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venerdì 18 dicembre 2020

TRIESTE 1944 - UN GIORNO DI PIOGGIA


 Buondì, mularia mata...


Un mio nuovo pupolo fumetto. 


Siamo a Trieste, nella seconda metà del Giugno 1944. Una brutta estate, segnata dall'occupazione nazista e dai bombardamenti angloamericani (notare sullo sfondo il piccolo rifugio antiaereo).

In primo piano, troviamo la dolce ma triste Serena, mentre torna a casa dalla madre, con in borsa qualcosina da mangiare. 

La vita è difficile, con Serena che ha perso il lavoro dopo l'incursione aerea del 10 Giugno scorso: bombardamento tragico, che ha in gran parte distrutto lo jutificio dove lei prestava servizio come segretaria.

Persino l'ufficiale tedesco poco distante sembra essere stanco di questa #guerra, ormai sempre più disastrosa per tutti.


Intanto le giornate scorrono, come la pioggia, lenta ed incessante, sperando che i raggi di sole futuri possano illuminare una Trieste migliore.


      René

venerdì 1 maggio 2020

UNA SIRENA PER LA VITA A MIRAMAR







Buondi'.

Son giorni lunghi e duri. Possiamo solo tener duro tutti quanti, sperando che torni presto l'alba, in questa lunga notte buia ed apparentemente senza fine.

Voglio postare un mio nuovo pupolo, spero benaugurante, dedicato ad un'altra notte di tanti anni fa, molto piu' bella e ammantata di numerose, luminosissime stelle, illuminata da una Luna romanticissima, anche nella forma, ed accarezzata da una fresca bavisela.

In primo piano, si erge possente e maestoso il Castello di Miramar.

Subito sotto le sue bianche pietre d'Istria, ecco spuntare fuori dall'acqua la figura della sirena Nargissa, intenta a giocare con il mare stesso, godendosi un incantevole panorama notturno ed un dolcissimo silenzio rotto solamente dal canto dei grilli e dall'incresparsi delle bianche spume marine che s'infrangono contro gli scogli.

Di li' a poco, giungera' un pescatore che con la sua rete tentera' di acchiappare Nargissa: non per farle del male, ma solo per trasformarla in un incredibile dono d'amore per la propria amatissima fidanzata che lo sta aspettando a casa, sulle rive.

Forza Trieste !!! 💓

    René

mercoledì 3 luglio 2019

IL MARE DI TRIESTE CONTIENE TANTI MERAVIGLIOSI SEGRETI (anteprima) ...



In fondo al mare, poco distante dal Castello di Miramar, c'è la città delle sirene dell'Adriatico; delle dolcissime creature marine che millenni fa decisero di isolarsi dagli ambienti della terraferma. 


Per l'uomo comune esse sono solo delle creature leggendarie, ma in una notte speciale, una di esse viene presa dall'irrefrenabile voglia di uscire fuori dall'acqua, incuriosita dal mondo degli umani. 




Ed è proprio a pel d'acqua che questa sirena -il suo nome è Margissa- incontra Marino, un giovane pescatore triestino intento a fare il suo notturno mestiere, favorito dalla luna piena, da mille e più stelle brillanti e da una fresca bavisela... e il resto della storia lo scoprirete presto poiché questa è solamente un'anteprima di una fiaba reale. Una fiaba marinara che in realtà voi tutti conoscete ed amate da sempre! 
A presto...



     René

martedì 10 gennaio 2012

MAGARI COL MONOPATINO IN AMERICA VOIO 'NDAR...

Bondì, mularia mata...

Oggi vi propongo un altra nota canzone triestina, MAGARI COL MONOPATINO!
Un simpatico testo popolare, nato nel 1932 in occasione delle Olimpiadi di Los Angeles, alorquando la Societa Canottieri Pullino d'Isola d'Istria fu battuta, all'ultimo momento, dalla Libertas di Capodistria.
Dopo quest'inaspettata sconfitta, la partecipazione all'Olimpiade fu irrimediabilmente compromessa, offrendo però lo spunto per la nascita di questo canto popolare, molto apprezzato ancor oggi. Canto che si diffuse rapidamente nei dintorni, soprattutto a Trieste, dove divenne una delle canzoni più radicate nel vasto repertorio popolare cittadino.
Il "bacolo" è lo scarafaggio. Per "caro de Zimolo", s'intende il carro funebre della ultrasecolare ditta Zimolo.
Il canto è conosciuto anche con il sottotitolo "America, America, America"!

Qui di seguito, vi propongo un mio pupolo del 2001, sempre ispirato alla popolare manifestazione cittadina "La Bavisela", come già fatto l'altra volta, CLICCANDO QUI

Anche questo pupolo, ahimé, soffre di una cattiva qualità grafica, causa il solito scanner stravecchio. Quindi, come per il disegno precedente sempre dedicato alla maratona Bavisela, anche questo lo pubblico per intero, e poi per vignette singole spezzettate ed ingrandite un po'.

