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venerdì 19 ottobre 2018

CANZONIERE TRIESTINO A FUMETTI







Buondì. Inizia una nuova galleria-rassegna di pupoli, la quale sarà sempre "in costruzione", onde permettere di inserire via via i vari aggiornamenti del caso.
Questo mio post vuol essere una raccolta -il più possibile completa- dei testi più noti dei brani folkloristici, popolari e d'autore in dialetto triestino, accompagnati dalle mie vignette a fumetti riguardanti le stesse tematiche descritte nelle varie canzoni.

Un modo, spero, simpatico per ricordare e tramandare tanti nostri amatissimi brani, assieme a qualche chicca d'autore magari poco conosciuta, ma non per questo non meritevole di pubblicazione.

Quindi, ogni tanto date pure un'occhiatina a questo post, per vedere i vari inserimenti (non mancherò di fare post-news per aggiornare i gentili lettori di codesto blog).

Un cordialissimo saluto, e bone cantade !!!!

    René













mercoledì 6 dicembre 2017

AUGURI DI SAN NICOLO' A TRIESTE, CON TOPOLINO, PAPERINO, PIPPO E PLUTO


Buondì. Rieccomi qui dopo un mucchio di tempo. 
Purtroppo è proprio il mio tempo a mancare, e così aggiorno il blog ogni morte di Papi (quello della tivvvvvù).
Questo post è un post veloce veloce da leccarsi i maglioni, proprio per la mancanza di tempo, ma ci tenevo ad augurare a tutti Voi, Triestine e Triestini, un Buon San Nicolò!!!
Lo faccio postando un pupolo in stile "Disneyan-Patoco", presentato sia in versione seppia sia nella versione originale, ovvero quella a colori. Come al solito, scegliete voi la versione che gradite di più.
Pupolo augurale -ispirato a "Chi sarà la mia stela (Buonanotte Buon Natale)", una bella canzone natalizia dialettale di Lorenzo Pilat- ambientato nella cittavecchia di trent'anni fa; quest'ambientazione vintage perché mi ricorda di quand'ero bambino, e proprio in questo periodo, nel 1987, mi recavo spesso assieme a mio padre alla stramitica libreria-fumetteria "Nonsololibri" di Dario e Mariuccia Fontana, proprio per comprare le strenne natalizie by Disney, e ovviamente per partecipare all'annuale bicchierata festosa che si teneva in quel periodo proprio lì, al sabato precedente al Natale (ovviamente non bevevo, che allora avevo solo 9 anni, e per me il massimo consentito in tal senso era solo il Nesquik!!! :D )

Ancora Tanti Cari Auguroni di Buone Feste a tutte le mule e a tutti i muloni!!

    René

P.s.: per visualizzare in grande il pupolo, clic sopra!









































Qui, invece, l'omonimo brano del m° Lorenzo Pilat; brano ispiratore di questo mio pupolo:


martedì 19 febbraio 2013

SIOR POPEL - STORIA DI UN GRANDE BENEFATTORE TRIESTINO






Bondì, mularia mata…

Oggi vi parlo di Giuseppe Poppel (poi divenuto Giuseppe Von Poppel), dai triestini conosciuto come “sior Popel”.

“Sior Popel” era un commerciante di origine tedesca. Nel 1852, assieme alla moglie, aveva aperto in Corso un negozio di giocattoli e lane da ricamo.
Il suo negozio, allora, era l’unico di questo genere, così gli affari cominciarono a crescere sempre di più, procurandogli in poco tempo un notevolissimo tenore di vita.
Già nel 1866, ormai ricco e benestante, chiuse il suo negozio.

Il Poppel era un tipo già anzianotto, ma molto piacente e distinto, con la sua barbetta bianca e la sua postura elegante e signorile che gli conferivano un grande fascino.
Per questo egli divenne molto popolare.
Ma la vera popolarità del personaggio giunse un paio d’anni più tardi, allorquando “sior Popel” iniziò a recarsi, tutte le domeniche pomeriggio, alla Pia Casa dei Poveri per regalare sempre tanti dolciumi e giocattoli ai piccoli e sfortunati ospiti.
Inoltre, in Piazza Barbacan, subito accanto alla sua casa, aveva allestito una mensa popolare per i poveri del rione.
Sempre in Piazza Barbacan e nei dintorni di Rena Vecia, sior Popel girava per vicoli, piazzette e viuzze, nelle sere antecedenti il periodo di Natale, per regalare, ai bambini poveri del rione, dei sacchi ripieni di giocattoli e frutta.

