venerdì 8 settembre 2017

TRAM DE OPCINA - 115 ANNI (TRIESTE, 2017)








Viva Trieste!

Questo fu l’augurio, spontaneo e sincero, espresso di getto dal barone Albert de Glanstaetten, presidente della Società Anonima delle Piccole Ferrovie di Trieste, durante il brindisi inaugurale che si tenne all’interno della stazione locomotori di Romagna (oggi non più esistente) la mattina del 9 settembre 1902.

Data storica, questa, poiché ben 115 anni esatti fa nasceva la famosa linea tramviaria Trieste-Opcina. Linea rimasta famosa per la sua scalata verso l’altipiano (mediante una ruota dentata a cremagliera, successivamente sostituita da un impianto funicolare nel 1928) e per l’omonima canzonetta folkloristica El Tran de Opcina la quale narra in simpatia del grave incidente occorso ad una motrice appena un mese dopo l’inaugurazione della linea (ma di questo ne avremo modo di riparlarne fra un mese, promesso!).



Per l’occasione, dunque, venne organizzato un rinfresco con un brindisi.
Brindisi che seguì ad un breve viaggio di prova riservato eslcusivamente a tecnici, ingegneri e giornalisti.
Fra gli invitati c’erano personalità triestine dellepoca, come l’ingegner Eugen Geiringer, ideatore del progetto Tram Trieste-Opcina, ed il cavalier Giuseppe A. Goldschmied, direttore della filiale dell’Union-Bank, assessore commerciale presso il Tribunale commerciale, quali membri del Consiglio d’amministrazione della Società, i signori ingegneri Streicher e dott. Seefebider, direttori della costruzione della ferrovia quali rappresentanti della Società Union di Vienna (i tram, 5 motrici costruite a Graz, erano di marca Union Gesellschaft), da parte del Comune l’ingegnere dott. Ettore Lorenzutti, direttore dell’Ufficio civico edile, il Consigliere di polizia sig. Karl Frenner e gentile Signora, il cav. Giulio Nessler, direttore della Società della Ferrovia Meridionale, il consigliere di Governo Artur barone De Borowiezka, direttore dell’i.r. Ferrovia dello Stato, gli ingegneri signori Carlo Wigny, direttore generale della Società della Tramway e cav. Payer, l’ingegnere cav. Enrico Sospisio, direttore generale dell’Officina comunale del gas, l’ingegner Poschinger, sostituto direttore d’esercizio della Società, il dott. Giuseppe Degano, medico distrettualedi Opcina, gli ingegneri signori Turrek, lavvocato Gustav Krauseneck, Jeroniti e Martinolli ed altri nonché i rappresentanti della stampa cittadina.
In piazza della Caserma (l’attuale piazza Oberdan) venne invitata anche la Civica Banda Comunale, in impeccabile montura militare imperiale, che per l’occasione intonò alcuni dei più bei valzer di Johann Strauss, come la Radetsky Marsch, il Kaiserwalzer e la celeberrima An der schönen blauen Donau. Poco prima dell'inizio del rinfresco alla stazione di Romagna, vennero scattate pure due foto ricordo, delle quali una è rimasta celebre. Ve la propongo qui sotto, in alta qualità:



Qui sotto, una riproduzione dell’articolo dedicato all’inaugurazione del tram e pubblicato su un noto quotidiano locale dell’epoca, l’Osservatore Triestino:



Qui sotto alcune foto d’epoca (dai primi del '900 sino agli anni '80).

Biglietto dei primi del '900:


Fermata di S.Anastasio (Scorcola), 1902:


"LA DENTADA", la prima canzonetta popolare dedicata al tram (1904):



Il tram contrassegnato dal numero aziendale 6 sulla collina di Scorcola (questo tram della foto è tutt'oggi esistente, restaurato e perfettamente marciante, usato come vettura storica):


Insegna pubblicitaria dell'Hotel Obelisque (primi del '900):


L'Hotel Obelisque, in un'immagine dei primi anni '10:


Il tram a Scorcola, prima metà dei ruggenti anni '30; la linea, inizialmente a cremagliera, dal 1928 è stata riconvertita in funicolare. I tram vengono spinti da due carri scudo in legno (come quello della foto). Per le motrici del 1902 sono gli ultimi viaggi poiché di lì a breve, a partire dal 1935, verranno introdotte le attuali vetture azzurre prodotte dalle officine Stanga di Padova.



