Robbé... questo: struchè qua


Avviso subito bimbiminkia ed affini, che, nonostante la mia ancor giovane età, sono un amante della Musica vera... quella classica. Ma non classica nel senso di classica, ma nel senso di antichi (ma mai vecchi) classici. I quali, conservano intatti, come un buon vino stagionato, tutto quel sapore di casa mia che nemmeno il brodo Star riesce ad offrire (non s'incavoli il signor Star... è solo una mia stupidata calda calda in brodo)...


E partiamo subito con un grande: Dino Paul Crocetti, alias DEAN MARTIN!




Che dire di lui che non si sia già detto? Fu un grande crooner, un grande attore ed un superbo mattacchione. Preferisco di gran lunga le canzoni di Natale interpretate da lui, piuttosto che dal "capoclan" Sinatra. Non me ne vogliano i fans di quest'ultimo... solo questione di gusti!
Del buon Dino, voglio proporvi la sua delicata versione di "Silent Night"... versione che è recentemente stata in sottofondo mentre intervistavo un caro amico... di tutti! Di chi parlo? Surprise!!! Al più presto (entro questa settimana) potrete leggere qui sul blog questa intervista in esclusiva, dove verrete a conoscenza di molte risposte a molte domande su un certo personaggio moooooolto in tema con il Natale.
Ecco, dunque, "Silent Night" with Dino:


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Dopo questa stupenda canzone, passiamo ad un grandissimo... e qui sono di parte, poiché esso è da sempre, sin dai miei primi vagiti in culla (leggasi "urla sfasciaballe"), il mio cantante preferito!! 
Sto parlando di... (rullo di tamburi) ELVIS PRESLEY!





Elvis (un giorno parlerò di lui, e soprattutto del particolare rapporto che lega la città di Trieste a questo grande artista), incise ben tre album di canzoni natalizie durante tutto l'arco della sua carriera, ma uno in particolare, il primo del 1957, è sicuramente il migliore!
Nel 2008 alcune di queste canzoni uscirono in una nuova veste musicale con l'aggiunta (grazie ai miracoli della tecnologia) di alcune ottime voci femminili di note cantanti country made in U.S.A. ...
Di questi "remix natalizi", ve ne voglio proporre uno molto d'atmosfera: "I'll Be Home for Christmas" - voce di Elvis Aron Presley (del 1957), e seconda voce di Carrie Underwood!!


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Con questa prossima canzone ritorniamo a Trieste, sempre in ambito natalizio, con una canzone molto particolare, perlomeno nell'interpretazione. L'autore è il mitico Lorenzo Pilat (per i non triestini, si tratta di Pilade del Clan Celentano).


Il triestinissimo Pilat, nel 1975 incise, in italiano, una canzone di Natale intitolata "Buonanotte Buon Natale".
Nello stesso anno, Pilat incise anche la versione in dialetto triestino, appena lievemente differente nel testo e nell'arrangiamento. La particolarità di questa versione in dialetto, sta nel fatto che Pilat più che cantarla... la sussurra. Questo, perché all'epoca mentre era impegnato nella registrazione di codesto pezzo, Pilat si trovò al telefono con la figlia, allora piccolina. Pilat, cantò questa canzone per telefono, alla figlia stessa... così, ne venne fuori una versione dolcissima, molto intima, che fu prontamente registrata dal tecnico del suono. Infine, la "ninna nanna telefonica" venne accettata come master... "buona la prima", insomma... !

La canzone (testo e musica dello stesso Pilat) s'intitola "Chi sarà la mia stela?"


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Di nuovo rotta verso l'America... più precisamente verso le montagne di Aspen (Colorado), dove visse gran parte della sua, purtroppo, breve vita John Denver, il Principe del Country (il Re indiscusso resta il suo caro amico Johnny Cash).



John Denver, incise alcuni pezzi tipici natalizi molto carini. Ma un pezzo natalizio, da lui interpretato, che mi ha sempre colpito molto è "Silver Bells"!
Una versione, quella di Denver, molto malinconica e gioiosa allo stesso tempo, proprio come il testo. Eccola qui:



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Concludo questa carrellata natalizia in musica con la voce veramente stupenda di una giovane ragazza altrettanto stupenda dentro e fuori, con la quale, un anno fa, ebbi anche l'occasione di parlarci.
Si tratta di Mirusia Louwerse!


