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lunedì 12 aprile 2021

VENEZIA, 1600 ANNI - PUPOLO MIO

 




Buondì, mularia mata...


Ok, non è Trieste, ma Venezia... però Venezia che compie gli anni: ben 1600 !


E per questo voglio omaggiare questa splendida città, con un mio pupolo vintage dell'ormai lontano 1999.


Un pupolo dell'epoca,  fatto a mano libera (le linee non proprio perfette, anzi) e con colori orripilanti, però il pupolo è veramente sentito!


Un abbraccio a Venezia ed un saluto anche a voi tutti.


    René

mercoledì 15 luglio 2015

GIACOMO CASANOVA A TRIESTE



Bondì, mularia mata…

Nel 1772, il notissimo Giacomo Casanova, di ritorno dalla Polonia, aveva avuto occasione di fermarsi a Trieste.
La nostra città piacque subito al quarantasettenne Marchese di Seingalt, tanto che più volte verrà citata anche nelle sue “Memorie”, ovvero l’autobiografia del celebre avventuriero veneziano.

In via dei Capitelli, subito all’incrocio con via Trauner, resiste ancor oggi, restaurato, un antichissimo palazzo che nel 1750 ospitò un casinò; più precisamente “L’antico Casino dei Nobili”.
All’epoca, il proprietario del palazzo era il conte Giacomo de Gabbiati, che di sua precisa iniziativa volle trasformarlo in un luogo conviviale per altolocati signori della Trieste bene di allora, dove si potevano tenere periodicamente riunioni serali, cene di gala, dibattiti politici e incontri d’affari.
Ma –come in ogni casinò che si rispetti- l’attività principale era il gioco. In particolare, il gioco d’azzardo!
“Un luogo quanto mai bello e lussuoso”… così venne definito da Casanova, proprio nel suo libro di memorie. Casanova, ovviamente, essendo un gran giocatore, spesso e volentieri si intratteneva in questo casinò durante i suoi soggiorni triestini.

Qui sotto il palazzo “Casino dei Nobili”, in un mio vecchio pupolo/fumetto del 2001:




Ma fu soprattutto un’altra la ragione che spinse Casanova ad affezionarsi moltissimo alla nostra città. Sempre nel 1772, durante il carnevale, Casanova si presentò a Palazzo dei Leo. La nobile famiglia dei Leo apparteneva alle storiche tredici casade triestine, e in quel periodo numerosissime erano le feste organizzate nel palazzo; feste alle quali l’alta borghesia di Trieste non poteva di certo mancare. E Casanova era richiestissimo nei salotti buoni, quindi l'avventuriero veneziano iniziò a frequentare con una certa assiduità anche le feste di Palazzo Leo.

Qui sotto il Palazzo dei Leo come si presenta oggi:

E durante la festa del carnevale 1772 –come dicevo poc’anzi- Casanova fu ospite presso il palazzo. Ad un certo punto della serata, il veneziano incontrò due maschere; un Arlecchino maschio ed un’Arlecchina femmina.
I tre fecero subito amicizia, scambiandosi numerose battute sagaci ed irriverenti, dimostrando a tutti i presenti un’autoironia ed un’intelligenza veramente notevoli.
L’Arlecchino era quello che lanciava le battute e le ironie più pungenti, ma il maggior interesse di Casanova era rivolto principalmente all’Arlecchina (e come dargli torto?).
Alla fine della festa vi fu l’obbligo di tirarsi via le maschere, e… sorpresa; l’Arlecchina era il maschio, mentre l’Arlecchino era la femmina!!

Casanova rimase alquanto stupito, ma, da gentiluomo qual era, non mancò di complimentarsi immediatamente con i due arlecchini, apprezzando il tiro ben riuscito (a carnevale ogni scherzo vale!).
L’Arlecchina femmina, una donna bellissima, era la figlia del padrone di casa.
L’Arlecchino maschio, invece, era il fratello.
Al termine della festa, tanto per non smentirsi, Giacomo Casanova si ritirò assieme alla donna in una stanza privata del palazzo. Lì, tra il buio complice della stanza e la passionalità della notte, tra i due nacque subito l'effervescente scintilla dell'amore. Un grande amore che durò per più di un anno; tra il 1772 ed il 1773, Casanova fece spesso delle puntate a Trieste per incontrarsi con la donna.
In seguito, alla fine della loro storia restò una lunga amicizia, consolidata soprattutto da una fitta corrispondenza.
Anche questo episodio verrà in seguito narrato dallo stesso Casanova, nelle sue memorie.





Alla prossima

       René

mercoledì 6 giugno 2012

ALCUNI PENSIERI




Quando anche l'ultima stella non avrà più lacrime brillanti,
l'universo s'addormenterà per sempre, senza più pensieri belli o brutti. 

Succederà durante il suono appassionato 
d'un clarinetto sognante,
nella notte cangiante,
rivestita di mille e più desideri inespressi.

