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mercoledì 24 giugno 2020

LORENZO PILAT E LA RADIO






  

Bondì, mularia mata...

Ho voluto aprire questo post con un mio nuovo ritratto di Lorenzo Pilat: ritratto molto introspettivo, nel quale ho voluto raffigurare la Persona oltre l'Artista nella sua intimità e quotidianità, mentre seduto su un'antica bitta asburgica lungo il canal di Ponterosso a Trieste, giocherella con la sua inseparabilissima chitarra, totalmente immerso nei suoi pensieri.

E' un mio omaggio poiché oggi, Mercoledì 24 giugno 2020, il nostro miticissimo e miticerrimo cantautore triestino, bandiera di casa nostra nel mondo intero, compie gli anni. 82, per la precisione!

Qui sotto, posto un'altra chicca rara: una foto tratta dalla presentazione del suo primo LP di musica dialettale triestina (album "Trieste matta", CGD Sugar). Presentazione tenutasi nel 1973 al Circolo della Stampa di Milano.
Alla presentazione dell'album c'erano numerosi sportivi e vip, tra i quali Gianni Rivera, il regista Ermanno Olmi, Vittorio Salvetti, all'epoca storico patron del Festivalbar e del Festival di Sanremo, e tanti altri.
L'album venne realizzato con due validissimi complessi triestini, ovvero i Calibro 45 e i Bora Bora, e fu il primo di una lunga serie... che dura ancor oggi.



Per omaggiare Lorenzo, oggi vi voglio parlare in breve di qualche sua avventura radiofonica, sempre impostata all'insegna del far cantare spontaneamente ed allegramente la gente comune.

Cominciamo con "Pronto, chi canta?"


"Pronto, chi canta?" era un programma radiofonico del 1976, poiché all'epoca Lorenzo animava spesso i programmi musicali di Radio Trieste assieme a Giancarlo Deganutti e -più avanti- l'indimenticabile giornalista Rai Fulvio Molinari (quest'ultimo, ben ricordato pure come il principale ideatore della storica regata Barcolana) !
Lo schema degli interventi di Lorenzo era il seguente: comporre un numero telefonico a caso, in diretta radiofonica, per poi cercare di convincere l'interlocutore di turno a cantare una canzone a caso, con lo stesso Lorenzo che accompagnava il "malcapitato" con la chitarra!
Telefonate canterine sulla stessa falsariga di quello che il Pilade fa attualmente ogni sabato a "Sveglia Trieste" (Telequattro), assieme al simpatico giornalista Marco Stabile.






Qui potete trovare alcuni estratti audio di quelle telefonate radiofoniche:






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Concludo con due brani di Lorenzo, uno serio e cantautorale, intitolato "71", ed un medley più allegro risalente agli anni '2000.







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Piccolo augurio personale per Lorenzo:

Nella mia vita ultra quarantennale, ho fatto tante esperienze belle e meno belle, ho elaborato infiniti pensieri e cambiamenti a questo o a quello, sbagliando e sbagliando, ma riprovandoci sempre con tenacia. Ho incontrato tanta gente lungo il cammino e tanti altri ho perduto per strada... ma in tutto questo tempo, praticamente sempre, ho avuto una sola certezza, mai venuta meno, ed è la grande stima ed ammirazione per questo grande Uomo e Triestino ! 
Tutti, ma proprio tutti i miei ricordi più belli hanno in sottofondo un suo brano, sia esso scherzoso o romantico. Del resto, Lui stesso mi e ci insegna che la Vita è come l'Amore: un romantico blues! 

Auguroni, caro Lorenzo.


   René

venerdì 6 marzo 2020

UN RINGRAZIAMENTO SINCERO AL BLOG "TRIESTE ARCANA"






Bondì, mularia mata...

Come da titolo, urge subitoesubitissimoassolutissimamentesubito un ringraziamento speciale, di vero cuore, al blog "Trieste Arcana" di Lisa Deiuri.