Mirusia, è una cantante australiana (ma di origini olandesi) ventiseienne, simpaticissima (per nulla montata a "diva", anche se potrebbe permetterselo viste le sue più che ottime credenziali artistiche), con un repertorio che spazia dal pop al musical, e dalla canzone leggera alla lirica.
Attualmente, è la voce soprano di punta della grande orchestra del violinista olandese André Rieu.

Ne ho sentite tante di belle voci femminili, ma questa è assolutamente unica (per me), perché ha una propria grazia "divina" (e non esagero con gli aggettivi!!!)...

Ascoltatela nel video sottostante, mentre interpreta (seppur su una base, tipo "karaoke") la bellissima "Ave Maria" di Schubert (non di Schumacher... quella è "Corri, Maria!").
Un vero e proprio angelo sceso in terra!!!!



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Bon... mi go finì... presto se sentiremo de novo... sopratuto per l'intervista al... mi Babbo! (??)

Me racomando, co 'nde' fora de casa tapeve per ben che xe 'ssai zima, e i rafredori xe sconti in aguato!!



    René

domenica 11 dicembre 2011

LA MIA MAMA ME GA DITO... (COSSA GA DITO LA MAMA?) - BREVE ESEGESI DEL TERMINE "FOLKLORE"




Buondì Motta (battutona!) a tute e a tuti...

Un po' di folklore... o folclore (italianizzato), come che se vol. Anche se la versione più giusta sarebbe, in teoria, quella con la K, poiché folklore deriva da FOLK, a sua volta "storpiatura" fonetica della parola tedesca VOLK, cioè POPOLO, che, per l'appunto, si pronuncia proprio FOLK.
Il folklore, dunque, è quella branca di stampo popolare che tramanda le tradizioni di un popolo, di una comunità.
Sono tradizioni della propria terra, quindi fanno parte del proprio "IO" interiore.

Ma attenzione a non confondere le due denominazioni: canzone folkloristica e canzone popolare. Lo faccio spesso anch'io, ma è sbagliato. La canzone popolare può essere "Quel mazzolin di fiori", mentre il folklore, nello specifico, parla, come detto poc'anzi, delle proprie tradizioni.
Folklore è "L'Omo Vespa"! Folklore è la ballata di "Antonio Freno"! E così via... insomma, la canzone di folklore è quella canzone che nel testo contiene uno o più riferimenti a fatti accaduti al proprio popolo, alle tradizioni, usi e costumi della propria area geografica, meglio ancora, della propria città.

Detto ciò... o dita questa, passiamo alla "folklorata" del giorno:

La mia mama me ga ditoooooooooo... cossa ga dito la mia mama? Ehhh, va ti a saver...

Una canzone folkloristica, simpatica e divertente... un po' ingenua, ma per ingenua s'intende quella maniera bonaria, ed allo stesso tempo pungente e sibillina, "ala patoca", di interpretare ironicamente alcuni usi e costumi triestini.

Questa canzonetta, in un suo verso dice: "La mia mama me ga ditoooooo (il coro: "me ga dito la miaaaa mamaaaaaaa")... no sta 'ndar coi militari perché i fuma popolariiiii... noooo me sposerò mai più, mi resto celibeeee!"

I "Popolari", erano quei cicchini da due soldi... con tabacco grezzo, di pessima fattura, dal gusto pressoché schifosissimo. Appena con l'arrivo degli Alleati a Trieste, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, s'incominciarono ad intravedere le prime sigarette con filtro. Sigarette con filtro che esistevano anche prima, ma che iniziarono a diffondersi in Italia (come il chewin-gum, i dischi dei Platters e del Jazz, Boogie-Woogie, Blues, Rhythm 'n Blues, Gospel, Rock 'n Roll, ecc... e tante altre cose) solo poco dopo lo sbarco alleato.


Difatti, tale canzonetta è un riciclo di una canzonetta popolare degli anni '30-'40, dedicata, a mo' di sfottò, all'Imperatore d'Etiopia Hailé Selassié. 
A sua volta tale canzone dell'epoca fascista, ricalcava un antico stornello romano.


