Oggi vi presento questo mio pupolo/fumetto ambientato sulla Costa dei Barbari a Trieste, a fianco dell'Hotel Europa, nel 1996. Quello in cima allo scoglio, con la felpa, sono io a 18 anni che guardo il tramonto sul mare.
Sì, era un pomeriggio di fine estate del 1996, ed io ed un mio amico ci eravamo volutamente staccati da una piccola compagnia sulla spiaggetta subito dopo Grignano (volevamo far loro uno scherzo, visto che lui ed io avevamo solo 16 e 18 anni). Proseguendo via mare, incuriositi sempre di più, continuammo il percorso decisi ad arrivare a piedi fino a Sistiana. Il percorso non fu agevole, in quanto la costa non è tutta spiaggette, ma anche e soprattutto massi e scogli. Però era divertente percorrere quell'insolito tragitto, cercando di sfidare la natura.
Alla fine, dopo un'ora e mezza di camminata (finendo in più punti con le caviglie letteralmente in acqua) arrivammo all'allora abbandonatissimo Hotel Europa. Volevamo continuare, decisi a raggiungere quella meta, in quel momento molto vicina, che mai avremmo pensato di poter raggiungere via mare.
Purtroppo, però, fummo "fermati" da un muraglione di cemento posto vicino a questo hotel, come detto allora abbandonato e malmesso. Ricordo il mare che si increspava (stava giungendo un temporale) e le sue bianche e rumorose spume che picchiavano selvaggiamente, come boxeur d'altri tempi, i piccoli marciapiedi dell'hotel e gli scogli. Un passante in tuta da ginnastica che faceva jogging con il proprio cane e tutt'intorno un'aura quasi poetica, seppur decadente.
Dinnanzi a noi, questo vetusto hotel che svettava ancora imponente, ma stanco e solo, mentre noi, rimirando il mare sempre più arrabbiato, ci cullavamo silenziosamente nei nostri pensieri giovanili, fatti di cuori ardenti che battevano fortissimo per belle ragazze, di scampagnate assolutamente spensierate ed una sana gioia di vivere e scoprire il mondo che allora per noi era ancor tutto da scoprire.
"Una giornata al mare, solo e con mille lire. Sono venuto a vedere quest'acqua e la gente che c'è, e il sole che splende più forte e il frastuono del mondo cos'è"...
Bondì, mularia mata... Ho voluto aprire questo post con un mio nuovo ritratto di Lorenzo Pilat: ritratto molto introspettivo, nel quale ho voluto raffigurare la Persona oltre l'Artista nella sua intimità e quotidianità, mentre seduto su un'antica bitta asburgica lungo il canal di Ponterosso a Trieste, giocherella con la sua inseparabilissima chitarra, totalmente immerso nei suoi pensieri. E' un mio omaggio poiché oggi, Mercoledì 24 giugno 2020, il nostro miticissimo e miticerrimo cantautore triestino, bandiera di casa nostra nel mondo intero, compie gli anni. 82, per la precisione! Qui sotto, posto un'altra chicca rara: una foto tratta dalla presentazione del suo primo LP di musica dialettale triestina (album "Trieste matta", CGD Sugar). Presentazione tenutasi nel 1973 al Circolo della Stampa di Milano.
Alla presentazione dell'album c'erano numerosi sportivi e vip, tra i quali Gianni Rivera, il regista Ermanno Olmi, Vittorio Salvetti, all'epoca storico patron del Festivalbar e del Festival di Sanremo, e tanti altri.
L'album venne realizzato con due validissimi complessi triestini, ovvero i Calibro 45 e i Bora Bora, e fu il primo di una lunga serie... che dura ancor oggi.
Per omaggiare Lorenzo, oggi vi voglio parlare in breve di qualche sua avventura radiofonica, sempre impostata all'insegna del far cantare spontaneamente ed allegramente la gente comune. Cominciamo con "Pronto, chi canta?"
