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lunedì 12 aprile 2021

TRIESTE, IL TRAM E LA LUNA

 




Buondì, mularia mata...


Un mio pupolo, in realtà un poco vecchiotto (realizzato nell'anno 2000) e peraltro già postato, però qui è in alta risoluzione.


Come da titolo: Trieste, il tram e la Luna... e il resto sia poesia, e così sia sempre e per sempre!!! 💗


  René

sabato 25 gennaio 2020

TRIESTE: VANESSA, PIAZZALE DE GASPERI, L'ESTATE DEL 1989 E QUEL VECCHIO ROTTAME PUBBLICITARIO







Questa foto l'ho scattata la sera del 20 Settembre 2019, con il mio cellulare, ed è uno scatto della parte interna del vecchio e arrugginito triplo tabellone pubblicitario posto sull'angolo di Piazzale De Gasperi compreso tra l'ippodromo di Montebello ed il nuovo condominio (dove un tempo c'era l'ex caserma). Il tabellone è cavo, come si vede dalla foto stessa, e termina con un'apertura in alto.

Io stesso, prima di questo scatto, non rivedevo più questi interni dalla lontanissima estate del 1989. A quell'epoca ci entravo spesso, insieme all'allora inseparabile e mai dimenticata Vanessa, dolcissima ragazzina dagli occhi chiari come il mare e dalla rigogliosa massa castana di capelli, che allora passava sempre in questi luoghi assieme alla sua piccola e bionda sorellina e la loro nonna (che mi portava sempre dei buonissimi canestrelli).
Io e Vanessa, insieme ci arrampicavamo fino alla cima interna del tabellone,  facendo molta attenzione a non scivolare giù mentre poggiavamo i nostri piedi sulle minuscole giunture di ferro che fungevano da "scalini".

Una volta giunti in cima, ci prendevamo per mano e ci sembrava di dominare il mondo intero: tutte le altre persone in basso e noi invece lassù, da soli, ad osservare un po' più da vicino il sole infuocato del tramonto, volando con i nostri pensieri. Pensieri pronti ad inseguire ed afferrare quel magnifico sole. In quei piccoli, preziosi momenti non c'era nulla di brutto che potesse raggiungerci. L'unico "nemico" venne un giorno proprio dall'alto, e si trattò di un acquazzone improvviso e violento. Ma pur essendo esposti alle eloquenti intemperanze degli elementi, ci sentivamo comunque felici in quella che era una nostra personalissima rampa di lancio verso i nostri sogni più belli.

Tutto questo solo per dire che a volte pure un ammuffito ed apparentemente inutile rottame urbano può celare delle storie di vita, piccole o grandi esse siano.




     René

venerdì 14 luglio 2017

SOGNO DI CRISTALLO




Un piccolo esperimento: ho disegnato un pupolo fumetto raffigurante una donna con l'arco, mentre scaglia frecce verso alcuni cristalli sospesi nell'aria. Un disegno di ambientazione fantasy
Successivamente ho invertito i colori, tramite un filtro del pc, e devo dire che l'effetto da "dimensione fatata" venuto fuori non è male.
Questo pupolo è abbinato ad una mia poesia scritta una decina di anni fa, intitolata "Sogno di Cristallo".



SOGNO DI CRISTALLO

Stanotte ho fatto un sogno.
Un sogno quasi reale...
un sogno bagnato dal latte
ed unto dal miele.

Ho sognato una barca
ondeggiante in un mare
frastagliato da flutti
dall'odor di pesca.

Ho posato gli occhi stupiti
sulla fata dipinta
nel panorama disteso
tra eterne valli di ghiaccio.

Le ho detto: “Ti regalerò
le mie rose più rosse.
Saranno delicate
come la tua dolcezza.
I suoi petali
saranno della stessa tenerezza
della tua giovane epidermide.
I loro colori
saranno accesi dalla tua passione.
La loro vita
sarà innaffiata
da tutto il tuo amore."

Queste rose segneranno
il confine di passaggio
fra la nostra nuova unione
e l'universo esterno
che ci aspetta, speranzoso,
al risveglio mattutino
da questo sogno di cristallo
che prezioso uniti tiene
i nostri corpi fusi in uno
nel suo gelido tepore.

    René 2007

martedì 31 gennaio 2017

martedì 16 agosto 2016

INSEGUI I TUOI SOGNI (OMAGGIO A ELVIS PRESLEY)







Bondì, mularia mata

Come ogni anno, al 16 agosto, non posso mancare di ricordare la scomparsa del mio mito: Elvis Aaron Presley !!!!

