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mercoledì 24 giugno 2020

LORENZO PILAT E LA RADIO






  

Bondì, mularia mata...

Ho voluto aprire questo post con un mio nuovo ritratto di Lorenzo Pilat: ritratto molto introspettivo, nel quale ho voluto raffigurare la Persona oltre l'Artista nella sua intimità e quotidianità, mentre seduto su un'antica bitta asburgica lungo il canal di Ponterosso a Trieste, giocherella con la sua inseparabilissima chitarra, totalmente immerso nei suoi pensieri.

E' un mio omaggio poiché oggi, Mercoledì 24 giugno 2020, il nostro miticissimo e miticerrimo cantautore triestino, bandiera di casa nostra nel mondo intero, compie gli anni. 82, per la precisione!

Qui sotto, posto un'altra chicca rara: una foto tratta dalla presentazione del suo primo LP di musica dialettale triestina (album "Trieste matta", CGD Sugar). Presentazione tenutasi nel 1973 al Circolo della Stampa di Milano.
Alla presentazione dell'album c'erano numerosi sportivi e vip, tra i quali Gianni Rivera, il regista Ermanno Olmi, Vittorio Salvetti, all'epoca storico patron del Festivalbar e del Festival di Sanremo, e tanti altri.
L'album venne realizzato con due validissimi complessi triestini, ovvero i Calibro 45 e i Bora Bora, e fu il primo di una lunga serie... che dura ancor oggi.



Per omaggiare Lorenzo, oggi vi voglio parlare in breve di qualche sua avventura radiofonica, sempre impostata all'insegna del far cantare spontaneamente ed allegramente la gente comune.

Cominciamo con "Pronto, chi canta?"


"Pronto, chi canta?" era un programma radiofonico del 1976, poiché all'epoca Lorenzo animava spesso i programmi musicali di Radio Trieste assieme a Giancarlo Deganutti e -più avanti- l'indimenticabile giornalista Rai Fulvio Molinari (quest'ultimo, ben ricordato pure come il principale ideatore della storica regata Barcolana) !
Lo schema degli interventi di Lorenzo era il seguente: comporre un numero telefonico a caso, in diretta radiofonica, per poi cercare di convincere l'interlocutore di turno a cantare una canzone a caso, con lo stesso Lorenzo che accompagnava il "malcapitato" con la chitarra!
Telefonate canterine sulla stessa falsariga di quello che il Pilade fa attualmente ogni sabato a "Sveglia Trieste" (Telequattro), assieme al simpatico giornalista Marco Stabile.






Qui potete trovare alcuni estratti audio di quelle telefonate radiofoniche:






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Concludo con due brani di Lorenzo, uno serio e cantautorale, intitolato "71", ed un medley più allegro risalente agli anni '2000.







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Piccolo augurio personale per Lorenzo:

Nella mia vita ultra quarantennale, ho fatto tante esperienze belle e meno belle, ho elaborato infiniti pensieri e cambiamenti a questo o a quello, sbagliando e sbagliando, ma riprovandoci sempre con tenacia. Ho incontrato tanta gente lungo il cammino e tanti altri ho perduto per strada... ma in tutto questo tempo, praticamente sempre, ho avuto una sola certezza, mai venuta meno, ed è la grande stima ed ammirazione per questo grande Uomo e Triestino ! 
Tutti, ma proprio tutti i miei ricordi più belli hanno in sottofondo un suo brano, sia esso scherzoso o romantico. Del resto, Lui stesso mi e ci insegna che la Vita è come l'Amore: un romantico blues! 

Auguroni, caro Lorenzo.


   René

sabato 23 giugno 2018

LORENZO PILAT COMPIE 80 ANNI !!! (Trieste, 24 giugno 2018)





Buondì, mularia mata...

Domenica 24 giugno 2018 è un giorno importante per una persona, ma anche per Trieste. Importante perché la persona, Lorenzo Pilat, compie 80 anni tondi tondi!




Sempre attivo musicalmente e sempre sulla breccia dell'onda, Lorenzo è anche un caro Amico, quindi voglio con questo mio post fargli i miei più sentiti Auguri, che però sono gli auguri mandati in simultanea da tantissimi triestini che l'hanno sempre amato e tuttora lo amano, quale simpatico, genuino e bravissimo cantore della triestinità in musica. 