I triestini, così, da questa trassero spunto per ricamarci sopra parole proprie, trasformando così "Povero Selassié" in "La mia mama me ga dito"! 
Un brano, quest'ultimo, che ci narra delle tribolazioni di una "ragazza da maritar con un buon partito"... la mama del testo raccomanda alla propria figlioletta di non far l'amor con questo, non far l'amor con quello, ecc... perché, in pratica, non è un "buon partito", cioè non potrà essere in un ipotetico futuro un marito serio ed affidabile. Fino a non molti decenni fa (e perché no? Talvolta pure adesso) si usava chieder il consiglio finale delle proprie madri per scegliere un buon marito, con una buona posizione, sia economica che morale.


Qui di seguito, vi propongo questa canzonetta simpatica in una mia libera interpretazione solo vocale, registrata così, per divertimento (infatti, tale registrazione è puramente amatoriale, e lo si sente dall'audio un po' imperfetto), ma anche per contribuire, a modo mio, al tramandare queste belle cose. Perché cose come il folklore, il dialetto, ecc... , sono l'essenza stessa dell'identità, della cultura e della storia stessa di un popolo che ha vissuto un qualcosa, bello o brutto che sia. Il folklore, in questi casi, è un libro aperto per chiunque abbia voglia di "leggerlo", per conoscere.


Un saludo, ve lasso con la mia cantada e i mii pupoli:




    René

lunedì 26 settembre 2011

PAOLIN PAPERIN (papero triestin) - TORNA IL DISNEYAN-PATOCO!

Bonaserada a tuta la mularia mata che passa de qua.

Oggi vi propongo un altro po' di "Disneyan-patoco", ovvero quel mio personalissimo filone fumettistico-casinistico dedicato al mondo di Walt Disney, rivisto però in chiave patoca, per l'appunto, cioè in salsa tutta triestina, a mo' di scherzosa ed affettuosa parodia.






Per iniziare, vi offro una vignetta (quella qui sopra)... un pupolotto dal sottoscritto pupolato ier sera, circumcirca domenica 26 settembre 2011 (come sempre, cliccando sui pupoli vengono fuori le immagini a grandezza normale). Lui è per l'appunto  Paolin Paperin, papero triestin (da non confondere con il suo famoso imitatore americano). Triestin paperatoco verace, amante dele bele mule paperose, del vin Paperlot, della jota paperina e della paperciva.


Oltre al pupolo, vi posto anche alcune mie scemate video in tema... delle mie imitazioni "patoche" di Paolin Paperin, caricate su Youtube qualche tempo fa. Prendete i pupoli ed i successivi video per quello che sono, cioè delle semplici goliardate homemade. Nulla di irrispettoso o cattivo verso un personaggio immortale della fantasia che io, come milioni di altre persone al mondo, stra adoro!







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Ala prossima, mulete e muloni...


    René

giovedì 22 settembre 2011

GRUSS AUS TRIEST (Pupolo asburgico by René)

Fino alla fine della Grande Guerra '15-'18, la città di Trieste fu per secoli sotto dominio austriaco.
La Corona Asburgica lasciava molta libertà ai territori nostrani, permettendo ben tre lingue (anche l'italiano, senza problemi) e religioni di qualsiasi culto (a Trieste vi sono vari culti che coesistono insieme).
L'aquila bicipite garantiva inoltre un'ottima potenza, anche e soprattutto economica.

Ovviamente gli irredentisti (e chiunque propagandasse per l'Italia contro l'Austria) non erano ben visti.

Qui di seguito un mio pupolo scherzoso (clichè sora el stesso pe' vederlo grando), dove due madri dell'alta borghesia triestina sculacciano i figli, rei di aver preso in giro, con la loro innocenza infantile, l'Aquila a due teste (soprannominata per l'appunto, in dialetto, in maniera sbeffeggiante, la Galina con do' teste!), simbolo degli Asburgo. :D

Fioi e colombi...

   
        René


mercoledì 14 settembre 2011

PUPOLI MIEI, IN TEMA "DISNEYAN-PATOCO" - SECONDA ANTEPRIMA "LA CAVALA ZELANTE"!

Buondì a todos...

Vi ricordate l'anteprima del mio fumetto (ancora in lavorazione) dedicato alla mitica "Cavala Zelante" (quella della celeberrima canzone di Pilat)?

