Dopo avervi presentato la volta scorsa il mio gatto Tit, oggi inizio con il presentarvi i suoi tre amici facenti parte della colonia felina dei gatti randagi del colle di San Giusto... ovvero l'omonima congrega "Gli A-Mici di San Giusto".
Parto da Gilda, frizzante e peperina gatta norvegese delle foreste, proprio come Tit.
Gilda è pure fidanzata con Tit, e assieme a lui e agli altri due gatti (Ugo e Tommy) spesso e volentieri si trova coinvolta in incredibili avventure imperniate tra giallo e azione.
Gilda è una gatta dolcissima, ma al tempo stesso combattiva e scattante. Nelle avventure che ha già vissuto in passato con gli altri tre (e che prima o poi pubblicherò anche qui) non sono state rare le volte nelle quali, durante momenti altamente pericolosi, ha preso in mano la situazione, dandosi da fare in prima persona per sconfiggere il cattivo di turno (uno su tutti: Bassogatto, nemico giurato dei nostri).
Anche Lei triestina DOC, con la sua voce melodiosa ama molto cantare le canzoni triestine, apprezzando in particolare la splendida "Una fresca bavisela (Marinaresca)", notissima e amatissima composizione di Publio Carniel e Raimondo Cornet "Corrai".
Inoltre ama moltissimo le fragole (delle quali è ghiottissima) e pratica tanto sport (arrampicandosi sugli alti cipressi del colle di San Giusto).
Bene, qui finisce la scheda biografica di Gilda. A presto con le altre schede.
Con oggi inizio delle brevi presentazioni di alcuni dei miei personaggi fumettistici (e non solo) più amati, i quali presto torneranno -dopo quasi trent'anni- nel mio fumetto post-apocalittico/fantasy/horror attualmente in lavorazione (a sua volta un seguito di un altro mio fumetto del 1999, intitolato "L'Amore dopo la Tempesta", del quale già ve ne parlai nel blog qualche tempo fa)..
Iniziamo con colui che è esistito davvero, ovvero Tit, il mio primo gatto, al quale dedicai alcune avventure a fumetti, in bilico tra giallo e avventura, disegnate a cavallo tra il 1992 ed il 1995...
Qui la sua story:
Tit Gattogat, ma per gli amici solamente "Tit", è un gatto norvegese delle foreste nato a Trieste il 10/6/1987.
Tre giorni dopo la nascita, il neonato Tit viene abbandonato. Ritrovato poi piuttosto malandato sotto una macchina in via Pollaiuolo, viene curato dalla signora Rosita dell'ufficio spedizionieri lì vicino. Una settimana dopo, Tit viene a vivere a casa del sottoscritto. =)
E qui comincia la sua avventura fumettistica: nel primo pomeriggio di un giorno di inizio di Febbraio 1992, Tit decide di saltare giù dal poggiolo di casa, atterrando sopra il telo di un camion sottostante.
Subito dopo, arrampicatosi sopra un autobus per provare l'ebbrezza di girare da solo per la città, raggiunge il colle di San Giusto.
Arrivato in loco, accanto alla fontanella di pietra bianca posta sotto la scaletta di legno che conduce al castello conosce tre gatti, facenti parte della colonia felina di randagi del luogo. Colonia felina chiamata "Gli amici di San Giusto".
Il primo dei tre è un gatto nero di nome Ugo, il capo della colonia, personaggio un po' timido e pasticcione, ma dal gran cuore. Poi c'è Gilda, frizzante e peperina norvegese delle foreste (la quale sin da subito proverà un debole per Tit, ricambiata) e, infine, Tommy, vero nome Tommaso, un simpatico, scattante e strampalato soriano tigrato appassionato di fumetti horror.
Insieme i tre sono poi sbarcati anche in Canada, a Toronto (dove vissero la loro prima, grandiosa avventura poliziesca), e successivamente a New York.
Di Tit e degli altri tre gatti non si è saputo più nulla dal 1995 in poi, ma adesso... sono tornati per affrontare una nuova, grave minaccia!!!
Vi presento la mia prima tavola ufficiale del mio nuovo fumetto fantasy, ambientato in una Trieste post apocalittica di un'altra dimensione, seguito del mio stesso fumetto del 1999 intitolato "L'Amore dopo la Tempesta".
Sinossi:
Siamo a Tergeste, anno 2002 dell'era iperborea posta subito dopo la fine del Kali Yuga.
Sulla città sta per abbattersi la furia del Drago del Sonno, ovvero un dragone multidimensionale proveniente da una Trieste infernale di un'altra dimensione.
Questa bestia si nutre di interi pianeti, di tutti gli universi (compreso il nostro).
Solo lo sciamano del monte Terstenico e Petite Fleur (la fata dagli occhi azzurri) potranno scongiurare la minaccia.
Ma per riuscire nell'intento avranno bisogno dell'aiuto di alcuni personaggi molto speciali, nel massimo momento del TERRORE DOPO LA TEMPESTA...