Qui sotto, un mio pupolo raffigurante la mensa popolare di sior Popel, in Piazzetta Barbacan, nel periodo natalizio:




Sior Popel divenne così popolarissimo in tutta Trieste !
Quando qualcuno spendeva tutti i soldi, le mogli usavano dire ai loro mariti spendaccioni: “E desso? No te ga più un boro… cussì te tocherà ‘ndar a magnar de Popel !!... “

Alcuni adottarono un’altra tipica espressione: “No ‘vemo, sior Popel, paion”.

Questo, perché sior Popel era un benefattore convintissimo e assai generoso. Per un povero c’era sempre un buon pasto caldo ed un letto per dormire al riparo dalle notti più gelide.
Per i bambini, soprattutto nel periodo prenatalizio, c’erano sempre tantissimi giocattoli di buona fattura.
Per ringraziarlo di ciò, nel rione di Rena Vecia le finestre rimanevano accese tutta la notte !

Qui sotto, un mio pupolo raffigurante il Popel mentre, nel periodo natalizio, consegna giocattoli e dolciumi ai bambini poveri di Cittavecchia:




Come detto più sopra, il Popel era pure un tipo molto affascinante. Le cronache popolari ci riportano anche una figura da autentico Don Giovanni, intento a corteggiare continuamente, con successo, giovani e bellissime “mule” triestine. Signorine, ma pure signore sposate.
Tantissime volte il Popel dovette affrontare mariti gelosissimi, rientrati in casa all’improvviso. Ed il più delle volte, il tutto si risolveva in rocambolesche fughe del Popel, a sua volta inseguito dai vari mariti ai quali aveva messo le corna !!!




Come tutti i personaggi popolari, anche “Sior Popel” divenne un vero e proprio punto di riferimento del vasto folklore cittadino. Il popolo non tardò a inserirlo nelle canzonette folkloristiche locali:

“Tuta Rena xe iluminada,
sior Popel, sior Popel passava
e i muli, i muli zigava: No ‘vemo, sior Popel, paion.”

La più celebre s’intitola, per l’appunto, “SIOR POPEL”, e ve la propongo in questo video slide, nell’interpretazione del quintetto triestino “Rosmarin”:




Nel 1878, ormai vecchissimo, sior Popel morì.
Quasi tutta la città di Trieste lo pianse. Tutti volevano tanto bene a Popel.
Un’ultima strofetta popolare celebrò la sua scomparsa, così:

“O Rena Vecia,
i camini no fuma più !
Xe morto sior Popel,
paneti no ‘l porta più !”

La figura di sior Popel resta tuttora popolare, a distanza di ben 135 anni dalla sua dipartita.

Alla prossima…


      René

sabato 21 gennaio 2012

VE PREGO... "ANCORA UN LITRO DE QUEL BON"!

Dicono che ci sia un Dio anche per i bevitori di vino... e quindi anche per loro, a volte, possono spuntare dall'anima e dal cuore delle malinconiche preghiere, sgraziate se si vuole, ma poetiche anch'esse nella loro semplicità. E soprattutto sincere.




Un'immortale ed ancor oggi cantatissima canzone triestina, risalente a quasi cent'anni fa.. Una canzone di stampo popolare che poi, pian pianino, ha iniziato a camminare da sola verso altre regioni (come molte canzoni popolari del triveneto in generale, tramandate oralmente in tutt'Italia), assumendo di volta in volta i cambi dei termini dialettali dei vari luoghi dove essa è passata. Un esempio? La quasi omonima canzone popolare milanese "E SI SUN CIUC PURTEME A CA' ", versione lombarda di "ANCORA UN LITRO DE QUEL BON"!


Qui sotto un mio pupolo, raffigurante l'angolo di mondo (nel pupolo è Piazza Barbacan a Trieste) descritto dalla canzone.




Un mio pupolo-disegno, raffigurante la trattoria "All'Antico Trionfo", che si trovava in Piazza Barbacan (sullo sfondo s'intravede l'Arco di Riccardo) nei primi anni del '900.

