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domenica 20 marzo 2022

GILDA: GATTA PEPERINA, FRIZZANTE E TUTTA TRIESTINA!

 


Bondì, mularia mata...


Dopo avervi presentato la volta scorsa il mio gatto Tit, oggi inizio con il presentarvi i suoi tre amici facenti parte della colonia felina dei gatti randagi del colle di San Giusto... ovvero l'omonima congrega "Gli A-Mici di San Giusto".

Parto da Gilda, frizzante e peperina gatta norvegese delle foreste, proprio come Tit. 

Gilda è pure fidanzata con Tit, e assieme a lui e agli altri due gatti (Ugo e Tommy) spesso e volentieri si trova coinvolta in incredibili avventure imperniate tra giallo e azione.

Gilda è una gatta dolcissima, ma al tempo stesso combattiva e scattante. Nelle avventure che ha già vissuto in passato con gli altri tre (e che prima o poi pubblicherò anche qui) non sono state rare le volte nelle quali, durante momenti altamente pericolosi, ha preso in mano la situazione, dandosi da fare in prima persona per sconfiggere il cattivo di turno (uno su tutti: Bassogatto, nemico giurato dei nostri).

Anche Lei triestina DOC, con la sua voce melodiosa ama molto cantare le canzoni triestine, apprezzando in particolare la splendida "Una fresca bavisela (Marinaresca)", notissima e amatissima composizione di Publio Carniel e Raimondo Cornet "Corrai".

Inoltre ama moltissimo le fragole (delle quali è ghiottissima) e pratica tanto sport (arrampicandosi sugli alti cipressi del colle di San Giusto). 


Bene, qui finisce la scheda biografica di Gilda. A presto con le altre schede.


   René


venerdì 19 febbraio 2021

TRIESTE DORMI (UNA FRESCA BAVISELA) TRAILER 2021 by RENE'

 

Trieste, 27 Giugno 1944: il giovane pescatore Marino parte di notte dalla Sacchetta, per raggiungere con la sua barca il mare aperto e poter così svolgere il suo mestiere.

Sulla terraferma, la sua amatissima fidanzata Serena lo aspetta con trepidazione ed un filino d'inquietudine, poiché son giorni terribili per la città ormai sotto il controllo dei tedeschi e ripetutamente presa a bersaglio dai bombardieri angloamericani.


In questa notte di inizio estate, quando anche gli orrori della guerra sono per il momento silenti come il mare, Marino farà un incontro straordinario che cambierà per sempre la sua vita e quella di Serena.





   René

domenica 3 maggio 2015

MAGLIETTE TRIESTE A FUMETTI by RENE'



BonDI’, mularia mata

Faccio un poco di pubbliciTA’, per triestini e non (turisti e/o semplici appassionati della citTA’); al negozio Urbanwear, in via Torino 13, potete trovare due T-Shirt dal sottoscritto “pupolate” (ho realizzato i disegni-fumetti) e dedicate a Trieste, ai triestini ed anche a chi ama questa citTA’, pur non abitando qui.

Una magliettA E’ ispirata alla splendida canzone (di Publio Carniel e Raimondo Cornet) “Una fresca bavisela (Marinaresca)”. L’altra, invece,  E’ una veduta del Palazzo del Lloyd Triestino.
Le magliette sono disponibili in vari colori e varie taglie, ma principalmente magliette bianche.

Qui le magliette:




Qui i disegni originali:




Qui il link al sito di Urbanwear:


Spero che tanti triestini avranno il piacere di portare indosso un po’ di sano morbin e calor patoco. Io, essendo l’autore dei disegni, ne saRO’ onoratissimo! J

Un caro saluto, alla prossima.

      ReNE’

sabato 6 agosto 2011

UNA FRESCA BAVISELA (MARINARESCA) - Genesi di un capolavoro musicale triestino!