Palina di fermata obbligatoria a Vetta Scorcola (anni '60-'70):


Una bellissima panoramica di Trieste ripresa da Romagna. Il tram attuale è ancora numerato 101 (oggi 401). Foto di Claudio Ermani:


Il tram vicino a Villa Geiringer, alla fine della salita - primi anni '80. Il tram viene spinto da uno dei due nuovi carri scudi entrati in funzione nel 1978 (per poi venir dismessi nel 2005) - Foto di Claudio Ermani:


Il tram giunto all'Obelisco, nel freddo inverno del 1985 - Foto di Claudio Ermani (dal gruppo Facebook "Noi amiamo il tram di Opicina"):


 Un altro inverno particolarmente gelido, nel 1987 - Foto di Claudio Ermani:



Successivamente, il tram inaugurale salì fino alla vetta di Opicina, per poi fermarsi per qualche minuto di fronte al prestigioso Hotel Obelisque, situato ancor oggi accanto all’omonimo monumento eretto nell’800 su una collina poco distante. Ed è proprio da questa fermata che ho tratto lo spunto per il mio pupolo beneaugurante (si spera, vista la sfiga attuale del tram) pubblicato in apertura di questo post; la motrice è ferma di fronte all’hotel, e alcune dame di ricca famiglia si fanno notare, bene ingessate nei loro stupendi abiti d’alta sartoria.
Poco distante, il corpulento Commissario di polizia Karl Frenner tiene un poco piacevole scambio dialettico con un omino di passaggio giunto sul posto per ammirare la motrice e lo splendido paesaggio circostante. Per visualizzarlo al meglio, cliccateci sopra (idem con tutte le altre foto):


 Concludo con un altro mio pupolo-fumetto al quale sono molto affezionato (disegnato nel 2013)... il TRAM-SFORMERS!!! :D



TANTI AUGURI TRAN DE OPCINA: 115 ANNI IN GAMBA! 
TE VOLEMO ‘SSAI MA ‘SSAI BEN! 

VIVA TRIESTE!!!!

        René

Fonti: “La Tranvia Trieste-Opicina” (Andrea Dia)”, Edizioni Luglio Editore, 2016
“L’Osservatore Triestino”, 9 settembre 1902
“Il Piccolo”, 11 settembre 1902

sabato 12 agosto 2017

ELVIS 40 (1977-2017) - UN MIO RICORDO DA TRIESTE











Buondì, mularia mata...

E siamo a... 40!
Quarant'anni fa, il 16 agosto del 1977, il Grande (con la G maiuscola d'obbligo) Elvis Aaron Presley lasciava per sempre, purtroppo, questo nostro mondo.





A quarant'anni di distanza, in Italia c'è da mettersi le mani nei capelli, leggendo le cacchiatone allucinanti che pseudogiornalisti continuano a scrivere (nel 2017, intendo) su di lui: sempre le stesse minchiate e gli stessi stereotipi, frutto di ignoranza e pressapochismo; Elvis grasso e drogato. Elvis ancora vivo e nascosto in Argentina. Elvis così, Elvis pomì, ecc... 


Sinceramente, tutti 'sti giornalai possono tranquillamente andarsene affanc(autocensura)lo!



Se volete saperne di più, senza stereotipi, innanzitutto ecco un vademecum (consigliato caldamente ai giornalai) postato dall'amico Roberto Paglia nel suo blog "About Elvis", qui: FRACHE' QUA SENZA PAURA... NO VE MORDI


Menziono pure il bel blog "Elvis Presley - Made In Italy", che trovate CLICCANDO QUI 


Per sapere proprio tutto di tutto (e anche di più), allora non potete perdervi uno dei più importanti siti italiani su Elvis, l'EICC... CLICCANDO QUI



Se invece vorreste saperne di più sugli inizi di Elvis, e cosa esso abbia rappresentato non solo a livello musicale, ma anche sociale e culturale, ALLORA CLICCATE QUI 



 

Il sottoscritto, invece, dopo aver dedicato su questo blog molti post biografici su vari aspetti della MUSICA di Elvis (che è l'unica cosa che conta, cari scribacchini della carta stampata), stavolta vuole scrivere un ricordo personale.


Come iniziai ad amare la voce e la musica di The King?

Avvenne tutto per caso, durante una notte buia e tempestosa. No, non era una notte tempestosa, ma buia sicuramente, visto che nella viuzza dove abitavo allora -precisamente era l'autunno del 1983- vicino a V.le Ippodromo, la luce era poca.
Ma il calore nelle case era molto.
Soprattutto nella stanza dei miei, dove ogni giovedì mio padre accendeva il giradischi, alle 19.00 in punto. Da lì, fino alle 23.00 circa, una sequela di canzoni, musiche, tutte diverse e tutte speciali, poiché mio padre possedeva (e possiede tuttora) svariati vinili, 33 e 45, di tutti i generi possibili ed immaginabili; rock, pop, country, opera lirica, melodia italiana, cantautori, jazz, orchestre, gospel, latinoamericani, ecc...