Qui sotto, un mio pupolo-ritratto-omaggio dedicato a Lorenzo:









Nel post inserirò alcune foto e video d'epoca facenti parte della mia collezione, quindi non voglio dilungarmi troppo in "ciacole", però ci tengo solamente a citare in breve qualche tappa fondamentale della carriera di Lorenzo:

Lo storico cantautore Lorenzo Pilat -negli anni '60 meglio conosciuto come "Pilade" del Clan di Celentano- è tuttora un bravissimo artista e compositore ancora in piena attività.
Ricordo che come cantante ha vinto il primo Festivalbar, ad Asiago nel 1964, ed ha partecipato a tre Festival di Sanremo (nel 1966, nel 1968 e nel 1975. Nel 1975 partecipò portando in gara una canzone in dialetto triestino, "Madonna d'amore", che vinse il Premio della Critica Giornalistica). Inoltre, come autore e compositore ha collaborato con James Horner (premiato con l'Oscar per la colonna sonora del film "Titanic" di James Cameron), e composto (assieme agli amici autori Daniele Pace e Mario Panzeri) alcuni notissimi brani per i più famosi cantanti italiani, ma pure per quelli stranieri, come Tom Jones, Engelbert Humperdinck, Al Martino, Joe Dassin e tanti altri, vincendo pure il Grammy Award (il Premio Oscar della musica internazionale).




Tanti Cari Auguroni, Lorenzo!!!


Un Lorenzo Pilat quindicenne, mentre lavora come cameriere all'indimenticabile Birreria Dreher di via Giulia (Trieste):




Prima vittoria al Concorso dei Dilettanti della storica Birreria Dreher:




Lorenzo Pilat di fronte all'entrata dell'Istituto Tecnico Alessandro Volta di Trieste, dove si diplomò come Perito Elettrotecnico: 




Un'immagine della prima metà anni '60; immagine un po' malinconica, con Lorenzo seduto sul treno delle Rive (di fronte alla Stazione Marittima), poco prima di iniziare il suo viaggio che lo porterà a Milano ed in giro per l'Italia tutta a far la gavetta prima di raggiungere il meritato successo nazionale. "Son partido al'improviso, cani e gati go lassà. Anca un picio fiorelin che me iero inamorà":





Lorenzo e Claudio Villa, dietro le quinte del Festival di Sanremo del 1966:




Articolo su Lorenzo + cassettina tratta dal suo primo lp dialettale del 1973 - Proprietà della collezione di Luca Castellino:




Lorenzo Pilat dal vivo, mentre canta la sua composizione "Madonna d'amore" al Festival di Sanremo del 1975:




Lorenzo Pilat alla festa campestre "Triestinissima 1979", organizzata da Ferruccio de Walderstein:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, con la Banda Triestinissima ed il musicista Tullio Vascotto (co' el cichin), luglio 1978, al molo Pescheria:




Un'altra immagine tratta da quell'edizione della sagra 1978. Notare il pienone (all'epoca c'erano punte di 2500/3000 spettatori a sera!) - Foto di Ugo Borsatti:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, nel 1979, sempre al molo Pescheria:















Lorenzo Pilat a Monfalcone, assieme ai Billows '85, 1988 - Foto di Carlo Blasini:




Lorenzo a Barcola (Trieste), estate del 1992:






"Credi mama", videoclip del 1978:



"Le rose de Trieste", videoclip girato a Barcola (Trieste), estate 1978: 





"La Sagra dela Sardela", quella storica che si teneva sulle rive di Trieste -tra il molo Venezia, il molo Pescheria e il Magazzino Vini- a cavallo tra gli anni '70 ed '80, e nella quale Lorenzo teneva dei concerti acustici di notevole pregio, soprattutto interpretando alla grandissima Elvis Presley, vestito come lui. Del dualismo Elvis-Pilat, al quale una tv di Milano dedicò proprio nel 1978 un programma, ne parlai qui: CLICCARE QUI

Ecco qui il brano omonimo, tratto dal suo terzo LP dialettale intitolato "Io, Trieste":




"Trieste un poco americana", breve videoclip del 1978:



Un'altra splendida canzone popolare d'autore (anno 1944), da sempre amatissima dai triestini di ogni generazione, è il brano "Marinaresca", meglio conosciuto con il suo sottotitolo "Una fresca bavisela". Autori Publio Carniel e Raimondo Cornet, nel 1925 già autori dell'altrettanto splendida "Co' son lontan de ti, Trieste mia!" 
Della genesi di questo brano ne parlo più specificatamente qui: CLICCARE QUI

(qui di seguito, il testo + il mio pupolo fumetto dedicato):




Una versione molto bella della Marinaresca venne incisa da Elvia Dudine (prima o poi parlerò di questa brava cantante, purtroppo poco o nulla ricordata). 
Ma nel 1978 anche il nostro Lorenzo ne incise una stupenda versione.
Come già scrissi altrove, credo che questa incisione di Lorenzo (assieme alla bravissima Lucia Marconi e a tutti gli altri coristi e musicisti), senza nulla togliere a tante altre belle versioni,  rappresenti più di ogni altra l'intensità e la straordinaria bellezza di questo meraviglioso affresco di vita marinara triestina. Publio Carniel, tra l'altro, compose questo stupendo brano nell'estate del 1944, quando la nostra città si trovava bersagliata da tragici bombardamenti... a dimostrazione che le cose belle riescono a vincere persino la follia dell'uomo, diventando emozioni senza tempo! 
Sicuramente la "Marinaresca" (conosciuta per l'appunto anche come "Una fresca bavisela") resta il miglior brano in assoluto di tutta la storia della canzone triestina passata, presente ed anche futura. 
Publio Carniel assieme all'amico Raimondo Cornet (l'autore del testo) possono benissimo venir considerati i "Battisti-Mogol" della nostra tradizione musicale. Ogni loro canzone (anche quelle meno conosciute) è un gioiello. Non ne sbagliavano una! 
Per quanto riguarda l'interprete, Lorenzo Pilat, da tantissimi anni (ben quarantacinque!) porta avanti con estrema costanza, affetto e simpatia, la nostra tradizione musicale ampliandola anche con brani -sia goliardici sia impegnati- di sua composizione. Oramai si è conquistato un posto di diritto nell'Olimpo dei grandi autori e musicisti dialettali triestini di sempre (i vari Carniel, Nattek, Cavedali, Luttazzi, Borsatto, ecc... ), oltre che nel cuore di noi tutti!

Una fresca bavisela (versione da studio, 1978):




Poi, come dimenticare "l'Omo Vespa"? Il pazzoide maniaco, realmente esistito nel 1932, al quale nel 2001 dedicai anche un mio fumetto contenente la sua storia, dando all'Omo Vespa le fattezze dello stesso Pilat (ve ne propongo due vignette + articolo di giornale originale dell'epoca) assieme a Topolin Morbin, ovvero la mia versione alternativa e triestinizzata del noto ed amatissimo Topolino di Walt Disney!!






La vera storia dell'Omo Vespa la potete trovare qui: CLICCARE QUI

L'incisione folk-rock di tale brano, risalente al 1978, riportò in auge il brano (di origine popolare) dopo un periodo di appannamento, dagli anni '50 in poi.
Eccola qui, con un mio videoslide contenente alcune vignette del mio fumetto del 2001 ed altre più recenti, sempre in tema:




Lorenzo e Fiordaliso dal vivo, nel 1981:




"Pinocchio Rock", incisione originale del 1978, ma questo video risale al 1982 ed è tratto dal programma "Asiago Musicaneve" di Vittorio Salvetti:




Pubblicità di Telequattro risalente alla metà degli anni '80, che annuncia il programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat":





Tre video tratti dal programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat", anno 1986, girato in una trattoria di Servola (Trieste):













Un lungo medley di canzoni americane, triestine ed italiane, tutto live, tratto dal Festival della Canzone Triestina del 28 Dicembre 1985:




CO' SON LONTAN DE TI (TRIESTE MIA) by Lorenzo Pilat e Teddy Reno live al Politeama Rossetti di Trieste, 28/12/1985. 








