Memphis
(USA), 11 Agosto 1977, tardo pomeriggio: Elvis, a cavalcioni della
sua moto, sta per passare il cancello di Graceland, la sua dimora,
dopo essere passato al cimitero per portare un mazzo di fiori sulla
tomba della madre. Non poteva immaginare che solo cinque giorni dopo
l'avrebbe riabbracciata per sempre! ***********************************
Sono
passati ben 41 anni dalla scomparsa di Elvis, ma io e tantissime
altre persone non lo dimentichiamo. Cliccando a questo link, ad
esempio, potrete trovare TUTTI i miei post di questo blog a tema
Elvis (sono tanti e lunghetti, ma pure strapieni di foto, video,
audio e memorabilia vari. Buona lettura): CLICCARE QUI PER TUTTI GLI ALTRI POST SU ELVIS
Questa
volta, invece, vorrei ricordarlo con alcuni dei suoi brani poco
conosciuti o sconosciuti del tutto ai più, perché anche in mezzo
alle discografie “minori” vi sono sempre delle perle che,
nonostante lo scarso o nullo successo, brillano di luce propria. (per
la foto sottostante, ringrazio l'amico Roberto Paglia)
Comincio con una ritmata ballad degli anni '50... ovvero con “Is it so Strange”:
“Beach
Boy Blues” dal film “Blue Hawaii” del 1961:
"That's
Someone you ' Never Forget”, 1961:
“They
Remind me too Much of You”, 1962:
“Never
Ending”, 1963:
“Tomorrow
is a Long Time”, 1966 (cover del brano di Bob Dylan):
“Stay
Away”, 1968 (basato sul brano tradizionale “Greensleeves”):
“Too
Much Monkey Business”, 1968 (cover del brano di Chuck Berry):
Kentucky
Rain, 1970:
Ecco,
avrei finito, se non fosse che... i brani belli anche se nascosti
sono tantissimi, ma si rischierebbe di fare torto ad altri brani
comunque meritevoli. Quindi, solo questa piccola ma corposa rassegna,
per ricordare assieme il più grande performer della storia musicale
mondiale (esagero? Ma anche no).
Lungo i percorsi della
nostra vita ci sono persone che, per un motivo o per l'altro (in questo caso
specifico, la reciproca distanza chilometrica tra Trieste e Correggio), non
riusciamo ad incontrare spesso, anzi. Ma nonostante queste distanze materiali, esistono
comunque dei legami spirituali che sono sempre ben saldi, pure con il passare
degli anni. E ne sono passati un bel po' di anni, dal 2006 ad oggi (scrivo nel giugno 2017), da quando incontrai
l'ultima volta dal vivo la carissima amica Lulù.
Lulù, brava, simpaticissima e sensibile poetessa,
napoletanissima ma con sangue anche monfalconese, un sano "morbin"
(spirito) triestin e soprattutto una grandissima amica di penna e di avventure.
Lulù, nel 2012 ti avevo dedicato questo
"pupolo", dove sei raffigurata assieme al tuo caro Stitch di peluche.
Lo ripropongo come omaggio a Te, in questa mia piccola galleria di pupoli web,
ripensando alle serate d'estate a Monfy, quando ci perdevamo nelle infinite
pianure sull'Adriatico (nel senso che ci perdevamo proprio, sbagliando strada e
finendo a Staranzano!!!). Ripensando a tempi migliori, quando ancora si
assaporavano delle atmosfere così tranquille, così lagunari, eppur epiche nel
loro piccolo.
Sperando di rivederci di
nuovo a Monfy, prima o poi, per un altro caffè sorseggiato tra le stelle (con
una cartina di Marina Julia a portata di mano, onde evitare di finire a
Fiumicello!). Ciao, Super Lulù!!!
Un piccolo esperimento: ho disegnato un pupolo fumetto
raffigurante una donna con l'arco, mentre scaglia frecce verso alcuni cristalli
sospesi nell'aria. Un disegno di ambientazione fantasy
Successivamente ho invertito i colori, tramite un filtro
del pc, e devo dire che l'effetto da "dimensione fatata" venuto fuori
non è male.