Io, fin da allora (avevo solo 5 anni!), assorbii tutto in un meraviglioso imprinting che mi fece amare la Musica a 360 gradi!
Ma quella fatidica sera alla quale accennavo poc'anzi, una voce "diversa" mi rapì, più delle altre: era la voce di Elvis.
Una voce calda, dolcissima e sensuale, che intonava delicatamente un vecchio blues degli anni '20 intitolato "Ti senti sola stasera?".





Poco dopo, mio padre mise sul piatto un altro disco di Elvis, molto diverso dal precedente per voce e sonorità. Si trattava di "Mystery Train". Stessa voce, ma più ruvida, acerba, grezza e totalmente black!!!


 


Mi piacque! E tanto, tanto, tanto!!!


I giovedì successivi chiesi sempre a mio padre di metter su almeno un disco di Elvis (ne aveva tanti). Senza saperlo, era nata in me la grande passione.

Passione che iniziò a piantare le sue radici nel 1987, allorquando TeleMontecarlo dava al pomeriggio molti film anni '60 di Elvis. Per carità divina, intendiamoci, i film di Elvis li conosciamo un po' tutti (anche i non fans) e sappiamo che non sono proprio i capolavoroni, però erano (e sono) un mezzo come un altro per poter vedere all'opera, sia pure a livello di finzione, il proprio artista preferito. Data anche la scarsità di video televisivi, in Italia (dove Elvis Presley è da sempre poco o nulla considerato).



Sempre nel 1987, ascoltavo spesso e volentieri una cassettina con molti dei suoi successi anni '50 e '60. S'iniziava con "Love me Tender" (1956), ma il vero inizio era dalla seconda, ovvero la splendida e dolcissima "Loving You". Quest'ultima è una canzone che amo moltissimo, ed anche Elvis l'amava moltissimo poiché la riprese più volte dal vivo, nel corso della sua ventennale carriera.
Inoltre, mi ricordo che nell'anno 2000 riuscii a rivolgermi ad una ragazza -della quale ero innamorato ma non sapevo come dirglielo causa timidezza- proprio cantandole questa canzone!



"Loving You" è del 1957. 



Trent'anni dopo, nell'87 frastornato di luci e colori discodance (ai magnifici anni '80 sto per dedicare un futuro post), l'atmosfera dell'American Dream anni '50 riusciva a resistere ancora bene, proprio grazie alle canzoni di Elvis, assieme a tanti altri Big dell'epoca come Little Richard, Jerry "the Killer" Lee Lewis, Johnny Cash, Carl Perkins, Roy Orbison e tanti altri.



La terza ed ultima stabilizzazione del mito Elvis, in me avvenne proprio nel 2000, siccome potevo finalmente comprarmi i primi cd ed ovviamente quelli di Elvis erano i primi della lista. Pian pianino, in poco meno di 6 anni, sono riuscito a completare tutta la discografia. Aggiungendo alla stessa pure dei cofanetti-box speciali con materiale assolutamente inedito o comunque d'archivio.










Dell'anno 2000, ricordo con piacere anche un cd che ricevetti in regalo da un mio zio del Canada; un cd proprio dedicato alle canzoni elvisiane di autori canadesi, ed intitolato "ELVIS - A Canadian Tribute".

 
Youtube permettendo, voglio postarvi un pezzo di codesto disco, a sua volta pubblicato da un utente americano sul suo canale youtube. P.s.: se il video non viene visualizzato, prendetevela con lui e/o Youtube. :)

 

Qui, grazie all'amico e storico collezionista di dischi e memorabilia di Elvis, nonché conduttore radiofonico triestino (negli anni '80) Bruno Pause, ecco varie foto inedite e chicche. 



Tra di esse svettano le foto di raduni anni '80 di fans triestini (un mega raduno si tenne proprio nell'agosto del 1983 alla Ginnastica Triestina; presenti tantissimi fans triestini, il chitarrista e cantante Dario Sartori, lo stesso Bruno e tanti altri. Assieme anche alla locale emittente televisiva Telequattro e un giornalista de "Il Piccolo" di Trieste).



























Ancora un poco di Elvis, in alcuni suoi brani non molto conosciuti come, ad esempio, la splendida “Santa Lucia” cantata in italiano!

