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sabato 6 agosto 2016

CANTA SAN GIUSTO 2.0 (2016)



Bondì, mularia mata…

Come sappiamo, le canzoni e le melodie si evolvono ai tempi che cambiano, ma come potrebbe risuonare nel 2016 il testo della celeberrima “Canta San Giusto” di Guido Nattek (anno 1925)?

Per scherzare, ho provato ad immaginarmela “moderna”. Eccola qui di seguito, assieme al pupolo d’ordinanza (con la simpaticissima gallina canterina Chiquita):



CANTA SAN GIUSTO  2.0

I veci brontola che i Facebook xe cambiai
No xe pi
ù emoticon, no xe piu’ quei tagai
Xe come i tempi andai, sta nostra gioventu’
no se diverti, no la chatta piu’ !!!


Banna San Giusto dal suo monitòr
l'eterno browser che clica ogni cuor
Trieste tuta xe un app 'ssai gentil
che ghe somiglia al disgusto de un troll
Taga la bora e le onde del mar,

e co' i tui smartphone che i ciama al lavor
Una canzon che nissun ga l'account
Trieste tuta xe un virus de amor


Se desso i giovini va drio dei Pokemòn,
se fin le suocere se ga instala’ un cocòn
Xe dura sta scansion pel Web e pel simi’
El nostro login dunque xe fini’

Banna San Giusto dal suo monitòr
l'eterno browser che clica ogni cuor
Trieste tuta xe un app 'ssai gentil
che ghe somiglia al disgusto de un troll
Taga la bora e le onde del mar,

e co' i tui smartphone che i ciama al lavor
Una canzon che nissun ga l'account
Trieste tuta xe un virus de amor


   René  


giovedì 4 agosto 2016

E ZINQUE ANNI I XE PASSAI !!




E xe zà passai zinque anni!!!!

5 anni di blog pupoloso, alias “Trieste patoca”.

Inizialmente solo un esperimento, nato da una mia esigenza di salvare alcune mie discussioni -relative al folklore triestino- postate su alcuni forum triestini, con il tempo è diventato qualcosa di più grande, più bello e significativo (rispetto alla mia idea di partenza, intendo). Si sa, i forum non hanno vita eterna, senza contare che anche le discussioni di un certo interesse possono poi, con il tempo, cadere nel tecno oblio del web, in mancanza di risposte e contributi vari ai topic. Inoltre, avevo l’esigenza di metter su un qualcosa dove poter esprimere i miei pupoli (disegni) liberamente, senza costrizioni tecniche, poiché i sistemi hosting esterni di caricamento immagini dei forum, non sono quasi mai affidabili.
Così, su consiglio dell’amico Roberto da Roma (blogger navigato), nell’estate del 2011 decisi di aprire un blog, unendo queste mie due passionacce, ovvero Trieste e i pupoli-fumetto.
Ricordo l’iniziale titubanza, pian piano svanita, ed il piacere di avere un luogo virtuale tutto mio… ma non solo mio, poiché il blog è anche vostro, di voi lettori! Un luogo tutto mio/vostro dove poter “sfogare”, in compagnia, queste due passioni sopracitate.
Un blog che –è meglio chiarirlo sempre- non vuol certo avere la pretesa di insegnare qualcosa… anzi, ho imparato molto di più dai contributi dei vari lettori che hanno avuto la pazienza/voglia/piacere di commentare questo o quel post.
Per tutto questo, Grazie di Cuore!!!!

Qui il link al primo, timido post d'apertura, senza pupoli, perché ancora non ero sicuro di inserirne almeno uno in ogni discussione. 

Più sotto, invece, vi lascio come sempre un pupolo… e quale pupolo potevo mettere in tale occasione, se non un Paolin Paperin (papero triestin)?
Pupolo ispirato da un antico (ma mai vecchio) cartone disneyano del 1938 (titolo: “Mickey’s Trailer”. Consigliatissimo!!), dove per l’appunto c’era un Paperino alle prese con un telefono “esteso”, durante una situazione di apparente pericolo.

Qui sotto trovate il pupolo fumetto (e come dico sempre, click sopra il pupolo stesso, per visualizzarlo in grande):



E, per finire, anche i primi loghi-testata del blog, quando si era ancora nella fase cosiddetta sperimentale (difatti, sono loghi abbastanza orridi… ma si inizia sempre dal basso =) ):

Il primo, solo abbozzato a matita e penna:


Il secondo (orridissimo e orrendevole):


Il terzo (un po' così e un po' pomì, ma il font è già quello attuale):


E finalmente il quarto, unione dei due loghi precedenti:



 Tra l'altro, sto meditando di aggiungere un tocco in più al logo attuale. Continuate a seguirmi, e vedrete...