(nella foto-cornice che segue viene presentata la copertina dello spartito originale del brano, anno 1925, Edizioni "Il Marameo"):





Teddy Reno e Lorenzo Pilat cantano insieme - unica storica esibizione - nel 7° Festival della Canzone Triestina del 28 dicembre 1985 (prima Edizione al Rossetti, è a favore degli Amici del Cuore ed è appoggiata da Telequattro e diretta e presentata dal Patron della manifestazione Fulvio Marion). 
I due intonano “Co son lontan de ti…” (“Trieste mia”) -storico brano di Publio Carniel e Raimondo Cornet (dell'anno 1925)- e mettendo in evidenza la loro brillante personalità artistica:


   


Il jingle di "Radio Promotion Trieste", radio di Fulvio Marion dedicata Storica sigla-jingle di "Radio Promotion Trieste", piccola radio locale creata dal noto presentatore triestino Fulvio Marion (il patron del Festival della Canzone Triestina):





Tale radio fu attiva, più o meno, dal 1987 sino al 1990. Nell'ultimo periodo di trasmissioni, la denominazione della radio cambiò in "Radio Professional Trieste".
I brani mandati a rotazione, durante il giorno e la sera, erano perlopiù provenienti dai Festival della Canzone Triestina della seconda metà degli anni '80. 
Inoltre, durante la programmazione giornaliera venivano mandate in onda delle gustose scenette del noto comico triestino Angelo Cecchelin, e canzoni dialettali triestine di Lorenzo Pilat, Bruno Tramontini ed altri famosi cantanti, musicisti e cantautori di casa nostra.
Alcuni brani, invece, erano gli ultimi successi nazionali di quel periodo. 
Ed in mezzo al tutto, ovviamente, brevi segmenti pubblicitari Made in Trieste!




Lorenzo Pilat live all'Hippodrome di Monfalcone (Go), nel 1987, con "Mule Skiner Blues" ("Il Blues del Mandriano"), suo storico cavallo di battaglia:





Un'intensa versione live di "The House of Rising Sun", al programma televisivo "L'ora di casa nostra" condotto dallo stesso Lorenzo e dal cantautore friulano Dario Zampa a Telefriuli (anno 1988):





Esibizione promozionale a Telequattro, anno 1988, al programma satirico "Taiatabari" di Michele Parisano:





Esibizione live a Telefriuli, anno 1989, al programma "6 corde: è sempre colpa della chitarra" condotto assieme a Daria Gori:





Un altro videoclip de "Le rose de Trieste", ma del 1989:





"Lassime star cussì" dal vivo a Venezia, anno 2000:




Un medley triestino al 26° Festival della Canzone Triestina, anno 2004:





Lorenzo canta il brano HEIMWEH (Nostalgia), dal vivo a Telequattro, anno 2016:


  


   René

domenica 8 gennaio 2017

LORENZO PILAT ED ELVIS PRESLEY: UN DUALISMO LEGGENDARIO NEL NOME DELLA BUONA MUSICA ALLA SAGRA DELA SARDELA






Bondì, mularia mata…

Oggi, 8 gennaio, è un compleanno per me importante; il compleanno di Elvis Aaron Presley.
Se fosse vivo (e come Mina sottolineo “SE”),  il buon Presley compirebbe ben 82 anni.
Stavolta voglio ricordarlo in maniera triestina, postando una bella intervista a Lorenzo Pilat realizzata nel 2005 dal giornalista e produttore discografico Alberto Zeppieri. L’intervista è proprio dedicata ad Elvis Presley e all’influenza che quest’ultimo ha avuto sulle scelte artistiche di Pilat nel corso della sua carriera di cantante ed autore.

Lorenzo Pilat, soprattutto a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80, era noto anche per la sua straordinaria somiglianza fisica e vocale con Elvis, in maniera assolutamente naturale e spontanea e non frutto di un’imitazione voluta.
Persino le altezze non sono di molto differenti, poiché Elvis era alto 1.85, mentre Pilat qualcosa in più (sul metro e 90).
Negli anni, Pilat ha molto giocato con questa somiglianza, essendo lui stesso, da sempre, un grandissimo fan di Elvis. Negli anni ’70 si esibiva spesso al noto Derby Club di Milano, tempio della comicità meneghina, assieme a personaggi mitici come Diego Abatantuono, Giorgio Faletti, Teo Teocoli, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, Enzo Jannacci, i Gatti di Vicolo Miracoli e numerosi altri performer. Al Derby, Pilat apriva gli spettacoli dei vari comici esibendosi proprio in una parodia di Elvis, dove miscelava sapientemente Rock ‘n Roll anni ’50 e canzoni folkloristiche triestine inframezzando il tutto con delle battute di spirito. Il tutto comunque sempre con il rispetto dovuto all’Elvis reale.