Iniziamo con "There's Always Me":


Poi il duetto Sinatra-Elvis del 1960:


La swingante "Such A Night":


Un super blues... "Reconsider Baby" (con al sax Boots Randolph):



Ecco "Santa Lucia", interamente in italiano e cantata sullo stile di Mario Lanza:


"Today, Tomorrow and Forever" cantata in coppia con Ann Margret (si tratta di un brano di Franz Liszt):


"Beyond the Reef":

Elvis ed il suo genere più amato, ovvero il Gospel. Qui con il brano "Somebody Bigger than You":


La stupenda, eterna "Can't Help Falling in Love", qui cantata dal vivo con l'orchestra al Comeback '68:


"In the Ghetto", canzone che dimostra quanto Elvis possa interpretare al meglio anche brani impegnati di carattere sociale:

 
"Suspicious Minds", qui dal vivo a Las Vegas, estate del 1969:



"What now my Love" ("Et Maintenant" di Gilbert Becaud), dal vivo all'Aloha From Hawaii. Primo concerto di un cantante trasmesso in mondovisione, in diretta dalle Hawaii. Concerto a scopo benefico. 14 Gennaio 1973: 


Da un altro favoloso concerto, quello di Memphis 1974, ecco un brano sacro intitolato "Help Me": 



"I Can Help", dal meraviglioso album "Today" del 1975: 


Concludo la carrellata con una delle ultime esibizioni live di Elvis, nel 1977... un Elvis oramai alla fine, ma ancora un Artista con la A maiuscola, nonostante quello che scrivono i giornalai... e qui, con questa vissuta "My Way" cantata con il cuore in mano, ne avete la prova più lampante!!!


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In finale, un paio di video di alcuni performer triestini.

Inizio con un video del bravo Oscar Chersa, storico musicista triestino ed ottimo interprete di The King:



Come detto tante volte su questo stesso blog, anche Pilade, alias il triestinissimo Lorenzo Pilat, è un grande fan di Elvis. 


Qui una foto raffigurante Lorenzo Pilat alla storica Sagra de la Sardela. Una vera e propria festa popolare (con punte di 2500 persone a sera!) che si teneva -a cavallo tra gli anni '70 e gli '80- sulle Rive di Trieste; questa istantanea è stata scattata proprio il 15 Agosto 1977, un giorno prima della scomparsa di The King!!!



Qui una versione by Lorenzo di una nota canzone elvisiana:


Un altro grande musicista/interprete triestino di Elvis è stato Dario Sartori... di lui, al momento, non ho ancora pubblicato nulla, ma presto gli dedicherò un intero post del mio blog, perché se lo merita veramente!

E per finire in simpatia, un video dall’audio abbastanza scarso, poiché registrato con un cellulare: il sottoscritto, René, in un pezzettino di “Hound Dog”, interpretato dal vivo al ristorante/sala da ballo (gestito dall'amico Oscar Chersa e dalla sua famiglia) "La Pignata" (in località S.Barbara, Trieste), nel 2011:


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Si conclude qui questo mio ricordo di Elvis Presley. 
Mi scuso se c’è stata qui e là qualche vena polemica, ma in questi giorni ne leggo e ne sento di tutti i colori da parte di quelli che dovrebbero essere professionisti dell’informazione.
E questo mio ricordo vuol essere, nel suo piccolo, non un’esaltazione del mio idolo, ma una testimonianza sincera e sentita, soprattutto verso chi non lo conoscesse ancora (musicalmente parlando), di ciò che Elvis ha saputo e sa ancora dare in termini di emozione, ricchezza umana e spirituale a chiunque lo ascolti.
Sto parlando di una persona che nacque nella piena povertà, e che per questo motivo anche durante il suo apice seppe comunque restare un vero Uomo, umile e con i piedi per terra. Un Uomo che amava veramente i propri fans e che per loro ha saputo spendersi fino all’ultimo, nei momenti più esaltanti della sua carriera come in quelli più bui. Un Uomo che non si dimenticò mai degli ultimi, donando palate di soldi in beneficenza per tutto il corso della sua sfolgorante carriera ultraventennale (dal 1954 al 1977).
Il resto è stata la sua vita personale e privata, tirata a mille all’ora fino alle estreme conseguenze. Ma ciò non macchia e non macchierà mai la sua Arte e la sua Anima. Chi lo ha conosciuto di persona (parlo delle semplici persone e fans), lo testimonia ancor oggi, dal vivo, nelle interviste televisive, libri ed Internet. 
Tutti gli altri, dai giovanissimi agli ‘anta, lo testimoniano ogni anno, in agosto (e non solo), riempiendo di fiori ed omaggi la sua tomba posta nella sua villa chiamata Graceland, a Memphis (Tennessee, USA).
Perché l’Uomo Elvis Aaron Presley ha sempre significato Musica. E la Musica è il linguaggio dell’Universo, che apre i cuori e rende la Vita degna di essere vissuta.

   René