Ne avevo parlato qui: struchè qua per veder na cavala che la camina zelante 

La lavorazione del fumetto, come detto poco più sopra, procede ancora (a rilento, ahimé... il tempo libero è quello che è)... però, vi voglio postare un'altra anteprima... tale anteprima ci mostra un giovanissimo Paolin Paperin (papero triestin... ovviamente!), mentre tenta di convincere un restìo Piedidolci, ovvero la Cavala Zelante, a camminare senza "strassinarse col cul". Impresa impossibile, come fa notare lì vicino l'altro protagonista della storia, Topolin Morbin. 

L'ambientazione è un colle di San Giusto ancora rurale, dove i resti romani giacciono sepolti sotto casupole, catapecchie ed orticelli vari. Infatti, siamo in pieno 1933, ed appena nell'anno successivo partiranno i lavori di demolizione (previsti dal Piano Regolatore del 1926), che riporteranno alla luce gran parte dell'antica Tergeste romana, sita sotto le case medievali ed ottocentesche della Cittavecchia di allora.

I personaggi, come specificato nell'altra anteprima, linkata più sopra, sono quelli classici Disney, stile anni '30... con l'unica eccezione, però, che questi sono degli alter-ego patochi... una parodia "ala triestina". Il "Disneyan-patoco", per l'appunto!

Inoltre, il linguaggio di Topolin Morbin e Paolin Paperin, come noterete, è un dialetto triestino "strano"... difatti, per rendere appieno l'atmosfera "patoca" dell'epoca, userò un vernacolo triestino ormai desueto da decenni, ma che negli anni '30 ancora si parlava abbastanza tra il popolo. Un dialetto triestino antico, residuo ottocentesco, che resisterà ancora qualche anno per poi lasciar spazio a nuovi termini derivati dall'italiano moderno (il dialetto triestino che si parlava ancora fino a 70-80 anni fa circa, era il dialetto puro, mescolato con termini in lingua tedesca, che si parlava da quando Trieste era ancora asburgica). Appena il fumetto sarà ultimato, non mancherò di postarlo qui aggiungendo un mini dizionario completo, contenente il significato preciso in italiano di questi termini dialettali antichi, inseriti nel fumetto.
Intanto, posso dirvi che, ad esempio, la "zidela" citata in questa seconda anteprima non è altro che la "pillola medicinale", mentre per "siori tapadi in gringola" s'intendono i ricchi eleganti, quelli vestiti per bene, con abiti di lusso. Infine, per "meca" s'intende una persona (o animale, in questo caso) pasticciona.

Allora... sperando di farvi cosa gradita, e sperando di finire presto il fumetto intero (non sarà lunghissimo), ecco la seconda striscia (per visualizzarla a tutto schermo, cliccateci sopra... tipo "struca boton, salta macaco"):


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Alla prossima, ciauuuu.


    René

domenica 11 settembre 2011

LORENZO PILAT, L'ANIMA DI TRIESTE

Buondì a tutti

Ho deciso di dedicare uno spazio di questo mio modesto blog a colui che considero (e non credo di essere il solo) la vera, grande anima di Trieste. Forse l'ultima, ahimé, poiché i più grandi tra musicisti, ed in generale vari personaggi di questa nostra bellissima città, sono ormai scomparsi... Luciano Bronzi e Lelio Luttazzi, ad esempio (mi riprometto di riservare uno spazio pure a loro, in futuro), ma anche personaggi come Angelo Cecchelin, grandissimo comico ormai lontano nel tempo, ma tuttora presente nei cuori di tanti triestini, giovanissimi compresi!

