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martedì 20 novembre 2018

40° FESTIVAL DELLA CANZONE TRIESTINA - MANIFESTO ARTISTICO by RENE'





Buondì, mularia mata...

Il mio pupolo-fumetto-acquerello qui sopra, realizzato recentemente, è un manifesto artistico/invito ad andare al Teatro Politeama Rossetti di Trieste, questo giovedì prossimo 22 novembre, per assistere al Festival della Canzone Triestina ideato e condotto come sempre da Fulvio Marion, storico patron della manifestazione. Un'edizione, questa del Festival, che quest'anno giunge ad un importantissimo traguardo: il suo quarantennale.

Voglio specificare una cosa: generalmente questo blog non è assolutamente un mero veicolo pubblicitario, salvo rarissimi casi motivati. Questo è uno di quelli, poiché il dialetto, le nostre canzoni e le nostre tradizioni vanno sostenute al massimo (non per niente uno degli scopi primari proprio di tale blog). 
Quindi, se il prossimo giovedì sera non avete altri impegni, provate a passare al Festival. Oltre a numerose nuove canzoni, vi sarà uno spettacolo nello spettacolo: il recital del sempreverde Lorenzo Pilat, da sempre portabandiera della Triestinità con la T maiuscola!!!!

P.s.: il mio manifesto postato poco più sopra -salvo problematiche dell'ultimo minuto- verrà proiettato sullo sfondo del teatro durante la serata.

Vi lascio con il manifesto ufficiale originale, dandovi di nuovo appuntamento a questo giovedì. Un caro saluto.



   René

mercoledì 15 agosto 2018

RICORDANDO L'ELVIS PRESLEY MENO RICORDATO






Bondì, mularia mata...






Memphis (USA), 11 Agosto 1977, tardo pomeriggio: Elvis, a cavalcioni della sua moto, sta per passare il cancello di Graceland, la sua dimora, dopo essere passato al cimitero per portare un mazzo di fiori sulla tomba della madre. Non poteva immaginare che solo cinque giorni dopo l'avrebbe riabbracciata per sempre!

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Sono passati ben 41 anni dalla scomparsa di Elvis, ma io e tantissime altre persone non lo dimentichiamo. Cliccando a questo link, ad esempio, potrete trovare TUTTI i miei post di questo blog a tema Elvis (sono tanti e lunghetti, ma pure strapieni di foto, video, audio e memorabilia vari. Buona lettura): CLICCARE QUI PER TUTTI GLI ALTRI POST SU ELVIS                                      
Questa volta, invece, vorrei ricordarlo con alcuni dei suoi brani poco conosciuti o sconosciuti del tutto ai più, perché anche in mezzo alle discografie “minori” vi sono sempre delle perle che, nonostante lo scarso o nullo successo, brillano di luce propria. (per la foto sottostante, ringrazio l'amico Roberto Paglia)




Comincio con una ritmata ballad degli anni '50... ovvero con “Is it so Strange”:





Beach Boy Blues” dal film “Blue Hawaii” del 1961: 












"That's Someone you ' Never Forget”, 1961:





They Remind me too Much of You”, 1962:





Never Ending”, 1963:





Tomorrow is a Long Time”, 1966 (cover del brano di Bob Dylan):





Stay Away”, 1968 (basato sul brano tradizionale “Greensleeves”):





Too Much Monkey Business”, 1968 (cover del brano di Chuck Berry):








Kentucky Rain, 1970:








Ecco, avrei finito, se non fosse che... i brani belli anche se nascosti sono tantissimi, ma si rischierebbe di fare torto ad altri brani comunque meritevoli. Quindi, solo questa piccola ma corposa rassegna, per ricordare assieme il più grande performer della storia musicale mondiale (esagero? Ma anche no).



Saluti, alla prossima.



René

mercoledì 27 giugno 2018

TERRORE DOPO LA TEMPESTA !!!!



Bondì, mularia mata...

A volte ritornano, diceva quello là (non so chi). Qualcuno forse si ricorderà di un mio post pubblicato quasi un anno fa, dove parlavo di un mio vecchio fumetto amatoriale (realizzato nel 1999 assieme all'amica Elisa S.) ambientato in una Trieste post-apocalittica, e intitolato "L'Amore dopo la Tempesta". Ne parlai qui: CLICCARE SOPRA

Bene, dopo quasi vent'anni da quel fumetto, ho voluto riprendere quell'ambientazione (e pure i due protagonisti, i quali appaiono quasi di sfuggita) in un mio nuovo pupolo - illustrazione.