Questo pupolo è abbinato ad una mia poesia scritta una
decina di anni fa, intitolata "Sogno di Cristallo".
Un breve passaggio sul blog, con un fuori tema un
po' personale, per festeggiare gli 80 anni del mitico chansoNnier Paolo Conte.
La musica di Conte è una delle mie tante passioni
musicali, e nel 2002 ebbi anche l'occasione di incontrare il Maestro di
persona, proprio qui a Trieste, in un camerino del Teatro Politeama Rossetti.
In tale occasione, Conte si rivelò essere una persona veramente umile ed alla
mano. L'umiltà, del resto, è la dote innata di tutti i Grandi.
Ma perché parlo di Paolo Conte? Ne parlo perché il
Maestro compie proprio oggi, 6 gennaio 2017, i suoi "primi 80 anni"!
In gran forma, sia artistica che umana.
Quindi voglio porgere un mio augurio un po'
speciale, pubblicando una tavola di un mio fumetto amatoriale, con protagonisti
lo stesso Conte e due stravaganti personaggi di Trieste.
Le nuvolette sono senza dialoghi poiché il fumetto
è attualmente in lavorazione. In realtà è un remake di un fumetto già disegnato
vent'anni fa (e che lo stesso Conte possiede), perché non ero soddisfatto del
risultato finale del precedente. Inoltre, un'altra tavola era già stata
pubblicata due anni fa circa (eh, lo so; i miei tempi sono lunghi, perché il
fumetto per me è solo un hobby nel poco tempo libero), ma la ripubblico
anch'essa. Consideratela un'altra anteprima di questo fumetto che comunque
prima o poi (speriamo più prima che poi) verrà pubblicato online proprio qui,
sul blog.
Infine, pubblico pure un disegno del 2012,
ambientato in un bar esotico ma... triestino: il "Bar Mocambo" del
rione di Gretta, a Trieste.
Uno dei tanti bar "Mocambo" sparsi e
spersi in giro per il mondo.
Un bar... reale o irreale? Chissà.
Sullo sfondo del bar-giungla equatoriale (in pieno
spirito contiano), una squinzia "donna del mistero" (la stessa delle
due tavole precedenti) assieme alla sua controparte robotica.
Tanti Cari Auguroni, Maestro, e infinite grazie per
la Sua Musica.
René
Qui sotto: le due tavole del fumetto "DUD AMARANTO" (attualmente in lavorazione), delle quali una è inedita, ed il disegno-Mocambo di Gretta del 2012.
Oggi post fuori tema (ma un po’
di Trieste c’è sempre), perché per me è doveroso ricordare il mio grande “amico” Elvis
Presley !!!
Elvis che, proprio oggi,
compirebbe ben 81 anni, se fosse vivo. Ma siccome, purtroppo, vivo non lo è più
(e, per favore, non venitemi a parlare di avvistamenti, di Cia, di marziani,
ecc…, che mi inca……volo),
lo voglio ricordare con un post dedicato.
Di Elvis ho narrato le origini
musicali, dello spiritual. Ma ci sono altri temi, altre caratteristiche della
sua multiforme natura musicale.
Di quale tema parlerò? Ma
ovviamente del più bello; dell’amore. L’amore nelle canzoni elvisiane.
Qui sotto, un mio pupolo fumetto
in tema:
Dunque, questo post sarà una
breve rassegna (breve perché sono troppe le canzoni d'amore di Elvis, e non posso inserirle tutte) che comprende alcuni importanti momenti musicali di Elvis sull’eterna tematica
dell’amore.