"Pronto, chi canta?" era un programma radiofonico del 1976, poiché all'epoca Lorenzo animava spesso i programmi musicali di Radio Trieste assieme a Giancarlo Deganutti e -più avanti- l'indimenticabile giornalista Rai Fulvio Molinari (quest'ultimo, ben ricordato pure come il principale ideatore della storica regata Barcolana) !
Lo schema degli interventi di Lorenzo era il seguente: comporre un numero telefonico a caso, in diretta radiofonica, per poi cercare di convincere l'interlocutore di turno a cantare una canzone a caso, con lo stesso Lorenzo che accompagnava il "malcapitato" con la chitarra!
Telefonate canterine sulla stessa falsariga di quello che il Pilade fa attualmente ogni sabato a "Sveglia Trieste" (Telequattro), assieme al simpatico giornalista Marco Stabile.
Qui potete trovare alcuni estratti audio di quelle telefonate radiofoniche:
***************************************************** Concludo con due brani di Lorenzo, uno serio e cantautorale, intitolato "71", ed un medley più allegro risalente agli anni '2000.
**************************************************** Piccolo augurio personale per Lorenzo: Nella mia vita ultra quarantennale, ho fatto tante esperienze belle e meno belle, ho elaborato infiniti pensieri e cambiamenti a questo o a quello, sbagliando e sbagliando, ma riprovandoci sempre con tenacia. Ho incontrato tanta gente lungo il cammino e tanti altri ho perduto per strada... ma in tutto questo tempo, praticamente sempre, ho avuto una sola certezza, mai venuta meno, ed è la grande stima ed ammirazione per questo grande Uomo e Triestino ! Tutti, ma proprio tutti i miei ricordi più belli hanno in sottofondo un suo brano, sia esso scherzoso o romantico. Del resto, Lui stesso mi e ci insegna che la Vita è come l'Amore: un romantico blues! Auguroni, caro Lorenzo. René
Carissima mularia mata, buonasera e... buonanotte, buon Natale e pure buon Anno (sì, mi porto avanti con gli auguri). Presto tornerò con due, anzi tre post succosi succosi. Ma per adesso voglio solo porgere i miei più cari auguri ai triestini e non solo che mi leggono cordialmente. Lo faccio con un mio pupolo fumetto dedicato al santo portatore di doni che noi triestini tutti amiamo da sempre, ovvero San Nicolò. Dicono che San Nicolò non esista. Mah, chissà... son sicuro che se ci mettiamo dietro ad un angolo di casa, ben nascosti, ad osservare, lui (cioè San Nicolò) potrebbe spuntare all'improvviso.
Inoltre, vi lascio con un altro mio "regalo". Io, oltre a disegnare, adoro cantare. In passato ho militato in qualche gruppettino faidatenoalpitourahiahiahiahiahiii ed ho molte amicizie nell'ambiente musicale triestino, ma non ho mai coltivato più di tanto questa seconda passione. Però ogni tanto mi sveglio e combino qualcosa. Già tempo fa vi feci ascoltare, proprio qui sul blog, qualcosina di mio. Bene, stavolta vi faccio ascoltare una mia nuova interpretazione, registrata live solo vocalmente e sul momento, così, en passant (con il cellulare). Un'interpretazione di una canzone romantica e semplicissima risalente al lontano 1957, che ho sempre amato alla follia ed alla quale sono legati molti miei ricordi sia d'infanzia che dell'adolescenza. La canzone -un vecchio successo di Elvis Presley, il mio performer preferito- s'intitola "Loving You". Il brano è colorato visivamente da alcuni miei vari pupoli fumetti in tema. Non è nulla di particolare, ma è cantata con il cuore in mano e spero che vi piaccia. Tanti Auguri, Trieste !