Dovevo già postare questo mio post più di un mese fa, ma i soliti incasinamenti miei di vita e di cuore (sedotto e abbandonato, come i veri artisti bohemienne) ne hanno ritardato ingiustamente la pubblicazione ergo desso rimedio a tuto quanto, e po bon.

Un ringraziamento perché?, direte voi. Perché la xe stada cocolissima, digo mi! 
Mi spiego meglio: l'amica Lisa, mia lettrice appassionata da tempo, ha voluto gentilmente propormi un'intervista per il suo blog a tema misteri triestini, ed io l'ho concessa volentieri (cioè volentieri sul serio, e non alla triestina " Volentieri, ma no gavemo #laprovinFriul ").

L'intervista, dove potrete ri-scoprire un qualcosina in più di me mestessomedesimoecchimequa, la potete leggere a questo link: FRACA BOTON SALTA MACACO


Ringraziando di nuovo Lisa, scusandomi ancora per il ritardo, vi saluto e vi aspetto alla prossima. Ciauz.

   
       René

sabato 11 gennaio 2020

AUGURI, GIULIA !!!



Buondì, mularia mata...

Permettetemi un piccolo post personale, ma non proprio fuori tema: faccio Tanti Auguri di Buon Compleanno all'amica Giulia, una cocola mula de Trieste.

Le porgo gli auguri con questa caricatura che ho realizzato un po' in stile Disney, un po' manga, un po' così e un po' pomì.



   René

martedì 10 dicembre 2019

SQUINZIA TRIESTINA D'AUTORE !





"Squinzia tergestina d'autore", olio di scemi vari su tela. Opera attualmente esposta all'università della Sorbolona (sita tra la riva sinistra della Senna e la riva destra dell'Alboreto, i due principali fiumi del Canadafrica). L'eminente critico d'arte Vittorio Capra, docente di storia dell'arte all'università di Jena, spiega l'opera: "Il ritratto di una donna locale perennemente in fuga dal logorio della vita moderna e dal Cynar, prontissima a suggellare questo suo animo inquieto affermando con forza e piena consapevolezza nei confronti dell'interlocutore di turno; <<Volentieri, ma no go. La provi in Friul !>> Nel suo sguardo possiamo inoltre leggere chiaramente tutta l'esaltante euforia della movida triestina!" 

In fede (poca, a dir la verità), Vostro Aff.imo René

giovedì 12 settembre 2019

PERSONAGGI DI TRIESTE ANNI '80: BRUNO "CARTONI"



Bondì, muleria mata.

Riprendiamo con i post del mio blog, dopo tanto tempo dall'ultimo post (che era un'anteprima di un qualcosa di molto bello che sto preparando, e non vedo l'ora di finirlo e postarvelo), con una nuova serie di post dedicati a Trieste.

Questa serie di post vogliono far luce, cercando di farlo nella maniera più completa e definitiva possibile, su alcuni personaggi triestini degli anni '80 da sempre conosciuti e ricordati, ma sui quali per l'appunto vige un alone leggendario, con storie vere e ricordi personali dei triestini che si "missiano" con improbabili fake. Ed uno sta sempre a chiedersi: "Ma cosa c'è di vero, in quello che dicono su tal personaggio XY?"

Ecco, come tradizione di questo blog, voglio cercare di dividere nettamente le leggende metropolitane, presentando tali personaggi per quelli che essi furono, e -ripeto- cercando di farlo nella maniera più accurata e veritiera possibile.

Dunque, cominciamo con un piccolo, grande uomo ancor oggi molto ben ricordato dai triestini: Bruno "cartoni" (qui sotto un mio pupolo-fumetto che lo ritrae assieme ai suoi inseparabili cartoni, dai quali deriva il suo soprannome):






Bruno "Cartoni", detto anche Bruno "bareta" per la caratteristica rasca calcata perennemente in testa, all'anagrafe era registrato come Bruno Gigante. Il suo lavoro consisteva nel girare con uno sghangherato carretto di legno montato su un triciclo. Su questo carretto, egli poggiava tutti i cartoni vecchi e sporchi che trovava lungo la strada e fuori dai negozi di alimentari, supermercati, bar e profumerie, "ingrumandoli" tutti quanti per poi accatastarli meticolosamente sul suo carretto. Finita la giornata, Bruno trasportava tutta la sua "merce" in un magazzino abbandonato del Silos vicino alla Stazione Centrale di Trieste. Generalmente il suo raggio d'azione si estendeva nell'area prospiciente al Borgo Teresiano, a cavallo della Via delle Torri, Via Mazzini, ecc...