Il pupolo si rifà anche nel titolo al fumetto originario, ma in maniera più cruda, ovvero "Terrore dopo la Tempesta".

Nel pupolo possiamo vedere il caro, vecchio campanon di San Giusto immerso in una fitta coltre di alberi amazzonici, piante rampicanti, ecc... il tutto invaso da dinosauri di ogni sorta. E proprio un tiranosauro, il temibile T-Rex di tanti film tipo "Jurassic Park", "Jurassic World", ecc... è l'antagonista, inseguitore di due personaggi che, però, non sono i veri protagonisti... bensì la loro automobile.
Difatti, ecco in primo piano una splendida, fiammante Fiat 124 Sport Coupé III° serie (metà anni '70 del 20° sec.), la quale riesce agilmente a seminare il pur veloce T-Rex (merito pure della bravura del conducente). In lontananza, i due protagonisti del fumetto originario del 1999, osservano il tutto con distacco, senza intervenire.



    René

venerdì 30 marzo 2018

UN TRAM DE OPCINA CHIAMATO DESIDERIO !


Bondì, mularia mata...

Come da titolo... un Tram de Opcina chiamato desiderio!

Solo uno sfogo, dal momento che il nostro amato tram è sempre fermo. :(

Ho pure preparato un pupolo fumetto surreale, nella speranza che il tram smetta di essere solo un fantasma.


Alla prossima.

    René

venerdì 9 marzo 2018

IL TITANIC A TRIESTE: STORIA DELL'UFFICIO TRIESTINO DELLA “WHITE STAR LINE”



NOTA: preciso che tale post è qui
pubblicato solo a scopo divulgativo,
per far conoscere una significativa ma 
purtroppo quasi dimenticata pagina 
di storia triestina.




















"La prima classe costa mille lire, la seconda cento
La terza dolore e spavento
E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto
Sior Capitano mi stia a sentire
Ho belle e pronte le mille lire
In prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare"


"TITANIC", testo e musica di Francesco De Gregori





Fino a non molto tempo fa, chi passava 
dalle parti del Magazzino n. 42 della 
Stazione Marittima (in fondo al molo 
Bersaglieri) poteva notare una scritta 
impressa sul muro: WHITE STAR LINE.






Chi la notava, non ci faceva caso, o al 
massimo la correlava alla nota 
compagnia armatrice del Titanic. Ma 
senza ulteriori pensieri, congetture o 
chissà cosa.


E invece... e invece quella scritta, ormai 
persa dopo i recenti lavori che hanno 
modificato la struttura di quei 
magazzini, si trovava lì per un preciso 
motivo. Difatti, la celebre compagnia 
armatrice, nei primi anni dieci del '900 
aveva aperto proprio in quel punto uno 
dei suoi prestigiosi uffici. Uno dei tanti 
dislocati un po' in tutta Europa, 
seguendo una linea architettonica 
standard degli interni. Questi ultimi 
ricalcavano lo stesso design dei lussuosi 
interni delle navi della compagnia, come 
la Britannic, l'Olympic e, per l'appunto, 
il Titanic.


Nel mio pupolo-fumetto sottostante -
ripreso già in apertura del post- un 
quadretto vintage rappresentante il 
Titanic in viaggio lungo l'Oceano 
Atlantico:







Il RMS Titanic fu un transatlantico 
britannico della classe Olympic, e, come 
già scritto, oggi viene ricordato 
soprattutto per la collisione con un 
iceberg nella notte tra il 14 e il 15 
aprile 1912 ed il conseguente 
drammatico naufragio avvenuto nelle 
prime ore del 15 aprile.

Secondo di un trio di transatlantici, il 
Titanic, assieme ai suoi gemelli Olympic 
e Britannic, fu progettato per offrire un 
collegamento settimanale di linea con 
l'America e garantire il dominio delle 
rotte oceaniche alla White Star Line. 
Costruito presso i cantieri Harland and 
Wolff di Belfast (Irlanda), il Titanic 
rappresentava la massima espressione 
della tecnologia navale del tempo ed era 
il più grande e lussuoso transatlantico 
del mondo.