Carissima mularia mata, buonasera e... buonanotte, buon Natale e pure buon Anno (sì, mi porto avanti con gli auguri). Presto tornerò con due, anzi tre post succosi succosi. Ma per adesso voglio solo porgere i miei più cari auguri ai triestini e non solo che mi leggono cordialmente. Lo faccio con un mio pupolo fumetto dedicato al santo portatore di doni che noi triestini tutti amiamo da sempre, ovvero San Nicolò. Dicono che San Nicolò non esista. Mah, chissà... son sicuro che se ci mettiamo dietro ad un angolo di casa, ben nascosti, ad osservare, lui (cioè San Nicolò) potrebbe spuntare all'improvviso.
Inoltre, vi lascio con un altro mio "regalo". Io, oltre a disegnare, adoro cantare. In passato ho militato in qualche gruppettino faidatenoalpitourahiahiahiahiahiii ed ho molte amicizie nell'ambiente musicale triestino, ma non ho mai coltivato più di tanto questa seconda passione. Però ogni tanto mi sveglio e combino qualcosa. Già tempo fa vi feci ascoltare, proprio qui sul blog, qualcosina di mio. Bene, stavolta vi faccio ascoltare una mia nuova interpretazione, registrata live solo vocalmente e sul momento, così, en passant (con il cellulare). Un'interpretazione di una canzone romantica e semplicissima risalente al lontano 1957, che ho sempre amato alla follia ed alla quale sono legati molti miei ricordi sia d'infanzia che dell'adolescenza. La canzone -un vecchio successo di Elvis Presley, il mio performer preferito- s'intitola "Loving You". Il brano è colorato visivamente da alcuni miei vari pupoli fumetti in tema. Non è nulla di particolare, ma è cantata con il cuore in mano e spero che vi piaccia. Tanti Auguri, Trieste !
Buondì, mularia mata. Un veloce passaggio per festeggiare una bella festa, ovvero San Valentino!! Lo faccio con due pupoli fumetti (uno colorato ed uno in bianco e nero); il primo è un omaggio "paperesco" ad Adriano Celentano, mito della musica che da poco ha compiuto 80 anni. Siccome adoro la sua "24.000 baci" (1961), ho ben pensato di ispirarmi a tale brano per realizzare il primo disegno-pupolo di San Valentino (ovviamente ambientato a Trieste).
Il secondo, anch'esso dedicato a questo giorno particolare, è un pupolo vintaggioso, molto anni '70 (direi hippie), con due ragazzi innamorati accanto alla loro macchina (una fiammante Fiat 124 Sport Coupé; un'auto che sa di vernice, di donne e di velocità... ) mentre, uno vicino all'altra, osservano uno splendido tramonto sul mare.
E per finire in bellezza, ovviamente, ecco un bel brano in tema... la sempre splendida "Love me Tender" di Elvis, qui in versione dal vivo al Comeback '68:
Auguri agli innamorati e pure ai single. Noialtri ci vedremo presto. René
Un piccolo esperimento: ho disegnato un pupolo fumetto
raffigurante una donna con l'arco, mentre scaglia frecce verso alcuni cristalli
sospesi nell'aria. Un disegno di ambientazione fantasy
Successivamente ho invertito i colori, tramite un filtro
del pc, e devo dire che l'effetto da "dimensione fatata" venuto fuori
non è male.
Questo pupolo è abbinato ad una mia poesia scritta una
decina di anni fa, intitolata "Sogno di Cristallo".
Solo un piccolo post personale… per ricordare TIT, il mio primo
gatto (ispiratore di un mio vecchio fumetto folktriestin avventuroso dei primi anni ’90).
Infatti, il 10 Giugno di trent’anni fa esatti
nasceva TIT, il mio primo gatto (quasi una lince, a vederlo!).
Per me era come un fratellino, e di
tutti i gatti che ho avuto (attualmente sono alla terza; una gattina)... lui
resta il number 1, il mio Eroe!!! ♥
Quanti miei pomeriggi d’infanzia passati con lui, a inventare
mondi e a colorare le giornate che, allora, sapevano di estate tutto l’anno!
Di Tit ne parlerò più diffusamente in un prossimo post dedicato al
trentennale della mia passione per il fumetto (disegnavo già dai primi anni ’80,
ma il vero e proprio innamoramento per i fumetti giunse proprio nel Giugno
1987, assieme al mio “fratellino” Tit!)
Qui sotto una foto dell’epoca (nel prossimo post vedrete anche la sua
versione fumetto, promesso!):
Oggi post fuori tema (ma un po’
di Trieste c’è sempre), perché per me è doveroso ricordare il mio grande “amico” Elvis
Presley !!!