Bruno aveva un caratterino particolare; sempre molto eccessivo quando qualcuno, soprattutto la "muleria", lo prendeva in giro. Alla minima battuta, Bruno si scagliava contro con foga, urlando epiteti e bestemmie a biondodio!
Ma aveva in realtà un carattere mite, seppur discreto e riservato, e le rare volte che dava confidenza a qualcuno, lo faceva esponendo tutta una serie di storie personali di vita vissuta. Un vero e proprio libro aperto, in tal senso, non solo sulla propria storia ma pure su quella di Trieste e dei suoi cambiamenti storici e sociali.




Un suo nemico giurato era un certo Gigi "cartonaio", quest'ultimo reo di rubargli i cartoni

Qualora si fosse provato a chiedergli gentilmente l'età, Bruno (fisicamente sulla sessantina abbondante) rispondeva così: "Mah... mi digo che un otanta, novanta almeno devo averli fati. E go sempre fato 'sto lavor, perché no i ga mai voludo darme altri. Solo 'na volta son 'ndado a portar malta de Cannaruto. Ma ga dura poco. Ma no me lamento. Son 'bituado a portar cartoni. Solo che i me lassassi viver... tra polizia, carabinieri, vigili, no i me lassa mai lavorar. Maledeti puglioti"




A metà degli anni '80, il giornalista Luciano Santin de "Il Meridiano" intervistò Bruno, carpendogli qualche confidenza.





Al giornalista, Bruno rivelò di non poterne più delle continue prese in giro e dei continui fermi della polizia, che lui, magari esagerando abbastanza e con notevoli punte di mania di persecuzione, vedeva come immensi rompiscatole.


Santin chiese a Bruno se fosse vera pure la leggenda metropolitana che racconta di un Bruno "cartoni" segretamente ricco. Allorché Bruno rispose così: "I soldi? So mi chi che se ga fato i soldi. Quei che se porta via un camion de cartoni, e a mi i me li paga a 40 lire al chilo. Qualcossa ciapo anca mi, no digo, però desso no go più tante forze. No rivo nianca a pedalar, e me toca sburtar el triciclo... "

Un'altra leggenda metropolitana racconta di un Bruno sottaniere incallito. Certo, come tutti non disprezzava il gentil sesso, ma in realtà generalmente era uso dire, come tanti uomini vecchia maniera: "Le babe le xe tute uguali. Malignaze!"


Quando poi si nominavano a Bruno le concorrenze fatte dalle suore o, peggio, dal già precedentemente citato Gigi, detto "il cartonaio", allora Bruno iniziava ad urlare ed inveire come un matto: "DE QUEL NO STEME NIANCA PARLAR!!! CHE SE NO STAGO ATENTO, I ME FREGA ANCA EL TRICICLO! LASSO IN STRADA UN QUINTAL DE ROBA, INTANTO CHE VADO A CIOR ALTRA, E CO' TORNO, NO ME TROVO QUEL'ALTRO, CHE ME PORTA VIA TUTO. CHI? QUEL RIZO, QUEL SENZA DITI, NO?" (riferendosi a Gigi)
"E A LU NO I GHE DISI NIENTE, QUEI DE LA POLIZIA! SOLO CHE A MI I ME VIEN A ROMPER. PEZO CHE SE GAVESSI MAZA' E RUBA'... E SAVE' PERCHE'? PERCHE' MI LAVORO!"




In chiusura, cito alcune abitudini e modus vivendi di Bruno nel privato.

