mercoledì 27 giugno 2018

TERRORE DOPO LA TEMPESTA !!!!



Bondì, mularia mata...

A volte ritornano, diceva quello là (non so chi). Qualcuno forse si ricorderà di un mio post pubblicato quasi un anno fa, dove parlavo di un mio vecchio fumetto amatoriale (realizzato nel 1999 assieme all'amica Elisa S.) ambientato in una Trieste post-apocalittica, e intitolato "L'Amore dopo la Tempesta". Ne parlai qui: CLICCARE SOPRA

Bene, dopo quasi vent'anni da quel fumetto, ho voluto riprendere quell'ambientazione (e pure i due protagonisti, i quali appaiono quasi di sfuggita) in un mio nuovo pupolo - illustrazione.

Il pupolo si rifà anche nel titolo al fumetto originario, ma in maniera più cruda, ovvero "Terrore dopo la Tempesta".

Nel pupolo possiamo vedere il caro, vecchio campanon di San Giusto immerso in una fitta coltre di alberi amazzonici, piante rampicanti, ecc... il tutto invaso da dinosauri di ogni sorta. E proprio un tiranosauro, il temibile T-Rex di tanti film tipo "Jurassic Park", "Jurassic World", ecc... è l'antagonista, inseguitore di due personaggi che, però, non sono i veri protagonisti... bensì la loro automobile.
Difatti, ecco in primo piano una splendida, fiammante Fiat 124 Sport Coupé III° serie (metà anni '70 del 20° sec.), la quale riesce agilmente a seminare il pur veloce T-Rex (merito pure della bravura del conducente). In lontananza, i due protagonisti del fumetto originario del 1999, osservano il tutto con distacco, senza intervenire.



    René

sabato 23 giugno 2018

LORENZO PILAT COMPIE 80 ANNI !!! (Trieste, 24 giugno 2018)





Buondì, mularia mata...

Domenica 24 giugno 2018 è un giorno importante per una persona, ma anche per Trieste. Importante perché la persona, Lorenzo Pilat, compie 80 anni tondi tondi!




Sempre attivo musicalmente e sempre sulla breccia dell'onda, Lorenzo è anche un caro Amico, quindi voglio con questo mio post fargli i miei più sentiti Auguri, che però sono gli auguri mandati in simultanea da tantissimi triestini che l'hanno sempre amato e tuttora lo amano, quale simpatico, genuino e bravissimo cantore della triestinità in musica. 

Qui sotto, un mio pupolo-ritratto-omaggio dedicato a Lorenzo:









Nel post inserirò alcune foto e video d'epoca facenti parte della mia collezione, quindi non voglio dilungarmi troppo in "ciacole", però ci tengo solamente a citare in breve qualche tappa fondamentale della carriera di Lorenzo:

Lo storico cantautore Lorenzo Pilat -negli anni '60 meglio conosciuto come "Pilade" del Clan di Celentano- è tuttora un bravissimo artista e compositore ancora in piena attività.
Ricordo che come cantante ha vinto il primo Festivalbar, ad Asiago nel 1964, ed ha partecipato a tre Festival di Sanremo (nel 1966, nel 1968 e nel 1975. Nel 1975 partecipò portando in gara una canzone in dialetto triestino, "Madonna d'amore", che vinse il Premio della Critica Giornalistica). Inoltre, come autore e compositore ha collaborato con James Horner (premiato con l'Oscar per la colonna sonora del film "Titanic" di James Cameron), e composto (assieme agli amici autori Daniele Pace e Mario Panzeri) alcuni notissimi brani per i più famosi cantanti italiani, ma pure per quelli stranieri, come Tom Jones, Engelbert Humperdinck, Al Martino, Joe Dassin e tanti altri, vincendo pure il Grammy Award (il Premio Oscar della musica internazionale).




Tanti Cari Auguroni, Lorenzo!!!