Qui di seguito, invece, un mio videoslide tratto da Youtube, contenente un'altra grande interpretazione del nostro Lorenzo Pilat, di questo splendido ed accorato brano popolare triestino. Brano troppo spesso etichettato frettolosamente ed ingiustamente come una cantata becera da osteria di ultimo grado. Ma anche in fondo ad una bettola dimenticata, come detto più sopra, si possono trovare un'anima ed un cuore pulsanti, vivi e veri!



Un saludo, mularia mata, ala prossima...

   René

sabato 3 settembre 2011

NONSOLOLIBRI - UN MIO RICORDO ED UN SALUTO

Ci sono stati a Trieste alcuni negozi, e/o attività commerciali in generale che hanno lasciato un segno nel cuore dei triestini. Posti divenuti nel tempo autentici punti di riferimento... come "Beltrame", "Galtrucco", "Orvisi"... tanto per citarne alcuni. Luoghi unici e particolari, e proprio per questo nel corso del tempo essi si sono meritatamente ritagliati degli angoli privilegiati. 

Alcuni di questi negozi sono tuttora esistenti... come la Pasticceria Pirona, frequentata anche da un certo James Joyce. Altri invece hanno chiuso, rimanendo comunque scolpiti nella memoria degli affezionati clienti e/o estimatori.

E' sicuramente il caso di "Nonsololibri", famosa libreria antiquaria, sita in Piazza Barbacan, nel cuore della Cittavecchia, vicino all'Arco di Riccardo. Ma sarebbe meglio chiamarla fumetteria. Infatti Nonsololibri negli anni ha raggiunto grande fama soprattutto nel mondo del fumetto, in quanto fu una delle primissime (se non la prima) fumetterie italiane.








Nella foto sottostante (di Giorgio Levi), Nonsololibri nel 1988:






Entrando dentro il piccolo ma ben fornito negozio si poteva subito riscontrare quella calda umanità e cortesia, tipiche delle botteghe del bel tempo andato. Qualità innate nella figura del signor Dario Fontana, il gestore ed uno dei proprietari di Nonsololibri, nonché valente collezionista ed esperto di fumetti ed affini. Da anni, assieme al negozio stesso, un punto di riferimento per appassionati e non.


Nonsololibri, come già accennato poc'anzi, si trovava in Piazza Barbacan, vicinissima alla splendida villa neoclassica "Rotonda Pancera" (tra la fine degli anni '40 ed i primi '50 vi abitò lo stesso sig. Fontana, vicino di casa di mio padre che all'epoca stava qualche piano più sopra, vicino alle soffitte).

Piazza Barbacan... sulla sinistra c'è Nonsololibri, mentre sullo sfondo si può notare l'antico palazzo chiamato "Rotonda Pancera", sulla via del Fontanone, che scende giù sino alle Rive di Trieste.


Uso il termine passato "si trovava", poiché una settimana fa circa, mentre mi trovavo sul luogo con un amico di Bergamo, al quale facevo da Cicerone per la città, mi son trovato davanti ad una scena da colpo al cuore... serrande abbassate, bacheche vuote ed alcuni lapidari foglietti che annunciavano la chiusura per cessata attività.
Inutile raccontare il mio stato d'animo, poiché, specifico, sin dalle prime aperture nell'ormai lontano 1987, fui uno dei più assidui clienti. All'epoca non avevo nemmeno dieci anni... adesso invece sono bello cresciutello, ed anche Nonsololibri mi ha visto crescere, come ha visto crescere tanti muleti, poi diventati muloni, in 25 anni e passa d'attività.
Dopo l'iniziale sgomento, sono andato a cercare in Internet notizie più precise, anche se in cuor mio già immaginavo la chiusura per pensionamento. E difatti questo è il motivo (un bel motivo direi, visto che, purtroppo, tanti storici negozi triestini hanno cessato l'attività a causa della crisi galoppante)... per maggiori particolari potete leggere un bell'articolo del blogger "chemako", qui: fraché qua muli, per veder el post de chemako

Visto il pensionamento, ed augurando tante care cose al sig. Fontana ed alla moglie, volevo un attimino ricordare qualche aneddoto personale.
Mi avvicinai al negozio per la prima volta alla fine di maggio del 1987, una domenica mattina mentre ero a passeggiare con mio papà in Cittavecchia, dopo essere andato a trovare i nonni. Subito mi colpì tra tanti bellissimi fumetti d'antan esposti nelle piccole bacheche esterne, una copertina rossa squillante... si trattava del mitico numero 1 di Topolino libretto (proprio l'attuale giornalino, oramai arrivato oltre quota 2900 numeri), risalente all'aprile del 1949. Un vero e proprio mito per tutti i collezionisti di fumetti antichi!