Bruno, da clochard evitava la mensa Gozzi, che per qualche motivo suo non poteva soffrire, preferendo invece mangiare alla Cattolica di San Giacomo o dalle suore di via Donota. Alla domenica, invece, pranzo dalle suore di Giarizzole, luogo che Bruno raggiungeva in autobus, essendo munito di regolarissima tessera ACT.

Negli anni non più verdi, oramai in "pensione", Bruno lo si poteva vedere spazzare le strade di fronte alla Cattedrale di San Giusto, per prendere qualche soldino dal parroco. Negli anni '90, Bruno scomparve in ospedale dov'era ricoverato da qualche tempo.
Così, senza tanti clamori, scomparve una delle ultime caratteristiche "macete" triestine, dal popolo ricordato affettuosamente ancor oggi.

Un caro saluto, alla prossima.

   René


sabato 17 novembre 2018

90 ANNI DI TOPOLINO... E 118 DI "TOPOLIN MORBIN", SORZO DE TRIESTE !!!!







TANTI AUGURI, TOPOLINO !!!

90 anni fa, il 18 Novembre 1928, un piccolo topo nasceva dalla matita e dall'inventiva di Walt Disney. Qualche tempo dopo (mooooolto più dopo), nel 1987, il sottoscritto s'inventò una versione alternativa del topo, ovvero il triestinissimo "Topolin Morbin". Qualche tempo fa, in un altro post, spiegai il perché di questa nascita del Topolino alternativo versione domacia. Precisamente qui: FRACA QUA, SE TE GA TEMPO, PIAZER E VOIA





















In questo post, invece, voglio solo ringraziare ed omaggiare -tramite il Topolin triestin- il Topolino originale. In fondo è proprio grazie a lui ed al suo fantastico mondo, se tanti anni addietro iniziai ad addentrarmi, con tenacia e passione, all'interno del magnifico mondo delle nuvole parlanti.

Ed ovviamente tale omaggio non può che essere una vignetta vintaggiosa, ambientata nei primi anni '30. Altrettanto ovviamente, tale vignetta è ambientata nella Trieste dell'epoca, ed è una vignetta richiamante la celeberrima canzone "Viva l'A e po bon" (o anche, nella versione originale, "Viva là e po bon"). Prossimamente, tale vignetta la inserirò, completa del testo originale della canzone, all'interno del post aperto dedicato al canzoniere triestino a fumetti.

Ecco qua il mio nuovo pupolo-omaggio (cliccare sopra per ingrandirlo):





















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Ecco qui il terzo cartone di Topolino (quello ammerregano). Sì, terzo: il primo ed il secondo non furono distribuiti, e così Walt Disney ci riprovò proprio il 18 Novembre del 1928. Il titolo è "Steamboat Willie", e fu il primo cartone ad avere il sonoro (Topolino venne doppiato dallo stesso Walt). Da questo simpatico short in bianco e nero... nacque la leggenda!!!



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Qui di seguito, invece, posto una piccola galleria con alcuni miei omaggi del passato (già precedentemente postati su questo stesso blog), sempre con Topolin Morbin, protagonista assieme a Paolin Paperin, papero triestin, e tanti altri:













ANCORA AUGURISSIMI, TOPOLIN. VIVA TRIESTE !!!!

   René

venerdì 30 marzo 2018

PAOLIN PAPERIN (PAPERO TRIESTIN) IN OSMIZA



Bondì, mularia mata...

Un nuovo pupolo-fumetto... anzi, due pupoli-fumetti; oramai conoscete tutti Paolin Paperin (papero triestin), ovvero la mia versione amatorial-domacia del noto Paperino (insomma, un fan art).

Nella prima immagine, vediamo Paolin giungere a Prepotto, una bella località del Carso triestino, per recarsi in una tipica osmiza e degustare un po' di buon vino prodotto in loco.




Nella seconda immagine, invece, vediamo l'effetto del vino su Paolin. Specifico che il vino non è quello buono, ma della vinassa cancarona che è stata rifilata a Paperin, con un tranello, dal noto truffatore Ciano, deto el straziavedove de Roiano!!!