Buondì, mularia mata. Un veloce passaggio per festeggiare una bella festa, ovvero San Valentino!! Lo faccio con due pupoli fumetti (uno colorato ed uno in bianco e nero); il primo è un omaggio "paperesco" ad Adriano Celentano, mito della musica che da poco ha compiuto 80 anni. Siccome adoro la sua "24.000 baci" (1961), ho ben pensato di ispirarmi a tale brano per realizzare il primo disegno-pupolo di San Valentino (ovviamente ambientato a Trieste).
Il secondo, anch'esso dedicato a questo giorno particolare, è un pupolo vintaggioso, molto anni '70 (direi hippie), con due ragazzi innamorati accanto alla loro macchina (una fiammante Fiat 124 Sport Coupé; un'auto che sa di vernice, di donne e di velocità... ) mentre, uno vicino all'altra, osservano uno splendido tramonto sul mare.
E per finire in bellezza, ovviamente, ecco un bel brano in tema... la sempre splendida "Love me Tender" di Elvis, qui in versione dal vivo al Comeback '68:
Auguri agli innamorati e pure ai single. Noialtri ci vedremo presto. René
Un piccolo esperimento: ho disegnato un pupolo fumetto
raffigurante una donna con l'arco, mentre scaglia frecce verso alcuni cristalli
sospesi nell'aria. Un disegno di ambientazione fantasy
Successivamente ho invertito i colori, tramite un filtro
del pc, e devo dire che l'effetto da "dimensione fatata" venuto fuori
non è male.
Questo pupolo è abbinato ad una mia poesia scritta una
decina di anni fa, intitolata "Sogno di Cristallo".
Solo un piccolo post personale… per ricordare TIT, il mio primo
gatto (ispiratore di un mio vecchio fumetto folktriestin avventuroso dei primi anni ’90).
Infatti, il 10 Giugno di trent’anni fa esatti
nasceva TIT, il mio primo gatto (quasi una lince, a vederlo!).
Per me era come un fratellino, e di
tutti i gatti che ho avuto (attualmente sono alla terza; una gattina)... lui
resta il number 1, il mio Eroe!!! ♥
Quanti miei pomeriggi d’infanzia passati con lui, a inventare
mondi e a colorare le giornate che, allora, sapevano di estate tutto l’anno!
Di Tit ne parlerò più diffusamente in un prossimo post dedicato al
trentennale della mia passione per il fumetto (disegnavo già dai primi anni ’80,
ma il vero e proprio innamoramento per i fumetti giunse proprio nel Giugno
1987, assieme al mio “fratellino” Tit!)
Qui sotto una foto dell’epoca (nel prossimo post vedrete anche la sua
versione fumetto, promesso!):
Oggi post fuori tema (ma un po’
di Trieste c’è sempre), perché per me è doveroso ricordare il mio grande “amico” Elvis
Presley !!!
Elvis che, proprio oggi,
compirebbe ben 81 anni, se fosse vivo. Ma siccome, purtroppo, vivo non lo è più
(e, per favore, non venitemi a parlare di avvistamenti, di Cia, di marziani,
ecc…, che mi inca……volo),
lo voglio ricordare con un post dedicato.
Di Elvis ho narrato le origini
musicali, dello spiritual. Ma ci sono altri temi, altre caratteristiche della
sua multiforme natura musicale.
Di quale tema parlerò? Ma
ovviamente del più bello; dell’amore. L’amore nelle canzoni elvisiane.
Qui sotto, un mio pupolo fumetto
in tema:
Dunque, questo post sarà una
breve rassegna (breve perché sono troppe le canzoni d'amore di Elvis, e non posso inserirle tutte) che comprende alcuni importanti momenti musicali di Elvis sull’eterna tematica
dell’amore.
E voglio iniziare proprio con la
canzone, semplice e un po’ datata, ma che ho sempre apprezzato tantissimo
(anche Elvis l’amava molto, e la ripropose spesso, negli anni), con la quale ho
aperto il post tramite il mio pupolo: LOVING YOU. Propongo qui di seguito i video
slide con il brano originale e la versione “farm”,
entrambi del 1957:
Versione originale:
Versione "farm":
Vi aspettavate LOVE ME TENDER?