Io fin da piccolissimo ero già appassionato di disegni e fumetti. Ho sempre disegnato per hobby, ed in questo stesso blog uso spessissimo i miei disegni per illustrare questo o quel tema. Ma da quella "visione", nacque in me anche la voglia di andare a cercare tutti questi fumetti antichi, soprattutto disneyani, ma anche di altri personaggi. 

Qui sotto lo storico numero 1 di Topolino libretto:

Il celebre numero 1 di Topolino libretto (copia originale), dell'Aprile 1949


Questa nuova passione, destinata a rimanere effimera a causa dei costi proibitivi (non per colpa del negozio... in generale i fumetti da collezione, soprattutto Disney anteguerra, raggiungono cifre spesso e volentieri spropositate), fece scattare nel sottoscritto la voglia di saperne di più. E proprio grazie alla sapienza ed alla gentilezza del sig. Fontana, ed alle ristampe (ad un prezzo accessibilissimo) pian piano ho scoperto tutto un mondo nuovo: La bellezza, soprattutto estetica (il primo impatto è questo, aldilà del contenuto più o meno valido) di antichi disegni, copertine maestose d'altri tempi.
Senza contare l'altrettanto meravigliosa scoperta di grandissimi Maestri del fumetto nazionale (come Rubino) ed internazionale (come Barks e Gottfredson).

Un numero anteguerra del Topolino Giornale (anno 1937... una grande annata per il fumetto). Il Topolino Giornale uscì, quasi ininterrottamente, dal 1932 al 1948 (dal '43 al '46 vi fu uno stop a causa della Seconda Guerra Mondiale). Dall'aprile 1949 venne rinumerato dal numero uno, uscendo in formato libretto... ed in quel formato dura ancor oggi, con immutato successo.


Un altro storico numero del Topolino Giornale, risalente agli anni '40


Una veduta interna di "Nonsololibri"

L'angolo dove, alla fine degli anni '80, si trovavano i fumetti Disney anteguerra, ed i normali topolini arretrati. Successivamente questo spazio, come si evince dalla foto, fu occupato dai comics americani.

Area dei libri e delle varie dispense/pubblicazioni varie sui fumetti.


Un bellissimo mondo di strisce a fumetti, tutte coloratissime, dalle trame ben costruite e dall'avventura sempre messa in primo piano. Proprio queste affascinanti storie mi fornirono in seguito l'ispirazione per creare alcune parodie delle stesse, in salsa triestina... il "Disneyan-patoco", già in parte presentato su questo blog: fraché qua se volè cucar ste mie monade


Per pura coincidenza, fui presente un pomeriggio del 1992, quando a Nonsololibri giunse il compianto Sandro Massimini, detto il Re dell'Operetta. Ricordo che arrivò in pompa magna, in pieno stile primo '900, assieme ad una specie di corte dei miracoli. Lui, ben vestito, elegantissimo, con un mantello leopardato ed un cappellone a larga tesa. Un ottimo portamento... sembrava di essere in scena al teatro Verdi o al Politeama Rossetti, proprio durante il Festival dell'Operetta. 
Da Nonsololibri, Massimini cercava delle lamette... non riusciva a trovarne alcune particolari per la propria personale collezione. Ma Nonsololibri, è sempre stata come la fabbrica di Babbo Natale, e dopo una ventina di minuti circa di attente ricerche tra gli scaffali, il noto comico operettistico trovò i pezzi mancanti per la sua collezione.



Senza farla "longa", vorrei ancora ricordare con affetto i bei momenti passati durante gli incontri ufficiali con il pubblico triestino, di note firme del fumetto. Incontri avvenuti a Nonsololibri, nel corso di questi 25 anni.
E soprattutto voglio ancora ricordare le belle bicchierate augurali durante i periodi natalizi.


Con la chiusura di Nonsololibri, non è esagerato dire che Trieste perde un altro importante tassello della sua storia.
Ma nulla, purtroppo, è infinito.
Quindi anch'io, come il blogger chemako, voglio salutare affettuosamente così: Ciao Nonsololibri, e Grazie!

    René