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lunedì 8 aprile 2019

TOPOLINO, TE VOIO BEN !!!!


Bondì, mularia mata...

Torno dopo un bel po' di tempo, stavolta a causa di una gran brutta cosa che, per fortuna, si sta risolvendo (magari ve ne parlerò tra un paio di settimane). Dico ciò, perché originariamente il blog doveva già essere aggiornato un paio di volte tra l'ultimo post di gennaio e adesso. Ma purtroppo, a volte, la vita ti incasina tutto da un giorno all'altro, e po bon !!!

Questo post è solo un piccolo quasi fuori tema. E' un mio omaggio -in versione pupolo-fumetto- ai 70 anni del settimanale Topolino (il giornale a fumetti, intendo).

Difatti, il 7 aprile del 1949 (altre fonti dicono il 16), il "Topolino Giornale" -che usciva ininterrottamente dal dicembre del 1932 (con una pausa durante gli anni più duri della seconda guerra mondiale)- venne rinumerato a partire da 1, ed anche la forma e la sostanza cambiarono, divenendo un libretto di 100 pagine allora ancora mensile.
Quel piccolo numero formato tascabile ebbe subito un successone di pubblico, e da lì iniziò dunque l'epopea del giornale a fumetti più amato di sempre, e che tuttora esce in edicola.

Grazie a Topolino, tanti di noi hanno imparato a leggere e pure a disegnare... e per me è stato lo stesso, come già raccontai in altri due post precedenti.

Fu proprio grazie a Topolino (ed alla mia passione collezionistica per i suoi numeri più "vintage"), se nel 1987 ebbi l'idea pazzoide di creare un universo alternativo Fan Art tutto triestino, ovvero il "Disneyan-Patoco".

Quindi è doveroso (dopo tante ciacole) ringraziarTi, caro Amico di carta, per tutte le belle emozioni, porgendoTi Tanti Auguri !!!

Ecco qui il mio pupolo augurale che riprende simpaticamente la copertina di quel primo, eccezionale numero dell'ormai lontano 1949:



P.s.: qui sotto, la copertina originale del vero numero 1, tratta dall'archivio della Fondazione Fossati:




A prestissimo stavolta, con nuovi inserimenti dedicati proprio a Trieste (uno lo inserirò già domani) !!


   René

domenica 2 luglio 2017

MIRUSIA SELFIE feat. il Grillo Sparlazzante/Jiminy Cricket




Un pupolo fumetto omaggio (uno dei tanti ormai, concedetemelo) alla simpatica, bella e bravissima Mirusia Louwerse, cantante australiana che seguo ormai da dieci anni; un “suo” selfie con il solito Grillo Sparlazzante, quest’ultimo versione patoca del Grillo di Pinocchio (Jiminy Cricket).



Qui sotto una bella interpretazione live della reale Mirusia:




    René

venerdì 20 settembre 2013

EPICA MATTUTINA




(Il rione di Gretta all'alba di una nuova era - click sul disegno per ingrandire)




EPICA MATTUTINA


Era da tempo che non volavo verso quei lidi triestini...
era da tempo che non riuscivo più a parlare con gli
uragani...
era da tempo che non riuscivo più a scorgere l'iride del
tempo...
era da tempo che non schiudevo un cuore ormai troppo antico!

Ora sapevo di nuovo parlare ai venti dell'ovest
in una lingua non dell'uomo e non di Dio...
Una lingua che sicuramente non appartiene né al mare, né alla
terra
e nemmeno al cielo... una lingua che appartiene solamente
all'universo intero.
Quello conosciuto ed anche quello sconosciuto.

Mentre il mare mi schiaffeggiava all'aurora, ripensai a
quella ragazza dai boccoli profumati, ad un bambino solitario
ed a un buffo uomo baffuto
rinchiuso dentro una piccola '600
dispersa sulle colline di Roiano.

La Musica si dipanava tra un valzer ed un andante.
Il pianoforte mi parlava come una giovane Madre.
Raccontandomi ancora quelle storie, ora magiche, ora perdute
solo per un breve battito di ciglia.

Esplorai con la mente i vasti e selvaggi sentieri della
memoria, seguendo solo quelli più lunghi ed articolati,
manipolati dal vento come lunghe ciocche di capelli grigi,
libere e primitive, mentre anche il mondo circostante
iniziava a squarciare l'attesa ormai giunta al termine.

Cavalieri senza nome e senza patria
cantarono le gesta di cuori coraggiosi e donne sperdute in
città affrante dalla povertà d'animo dell'uomo moderno,
meccanico ed automatico,
oramai incapace di piangere ancora lacrime di fresca rugiada.

Le piante del bosco, risvegliate da nuove muse, sorrideranno
di nuovo.
Ma sarà un sorriso celestiale su un deserto devastato da
pensieri elettronici.
Solo quei suoni a lungo implorati, a lungo desiderati e
cercati con forza, con affanno in ogni dove, potranno salvare
le nostre memorie, per nulla inutili.

Così un continuo camminare non sarà stato vano, perché tutto
ritornerà laddove era cominciato il sogno.
Un cerchio che si chiuderà, come il meraviglioso cammino
della vita, dall'infanzia ad una vetusta ma rocciosa
maturità,
permeata da saldi scogli lunari
candidi ed immacolati.

     René

domenica 10 febbraio 2013

AUTUNNI FUTURISTI IN LIBERTA'




AUTUNNI FUTURISTI IN LIBERTA'

Son rime di rame
senza le rane
e nemmeno i felini
melanici e fobici,
bulimici eretici

Son padroni di tanto
ricchi di poco
quando ad ottobre
si sposan le rocce
scrostate dall'oste

Spume marine
marroni castagne
ondose tempeste
e foglie sgraziate
graziando la bora

Autunni mai visti
rivisti teppisti
Schifosi viandanti
influenze pregnanti
e un poco avvilenti

E torno a sognare
l'estate più estiva
statica estatica
sull'isola sola
tra il mare e le rime

   
    René