Un Lorenzo Pilat quindicenne, mentre lavora come cameriere all'indimenticabile Birreria Dreher di via Giulia (Trieste):




Prima vittoria al Concorso dei Dilettanti della storica Birreria Dreher:




Lorenzo Pilat di fronte all'entrata dell'Istituto Tecnico Alessandro Volta di Trieste, dove si diplomò come Perito Elettrotecnico: 




Un'immagine della prima metà anni '60; immagine un po' malinconica, con Lorenzo seduto sul treno delle Rive (di fronte alla Stazione Marittima), poco prima di iniziare il suo viaggio che lo porterà a Milano ed in giro per l'Italia tutta a far la gavetta prima di raggiungere il meritato successo nazionale. "Son partido al'improviso, cani e gati go lassà. Anca un picio fiorelin che me iero inamorà":





Lorenzo e Claudio Villa, dietro le quinte del Festival di Sanremo del 1966:




Articolo su Lorenzo + cassettina tratta dal suo primo lp dialettale del 1973 - Proprietà della collezione di Luca Castellino:




Lorenzo Pilat dal vivo, mentre canta la sua composizione "Madonna d'amore" al Festival di Sanremo del 1975:




Lorenzo Pilat alla festa campestre "Triestinissima 1979", organizzata da Ferruccio de Walderstein:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, con la Banda Triestinissima ed il musicista Tullio Vascotto (co' el cichin), luglio 1978, al molo Pescheria:




Un'altra immagine tratta da quell'edizione della sagra 1978. Notare il pienone (all'epoca c'erano punte di 2500/3000 spettatori a sera!) - Foto di Ugo Borsatti:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, nel 1979, sempre al molo Pescheria:















Lorenzo Pilat a Monfalcone, assieme ai Billows '85, 1988 - Foto di Carlo Blasini:




Lorenzo a Barcola (Trieste), estate del 1992:






"Credi mama", videoclip del 1978:



"Le rose de Trieste", videoclip girato a Barcola (Trieste), estate 1978: 





"La Sagra dela Sardela", quella storica che si teneva sulle rive di Trieste -tra il molo Venezia, il molo Pescheria e il Magazzino Vini- a cavallo tra gli anni '70 ed '80, e nella quale Lorenzo teneva dei concerti acustici di notevole pregio, soprattutto interpretando alla grandissima Elvis Presley, vestito come lui. Del dualismo Elvis-Pilat, al quale una tv di Milano dedicò proprio nel 1978 un programma, ne parlai qui: CLICCARE QUI

Ecco qui il brano omonimo, tratto dal suo terzo LP dialettale intitolato "Io, Trieste":




"Trieste un poco americana", breve videoclip del 1978:



Un'altra splendida canzone popolare d'autore (anno 1944), da sempre amatissima dai triestini di ogni generazione, è il brano "Marinaresca", meglio conosciuto con il suo sottotitolo "Una fresca bavisela". Autori Publio Carniel e Raimondo Cornet, nel 1925 già autori dell'altrettanto splendida "Co' son lontan de ti, Trieste mia!" 
Della genesi di questo brano ne parlo più specificatamente qui: CLICCARE QUI

(qui di seguito, il testo + il mio pupolo fumetto dedicato):