Per il resto, mi fermo qui, che el sol magna le ore. 
Alla prossima, e Grazie ancora! VIVA TRIESTE!  =)

        René

domenica 5 agosto 2012

PAOLIN PAPERIN A SAN GIUSTO, PER FESTEGGIARE UN ANNO DI "TRIESTE PATOCA"

Bondì, mularia mata...

Oggi è passato un anno esatto da quando ho aperto questo blog, nato da un'ideuzza mia e la spinta emotiva dell'amico Robbè, titolare di due bellissimi blog.

Il blog è un ottimo raccoglitore, non solo di storia, ma anche di emozioni, colori, idee in perenne movimento e follie mentali gettate oltre l'ostacolo, assieme al cuore.

Questo blog, in particolare, mi ha dato e mi da'  notevoli soddisfazioni... anche solo per il fatto di poter avere un piccolo luogo virtuale dove poter respirare l'aria triestina... quella pura e non ancora contaminata che si respirava una volta, a pieni polmoni.


No, non sono (anche se spesso avrò dato tale impressione in chi legge) un "laudator del tempo passato", ma solo un... "archivista della memoria patoca". Tenendo sempre e comunque un occhio di riguardo anche per l'attualità.


E adesso, siccome non son tipo da bla bla bla, e nemmeno mi interessa esserlo, vi propongo l'ennesimo pupolo... un Paolin Paperin (papero triestin) che per festeggiare degnamente l'evento è passato all'osteria di Libero Laganis, per pigliarsi una fiascheta contenente un litro de quel bon.
Non appena giunto alla vicina San Giusto, già gli effetti del buon nettare di Bacco iniziano a farsi sentire, anche sonoramente, con una versione paperinesca della popolarissima canzone "La mula de Parenzo" (come sempre cliccate sul pupolo/disegno per ingrandire)...




A rivederse ala prossima...




    René

mercoledì 25 aprile 2012

CANTA SAN GIUSTO ("Canta San Giusto dal suo campanil, l'eterno canto che toca ogni cuor... ")

Bondì, mularia mata...

Oggi vi voglio proporre una storica canzone folkloristica triestina, ancor oggi abbastanza conosciuta e cantata.

Sto parlando della famosa "CANTA SAN GIUSTO".

Nella foto, lo spartito originale della canzone "Canta San Giusto". Spartito che veniva allegato all'allora popolarissimo giornale satirico-pupazzettato "Marameo", sponsor dei concorsi di canzonette popolari triestine.

Guido Nattek (talvolta italianizzato in Natti), nacque a Trieste nel 1896, e scomparve nel 1963.

Musicista, si diplomò al Conservatorio di Trieste e all'Accademia di Santa Cecilia.

Fu maestro di musica e canto nelle scuole e nei ricreatori.
Dirigeva cori, bande, orchestre, e, fra gli anni '20 e '60, partecipò molte volte ai vari concorsi di canzonette popolari, e in generale, a concorsi di musica leggera, riscuotendo successi e premi anche a livello nazionale.

Nattek, compose veramente di tutto, dalla musica corale alle operette, dai brani sinfonici alle fiabe per bambini. Ed infine, compose pure un'opera.

"Canta San Giusto" (con testo di Ernesto Zollia), dedicata al Santo Patrono della città di Trieste, vinse il primo premio al concorso di canzonette triestine indetto dal giornale satirico-pupazzettato "Marameo", nel 1928.




Qui di seguito pubblico il testo della canzone:


Canta San Giusto

Parole di Ernesto Zollia
Musica di Guido Nattek-Natti

I

I veci brontola
che i tempi xe cambiai.
No xe piu` maschere,
no xe piu` carnevai,
Che come in tempi andai
sta nostra gioventù
no se diverti e non la canta più.


 Ritornello
 

Canta San Giusto dal suo campanil
l'eterno canto che toca ogni cuor
Trieste tuta xe un canto gentil
che ghe somiglia al profumo de un fior!
Canta la Bora, le onde del mar 

e le sirene che ciama al lavor,
Una canzon che nissun sa cantar
Trieste tuta xe un canto de amor! 


II

Se desso i giovini
xe mati drio el balon.
Se fin le suocere
se ga tajà el cocon,
Se dura sta passion
pel jazz e pel simi,
el nostro canto dunque xe fini!

Ritornello

Canta San Giusto dal suo campanil
l'eterno canto che toca ogni cuor
Trieste tuta xe un canto gentil
che ghe somiglia al profumo de un fior!
Canta la Bora, le onde del mar 

e le sirene che ciama al lavor,
Una canzon che nissun sa cantar
Trieste tuta xe un canto de amor! 


Viene qui presentata nella versione del cantautore triestino Lorenzo Pilat, in un simpatico videoclip di cinquant'anni dopo (videoclip promozionale del terzo lp folkloristico di Pilat, "Io, Trieste" del 1978), con protagonista lo stesso Pilat, ed un'invadente signora:



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Ala prossima...


     René