Quest'altra edizione "speciale" della Bavisela, raffigurata nei miei pupoli, era ambientata sul Molo San Carlo (molo audace, per i foresti... :D ). Si può intravedere il patron Franco Bandelli. Si possono intravedere i soliti personaggi, come Paolin Paperin, Pilat, ed altri personaggi, sia realistici, sia di fantasia. Si vede pure "el caro de Zimolo"!...
Insomma, il solito helzapoppin grafico!!!! (come al solito, cliccando sopra i pupoli, potete visualizzarli in grande):

Edizione speciale della popolare maratona d'Europa Bavisela 2001 - Sotto lo sguardo vigile del patron Franco Bandelli, numerosi concorrenti devono compiere la tratta transcontinentale Trieste-New York, via mare e/o via aerea, partendo dal molo San Carlo di Trieste. Qualsiasi mezzo di trasporto lecito od illecito è consentito. Il premio per chi giungerà primo il traguardo (porto di Manhattan - NY), consiste in un rifornimento ventennale di vino e salumi vari + una raccolta di audiocassette di Lorenzo Pilat!
Paolin Paperin (papero triestin), parte dal molo col suo monopattino, seguito dai suoi nipotini Mis, Muss e Mass. Di fronte a lui Gaston Fortunela Paperon, mentre sorretto da alcuni fili attaccati alle zampe di alcuni gabbiani, vola a profusione, verso New York. Alla sinistra possiamo vedere un membro dello staff a caval di un bacolo, e ancor più a sinistra, l'ex Ass. ai lavori pubblici del Comune di TS (nel 2001), a bordo del Stagnaco II°. Poco più avanti, a bordo di una chiatta trasportata da un rimorchiatore della Tripcovich, possiamo vedere "el caro de Zimolo"...


Altri partecipanti... possiamo vedere Archimede Stroligolico (con il fido assistente Edi), il dott. Enigm, ecc...
Qui, in primo piano na legera marza de Trieste, a bordo di un deltaplano. Sulla destra, a bordo di un Messerschmitt della II° Guerra Mondiale, possiamo notare Lorenzo Pilat, mentre intona la sua "Finanziere". Poi, un sosia di Elvis, Dumbo, Pietro Stramaza Gambadilegno, ecc...
Il patron Franco Bandelli, accanto al Primo Premio. Accanto, sulla destra, alcune telecamere di note emittenti nazionali e locali, come la Rai, Telequattro, Telelecco...


Vi propongo pure un videoslide, sempre con i miei pupoli, contenente una verace interpretazione di Lorenzo Pilat (con simpaticissimo finale a sorpresa, aggiunto di recente all'incisione originaria del 1975), assieme ai suoi musicisti-coristi dei gruppi "Calibro 45" e "Bora Bora".





Alla prossima... =)



     René

sabato 7 gennaio 2012

NON CI SONO PIU' LE BAVISELE DI UNA VOLTA...

Bondì, mularia mata...

Come da titolo... non ci son più le bavisele di una volta.

Nulla di particolare... è solo un titolo scherzoso per proporvi un mio pupolo di ben 11 anni fa! Pupolo ispirato alla Bavisela- Maratona d'Europa, la popolare manifestazione sportiva locale che oramai da più di dieci anni si svolge, con gran successo, nella nostra città, con l'arrivo della bella stagione. Fracando qua, trovè el sito dela Bavisela

Undici anni fa, dicevo, disegnai un pupolo ispirato a tale manifestazione, e che oggi vi voglio proporre... ed è un pupolo, ovviamente, fuori di melone!!! Purtroppo, le scritte nelle nuvolette non si leggono bene poiché il pupolo è tratto da una vecchia scannerizzazione, effettuata con uno scanner memele che oggi, per fortuna, non possiedo più. Ma penso che il tutto sia comunque abbastanza (spero) godibile... ad ogni modo, aggiungo sotto al pupolo alcuni frammenti dello stesso, per cogliere meglio certi particolari e certe battute.

Spiegazione del pupolo: Siamo sopra la citta di Trieste, a parecchi metri d'altezza... e quella del disegno è per l'appunto un'edizione "speciale" della Bavisela. I partecipanti, a bordo dei più svariati e strampalati mezzi volanti (dalle comuni mongolfiere alle meno comuni autovolanti a razzo) sono personaggi partoriti dalla mia fantasia assai malata, ed alcuni personaggi noti come Paolin Paperin (papero triestin), ad esempio. Ci sono anche Lorenzo Pilat (sulla destra del disegno), Paolo Conte (a bordo di un pianoforte "Aguaplano" volante), Gambadilegno, ed altri ancora...