Dicevo, l'anima di Trieste... lui, Lorenzo Pilat!
Chi non lo conosce, a Trieste? Da ormai quasi quarant'anni, Lorenzo ci delizia con la sua triestinità patoca DOC espressa attraverso la sua bellissima e potente voce e la sua gradevole musica.
L'unico, indiscusso Re della canzone dialettale triestina. E soprattutto un grandissimo compositore di livello nazionale ed internazionale. Difatti, sto parlando di colui che negli anni '60 e primi '70 era conosciutissimo sia col nome d'arte "Pilade", sia col suo cognome, Pilat, con il quale veniva associato assieme ad altri due ottimi autori di canzoni, Daniele Pace e Mario Panzeri.
Come Pilade, vinse il primissimo Festivalbar ad Asiago nel 1964 (fu lo stesso Patron della manifestazione, l'indimenticato Vittorio Salvetti, a dargli questo soprannome artistico), battendo cantanti già affermati come Bobby Solo. Successivamente entrò nel Clan di Adriano Celentano, divenendo uno dei cantanti di punta dello stesso. Nel 1968 incise anche un brano, "Un po' di vino", in duetto con il molleggiato. 
Sempre come cantante, partecipò a ben tre Festival di Sanremo, nel 1966, nel 1968 ed infine nel 1975.
Assieme a Pace e Panzeri, scrisse alcune memorabili pagine della canzone melodica italiana e non. Ricordo alcuni successi come "Nessuno mi può giudicare" ("Sanremo '66", nell'interpretazione di Caterina Caselli e Gene Pitney), "Quanto è bella lei" (vincitrice di "Un disco per l'estate '72", nell'interpretazione di Gianni Nazzaro), "Vino amaro" (sempre per Gianni Nazzaro), "La rosa nera" ("Canzonissima '68, nell'interpretazione di Gigliola Cinquetti), "Alle porte del sole" (vincitrice di "Canzonissima 1973", nell'interpretazione di Gigliola Cinquetti. Portata anche in giro per il mondo, in lingua inglese, nell'interpretazione di Al Martino)... ed all'estero "Stranger to step into my world" (cantata da Engelbert Humperdinck... è la versione inglese di "Romantico blues", dello stesso autore), "Love me tonight" (cavallo di battaglia del grande cantante gallese Tom Jones).

A Trieste, non vi è triestino che almeno una volta non abbia canticchiato, assieme alle canzoni popolari triestine, anche le composizioni dialettali di Pilat. Esse ci accompagnano da quattro decenni in ogni occasione conviviale, come feste, sagre, picnic, passeggiate, scampagnate, uscite in compagnia, ecc...

Canzoni folkloristiche entrate nell'immaginario nostrano, come "Finanziere", "La Cavala Zelante", "El pie taià", "Adriana", "Lassime star cussì", "Le rose de Trieste", "Giovedì", "Trieste piena de mar", "Torno a Trieste"...

Senza dimenticare classici motivi del nostro folklore, riarrangiati e reinterpretati da Pilat in chiave folk-rock (ma senza snaturarne le impostazioni stilistico-melodiche, e le atmosfere originali). Parlo di pezzi storici ed amatissimi da sempre come "L'Omo Vespa", "El Tran de Opcina", "Una fresca bavisela" (di questa ne parlai già qui: struché el boton per far saltar el macaco ), "De Trieste fin a Zara", "Bertolin", "Ancora un litro de quel bon", "Viva l'A e po' bon", "Vinassa Vinassa", ecc... 

Questo omone, alto quasi due metri, e 73 primavere sulle spalle, portate magnificamente, da anni ci regala tantissime belle serate, esibendosi perlopiù in sagre, ma anche in varie manifestazioni di vario tipo, prima fra tutte un annuale Recital Live che si tiene nella prestigiosa cornice del Teatro Politeama Rossetti di Trieste, di fronte ad una folta platea di ben tre generazioni.

Io stesso mi onoro di conoscerlo da quasi trent'anni esatti! Ero piccolissimo, allorquando nei primissimi anni '80 mio nonno (bona lama! :D ) invece di portarmi ai giardinetti, mi portava, spesso e volentieri, nelle osterie! E nelle osterie non era raro trovare il buon Lorenzo, mentre chitarra alla mano, arpeggiava tanti motivi dialettali e cover di successi americani ed inglesi, assieme ad amici. Mi prese in simpatia, e mi insegnò alcuni accordi, ricordandosi poi di me quando mi vedeva sempre presente (assieme ai miei) ai suoi numerosi concerti live in giro per Trieste e dintorni. 
Una volta, nel torrido agosto del 1988 durante una storica "Sagra dela Sardela" (quella vera, che si svolgeva sulle rive tra il vecchio Magazzino vini e la Pescheria Centrale, e che, purtroppo, dopo tanti anni, terminò nel 1989), mi alzò in piedi sul palco, di fronte ad almeno 2000 e passa persone, facendomi cantare una canzoncina (mentre lui, assieme alla sua orchestra, i mitici "Billows '85", mi accompagnava con la sua inseparabile Fender Telecaster bianca).
Lorenzo, mi conosce come "Renato, quello dei pupoli"... poiché sa benissimo della mia passione per il disegno. Passione praticata a livello puramente amatoriale. Anche lui, nel suo piccolo, ama disegnare. Insieme condividiamo questa passionaccia sfrenata per il disegno, in generale, e soprattutto per i fumetti.. in particolare quelli di Walt Disney, e Tex Willer (Sergio Bonelli Editore).
Ricordo una piacevolissima chiaccherata in un bel pomeriggio assolato d'inizio primavera del 2009, in Piazza Foraggi (tra l'altro, era presente anche il suo terzogenito, Riccardo). Tutti e due a parlare prevalentemente di fumetti... e di un'altra passionaccia nostra... quella per il grandissimo Elvis Presley.