Durante il suo viaggio inaugurale (da 
Southampton a New York, via 
Cherbourg 
e Queenstown), entrò in collisione con 
un iceberg alle 23:40 (ora della nave) di 
domenica 14 aprile 1912. L'impatto con 
l'iceberg provocò l'apertura di alcune 
falle sotto la linea di galleggiamento 
allagando i primi 5 compartimenti 
stagni del transatlantico, che 2 ore e 40 
minuti più tardi si inabissò (alle 2:20 del 
15 aprile) spezzandosi in due tronconi.



Nel naufragio persero la vita ben 1.518 
dei 2.223 passeggeri imbarcati, 
compresi i 900 uomini dell'equipaggio; 
solo 705 persone riuscirono a salvarsi 
(alcuni dei quali morirono subito dopo 
essere portati a bordo del Carpathia, 
nave gemella della compagnia Cunard 
Line, che faceva regolarmente scalo a 
Trieste mediante la rotta New York-
Fiume), 6 delle quali salvate fra la gente 
finita in acqua. L'evento suscitò 
un'enorme impressione sull'opinione 
pubblica e portò alla convocazione della 
prima conferenza sulla sicurezza della 
vita umana in mare.



Grazie al Gent. imo Sig. Alessandro 
Artico (che ringrazio sentitamente per 
la collaborazione, gli spunti e vario 
materiale storico gentilmente 
concessomi),
appassionato e modellista, che scoprì 
quasi per caso le notizie relative a 
quest'ufficio (durante alcune sue 
ricerche effettuate con l'aiuto di alcuni 
massimi esperti del Titanic, ovvero 
Clifford Ismay, Howard Nelson e Nigel 
Irvine), adesso sappiamo per certo che 
pure Trieste -allora facente parte 
dell'Impero Austro-Ungarico- fu, nel suo 
ruolo di importante capitale europea dei 
commerci, un significativo tassello nella 
storia del transatlantico più famoso (e 
sfortunato) del mondo.


Qui sotto, un mio pupolo-fumetto 
raffigurante l'ufficio. Tale pupolo l'ho 
ricavato direttamente dal modellino 
costruito dallo stesso Sig. Artico 
(cliccare sul pupolo per visualizzarlo in 
grande):







Nello specifico, tale locale era un ufficio 
di rappresentanza con annessa 
biglietteria. Da questa biglietteria 
furono acquistati pure dei biglietti per il 
Titanic.







L'ufficio e biglietteria sono riportati 
sulla guida Bradshaw sino 
all'edizione del 1913, dopo il quale 
(1914) tutta l'Europa ed il Mondo 
furono sconvolti dalla esplosione 
della prima guerra mondiale .
Per la precisione: Guida Railways 
Bradshaw Guide 1913 , e poi il testo 
TITANIC di John P.
Eaton e Charles A. Haas




Qui sotto il modellino in scala 
dell'ufficio triestino della White Star 
Line, costruito dal Sig. Artico:







Qui di seguito, la descrizione dell'ufficio 
data dal Sig. Artico: «La biglietteria era 
un locale di piccole dimensioni, ma 
molto elegante e di grande fascino, con 
un arredamento, fra l'altro, standard 
per tutte le sedi della società che, va 
ricordato, nel momento di massimo 
splendore era così diffusa che poteva 
disporre di una fitta rete di uffici e 
agenzie dislocate ovunque, sia nei 
territori dell'impero britannico che in 
Paesi esterni al controllo 
della corona».





Sono state trovate anche delle liste 
con nomi dei passeggeri che 
acquistarono 
uno o più biglietti allo scalo giuliano, 
per poi imbarcarsi sul Titanic 
direttamente allo scalo francese di 
Cherbourg (seconda fermata del 
Titanic).


Si apprendono, così, i nomi di 
Sebastiano De Carlo, 29 anni, originario 
della provincia di Lucca, imbarcato a 
Cherbourg in seconda classe assieme 
alla moglie Argene Genovesi, di 24 anni. 
Successivamente il De Carlo perì nel 
naufragio, mentre lei fu tratta in salvo.
Poi abbiamo i sei componenti della 
famiglia Cacic, provenienti dalla 
Croazia. Sempre dalla Croazia, e 
precisamente da Zrinska Kula, i fratelli 
Ivan, Bartol e Ludovic Cor, che si 
imbarcarono a Southampton.