Quest’anno sono 39 anni che Elvis non c’è più. Oltre al pupolo d’apertura, voglio ricordarlo con una mia poesia dedicata a tutti coloro che non smettono mai di sognare. 
Elvis era un sognatore e fu per questo motivo che, pian pianino, riuscì ad emergere e a far valorizzare il suo talento. Partendo dal basso, dall’estrema povertà, senza mai smettere di sognare. Arrivando, così, nell’eterno Olimpo della Grande Musica.

La mia poesia si intitola “Insegui i tuoi sogni” come “Follow that Dream”, che è proprio il titolo di una vecchia canzone elvisiana anni ’60, ma è pure il titolo di una struggente dedica di un altro Grande, ovvero Bruce Springsteen. 
Anche quest’ultimo, un sognatore. Un sognatore che non ha mai smesso –nemmeno dopo il successo- di inseguire i suoi sogni.


INSEGUI I TUOI SOGNI

Insegui i tuoi sogni. Inseguili, non farli morire mai. Mastica le amarezze, per poi sputarle con tutta la rabbia ed il disprezzo che esse contengono, e continua ad inseguire i tuoi sogni.

Puoi piangere, urlare, disperarti e lanciarti mentalmente in un baratro che sta li’, pronto a mangiare la tua anima. Ma nessun baratro ti avrà mai, se continuerai ad inseguire i tuoi sogni, seguendo solo la rotta tropicale del tuo cuore.

I temporali passano i sogni restano vivi e non muoiono proprio perche’ sono li’ ad aspettarti. Aspettano che tu li realizzi, o che perlomeno provi a catturarli con gli occhi struggenti di chi sa che c’è sempre un faro ad illuminare le nostre dure e tristi navigazioni notturne.

Insegui i tuoi sogni, e resterai giovane. Cerca a tutti i costi di raggiungerli e realizzarli, e potrai crescere, diventando un grande uomo.

Non smettere di inseguire i tuoi sogni solo perche’ la vita ti uccide dentro, altrimenti morirai veramente.

Canta, balla, suona, prendi per mano una ragazza e corri con lei sulla spiaggia. Non aspettare il tramonto del sole sulla battigia, ma continua ad inseguire anche lui.

   René


venerdì 1 gennaio 2016

BUON ANNO A VOI, A ME, A CHI VOLETE !










Buongiorno, Mondo… che si sveglia in un nuovo anno.
Nuove avventure e nuove miserie. Porca miseria!
Ho appena iniziato a scrivere, e già brontolo, mentre la tastiera del mio pc, dall’alto della sua vetusta modernità, offende la mia inutile prosa.
Buon Anno, in ogni caso.
Speranze?
Beh, vorrei sperare anch’io in un nuovo anno multicolore, con i suoi odori, i suoi sapori vagamente caldi e mediterranei.
Vorrei sperare di spegnere i musi lunghi della mia gente, accendendo il loro “morbin”. Ma è apparentemente impossibile. It's Impossible. Il mondo tutto, ha già provveduto a spegnere il nostro “Io” più bello e più sincero.
Un nuovo anno, dove l’atto di sputarci in faccia sarà sempre più facile e spontaneo e, se non altro, economico ed alla portata di tutti.
Ma vorrei augurare ed augurarmi almeno un po’ di soldi. Quel tanto per comprarmi anche solamente una sigaretta, per poi accenderla, fumarla e scansare il solito mona che mi avverte che il fumo uccide. E avrebbe pure ragione (ed il mona sarei io), se non fosse che mi son già ucciso dentro, dal momento che mi sono abbandonato a questo vizio ed ai bei ricordi del passato che non torneranno più, se non sottoforma di sberleffo.
Sfumacchio nervosamente, pensando ai soliti, vuoti discorsi di fine anno fatti da presidenti e politicanti vari. I soliti discorsi vuoti, falsi e spaventosamente retorici fino al midollo! La solita presa in giro di chi, anche quest’anno, ci sputerà amabilmente in faccia, senza un loro congedo illimitato dovuto solo alla vergogna che non hanno mai provato, grazie al loro cuore verde e limitato che batte fortemente Zecca dello Stato in quantità illimitata.
Buon Anno anche a chi, nel suo piccolo o in grande, continuerà a seguire l’unico comandamento valido: odia il prossimo tuo come te stesso!
E forse aveva ragione John, quando immaginava che non esistano il cielo e l’inferno, ma solo la Terra; questa nostra Madre Terra, ora bastarda, ora meravigliosa, dove dobbiamo render conto solo a noi stessi, di ciò che abbiam fatto durante la nostra vita.
E se avremo fatto qualcosa di male… poco male; sarà la vita stessa a farcela pagare!
Buon Anno a tutte e a tutti, e scusate la mia solenne acidità, ma ho solo voluto anticipare la solita, grigia quotidianità. Senza ipocrisia. Senza falsità. Ma solo con il buon cuore duro della sprezzante sincerità scaturita dalla mia umile e modesta semplicità.


          René