In alto, sulla sinistra, si può vedere l'elicottero guida con a bordo il patron Franco Bandelli, mentre con il suo megafono detta le regole ai partecipanti in gara: vincerà il primo che riuscirà a superare gli ottomila metri d'altezza, a bordo di qualsiasi mezzo che non sia a motore, pena l'esclusione dalla competizione con tanto di tortura immediata!!!  
Ovviamente è un disegno assolutamente scherzoso! Un omaggio simpatico ad una gran bella manifestazione sportiva tutta nostrana. 
Bon, dei... go ciacolà bastanza... qua soto el pupolo... fracando sora lo podè visualizar in grande!
Ala prossima, mule e muli.


Edizione "speciale" della Maratona d'Europa, denominata "La Bavisela volante", svoltasi, a detta delle cronache reneniane, nell'estate del 2001 (cliccate sopra il disegno per visualizzarlo a tutto schermo)!!!!

Qui di seguito, pubblico alcuni frammenti del pupolo-disegno qui sopra, nella speranza che si possano cogliere meglio, per quanto possibile, alcune gag... scusandomi di nuovo per la comunque scarsa visibilità delle immagini:

Paolin Paperin (papero triestin) con il co-pilota Paperoga Moniga, a bordo di una sottospecie di mongolfiera ricavata da una "super mastela". Accanto, a bordo di una vera mongolfiera ,contrassegnata da un quadrifogli, Gaston Kekulkego Paperon si fa grasse risate alla vista dei due improbabili trasvolatori.

Sulla destra possiamo vedere il mitico Lorenzo Pilat, a bordo di una mongolfiera costruita dal figlio e co-pilota Marco. Il Pilade prende in giro Umberto Lupi (anche lui presente, parecchi metri più sotto, a bordo di un'altra mongolfiera) riguardo alla presunta stabilità del proprio mezzo volante... senza accorgersi che a causa di un buco nello stesso, il buon Marco precipita giù!!! In alto a sinistra, un imitatore di Elvis, proveniente da Las Vegas si getta col paracadute, mentre sullo sfondo, Pietro stramaza Gambadilegno, decide di "liberarsi" della "zavorra" (il suo co-pilota), gettandogli però un paracadute di seta pura (se non si apre che inc*latura!!!).

In alto a sinistra, il patron Franco Bandelli dal suo elicottero-guida, detta al megafono le regole: Vince chi per primo supera gli 8000 metri d'altezza, con qualsiasi e qualsivoglia mezzo volante che non sia a motore, pena l'esclusione dalla gara con aggiunta di torture immediate. Poi Bandelli, aggiunge: "VERO, DOTT. ENIGM?" riferendosi al sottostante noto scienziato dott. Enigm, il quale usa la sua autovolante costruita negli anni '30. L'Enigm disapprova fortemente il Bandelli, imprecando ed affermando che la sua auto usa solo propellenti naturali, derivanti da fusioni atomiche della materia! Sopra, in alto, Eta Beta, un poeta un pobeta, precipita, cercando nel suo gonnellino la salvezza: "Pma porca pmare... indove pxe il paracadute?"
Archimede Stroligolico, assieme al fido assistente-lampadina Edi, inizia a precipitare, causa benzina mancante...  




Altri improbabili partecipanti-trasvolatori... sulla sinistra si può notare l'avv. astigiano Paolo conte, a bordo del suo pianoforte volante a coda!




   René

sabato 6 agosto 2011

UNA FRESCA BAVISELA (MARINARESCA) - Genesi di un capolavoro musicale triestino!