Alla prossima.

    René

lunedì 20 marzo 2017

MARTIN MYSTERE ALABARDATO




Bondì, mularia mata

Permettetemi un piccolo “quasi” fuori tema; dico quasi, perché in realtà qualcosa di Trieste c’è sempre.
E’ un breve doppio omaggio Fan-Art ad un personaggio che ben ventitrè anni fa mi fece appassionare al disegno realistico. 
Sto parlando di Martin Mystère, “detective dell’impossibile” (copyright Sergio Bonelli Editore, ovvero lo stesso editore di altri notissimi fumetti italiani come, ad esempio, Tex Willer, Dylan Dog, Zagor, Nathan Never, ecc…).
Un paio d’anni fa avevo già pubblicato un omaggio disegnato a tale personaggio, ma in forma prettamente goliardica. Questo doppio omaggio, invece, vuol essere più serio nella sostanza (ma non per questo serioso, anzi).
Tutto ciò anche in occasione della mia recente collaborazione con “Get a Life”, il fan-comic internettiano dedicato allo stesso Mystère e riconosciuto ufficialmente pure dal suo autore, il grande fumettista Alfredo Castelli.
Dunque, veniamo al primo pupolo-fumetto-omaggio.
Siamo in piena foresta amazzonica (Brasile), nel lontano 1987, e un giuvinotto Martin si trova lì per filmare il trattamento delle popolazioni indios locali.
Assieme a lui c’è l’ormai ultrasessantenne (con tanto di pancetta strategica) pilota americano Jerome “Jerry” Drake, meglio conosciuto come “Mister No” (altro popolare personaggio Bonelli).
Ci sono pure Diana, fidanzata patatona di Mystère, e l’assistente Java (un uomo di Neanderthal sopravvissuto all’estinzione della sua specie e del Drive-In televisivo).
Java non è presente in questa scena, perché in quel momento era andato a fighe controllare la situazione in un vicino villaggio!
Però è presente, camuffato tra la folta vegetazione, Sergej Orloff, il crudele e spietato nemico di Mystère.
Tale storia viene citata -ma non raccontata ufficialmente- in un altro Team-Up avvenuto tra i due (Mister No e Martin, intendo), anno 1993, raccontato nell’albo speciale Mister No & Martin Mystère “Fuga da Skynet”.
Osservando attentamente il pupolo, forse potrete anche scovare un’alabarda triestina da me ben nascosta tra la vegetazione.
Buona caccia!!

Qui sotto il pupolo fumetto omaggio (cliccare sopra il pupolo, per visualizzarlo in grande):



L’altro pupolo ci mostra la famiglia Mystère come è oggi, anno 2017. Stavolta Java c’è, non essendo più in altre faccende affaccendato (!), e c’è pure Diana che, nel frattempo, è diventata la moglie di Martin.
Martin Mystère sta in posa, elegantissimo e ormai pantofolaio onorario.
Anche qui, ovviamente, c’è un’alabarda triestina, ma questa è già più facile da scoprire (a meno che coloro che guardano non siano astigmatici, oppure di fuori Trieste). Come sempre cliccare sopra il pupolo, per aprirlo a lenzuolo:



Tutto qui, nulla di particolare.
Comunque ci risentiremo presto (tempo che manca permettendo) per tornare a parlare più specificatamente di Trieste. Viva.

    René

giovedì 5 gennaio 2017

PIN UP PATOCA (2): BEE-RA, LA BABA PIU' FORTE DEL'UNIVERSO



Bondì, mularia mata…

Eccoci alla seconda puntata delle “Pin Up Patoche”.

La Pin Up Patoca di oggi è BEE-RA, la principessa guerriera (parodia di She-Ra) che trae la sua forza dalla lattina di Grayskull, contenente il nettare che da’ potere illimitato. :D
Bee-Ra è la sorella del famoso HE-MONA (l’uomo più mona dell’universo).



Alla prossima, e Viva mi e Viva ti (e Viva anca lu)!!!!


   René