Branko Dakic, registrato come 
austriaco, 
e Franz e Manca Karun, rispettivamente 
di 39 e 4 anni, provenienti dalla 
Carniola, in Slovenia, e Francesco 
Celotti, di 24 anni, imbarcato in terza 
classe.


Tutti passeggeri di quel viaggio 
inaugurale che, per molti di loro, 
terminò in maniera tragica.


«Ancora oggi -racconta il Sig. Artico- è 
molto difficile avere una lista completa 
precisa dei passeggeri del Titanic, 
anche perché la maggior parte delle 
fonti li registra come "british" e "non-
british", inglese e non-inglese. 
Così, per esempio, furono registrati 
molti siriani 
che però avevano la residenza in 
Libano, e molti austriaci che avevano 
la residenza in Croazia»


Dell'ufficio poco altro si sa. 
Probabilmente funzionò sino a metà 
degli anni '30, allorquando la 
compagnia 
White Star Line si ritrovò in crisi e 
dovette fondersi con la rivale 
compagnia 
britannica "Cunard Line", la quale optò 
per un ridimensionamento delle sue 
nuove proprietà (acquisite 
definitivamente nel 1947).


Questo post, in fondo, oltre a ricordare 
quest'ufficio perduto nell'oblio del 
tempo, vuol essere un ricordo di quelle 
persone citate poc'anzi che, assieme ad 
altre mille e più persone, perirono nel 
naufragio del 1912.




Come scritto in apertura di post, la 
scritta "White Star Line" impressa sul 
muro del Mag. 42 della Stazione 
Marittima, fu l'ultima testimonianza di 
questa storia. Dopo il rinnovo di 
quell'area, quindi, ricordiamo qui quel 
pezzettino di storia altrimenti 
sconosciuto ai più e destinato all'oblio 
del tempo.


Ancora un sentito ringraziamento al 
Gent.mo Sig. Alessandro Artico, per la 
consulenza e per il materiale fornitomi.


Un saluto, alla prossima.




René



venerdì 19 gennaio 2018

ELISA "PETITE FLEUR" SCOPRE IL REGNO DI AGARTHI !



Buondì, mularia mata.

Concedetemi solo un altro veloce post personale fuori tema, prima di ricominciare con i post espressamente dedicati a Trieste.

Oggi è il 19 gennaio, e siccome vent'anni fa esatti conobbi Elisa (detta "Petite Fleur"), la ragazza con la quale creai nell'estate del 1999 il fumetto "L'Amore dopo la Tempesta" (del quale ve ne parlai qualche mese fa, remember?), ci tenevo a ricordare questa data, pubblicando due pupoli ideati nel lontano 2004 per un fumetto che, purtroppo, non vide mai la luce. Fumetto che aveva per protagonista proprio Elisa.

Il fumetto era ambientato prevalentemente in Tibet, dove Elisa, in veste di esploratrice, scopriva il mitico regno di Agarthi.

Come detto, tale fumetto non riuscii ad esser completato (anche allora il problema era il tempo che manca), però ho voluto salvare due vignette, ridisegnandole in questi mesi (che quelle originali, dirò la verità, mi erano venute malissimo).

La prima immagine era stata pensata inizialmente come retrocopertina del fumetto, mentre la seconda immagine è una vignetta del fumetto stesso (il momento nel quale Elisa scopre Agarthi).

Elisa, se mi leggi o mi leggerai, ti mando un salutone.



     
  

        René

lunedì 15 gennaio 2018

I MIEI PRIMI 40 ANNI TRIESTINI !!!


Bondì, mularia mata...

Permettetemi un post personale: oggi compio 40 anni !!!

E per l'occasione proprio ieri sera ho voluto abbozzare un pupolo fumetto/illustrazione dedicato alla mia/nostra carissima Trieste. In particolare, al Campanon di San Giusto.

'Ndando 'vanti sempre co' la stessa passion, Viva là e po bon! (Y)


     René



lunedì 8 gennaio 2018

BUON COMPLEANNO ELVIS ! Dal 1935 al 2018 il ricordo vive.



Bondì, mularia mata.

Solo un velocissimo e breve passaggio poiché non posso assolutamente dimenticare di fare gli auguri, oggi 8 gennaio, ad Elvis Presley!

AUGURI SINCERI, KING OF MUSIC.




ET MAINTENANT di Gilbert Becaud, versione elvisiana (live 1973): 



         René