Una versione molto bella della Marinaresca venne incisa da Elvia Dudine (prima o poi parlerò di questa brava cantante, purtroppo poco o nulla ricordata). 
Ma nel 1978 anche il nostro Lorenzo ne incise una stupenda versione.
Come già scrissi altrove, credo che questa incisione di Lorenzo (assieme alla bravissima Lucia Marconi e a tutti gli altri coristi e musicisti), senza nulla togliere a tante altre belle versioni,  rappresenti più di ogni altra l'intensità e la straordinaria bellezza di questo meraviglioso affresco di vita marinara triestina. Publio Carniel, tra l'altro, compose questo stupendo brano nell'estate del 1944, quando la nostra città si trovava bersagliata da tragici bombardamenti... a dimostrazione che le cose belle riescono a vincere persino la follia dell'uomo, diventando emozioni senza tempo! 
Sicuramente la "Marinaresca" (conosciuta per l'appunto anche come "Una fresca bavisela") resta il miglior brano in assoluto di tutta la storia della canzone triestina passata, presente ed anche futura. 
Publio Carniel assieme all'amico Raimondo Cornet (l'autore del testo) possono benissimo venir considerati i "Battisti-Mogol" della nostra tradizione musicale. Ogni loro canzone (anche quelle meno conosciute) è un gioiello. Non ne sbagliavano una! 
Per quanto riguarda l'interprete, Lorenzo Pilat, da tantissimi anni (ben quarantacinque!) porta avanti con estrema costanza, affetto e simpatia, la nostra tradizione musicale ampliandola anche con brani -sia goliardici sia impegnati- di sua composizione. Oramai si è conquistato un posto di diritto nell'Olimpo dei grandi autori e musicisti dialettali triestini di sempre (i vari Carniel, Nattek, Cavedali, Luttazzi, Borsatto, ecc... ), oltre che nel cuore di noi tutti!

Una fresca bavisela (versione da studio, 1978):




Poi, come dimenticare "l'Omo Vespa"? Il pazzoide maniaco, realmente esistito nel 1932, al quale nel 2001 dedicai anche un mio fumetto contenente la sua storia, dando all'Omo Vespa le fattezze dello stesso Pilat (ve ne propongo due vignette + articolo di giornale originale dell'epoca) assieme a Topolin Morbin, ovvero la mia versione alternativa e triestinizzata del noto ed amatissimo Topolino di Walt Disney!!






La vera storia dell'Omo Vespa la potete trovare qui: CLICCARE QUI

L'incisione folk-rock di tale brano, risalente al 1978, riportò in auge il brano (di origine popolare) dopo un periodo di appannamento, dagli anni '50 in poi.
Eccola qui, con un mio videoslide contenente alcune vignette del mio fumetto del 2001 ed altre più recenti, sempre in tema:




Lorenzo e Fiordaliso dal vivo, nel 1981:




"Pinocchio Rock", incisione originale del 1978, ma questo video risale al 1982 ed è tratto dal programma "Asiago Musicaneve" di Vittorio Salvetti:




Pubblicità di Telequattro risalente alla metà degli anni '80, che annuncia il programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat":





Tre video tratti dal programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat", anno 1986, girato in una trattoria di Servola (Trieste):













Un lungo medley di canzoni americane, triestine ed italiane, tutto live, tratto dal Festival della Canzone Triestina del 28 Dicembre 1985:




CO' SON LONTAN DE TI (TRIESTE MIA) by Lorenzo Pilat e Teddy Reno live al Politeama Rossetti di Trieste, 28/12/1985. 








(nella foto-cornice che segue viene presentata la copertina dello spartito originale del brano, anno 1925, Edizioni "Il Marameo"):





Teddy Reno e Lorenzo Pilat cantano insieme - unica storica esibizione - nel 7° Festival della Canzone Triestina del 28 dicembre 1985 (prima Edizione al Rossetti, è a favore degli Amici del Cuore ed è appoggiata da Telequattro e diretta e presentata dal Patron della manifestazione Fulvio Marion). 
I due intonano “Co son lontan de ti…” (“Trieste mia”) -storico brano di Publio Carniel e Raimondo Cornet (dell'anno 1925)- e mettendo in evidenza la loro brillante personalità artistica:


   


Il jingle di "Radio Promotion Trieste", radio di Fulvio Marion dedicata Storica sigla-jingle di "Radio Promotion Trieste", piccola radio locale creata dal noto presentatore triestino Fulvio Marion (il patron del Festival della Canzone Triestina):





Tale radio fu attiva, più o meno, dal 1987 sino al 1990. Nell'ultimo periodo di trasmissioni, la denominazione della radio cambiò in "Radio Professional Trieste".
I brani mandati a rotazione, durante il giorno e la sera, erano perlopiù provenienti dai Festival della Canzone Triestina della seconda metà degli anni '80. 
Inoltre, durante la programmazione giornaliera venivano mandate in onda delle gustose scenette del noto comico triestino Angelo Cecchelin, e canzoni dialettali triestine di Lorenzo Pilat, Bruno Tramontini ed altri famosi cantanti, musicisti e cantautori di casa nostra.
Alcuni brani, invece, erano gli ultimi successi nazionali di quel periodo. 
Ed in mezzo al tutto, ovviamente, brevi segmenti pubblicitari Made in Trieste!