Da queste esibizioni del Derby Club nacque poi una trasmissione televisiva, nel 1978,  intitolata “Elvis in arte Pilat” dove Pilat si esibiva dal vivo in una piazzetta di Carugate (MI) rifacendo più o meno quello che faceva al Derby.

Bisogna ancora dire che in quel periodo (anni ’70-’80) Pilat furoreggiava anche a Trieste, soprattutto d’estate alla storica “Sagra dela Sardela” di molo Pescheria, dove oltre al repertorio triestino e italiano, non potevano mai mancare delle sane “americanate”, soprattutto a tema Elvis, dove Lorenzo dava prova di virtuosismi vocali ed anche musicali, grazie alle sue svisate impossibili con la sua inseparabile Fender Telecaster, soprattutto nel brano dei Fendermen, "Mule Skinner Blues" (in Italia nota come "Il Blues del Mandriano"), e "The House of the Rising Sun" (in Italia nota come "La Casa del Sole").



La “Sagra dela Sardela” era una sagra creata proprio da Lorenzo (sagra oggi non più esistente, perlomeno nella forma originaria), il quale negli anni ‘70 si era messo d’accordo con i pescatori che vendevano il pesce nella vicina Pescheria Centrale (chiamata affettuosamente dai triestini “Santa Maria del Guato”), per creare una “vendita di pesce con musica incorporata”; cioè i pescatori vendevano sul molo il loro pescato, stazionando direttamente a bordo delle loro barche ancorate al molo, e Lorenzo Pilat stava seduto su una bitta o uno sgabello poco lontano, a suonare e cantare, attirando così gente. Questa trovata divenne in breve un vero e proprio show, con tanto di palco, chioschi con cibo e bibite e quant’altro, con tanto di attenzione mediatica, divendendo di fatto un vero e proprio rito estivo del triestino.

Nella foto sottostante, Pilat alla Sagra dela Sardela del 15 agosto 1977, proprio il giorno prima della scomparsa di Elvis!



Le presenze ogni sera (nel periodo che andava dall’incirca metà luglio fino a fine agosto) si contavano su punte di 2.500 spettatori !
Nelle foto sottostanti alcune immagini di un concerto di Pilat alla Sagra dela Sardela del 1977. Istantanee realizzate dal mitico decano dei fotografi triestini, Ugo Borsatti, e successivamente pubblicate sull’LP di Lorenzo “Io, Trieste” del 1978.








Da ricordare soprattutto le esibizioni di Pilat alla sagra della seconda metà degli anni '80, quando saliva sul palco (allora spostato nella zona compresa tra l'ex Magazzino Vini e la Pescheria Centrale) accompagnato dai favolosi Billows 85 (uno dei migliori gruppi triestini di sempre).



Una vera e propria festa triestina, purtroppo cannata nel 1989 per le solite lamentele (non dico di chi, ma vi lascio indovinare. Chi di solito rompe le balls alle sagre, affermando che portano via clienti alle proprie attività?) avallate dai politici di allora, che così posero una pietra tombale a quella caratteristica manifestazione rimasta ancor oggi nel cuore a tutti i triestini dai ’40 anni in su.

Per fortuna, oggi c'è una bellissima sagra su a Campanelle (Trieste), organizzata da Lorenzo Giorgi ed il suo staff, che nell'atmosfera, nella musica e nella simpatia riprende i fasti dell'antica Sagra dela Sardela.

Qui di seguito l’intervista fatta da Zeppieri a Pilat, assieme ad un simpatico fotomontaggio che ho realizzato alla buona, ispirato proprio alla trasmissione “Elvis in arte Pilat” e al dualismo tra i due performer. 