Elvis che, proprio oggi,
compirebbe ben 81 anni, se fosse vivo. Ma siccome, purtroppo, vivo non lo è più
(e, per favore, non venitemi a parlare di avvistamenti, di Cia, di marziani,
ecc…, che mi inca……volo),
lo voglio ricordare con un post dedicato.
Di Elvis ho narrato le origini
musicali, dello spiritual. Ma ci sono altri temi, altre caratteristiche della
sua multiforme natura musicale.
Di quale tema parlerò? Ma
ovviamente del più bello; dell’amore. L’amore nelle canzoni elvisiane.
Qui sotto, un mio pupolo fumetto
in tema:
Dunque, questo post sarà una
breve rassegna (breve perché sono troppe le canzoni d'amore di Elvis, e non posso inserirle tutte) che comprende alcuni importanti momenti musicali di Elvis sull’eterna tematica
dell’amore.
E voglio iniziare proprio con la
canzone, semplice e un po’ datata, ma che ho sempre apprezzato tantissimo
(anche Elvis l’amava molto, e la ripropose spesso, negli anni), con la quale ho
aperto il post tramite il mio pupolo: LOVING YOU. Propongo qui di seguito i video
slide con il brano originale e la versione “farm”,
entrambi del 1957:
Versione originale:
Versione "farm":
Vi aspettavate LOVE ME TENDER?
Davvero pensate sia così scontato? Se lo ero, avrei fatto il giornalista televisivo.
:D
No, qua si propone una breve carrellata
sui brani d’amore meno conosciuti dal grande pubblico (Love Me Tender è molto
bella, ma strastrastraconosciuta e strarisentita, ormai), salvo eccezioni.
Il secondo brano è l’eccezione
che conferma la regola; difatti, non posso non inserire la mitica ARE YOU
LONESOME TONIGHT. Quest’ultimo è un vecchio e piuttosto misero brano blues. L’unica
cosa bella è il testo. Negli anni trenta, non se lo era filato nessuno. Trenta
e passa anni più tardi, nel 1960, il brano viene riarrangiato in chiave
romantico-melodico ed interpretato da Elvis. E “Are You Lonesome Tonight” fa –inutile
dirlo- il botto!!!
Sempre del 1960, canzone
romantica ma swing, è SUCH A NIGHT. Provate a resistere al fascino di muovere
le gambe a tempo.
Altra canzone famosa-eccezione-nonpotevononmetterla, è CAN'T HELP FALLING IN LOVE.
Canzone ispirata al celebre sonetto PLAISIR
D’AMOUR, è stata definita come la miglior canzone d'amore dell'intero XX° secolo!!
Senza esagerare, ritengo che essa sia, se non altro, una delle migliori canzoni d'amore scritte durante tutto l'arco del novecento.
Tale pezzo esordì nel 1961, nel film "Blue Hawaii", ma io vi voglio proporre l'esecuzione live fatta da Elvis nel 1968, al suo storico spettacolo televisivo "Comeback '68", in quanto, a mio modesto parere, ritengo sia l'esecuzione più riuscita.
Al contrario della precedente,
questa è una canzone romantica ma con un’atmosfera particolare… onirica. THAT’S SOMEONE YOU NEVER FORGET.
Molto cuore e molta atmosfera
onirica anche in questa LOVE LETTERS del 1966. Elvis la incise al buio,
illuminato solo da una fioca luce di candela. Il pianista, David Briggs, lo
prese per matto. Ma Elvis era fatto così; da buon professionista, voleva creare
l’atmosfera adatta al brano, per entrare meglio dentro il mood di questa
affascinante melodia.
Saltiamo di un bel paio di anni,
per concludere con due pezzi particolari, entrambi incisi nel 1975.
Il primo è WOMAN WITHOUT LOVE,
dal testo forse un tantino maschilista, ma dalla musica struggente.
Il secondo –con il quale concludo questa mia breve rassegna- è lo splendido
brano di Tom Jones, GREEN GREEN GRASS OF HOME.
Questo pezzo narra di un uomo
lontano dalla sua casa e dai suoi affetti più cari, che immagina di rivedere la
sua Mary, i suoi genitori ed i verdi prati di casa sua. Poi, verso la fine
della canzone, il protagonista ci rivela che tutto ciò è solo un sogno, e che
lui si trova rinchiuso ingiustamente nel braccio della morte, mentre i
secondini stanno venendo a prenderlo per portarlo sulla sedia elettrica.
Già la versione di Tom Jones, di
suo è assolutamente impeccabile. Ma Elvis riesce a darne una propria versione
altrettanto incisiva, conservando l’arrangiamento country originale della
canzone.
Finito? No. Ve l’avevo detto che
qualcosa di Trieste c’è sempre. Ecco ARE YOU LONESOME TONIGHT cantata dal vivo,
fine anni ’70, dal nostro Lorenzo Pilat.
Adesso concludo veramente,
augurando Buon Compleanno ad Elvis, che tanta compagnia mi ha sempre tenuto,
sapendo colpirmi più di ogni altro artista.