Lorenzo Pilat live all'Hippodrome di Monfalcone (Go), nel 1987, con "Mule Skiner Blues" ("Il Blues del Mandriano"), suo storico cavallo di battaglia:





Un'intensa versione live di "The House of Rising Sun", al programma televisivo "L'ora di casa nostra" condotto dallo stesso Lorenzo e dal cantautore friulano Dario Zampa a Telefriuli (anno 1988):





Esibizione promozionale a Telequattro, anno 1988, al programma satirico "Taiatabari" di Michele Parisano:





Esibizione live a Telefriuli, anno 1989, al programma "6 corde: è sempre colpa della chitarra" condotto assieme a Daria Gori:





Un altro videoclip de "Le rose de Trieste", ma del 1989:





"Lassime star cussì" dal vivo a Venezia, anno 2000:




Un medley triestino al 26° Festival della Canzone Triestina, anno 2004:





Lorenzo canta il brano HEIMWEH (Nostalgia), dal vivo a Telequattro, anno 2016:


  


   René

venerdì 30 marzo 2018

PAOLIN PAPERIN (PAPERO TRIESTIN) IN OSMIZA



Bondì, mularia mata...

Un nuovo pupolo-fumetto... anzi, due pupoli-fumetti; oramai conoscete tutti Paolin Paperin (papero triestin), ovvero la mia versione amatorial-domacia del noto Paperino (insomma, un fan art).

Nella prima immagine, vediamo Paolin giungere a Prepotto, una bella località del Carso triestino, per recarsi in una tipica osmiza e degustare un po' di buon vino prodotto in loco.




Nella seconda immagine, invece, vediamo l'effetto del vino su Paolin. Specifico che il vino non è quello buono, ma della vinassa cancarona che è stata rifilata a Paperin, con un tranello, dal noto truffatore Ciano, deto el straziavedove de Roiano!!!




Alla prossima.

    René

UN TRAM DE OPCINA CHIAMATO DESIDERIO !


Bondì, mularia mata...

Come da titolo... un Tram de Opcina chiamato desiderio!

Solo uno sfogo, dal momento che il nostro amato tram è sempre fermo. :(

Ho pure preparato un pupolo fumetto surreale, nella speranza che il tram smetta di essere solo un fantasma.


Alla prossima.

    René

venerdì 9 marzo 2018

IL TITANIC A TRIESTE: STORIA DELL'UFFICIO TRIESTINO DELLA “WHITE STAR LINE”



NOTA: preciso che tale post è qui
pubblicato solo a scopo divulgativo,
per far conoscere una significativa ma 
purtroppo quasi dimenticata pagina 
di storia triestina.




















"La prima classe costa mille lire, la seconda cento
La terza dolore e spavento
E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto
Sior Capitano mi stia a sentire
Ho belle e pronte le mille lire
In prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare"


"TITANIC", testo e musica di Francesco De Gregori





Fino a non molto tempo fa, chi passava 
dalle parti del Magazzino n. 42 della 
Stazione Marittima (in fondo al molo 
Bersaglieri) poteva notare una scritta 
impressa sul muro: WHITE STAR LINE.






Chi la notava, non ci faceva caso, o al 
massimo la correlava alla nota 
compagnia armatrice del Titanic. Ma 
senza ulteriori pensieri, congetture o 
chissà cosa.