Davvero pensate sia così scontato? Se lo ero, avrei fatto il giornalista televisivo.
:D
No, qua si propone una breve carrellata
sui brani d’amore meno conosciuti dal grande pubblico (Love Me Tender è molto
bella, ma strastrastraconosciuta e strarisentita, ormai), salvo eccezioni.
Il secondo brano è l’eccezione
che conferma la regola; difatti, non posso non inserire la mitica ARE YOU
LONESOME TONIGHT. Quest’ultimo è un vecchio e piuttosto misero brano blues. L’unica
cosa bella è il testo. Negli anni trenta, non se lo era filato nessuno. Trenta
e passa anni più tardi, nel 1960, il brano viene riarrangiato in chiave
romantico-melodico ed interpretato da Elvis. E “Are You Lonesome Tonight” fa –inutile
dirlo- il botto!!!
Sempre del 1960, canzone
romantica ma swing, è SUCH A NIGHT. Provate a resistere al fascino di muovere
le gambe a tempo.
Altra canzone famosa-eccezione-nonpotevononmetterla, è CAN'T HELP FALLING IN LOVE.
Canzone ispirata al celebre sonetto PLAISIR
D’AMOUR, è stata definita come la miglior canzone d'amore dell'intero XX° secolo!!
Senza esagerare, ritengo che essa sia, se non altro, una delle migliori canzoni d'amore scritte durante tutto l'arco del novecento.
Tale pezzo esordì nel 1961, nel film "Blue Hawaii", ma io vi voglio proporre l'esecuzione live fatta da Elvis nel 1968, al suo storico spettacolo televisivo "Comeback '68", in quanto, a mio modesto parere, ritengo sia l'esecuzione più riuscita.
Al contrario della precedente,
questa è una canzone romantica ma con un’atmosfera particolare… onirica. THAT’S SOMEONE YOU NEVER FORGET.
Molto cuore e molta atmosfera
onirica anche in questa LOVE LETTERS del 1966. Elvis la incise al buio,
illuminato solo da una fioca luce di candela. Il pianista, David Briggs, lo
prese per matto. Ma Elvis era fatto così; da buon professionista, voleva creare
l’atmosfera adatta al brano, per entrare meglio dentro il mood di questa
affascinante melodia.
Saltiamo di un bel paio di anni,
per concludere con due pezzi particolari, entrambi incisi nel 1975.
Il primo è WOMAN WITHOUT LOVE,
dal testo forse un tantino maschilista, ma dalla musica struggente.
Il secondo –con il quale concludo questa mia breve rassegna- è lo splendido
brano di Tom Jones, GREEN GREEN GRASS OF HOME.
Questo pezzo narra di un uomo
lontano dalla sua casa e dai suoi affetti più cari, che immagina di rivedere la
sua Mary, i suoi genitori ed i verdi prati di casa sua. Poi, verso la fine
della canzone, il protagonista ci rivela che tutto ciò è solo un sogno, e che
lui si trova rinchiuso ingiustamente nel braccio della morte, mentre i
secondini stanno venendo a prenderlo per portarlo sulla sedia elettrica.
Già la versione di Tom Jones, di
suo è assolutamente impeccabile. Ma Elvis riesce a darne una propria versione
altrettanto incisiva, conservando l’arrangiamento country originale della
canzone.
Finito? No. Ve l’avevo detto che
qualcosa di Trieste c’è sempre. Ecco ARE YOU LONESOME TONIGHT cantata dal vivo,
fine anni ’70, dal nostro Lorenzo Pilat.
Adesso concludo veramente,
augurando Buon Compleanno ad Elvis, che tanta compagnia mi ha sempre tenuto,
sapendo colpirmi più di ogni altro artista.