Desideri 
rimasti a lungo inespressi
come la rugiada sui tuoi grandi occhi tristi
e ormai profondamente dismessi,
che scrutano stancamente l'arrivo dell'alba,
cercando un po' di pace nell'anima a lungo turbata,
affranta e dispersa 
tra onde di doppio malto
immerse in disgustose nebbie di nicotina.

E quando questa rugiada ti scivola giù, 
lentamente, verso il cuore,
vien voglia di aprire le finestre
per cercare di afferrare quell'ultima chance in procinto di traslocare altrove,
in un luogo dov'essa potrà essere ascoltata
con più attenzione.


Aspettando che, in fondo, pure l'ultimo treno possa ritornare nella nostra stazione.


Solo sognando, un biglietto per ciascuno ce lo possiamo ancora permettere.


    René




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domenica 6 maggio 2012

GABRIELE FAVRIN, UN PAZZO, GRANDE AMICO DI MESTRE (VENEZIA)

Bondì...

Un piccolo fuori tema, veloce veloce, solo per ringraziare e far conoscere un grande amico, "pazzo" solamente in senso positivo.

Gabriele Favrin !

Chi è Gabriele? 
Come dicevo, un grande amico... di quelli sempre pronti ad offrirti supporto non solo tecnico (è un mago dei computer... uno dei più in gamba in Italia e dintorni, isole comprese), ma anche umano.

Gabriele è nato e vive a Carpenedo, un piccolo e bellissimo rione di Mestre (in provincia di Venezia).

Lo conobbi per caso, affrontando con lui un discorso sulla paternità della canzone "La Marisa", di Luciano Bronzi. Tale notissima (qui da noi, perlomeno) canzone, in ambiente veneziano viene erroneamente indicata come un pezzo di Bisatto. Sono le solite, innocentissime, confusioni dovute al fatto che pezzi particolarmente popolari riescono a sconfinare dai luoghi di nascita, finendo per creare un'osmosi con il territorio in cui sono giunte. In questo caso il territorio veneto, molto affine per parlata e tradizioni a quello giuliano.

Una piacevole chiaccherata, di un, peraltro, triste (per me) pomeriggio dell'agosto 2006. Il 2006 (come già scrissi in un post dedicato a Monfalcone), fu per il sottoscritto un anno vuoto e spento per vari motivi personali. Quindi, anche una scherzosa chiaccherata con un programmatore veneto incontrato per caso sul proprio cammino di vita, allora poteva divenire un momento di puro svago atto a staccarsi da un punto immobile.

In seguito, continuai a tenermi in contatto con il GAB (così l'ho amichevolmente soprannominato), nonostante la distanza tra Trieste e Carpenedo... i programmi di messaggeria istantanea, come MSN Messenger e/o Skipe, aiutano in tal senso.

Pian pianino è nato un forte legame d'amicizia, coadiuvato da alcune passioni musicali in comune.

Nulla di importante per chi leggerà queste righe... ma un piccolo post dovevo dedicarlo a Gab.

Se poi qualcuno volesse conoscere meglio Gab, e le sue interessanti attività, consiglio direttamente il suo sito (con blog annesso): CLICCATE QUI PER ENTRARE NEL PICCOLO, GRANDE MONDO DI GAB 

Inoltre, voglio segnalarvi un sito per i più piccini (sito del quale Gab è uno dei curatori)... sito ASSOLUTAMENTE SICURO E CONTROLLATO... lo scrivo in maiuscolo, perché, in tempi dove il mondo Web offre miliardi di insidie pericolosissime, in primis per i bambini, è importante che un sito a loro espressamente dedicato sia il più sicuro possibile.

Si tratta de "IL GOMITOLO".

Ecco qui il link: CLICCATE QUI PER DIVERTIRVI ASSIEME AI VOSTRI PICCOLI

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Ancora un Grazie sentito a Gab!!!! 
Grazie per sopportarmi dal 2006 (ogni due per tre lo stresso con richieste d'aiuto per il pc malandato, persino a notte fonda, oppure per fisime mentali mie... XD ), e per avermi fatto conoscere tante cose utilissime e particolari, sempre per quanto riguarda il mondo dei pc, Internet ed affini.

Chiedo scusa agli abituali frequentatori di questo mio blog, per questo fuori tema (ultimamente i fuori tema sono diventati un po' numerosi, lo ammetto), ma, ripeto, da parte mia era doveroso dedicare a Gab un piccolo spazietto. In fondo, è grazie soprattutto a lui se riesco a mandar avanti anche questo "barachin" virtuale, io che sono un imbranato totale con il mondo dell'informatica.

P.s.: Come alcuni sanno (l'ho scritto sullla pagina Facebook dedicata a questo blog), ultimamente, da poco più di un mesetto a questa parte, soffro di alcuni importanti problemini di salute (nulla di particolarmente grave, ma devo comunque star dietro a tali problemi... la salute prima di tutto!). 
Quindi, non arrabbiatevi se non aggiornerò spesso il blog in questo periodo... ad ogni modo non sparirò, e non appena avrò risolto al meglio queste rognette, mi rifarò vivo più celermente, anche per terminare i "prossimamente" lasciati in sospeso.

Un salutone

    René