E invece... e invece quella scritta, ormai 
persa dopo i recenti lavori che hanno 
modificato la struttura di quei 
magazzini, si trovava lì per un preciso 
motivo. Difatti, la celebre compagnia 
armatrice, nei primi anni dieci del '900 
aveva aperto proprio in quel punto uno 
dei suoi prestigiosi uffici. Uno dei tanti 
dislocati un po' in tutta Europa, 
seguendo una linea architettonica 
standard degli interni. Questi ultimi 
ricalcavano lo stesso design dei lussuosi 
interni delle navi della compagnia, come 
la Britannic, l'Olympic e, per l'appunto, 
il Titanic.


Nel mio pupolo-fumetto sottostante -
ripreso già in apertura del post- un 
quadretto vintage rappresentante il 
Titanic in viaggio lungo l'Oceano 
Atlantico:







Il RMS Titanic fu un transatlantico 
britannico della classe Olympic, e, come 
già scritto, oggi viene ricordato 
soprattutto per la collisione con un 
iceberg nella notte tra il 14 e il 15 
aprile 1912 ed il conseguente 
drammatico naufragio avvenuto nelle 
prime ore del 15 aprile.

Secondo di un trio di transatlantici, il 
Titanic, assieme ai suoi gemelli Olympic 
e Britannic, fu progettato per offrire un 
collegamento settimanale di linea con 
l'America e garantire il dominio delle 
rotte oceaniche alla White Star Line. 
Costruito presso i cantieri Harland and 
Wolff di Belfast (Irlanda), il Titanic 
rappresentava la massima espressione 
della tecnologia navale del tempo ed era 
il più grande e lussuoso transatlantico 
del mondo.




Durante il suo viaggio inaugurale (da 
Southampton a New York, via 
Cherbourg 
e Queenstown), entrò in collisione con 
un iceberg alle 23:40 (ora della nave) di 
domenica 14 aprile 1912. L'impatto con 
l'iceberg provocò l'apertura di alcune 
falle sotto la linea di galleggiamento 
allagando i primi 5 compartimenti 
stagni del transatlantico, che 2 ore e 40 
minuti più tardi si inabissò (alle 2:20 del 
15 aprile) spezzandosi in due tronconi.



Nel naufragio persero la vita ben 1.518 
dei 2.223 passeggeri imbarcati, 
compresi i 900 uomini dell'equipaggio; 
solo 705 persone riuscirono a salvarsi 
(alcuni dei quali morirono subito dopo 
essere portati a bordo del Carpathia, 
nave gemella della compagnia Cunard 
Line, che faceva regolarmente scalo a 
Trieste mediante la rotta New York-
Fiume), 6 delle quali salvate fra la gente 
finita in acqua. L'evento suscitò 
un'enorme impressione sull'opinione 
pubblica e portò alla convocazione della 
prima conferenza sulla sicurezza della 
vita umana in mare.



Grazie al Gent. imo Sig. Alessandro 
Artico (che ringrazio sentitamente per 
la collaborazione, gli spunti e vario 
materiale storico gentilmente 
concessomi),
appassionato e modellista, che scoprì 
quasi per caso le notizie relative a 
quest'ufficio (durante alcune sue 
ricerche effettuate con l'aiuto di alcuni 
massimi esperti del Titanic, ovvero 
Clifford Ismay, Howard Nelson e Nigel 
Irvine), adesso sappiamo per certo che 
pure Trieste -allora facente parte 
dell'Impero Austro-Ungarico- fu, nel suo 
ruolo di importante capitale europea dei 
commerci, un significativo tassello nella 
storia del transatlantico più famoso (e 
sfortunato) del mondo.


Qui sotto, un mio pupolo-fumetto 
raffigurante l'ufficio. Tale pupolo l'ho 
ricavato direttamente dal modellino 
costruito dallo stesso Sig. Artico 
(cliccare sul pupolo per visualizzarlo in 
grande):







Nello specifico, tale locale era un ufficio 
di rappresentanza con annessa 
biglietteria. Da questa biglietteria 
furono acquistati pure dei biglietti per il 
Titanic.







