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martedì 12 febbraio 2013

LA CAVALA ZELANTE - Lorenzo Pilat & Paul Brinigann (Poldo l'alcolizà) live 22 luglio 2001 - TS




Bondì, mularia mata...

Uno dei più celebri pezzi del Maestro Lorenzo Pilat (in arte Pilade), qui eseguito live dallo stesso in duetto con l'artista fantasista, di fama mondiale, Paul Brinigann (nome d'arte di Poldo l'alcolizà). La suddetta esecuzione live è registrata amatorialmente dal sottoscritto, lunedì 22 luglio 2001, nella sagra che si svolgeva nel campo di calcio della U.S. Roianese (grazie al presidente Lorenzo Giorgi ed il suo staff), nel rione di Gretta (Trieste).





I disegni del videoslide, in stile "Disneyan-patoco", sono del sottoscritto René, autore della registrazione bootleg patoca ed Emerito Presidente della Supercogoma Productions di Trieste, con sede a casa mia !






La Supercogoma della foto (in apertura del videoslide) è gentilmente offerta dall'amico collezionista Bruno Pause, che ringrazio sentitamente.


Dichiaro testualmente che durante la registrazione amatoriale di questo live, nessun imbriago è stato maltrattato dalla Supercogoma Productions !




Ecco finalmente il videoslide videoslidezzato:



Ala prossima...

    René

domenica 27 gennaio 2013

1973 - 2013: QUARANT'ANNI DI LORENZO PILAT A TRIESTE !!!




Bondì, mularia mata...

Come da titolo, son passati ben quarant'anni ! Quarant'anni da quando uscì un disco.



Il disco, un LP 33 giri, s'intitolava "TRIESTE MATTA", ed era il primo disco del nostro Lorenzo Pilat, dedicato espressamente alle tradizionali canzoni folkloristiche triestine.

Un evento importante, anche se potrebbe non sembrarlo.

Tutto iniziò nel 1971, quando Pilat registrò un programma di canzoni popolari diretto da Vittorio Salvetti, l'indimenticato patron del Festivalbar (Pilat, vinse proprio la primissima edizione della popolarissima rassegna canora, in quel di Asiago, nel lontano 1964).
Il programma, realizzato per la Rai, non andò mai in onda, ma Salvetti, colpito dal modo verace e particolare adottato dal Pilat per interpretare alcuni pezzi popolari, consigliò quest'ultimo di provare a realizzare un disco esclusivamente dedicato al folklore popolare.



Fin da piccino, Lorenzo Pilat è sempre stato un cultore dell'anima musicale di Trieste.
Così, decise di realizzare, per l'appunto, un disco di canzoni folk .
Nel 1972, ogni qualvolta ripassava da Milano a Trieste, imbracciava la sua chitarra acustica a tracolla per poi girare come un bucolico trovatore, attraverso osterie e piazze triestine, alla ricerca di anziani che potessero cantargli qualche canzonetta dimenticata del bel tempo andato.
Non appena scovava un testo inedito e/o perduto, si metteva a trascrivere il tutto su fogli di carta, trascrivendo anche gli accordi e/o la melodia.



Finite le trascrizioni, dopo un lungo lavoro fatto anche e soprattutto di documentazione storica, Pilat aggiungeva un arrangiamento personale, modernizzando il tutto, ma senza stravolgere l'atmosfera originale di ogni singolo brano, anzi.

Non solo, ma da bravo autore (di livello nazionale ed internazionale), con la sua sensibilità ed ispirazione scrisse alcuni brani propri, personali ed impegnati, ma sempre utilizzando il dialetto triestino !



Nacque così l'LP "Trieste matta".
Fu registrato da Pilat assieme ad alcuni suoi amici musicisti, anch'essi triestini. Prima di partire con le incisioni, Pilat ed i suoi si scolarono qualche bicchierino, così, giusto per ottenere nel disco quell'atmosfera goliardica e pura dei canti collettivi da compagnia triestina.   



Dentro al disco vennero inseriti canti e marce allegre come "Da Trieste fino a Zara", "El Tran de Opcina", ecc..
Ma anche intensi brani d'autore come "Co' son lontan de ti (Trieste mia)" di quell'indimenticabile duo di autori triestini che erano Publio Carniel e Raimondo Cornet.



