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sabato 25 gennaio 2020

TRIESTE: VANESSA, PIAZZALE DE GASPERI, L'ESTATE DEL 1989 E QUEL VECCHIO ROTTAME PUBBLICITARIO







Questa foto l'ho scattata la sera del 20 Settembre 2019, con il mio cellulare, ed è uno scatto della parte interna del vecchio e arrugginito triplo tabellone pubblicitario posto sull'angolo di Piazzale De Gasperi compreso tra l'ippodromo di Montebello ed il nuovo condominio (dove un tempo c'era l'ex caserma). Il tabellone è cavo, come si vede dalla foto stessa, e termina con un'apertura in alto.

Io stesso, prima di questo scatto, non rivedevo più questi interni dalla lontanissima estate del 1989. A quell'epoca ci entravo spesso, insieme all'allora inseparabile e mai dimenticata Vanessa, dolcissima ragazzina dagli occhi chiari come il mare e dalla rigogliosa massa castana di capelli, che allora passava sempre in questi luoghi assieme alla sua piccola e bionda sorellina e la loro nonna (che mi portava sempre dei buonissimi canestrelli).
Io e Vanessa, insieme ci arrampicavamo fino alla cima interna del tabellone,  facendo molta attenzione a non scivolare giù mentre poggiavamo i nostri piedi sulle minuscole giunture di ferro che fungevano da "scalini".

Una volta giunti in cima, ci prendevamo per mano e ci sembrava di dominare il mondo intero: tutte le altre persone in basso e noi invece lassù, da soli, ad osservare un po' più da vicino il sole infuocato del tramonto, volando con i nostri pensieri. Pensieri pronti ad inseguire ed afferrare quel magnifico sole. In quei piccoli, preziosi momenti non c'era nulla di brutto che potesse raggiungerci. L'unico "nemico" venne un giorno proprio dall'alto, e si trattò di un acquazzone improvviso e violento. Ma pur essendo esposti alle eloquenti intemperanze degli elementi, ci sentivamo comunque felici in quella che era una nostra personalissima rampa di lancio verso i nostri sogni più belli.

Tutto questo solo per dire che a volte pure un ammuffito ed apparentemente inutile rottame urbano può celare delle storie di vita, piccole o grandi esse siano.




     René

martedì 16 agosto 2016

INSEGUI I TUOI SOGNI (OMAGGIO A ELVIS PRESLEY)







Bondì, mularia mata

Come ogni anno, al 16 agosto, non posso mancare di ricordare la scomparsa del mio mito: Elvis Aaron Presley !!!!

Quest’anno sono 39 anni che Elvis non c’è più. Oltre al pupolo d’apertura, voglio ricordarlo con una mia poesia dedicata a tutti coloro che non smettono mai di sognare. 
Elvis era un sognatore e fu per questo motivo che, pian pianino, riuscì ad emergere e a far valorizzare il suo talento. Partendo dal basso, dall’estrema povertà, senza mai smettere di sognare. Arrivando, così, nell’eterno Olimpo della Grande Musica.

La mia poesia si intitola “Insegui i tuoi sogni” come “Follow that Dream”, che è proprio il titolo di una vecchia canzone elvisiana anni ’60, ma è pure il titolo di una struggente dedica di un altro Grande, ovvero Bruce Springsteen. 
Anche quest’ultimo, un sognatore. Un sognatore che non ha mai smesso –nemmeno dopo il successo- di inseguire i suoi sogni.


INSEGUI I TUOI SOGNI

Insegui i tuoi sogni. Inseguili, non farli morire mai. Mastica le amarezze, per poi sputarle con tutta la rabbia ed il disprezzo che esse contengono, e continua ad inseguire i tuoi sogni.

Puoi piangere, urlare, disperarti e lanciarti mentalmente in un baratro che sta li’, pronto a mangiare la tua anima. Ma nessun baratro ti avrà mai, se continuerai ad inseguire i tuoi sogni, seguendo solo la rotta tropicale del tuo cuore.

I temporali passano i sogni restano vivi e non muoiono proprio perche’ sono li’ ad aspettarti. Aspettano che tu li realizzi, o che perlomeno provi a catturarli con gli occhi struggenti di chi sa che c’è sempre un faro ad illuminare le nostre dure e tristi navigazioni notturne.

Insegui i tuoi sogni, e resterai giovane. Cerca a tutti i costi di raggiungerli e realizzarli, e potrai crescere, diventando un grande uomo.

Non smettere di inseguire i tuoi sogni solo perche’ la vita ti uccide dentro, altrimenti morirai veramente.

Canta, balla, suona, prendi per mano una ragazza e corri con lei sulla spiaggia. Non aspettare il tramonto del sole sulla battigia, ma continua ad inseguire anche lui.

   René


mercoledì 6 giugno 2012

ALCUNI PENSIERI




Quando anche l'ultima stella non avrà più lacrime brillanti,
l'universo s'addormenterà per sempre, senza più pensieri belli o brutti. 

Succederà durante il suono appassionato 
d'un clarinetto sognante,
nella notte cangiante,
rivestita di mille e più desideri inespressi.

Desideri 
rimasti a lungo inespressi
come la rugiada sui tuoi grandi occhi tristi
e ormai profondamente dismessi,
che scrutano stancamente l'arrivo dell'alba,
cercando un po' di pace nell'anima a lungo turbata,
affranta e dispersa 
tra onde di doppio malto
immerse in disgustose nebbie di nicotina.

E quando questa rugiada ti scivola giù, 
lentamente, verso il cuore,
vien voglia di aprire le finestre
per cercare di afferrare quell'ultima chance in procinto di traslocare altrove,
in un luogo dov'essa potrà essere ascoltata
con più attenzione.


Aspettando che, in fondo, pure l'ultimo treno possa ritornare nella nostra stazione.


Solo sognando, un biglietto per ciascuno ce lo possiamo ancora permettere.


    René




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