Trieste, 1944. La nostra bella città sul mare visse durante quell'anno un tragicissimo periodo. Numerosi aerei da bombardamento americani di vario tipo (come i Consolidated B-24 Liberator, o i North American Mustang P-51, ma in gran parte soprattutto B-17 Boeing Flying Fortress, meglio conosciuti come "fortezze volanti"), facenti parte del 449° Bombardment Group, 450° Bombardment Group, 15th Air Force, sganciavano ripetutamente il loro carico di morte sulla città inerme.
Gli obbiettivi da colpire erano dei punti cardine della città, come ad esempio la raffineria, ma spesso la mira veniva mancata. Il numero di civili morti e feriti, a causa di questi bombardamenti, fu veramente altissimo.
In questo terribile scenario, due noti autori di canzoni triestine, il musicista Publio Carniel ed il commerciante-poeta Raimondo Cornet, soprannominato "Corrai", crearono una poesia in musica che sembrava quasi provenire da un altro mondo, tale era il contrasto della sua magica essenza con la tremenda attualità circostante. Carniel e Cornet, furono già negli anni passati un apprezzatissimo duo di autori di canzoni dialettali, come ad esempio la popolarissima "Trieste mia (Co' son lontan de ti)", nel 1925. Ma con questa musica ed il testo ad esso correlato, superarono se stessi, senza sapere che questa loro felicissima creazione sarebbe divenuta un evergreen triestina, capace di sfidare l'inesorabile scorrere della clessidra del tempo con i suoi decenni e le sue mode, appassionando milioni di triestini, giovani e meno giovani, che ancor oggi si ritrovano a cantarla volentieri come un inno, col cuore in mano, dovunque ci sia una manifestazione allegra, una grigliata, una festa, un ritrovo in osmiza (tipico ritrovo all'aperto, sull'altipiano carsico), insomma un incontro conviviale e/o in qualunque momento in cui si sta bene assieme.
La dolcissima melodia, è un'aggraziata e cullante barcarola, ispirata alle barcarole veneziane più antiche, risalenti al '700. Trieste, in questo senso ha una ben nota tradizione di canzoni popolari in tema prettamente marinaro, essendo una città di mare (e che mare!... ).
Il testo, molto poetico e musicale, viaggia in perfetta sintonia con il motivo, e narra di un pescatore triestino in mezzo al golfo di Trieste, in piena notte, con la sua piccola barchetta a vela, uscito in mare per svolgere il suo mestiere. C'è una delicatissima, fantastica brezza che soffia dolcemente, e con questo delizioso venticello e con le stelle che brillano a più non posso, la luna piena che illumina tutta l'enorme distesa d'acqua da Punta Salvore fino al castello di Duino, il pescatore promette ai suoi "tre grandi afeti", (ovvero Trieste, la sua donna e la sua barchetta) di rientrare al più presto, ed inoltre promette alla sua donna che se per caso dovesse scorgere una sirena, sicuramente la prenderà per poi potergliela donare assieme a tutti i pesci del mare.
Una piccola, grande storia di mare e amore, resa eterna in questo vero e proprio inno assolutamente "patoco".
La canzone è adatta per canto singolo, ma anche per cori. E difatti numerosi cori, anche alpini, negli anni hanno intonato spesso e volentieri questa perla.

Qui di seguito vi voglio proporre il testo in dialetto triestino, con relativa traduzione in italiano. Subito dopo in aggiunta due immagini. Nella prima un frammento dello spartito originale, ritrovato in anni recenti dalla figlia del compositore. La seconda immagine invece è un mio disegno realizzato nell'anno 2000. Disegno che illustra la canzone stessa.
Infine, allego un videoslide audio, sempre realizzato dal sottoscritto, e postato tempo fa su Youtube. Si tratta della versione più nota e splendida, per l'arrangiamento e per l'interpretazione pressoché perfetta, ovvero la versione del nostro cantautore triestino più amato da sempre, Lorenzo Pilat (negli anni '60 noto con il nome d'arte di Pilade, membro del clan Celentano, ed autore di caratura nazionale ed internazionale), anima indiscussa di Trieste stessa e del suo folklore musicale e non solo. La voce femminile nel coro è quella della bravissima Lucia Marconi.
Buon ascolto e buone emozioni di vero cuore!!!!

  René


UNA FRESCA BAVISELA (MARINARESCA)

Musica: Publio Carniel - Parole: Raimondo Cornet ("Corrai")

Una fresca bavisela
incomincia za a sufiar;
xe ponente su la vela,
ghe xe un gusto a bordizar!
Te saludo, dona mia,
vado in barca a paiolar!
Se 'sta note stago via,
no te devi a disperar!
Trieste dormi
e 'l mar se movi apena,
le stele brila
e le me fa sognar…
E se 'sta note
ciapo na sirena,
mi te la vojo
domani a regalar.
Go con mi tre grandi afeti,
quando vado là sul mar:
go Trieste, i tui oceti
e la barca per pescar.
Ma domani, co' fa giorno,
te me sentirà cantar
mi te porterò, co' torno,
tuti i pessi che xe in mar.

*******
Traduzione:   

MARINARESCA

Una fresca brezza
inizia già a soffiare
c'è ponente sulla vela
ed è bello navigare!
Ti saluto, donna mia,
vado in barca a vogare!
Se stanotte starò via
non ti devi disperare!
Trieste dorme,
ed il mare si muove appena,
le stelle brillano
e mi fanno sognare …
E se questa notte
prendo una sirena,
io te la voglio
regalar domani.
Ho con me tre grandi affetti,
quando vado là sul mar:
ho Trieste, i tuoi occhietti
e la barca per pescar.
Ma domani, quando fa giorno,
tu mi sentirai cantare
io ti porterò, quando torno,
tutti i pesci che ci sono in mare.

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Il musicista Publio Carniel:





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Alcuni miei disegni raffiguranti vari passaggi di questo splendido brano:














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"Una fresca bavisela", nell'interpretazione di Lorenzo Pilat:


          René