Fra i brani composti dallo stesso Pilat, su tutti svettò, sin da subito, la stupenda "Lassime star cussì". Una canzone romantica e disperata, che narra di un uomo maturo sconfitto in amore e che per questo non sa o non vuole più amare, per non dover incontrare di nuovo la scure tagliente del rimpianto e della solitudine.   

 

Quando l'incisione terminò, l'lp (sotto marchio CBS) venne presentato in grande stile al Circolo della Stampa di Milano, all'inizio del 1973.
Tra i presenti molti vip, tra i quali i calciatori Cesare "Cece" Maldini e Gianni Rivera.



Durante la vernice, Pilat si esibì in un miniconcerto, accompagnandosi con la sua storica ed inseparabillissima chitarra elettrica Fender Telecaster !



Questo lp, il primo di tre dello stesso genere, ottenne a Trieste un effetto bomba. Vuoi per la particolare verve, vuoi per i brani dimenticati e riportati alla luce, ma soprattutto per l'aggiunta di strumentazioni moderne come chitarre elettriche distorte, tastiere e batteria, la città di Trieste riscoprì, soprattutto attraverso i più giovani, il proprio attaccamento al folklore che, negli anni, si era un bel po' perduto.



Da allora, Lorenzo Pilat divenne il principale portabandiera della Trieste popolare da ballare e cantare in compagnia.




Da allora non ci fu estate a Trieste e dintorni senza la sua presenza carismatica e "pazzoide" (nel senso più positivo del termine). Un cantastorie scatenatissimo, capace di trascinare un foltissimo pubblico di tutte le età in canti popolari e folkloristici triestini, sempre abbinati ad alcuni rock 'n roll americani (altra passionaccia del Pilade).



Un appuntamento attesissimo era sempre la storica "Sagra dela Sardela" che si teneva puntualmente, ogni estate, dagli anni '70 sino al 1989, o nello spazio antistante il Magazzino Vini (di fronte all'ex Pescheria Centrale) o sulla punta del Molo Pescheria.
Solo negli anni '80, si potevano registrare punte di spettatori tra le 2000 e le 2500 unità.



Senza contare le varie partecipazioni televisive locali, con programmi sempre incentrati sul nostro bel folklore musicale. Interviste con esibizioni live radiofoniche (ne ricordo una ad "Alto livello", nel segmento "Trieste dal vivo", programma condotto una trentina d'anni fa dal comune amico e collezionista Bruno Pause) e persino spettacoli natalizi per bambini. 

 

E tutto il resto è ormai storia !... 
Lorenzo Pilat, ispirò un seguito di musicisti ed appassionati, a Trieste e non solo. Ancor oggi, a ben quarant'anni di distanza, non c'è gita, non c'è occasione conviviale dove non si cantino le sue canzoni più conosciute, come "Finanziere" o "La cavala zelante", ecc...

E lui, il buon Lorenzo, è sempre qui, oramai un vero e proprio mito!
Tuttora in forma vocale ed espressiva, nonostante pure per lui gli anni iniziano a fuggir sempre più lontano, assieme alla bora ed ai ricordi migliori di una città che, nonostante la propria devastazione attuale, estetica, sociale e morale, riesce ancora a ritrovare la sua grandissima anima interiore, anche grazie alla magica musicalità ed alla verve di Pilat.



Termino questo mio ricordo con un paio di videoslide di alcune delle canzoni di "Trieste matta", dandovi appuntamento al prossimo post.

Un caro saluto e buon ascolto !!!


Da Trieste fino a Zara (popolare):



Lassime star cussì (Pilat):



El Tran de Opcina (popolare):


Un bicer de dalmato (popolare):



Lassime star cussì (Pilat) LIVE 1989:

 

       René  
        

mercoledì 29 febbraio 2012

UN ALTRO PO' DI "CAVALA ZELANTE"!

Bondì, mularia mata...

Oggi vi posto un altro po' di Cavala Zelante, tramite un mio pupolo risalente al 2009, ma el xe sempre bon, el xe tre volte bon, e nianca la domenica 'l ve onzi col baston!!!

Ecove el mio pupolo, stile "Disneyan-patoco", ambientado in tei primi anni '30 (come sempre struchè sora el pupolo per vederlo in grando come un linziol...):

(Click sul disegno per ingrandire)

Ed ovviamente non potevo chiudere questo post senza postarvi anche una versione live della mitica canzone... lui è sempre il nostro amatissimo Lorenzo Pilat (Pilade), in una recente esibizione dal vivo (Maggio 2010, al teatro Politeama Rossetti di Trieste, durante il finale del suo Recital Live. Guest star nell'esibizione il mitico presentatore Fulvio Marion):




Alla prossima!