La passione per "The King" Elvis Aron Presley, la condividiamo assieme ad un altro comune amico: Bruno Pause (che segue questo blog... colgo l'occasione per salutarlo caramente). Bruno, è senz'altro il più grande collezionista di dischi elvisiani in tutt'Europa. Solo di Elvis, tra vinili, cassette, cd, memorabilia, ecc. , possiede qualcosa come 9000 pezzi (così mi pare di ricordare, spero di non sbagliarmi). Alcuni rarissimi e di valore inestimabile, come il picture disc denominato "Laurel & Hardy" (perché l'immagine sul vinile è una simpatica istantanea dei due immortali geni della comicità). Dico "solo di Elvis", perché il numero sale di brutto se si contano anche la discografia completa, ufficiale e non, di Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, e vinili e non di tantissimi altri cantanti famosi. Inoltre, Bruno colleziona anche mille altre cose... è un personaggio! Simpatico, gentile, alla mano... nei primi anni '80 conduceva ad una radio locale il programma musicale "Alto livello". Ogni fine mese una puntata speciale di questo programma era dedicata a Trieste, ed era intitolata "Trieste dal vivo". Come da titolo, in queste puntate "patoche" venivano invitati numerosi artisti triestini, come Uccio Augustini, Luciano Bronzi... ed in una di queste puntate (che spero un giorno riveda la luce) fu invitato anche Pilat, sempre con la sua chitarra appresso. Un'ospitata come sempre scoppiettante, ricca di aneddoti ma soprattutto di esibizioni live, compreso uno dei suoi cavalli di battaglia: "Mule Skinner Blues", ovvero "Il Blues del mandriano". Da sempre un ottimo esempio di virtuosismo vocale del nostro.

In codesto blog, cercherò di ripercorrere, un po' per volta, tutta la sua storia artistica tramite fotografie rare, documenti storici particolari, video, ma soprattutto tenterò, per quanto possibile, di catalogare per bene tutta la sua carriera, riportando aneddoti, curiosità, canzoni conosciute e sconosciute, ecc. ...

Il tutto suddividendolo cronologicamente per blocchi d'annate, senza una continuità precisa (nel senso che in un blocco potrei trattare degli anni '70, ad esempio, mentre in quello successivo potrei saltare o all'indietro, negli anni '60, o in avanti negli anni '80, '90 e 2000).

Insomma... una specie di mini biografia-guida virtuale (e possibilmente definitiva, il più completa possibile), per il fan sfegatato, ma pure indirizzata all'eventuale appassionato ricercatore storico-musicale, e/o al semplice curioso di passaggio. 
Tra le fonti che consulterò per fare ciò, sicuramente vi è il sito della Siae. Quest'ultimo, utilissimo soprattutto per recuperare titoli di canzoni composte da Lorenzo, ma mai eseguite e/o incise.

Per adesso mi fermo qui, lasciandovi con una dedica fotografica al sottoscritto, ed il videoslide di uno dei suoi pezzi dialettali più conosciuti, la classicissima e sempreverde "Finanziere" (pezzo del 1978, composto assieme al cantautore Toni Damiani. Narra di una famiglia che va nell'ex Jugoslavia a far la spesa spicciola, portando qualcosa di contrabbando oltre il confine italiano... ma viene beccata da un infallibile finanziere, il protagonista della canzone, per l'appunto)

A presto!

     René