E voglio iniziare proprio con la
canzone, semplice e un po’ datata, ma che ho sempre apprezzato tantissimo
(anche Elvis l’amava molto, e la ripropose spesso, negli anni), con la quale ho
aperto il post tramite il mio pupolo: LOVING YOU. Propongo qui di seguito i video
slide con il brano originale e la versione “farm”,
entrambi del 1957:
Versione originale:
Versione "farm":
Vi aspettavate LOVE ME TENDER?
Davvero pensate sia così scontato? Se lo ero, avrei fatto il giornalista televisivo.
:D
No, qua si propone una breve carrellata
sui brani d’amore meno conosciuti dal grande pubblico (Love Me Tender è molto
bella, ma strastrastraconosciuta e strarisentita, ormai), salvo eccezioni.
Il secondo brano è l’eccezione
che conferma la regola; difatti, non posso non inserire la mitica ARE YOU
LONESOME TONIGHT. Quest’ultimo è un vecchio e piuttosto misero brano blues. L’unica
cosa bella è il testo. Negli anni trenta, non se lo era filato nessuno. Trenta
e passa anni più tardi, nel 1960, il brano viene riarrangiato in chiave
romantico-melodico ed interpretato da Elvis. E “Are You Lonesome Tonight” fa –inutile
dirlo- il botto!!!
Sempre del 1960, canzone
romantica ma swing, è SUCH A NIGHT. Provate a resistere al fascino di muovere
le gambe a tempo.
Altra canzone famosa-eccezione-nonpotevononmetterla, è CAN'T HELP FALLING IN LOVE.
Canzone ispirata al celebre sonetto PLAISIR
D’AMOUR, è stata definita come la miglior canzone d'amore dell'intero XX° secolo!!
Senza esagerare, ritengo che essa sia, se non altro, una delle migliori canzoni d'amore scritte durante tutto l'arco del novecento.
Tale pezzo esordì nel 1961, nel film "Blue Hawaii", ma io vi voglio proporre l'esecuzione live fatta da Elvis nel 1968, al suo storico spettacolo televisivo "Comeback '68", in quanto, a mio modesto parere, ritengo sia l'esecuzione più riuscita.
Al contrario della precedente,
questa è una canzone romantica ma con un’atmosfera particolare… onirica. THAT’S SOMEONE YOU NEVER FORGET.
Molto cuore e molta atmosfera
onirica anche in questa LOVE LETTERS del 1966. Elvis la incise al buio,
illuminato solo da una fioca luce di candela. Il pianista, David Briggs, lo
prese per matto. Ma Elvis era fatto così; da buon professionista, voleva creare
l’atmosfera adatta al brano, per entrare meglio dentro il mood di questa
affascinante melodia.
Saltiamo di un bel paio di anni,
per concludere con due pezzi particolari, entrambi incisi nel 1975.
Il primo è WOMAN WITHOUT LOVE,
dal testo forse un tantino maschilista, ma dalla musica struggente.
Il secondo –con il quale concludo questa mia breve rassegna- è lo splendido
brano di Tom Jones, GREEN GREEN GRASS OF HOME.
Questo pezzo narra di un uomo
lontano dalla sua casa e dai suoi affetti più cari, che immagina di rivedere la
sua Mary, i suoi genitori ed i verdi prati di casa sua. Poi, verso la fine
della canzone, il protagonista ci rivela che tutto ciò è solo un sogno, e che
lui si trova rinchiuso ingiustamente nel braccio della morte, mentre i
secondini stanno venendo a prenderlo per portarlo sulla sedia elettrica.
Già la versione di Tom Jones, di
suo è assolutamente impeccabile. Ma Elvis riesce a darne una propria versione
altrettanto incisiva, conservando l’arrangiamento country originale della
canzone.
Finito? No. Ve l’avevo detto che
qualcosa di Trieste c’è sempre. Ecco ARE YOU LONESOME TONIGHT cantata dal vivo,
fine anni ’70, dal nostro Lorenzo Pilat.
Adesso concludo veramente,
augurando Buon Compleanno ad Elvis, che tanta compagnia mi ha sempre tenuto,
sapendo colpirmi più di ogni altro artista.