“Cosa ha rappresentato Elvis Presley per i giovani della sua generazione? E per chi amava la musica e cercava di entrare in quel mondo? Ne abbiamo parlato con Lorenzo Pilat, grande autore e interprete e memoria storica italiana del rock’n’roll.
– Allora, Lorenzo, com’era Elvis, come uomo e come musicista?”
«L’ho conosciuto tramite i dischi, quando avevo 16 anni e cercavo di imitarlo. Era un ragazzo buono, che ha avuto il successo troppo presto. Questo ha frenato la sua gioventù, facendolo restare sempre un po’ bambino. Anche in Germania, durante il servizio militare, è sempre stato vezzeggiato dai superiori, perché era un simpaticone. Ho visto molti filmati dove giocava con l’orchestra, che spesso era vittima dei suoi scherzi. Elvis entrava in studio d’incisione, chiudeva gli occhi e visualizzava il suo pubblico. Ciò dava alle sue interpretazioni una carica straordinaria, dal rock alle canzoni lente. Ascolta “One night” e “Jailhouse rock”: nessuno può cantarle come lui. Come tutti i grandi aveva però attorno delle persone ambigue, che si attaccarono alla sua capacità di produrre business. La sua morte è stata prematura, probabilmente anche a causa di questa gente che l’ha sfruttato. Nell’ambiente dello spettacolo purtroppo avviene. Anch’io – quando frequentavo il Clan di Celentano – vivevo in una dimensione diversa dalla realtà, in un mondo tutto particolare. Se non sei capace di mantenere il tuo equilibrio interno, certi cambiamenti di valori ti mangiano vivo. Stanlio e Ollio, ad esempio, sono morti poveri, a causa dell’avidità dei loro impresari».
– “Ci sono dei parallelismi tra la musica di Elvis e la tua?”
«Lo swing. Persino quando Presley cantava Are you lonesome tonight, che è un valzer lento, riusciva a far sentire lo swing, perché il vero cantante deve sapere cos’è un anticipo od una ritmica data dalle inflessioni della voce. Elvis usava molto il sistema che usavano gli uomini di colore, nel gospel, nello spiritual. Con ibridi di jazz uniti ai canti dei piantatori di cotone, che avevano inventato il ballo della paglia: la base ritmica che poi è stata l’origine del rock and roll. Anch’io mi preoccupo sempre di mettere swing nelle mie interpretazioni, persino nel folklore triestino».
– “Hai inciso rock’n’roll anche con lo pseudonimo di Mr. Bunch. Cosa ricordi di quell’esperienza?”
«Io volevo cantare e invece le case discografiche, che avevano molti interessi su di me, mi costringevano a scrivere per gli altri. Non volevano che cantassi, temendo di perdere un autore a svantaggio di altri interpreti. Così, con il nome di Mr. Bunch, potevo cantare in inglese. Non ho raggiunto le vette delle classifiche, ma almeno mi sono divertito a cantare il rock alla Elvis e le mie canzoni».
– “Tu hai un’etichetta, la Poor Cow, forse ispirata da Presley?”
«Indubbiamente. Anche se produco volutamente poco, perché curo i lavori con attenzione e desidero che i dischi arrivino nelle case. Produrre tanto ma distribuire male, vendendo poche copie, non serve a nessuno».
– “Intendi arricchirne il catalogo?”
«Sì, perché oltre al repertorio triestino desidero riproporre la mia versione d’autore delle canzoni che erano state a suo tempo affidate alla Zanicchi, a Gianni Nazzaro, alla Cinquetti, alla Berti. Il vero significato del linguaggio melodico di canzoni come Vino amaro, Quanto è bella lei, Alle porte del sole ed altre, lo può conoscere a fondo solamente chi le ha scritte».
– “Che consiglio daresti a un giovane che voglia provarci seriamente con la musica?”
«La gavetta! Quando viene da me qualche giovane e mi chiede aiuto, io cerco di capire se ha davvero voglia di studiare, di ascoltare ed accettare con molta modestia l’insegnamento di chi ha inventato la musica, come Elvis. Quello che manca a molti cantanti è l’umiltà: vorrebbero diventare professionisti prima ancora di fare i dilettanti. Ma non si può arrivare preparati al successo senza conoscere i fondamentali della musica, per questo io consiglio di cominciare dalla base».
– “C’è ancora spazio per la buona musica?”
«Sì, anche se la discografia è stata rovinata dai figli dei discografici. I boss delle etichette piazzano lì i loro ragazzi, li fanno suonare nei dischi, li fanno diventare direttori. Perché? Mio figlio, ad esempio, gioca a pallacanestro. Dov’è scritto che deve per forza suonare la chitarra?».

Alberto Zeppieri

Qui di seguito, un video contenente una bella canzone di Elvis, anno 1960, intitolata “Are You Lonesome Tonight” e interpretata dal vivo a fine anni ’70 da Lorenzo Pilat:



   René