L'ufficio e biglietteria sono riportati 
sulla guida Bradshaw sino 
all'edizione del 1913, dopo il quale 
(1914) tutta l'Europa ed il Mondo 
furono sconvolti dalla esplosione 
della prima guerra mondiale .
Per la precisione: Guida Railways 
Bradshaw Guide 1913 , e poi il testo 
TITANIC di John P.
Eaton e Charles A. Haas




Qui sotto il modellino in scala 
dell'ufficio triestino della White Star 
Line, costruito dal Sig. Artico:







Qui di seguito, la descrizione dell'ufficio 
data dal Sig. Artico: «La biglietteria era 
un locale di piccole dimensioni, ma 
molto elegante e di grande fascino, con 
un arredamento, fra l'altro, standard 
per tutte le sedi della società che, va 
ricordato, nel momento di massimo 
splendore era così diffusa che poteva 
disporre di una fitta rete di uffici e 
agenzie dislocate ovunque, sia nei 
territori dell'impero britannico che in 
Paesi esterni al controllo 
della corona».





Sono state trovate anche delle liste 
con nomi dei passeggeri che 
acquistarono 
uno o più biglietti allo scalo giuliano, 
per poi imbarcarsi sul Titanic 
direttamente allo scalo francese di 
Cherbourg (seconda fermata del 
Titanic).


Si apprendono, così, i nomi di 
Sebastiano De Carlo, 29 anni, originario 
della provincia di Lucca, imbarcato a 
Cherbourg in seconda classe assieme 
alla moglie Argene Genovesi, di 24 anni. 
Successivamente il De Carlo perì nel 
naufragio, mentre lei fu tratta in salvo.
Poi abbiamo i sei componenti della 
famiglia Cacic, provenienti dalla 
Croazia. Sempre dalla Croazia, e 
precisamente da Zrinska Kula, i fratelli 
Ivan, Bartol e Ludovic Cor, che si 
imbarcarono a Southampton.

Branko Dakic, registrato come 
austriaco, 
e Franz e Manca Karun, rispettivamente 
di 39 e 4 anni, provenienti dalla 
Carniola, in Slovenia, e Francesco 
Celotti, di 24 anni, imbarcato in terza 
classe.


Tutti passeggeri di quel viaggio 
inaugurale che, per molti di loro, 
terminò in maniera tragica.


«Ancora oggi -racconta il Sig. Artico- è 
molto difficile avere una lista completa 
precisa dei passeggeri del Titanic, 
anche perché la maggior parte delle 
fonti li registra come "british" e "non-
british", inglese e non-inglese. 
Così, per esempio, furono registrati 
molti siriani 
che però avevano la residenza in 
Libano, e molti austriaci che avevano 
la residenza in Croazia»


Dell'ufficio poco altro si sa. 
Probabilmente funzionò sino a metà 
degli anni '30, allorquando la 
compagnia 
White Star Line si ritrovò in crisi e 
dovette fondersi con la rivale 
compagnia 
britannica "Cunard Line", la quale optò 
per un ridimensionamento delle sue 
nuove proprietà (acquisite 
definitivamente nel 1947).


Questo post, in fondo, oltre a ricordare 
quest'ufficio perduto nell'oblio del 
tempo, vuol essere un ricordo di quelle 
persone citate poc'anzi che, assieme ad 
altre mille e più persone, perirono nel 
naufragio del 1912.




Come scritto in apertura di post, la 
scritta "White Star Line" impressa sul 
muro del Mag. 42 della Stazione 
Marittima, fu l'ultima testimonianza di 
questa storia. Dopo il rinnovo di 
quell'area, quindi, ricordiamo qui quel 
pezzettino di storia altrimenti 
sconosciuto ai più e destinato all'oblio 
del tempo.


Ancora un sentito ringraziamento al 
Gent.mo Sig. Alessandro Artico, per la 
consulenza e per il materiale fornitomi.


Un saluto, alla prossima.




René