     René

giovedì 20 ottobre 2011

ULTRABULLOTS.... OVVERO "CHI DICE CHE A TRIESTE EL MORBIN XE SOL PER VECI?"

Buondì a tutti... oggi a Trieste, giorno 20 ottobre 2011, fa un freddo (zima, in dialeto patoco) assai tremendo.

Ci riscaldiamo l'anima morbinara ascoltando gli UltrabulloTs? Ma chiaro che Yes!!!!

A Trieste, si usa dire (ahimé, spesso a ragione, se confrontiamo l'andazzo rispetto ad una ventina d'anni fa) che il tipico "Morbin" è ormai solo una cosa per "veceti". Nel senso che la tradizione triestina, il suo folklore e tutto ciò ad esso correlato difficilmente riesce oggi a trovar spazio presso un pubblico di giovane "mularia" triestina.

Ma, almeno secondo me, ciò è dovuto non alla sostanza, sempre ottima, bensì alla forma... mi spiego: negli anni '70, allorquando le antiche (ma mai vecchie) tradizioni folkloristiche triestine andavano sparendo assieme alle ultime generazioni di "muli" triestini (nati quando la città stava ancora sotto bandiera austriaca), un "mulon" de casa nostra, Lorenzo Pilat (Pilade), si attivò personalmente per far riscoprire anche alle giovani generazioni tutto quell'immenso e prezioso patrimonio culturale della tradizione canora patoca. Aggiungendo alle classiche canzoni triestine alcuni azzeccatissimi arrangiamenti moderni, conditi da batteria e chitarra elettrica distorta.

Un'azione di questo tipo, ultimamente, è stata intrapresa dai mitici ULTRABULLoTs! Ovvero dei giovanissimi, pazzi (nel senso simpatico del termine) e scatenati muloni che, oltre a proporre delle loro simpatiche e gradevoli composizioni, hanno avuto la felicissima idea di riproporre tanti pezzi della più classica canzone triestina in una moderna, graffiante ed accattivante veste punk-rock. Riuscendo a fare quello che solo Pilat, in gran parte era riuscito a fare anni addietro (attenzione, senza nulla togliere a tantissimi, bravissimi autori-interpreti del genere), cioè sdoganare ad un pubblico giovanissimo questo patrimonio canoro, rinnovando la passione per questo genere che così continua imperterrito a solcare i decenni, affermandosi presso le future generazioni. 
Lo so, sto usando termini "spropositati" e trionfalistici, ma, credetemi, questi muli meritano veramente un applauso sincero e spontaneo! Poi, ripeto, sono molto simpatici e carismatici. Sanno stare sul palco, dove ci danno dentro con gli strumenti e con il loro estro (e non è assolutamente facile stare su un palco... anch'io canticchio e recito nel mio piccolo, e confermo che l'effetto di un'esibizione sul palco, qualsiasi, dalla sagra ad un teatro, è forte a livello di impatto emotivo... si può facilmente cannare se ci si lascia prendere dal minimo momento di panico). 
A me son piaciuti sin dal primo ascolto, senza esitazioni (ed io sono un "sufistico" per natura, specie verso le nuove proposte musicali).

Ad un recente Festival della Canzone Triestina, hanno saputo imporsi immediatamente, dando una piacevole ventata di novità alla manifestazione stessa! 

Gli ULTRABULLoTs si possono ascoltare soprattutto d'estate, soprattutto alla sagra di Campanelle (che no xe Costalunga).

Vi propongo qui sotto alcuni link ai loro siti, e soprattutto un paio di video:

Sito Myspace degli ULTRABULLoTS 

Pagina Facebook degli ULTRABULLoTs 

Qui sotto, una rielaborazione della mitica "YUPI YUPI ALA (ALA MATINA EL MARI' VA A LAVORAR)" ad opera dei muloni:

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Qui sotto, gli ULTRABULLoTs al Festival della Canzone Triestina (2009):

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Qui sotto, gli ULTRABULLoTs live in sagra di Campanelle (che no xe Costalunga):

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Un saludo mularia mata, a presto!


   René