Trieste, 1944. La nostra bella città sul mare visse durante quell'anno un tragicissimo periodo. Numerosi aerei da bombardamento americani di vario tipo (come i Consolidated B-24 Liberator, o i North American Mustang P-51, ma in gran parte soprattutto B-17 Boeing Flying Fortress, meglio conosciuti come "fortezze volanti"), facenti parte del 449° Bombardment Group, 450° Bombardment Group, 15th Air Force, sganciavano ripetutamente il loro carico di morte sulla città inerme.
Gli obbiettivi da colpire erano dei punti cardine della città, come ad esempio la raffineria, ma spesso la mira veniva mancata. Il numero di civili morti e feriti, a causa di questi bombardamenti, fu veramente altissimo.
In questo terribile scenario, due noti autori di canzoni triestine, il musicista Publio Carniel ed il commerciante-poeta Raimondo Cornet, soprannominato "Corrai", crearono una poesia in musica che sembrava quasi provenire da un altro mondo, tale era il contrasto della sua magica essenza con la tremenda attualità circostante. Carniel e Cornet, furono già negli anni passati un apprezzatissimo duo di autori di canzoni dialettali, come ad esempio la popolarissima "Trieste mia (Co' son lontan de ti)", nel 1925. Ma con questa musica ed il testo ad esso correlato, superarono se stessi, senza sapere che questa loro felicissima creazione sarebbe divenuta un evergreen triestina, capace di sfidare l'inesorabile scorrere della clessidra del tempo con i suoi decenni e le sue mode, appassionando milioni di triestini, giovani e meno giovani, che ancor oggi si ritrovano a cantarla volentieri come un inno, col cuore in mano, dovunque ci sia una manifestazione allegra, una grigliata, una festa, un ritrovo in osmiza (tipico ritrovo all'aperto, sull'altipiano carsico), insomma un incontro conviviale e/o in qualunque momento in cui si sta bene assieme.
La dolcissima melodia, è un'aggraziata e cullante barcarola, ispirata alle barcarole veneziane più antiche, risalenti al '700. Trieste, in questo senso ha una ben nota tradizione di canzoni popolari in tema prettamente marinaro, essendo una città di mare (e che mare!... ).
Il testo, molto poetico e musicale, viaggia in perfetta sintonia con il motivo, e narra di un pescatore triestino in mezzo al golfo di Trieste, in piena notte, con la sua piccola barchetta a vela, uscito in mare per svolgere il suo mestiere. C'è una delicatissima, fantastica brezza che soffia dolcemente, e con questo delizioso venticello e con le stelle che brillano a più non posso, la luna piena che illumina tutta l'enorme distesa d'acqua da Punta Salvore fino al castello di Duino, il pescatore promette ai suoi "tre grandi afeti", (ovvero Trieste, la sua donna e la sua barchetta) di rientrare al più presto, ed inoltre promette alla sua donna che se per caso dovesse scorgere una sirena, sicuramente la prenderà per poi potergliela donare assieme a tutti i pesci del mare.
Una piccola, grande storia di mare e amore, resa eterna in questo vero e proprio inno assolutamente "patoco".
La canzone è adatta per canto singolo, ma anche per cori. E difatti numerosi cori, anche alpini, negli anni hanno intonato spesso e volentieri questa perla.

Qui di seguito vi voglio proporre il testo in dialetto triestino, con relativa traduzione in italiano. Subito dopo in aggiunta due immagini. Nella prima un frammento dello spartito originale, ritrovato in anni recenti dalla figlia del compositore. La seconda immagine invece è un mio disegno realizzato nell'anno 2000. Disegno che illustra la canzone stessa.
Infine, allego un videoslide audio, sempre realizzato dal sottoscritto, e postato tempo fa su Youtube. Si tratta della versione più nota e splendida, per l'arrangiamento e per l'interpretazione pressoché perfetta, ovvero la versione del nostro cantautore triestino più amato da sempre, Lorenzo Pilat (negli anni '60 noto con il nome d'arte di Pilade, membro del clan Celentano, ed autore di caratura nazionale ed internazionale), anima indiscussa di Trieste stessa e del suo folklore musicale e non solo. La voce femminile nel coro è quella della bravissima Lucia Marconi.
Buon ascolto e buone emozioni di vero cuore!!!!

  René


UNA FRESCA BAVISELA (MARINARESCA)

Musica: Publio Carniel - Parole: Raimondo Cornet ("Corrai")

Una fresca bavisela
incomincia za a sufiar;
xe ponente su la vela,
ghe xe un gusto a bordizar!
Te saludo, dona mia,
vado in barca a paiolar!
Se 'sta note stago via,
no te devi a disperar!
Trieste dormi
e 'l mar se movi apena,
le stele brila
e le me fa sognar…
E se 'sta note
ciapo na sirena,
mi te la vojo
domani a regalar.
Go con mi tre grandi afeti,
quando vado là sul mar:
go Trieste, i tui oceti
e la barca per pescar.
Ma domani, co' fa giorno,
te me sentirà cantar
mi te porterò, co' torno,
tuti i pessi che xe in mar.

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Traduzione:   

MARINARESCA

Una fresca brezza
inizia già a soffiare
c'è ponente sulla vela
ed è bello navigare!
Ti saluto, donna mia,
vado in barca a vogare!
Se stanotte starò via
non ti devi disperare!
Trieste dorme,
ed il mare si muove appena,
le stelle brillano
e mi fanno sognare …
E se questa notte
prendo una sirena,
io te la voglio
regalar domani.
Ho con me tre grandi affetti,
quando vado là sul mar:
ho Trieste, i tuoi occhietti
e la barca per pescar.
Ma domani, quando fa giorno,
tu mi sentirai cantare
io ti porterò, quando torno,
tutti i pesci che ci sono in mare.

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Il musicista Publio Carniel:





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Alcuni miei disegni raffiguranti vari passaggi di questo splendido brano:














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"Una fresca bavisela", nell'interpretazione di Lorenzo Pilat:


          René