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venerdì 21 febbraio 2020

"TRIESTE XE BELA COL MAR" - ROBERTO URBANO, UN GRANDE INTERPRETE TRIESTINO !



Bondì, mularia mata...

Era da tempo che vi volevo parlare di "Trieste xe bela col mar" e di Roberto Urbano, il bravissimo interprete di tale triestin song.

Per far ciò, vi propongo innanzitutto il mio pupolo dedicato: "TRIESTE XE BELA COL MAR", un tributo a Trieste, autentica regina dei mari!




Nel pupolo vi sono raffigurati alcuni luoghi simbolo come il Faro, il Castello di Miramar, un tipico bragozzo con una rete da pesca e, soprattutto, una bella "mula" in primo piano; mula (ragazza, in dialetto triestino) che rappresenta la stessa Trieste, mentre corre libera e felice nel suo ambiente naturale, sopra le azzurre onde e le bianche spume dell'Adriatico in festa.

Pupolo ispirato ad una bella canzone dello scomparso Roberto Urbano, bravissimo cantante ed agente di polizia, che con tale canzone, composta da Claudio Gelussi, vinse il Festival della Canzone Triestina del 1987.




"Trieste xe bela col mar" è un brano che venne composto dall'autore Claudio Gelussi, preparato compositore giustamente considerato tra i principali artefici del Festival della Canzone Triestina. I suoi testi hanno sempre simpaticamente rispecchiato il contatto con la realtà e la vita di tutti i giorni oppure la nostalgia di un passato felice.

Nella foto, il compositore Claudio Gelussi:





Roberto Urbano, come detto, fu un agente di polizia divenuto poi Ispettore. Fece parte della Sezione criminalità organizzata ed in tale contesto fu anche agente sotto copertura, nelle indagini su traffici internazionali di droga, rischiando spesso la vita. Notevolmente bravo nel suo lavoro così come nella sua passione più schietta, la musica. La sua era una vocalità melodiosa, all'italiana, ma capace di spunti swing, pop e rock. Inoltre, Urbano fu sempre molto attaccato alla tradizione musicale triestina, e nelle sue esibizioni riusciva a trascinare il pubblico in maniera unica. Un simpaticissimo e bravo ragazzo, che io ho sempre personalmente considerato essere l'erede naturale di Lorenzo Pilat, per la bellezza vocale e potenza della stessa, per lo stile personalissimo ed armonioso, per la già citata simpatia e per l'estro particolare. Purtroppo Urbano scomparve nel 2005, a seguito di un incidente stradale.
Tra le tante cose da lui fatte come cantante, voglio ricordare il periodo con il suo gruppo, gli "Italian Style", la sua classificazione sul podio di "Sanremo Giovani" (primi anni '90) e la collaborazione con un altro grandissimo cantautore e musicista triestino DOC (un mio carissimo amico, molto presto dedicherò anche a lui un post), scomparso da poco: Giorgio Manzin.


Nella foto, Roby Urbano durante un momento di relax, prima di salire sul palco con gli "Italian Style", nel 1989:




Veniamo al brano: "Trieste xe bela col mar" venne presentata al Teatro Politeama Rossetti di Trieste, il 22 Dicembre 1987, nell'ambito del 9° Festival della Canzone Triestina -nella categoria Linea Tradizionale- presentato come sempre dall'immarcescibile Fulvio Marion, storico Patron di questa amatissima manifestazione canora di casa nostra. Sul palco, assieme ad Urbano, erano pure presenti le mitiche "Trieste Folk", un effervescente trio femminile composto da Adriana Millo, Claudia Furlani e Adriana Zarutti.

Nella foto, le simpaticissime Trieste Folk:





Nei versi di questo brillantissimo brano -che io ho voluto interpretare nel mio pupolo presentato poco più sopra- si parla per l'appunto della bellezza di Trieste, autentica ed unica regina dei mari. 




Il brano è molto folkloristico (nel senso più positivo del termine) poiché presenta molte tipicità di Trieste, come le bellissime mule barcolane o luoghi pittoreschi e legatissimi ai nostri cuori, come il Faro ed il colle di San Giusto.





Piccola chicca/aneddoto: l'esecuzione al Politeama venne abbastanza criticata, dal momento che le Trieste Folk si misero a ballare il can-can alzando le gonne (sotto indossavano comunque una calzamaglia, quindi niente di impudico). Molte di queste critiche in realtà provenivano da autori ed esecutori esclusi dalla vincita... un po' sullo stile delle baruffe tra aspiranti Miss Italia. 





Eccovi qui dunque il brano (contenuto in un videoslide realizzato dal sottoscritto) che quella sera del lontano 1987,  fu vincitore assoluto! 

Buon ascolto:




Successivamente, nei mesi di Dicembre 1987 e Gennaio 1988, il brano venne riproposto più volte attraverso le varie emittenti cittadine, tra le quali spiccava proprio "Radio Promotion Trieste" (radio creata e gestita dallo stesso promoter del festival Fulvio Marion), in modo da partecipare al consecutivo referendum radiofonico proposto in collaborazione con il quotidiano "Il Piccolo" di Trieste.




Jingle di "Radio Promotion Trieste":




Questo post vuol essere il mio sincero omaggio a questo grandioso interprete, Roberto "Roby" Urbano, che purtroppo non ho mai potuto conoscere di persona. 
Inoltre devo la mia passione per il Festival della Canzone Triestina proprio a questo brano, che mi fece conoscere ed apprezzare questa significativa manifestazione canora di casa nostra. 

     René

sabato 23 giugno 2018

LORENZO PILAT COMPIE 80 ANNI !!! (Trieste, 24 giugno 2018)





Buondì, mularia mata...

Domenica 24 giugno 2018 è un giorno importante per una persona, ma anche per Trieste. Importante perché la persona, Lorenzo Pilat, compie 80 anni tondi tondi!




Sempre attivo musicalmente e sempre sulla breccia dell'onda, Lorenzo è anche un caro Amico, quindi voglio con questo mio post fargli i miei più sentiti Auguri, che però sono gli auguri mandati in simultanea da tantissimi triestini che l'hanno sempre amato e tuttora lo amano, quale simpatico, genuino e bravissimo cantore della triestinità in musica. 

Qui sotto, un mio pupolo-ritratto-omaggio dedicato a Lorenzo:









Nel post inserirò alcune foto e video d'epoca facenti parte della mia collezione, quindi non voglio dilungarmi troppo in "ciacole", però ci tengo solamente a citare in breve qualche tappa fondamentale della carriera di Lorenzo:

Lo storico cantautore Lorenzo Pilat -negli anni '60 meglio conosciuto come "Pilade" del Clan di Celentano- è tuttora un bravissimo artista e compositore ancora in piena attività.
Ricordo che come cantante ha vinto il primo Festivalbar, ad Asiago nel 1964, ed ha partecipato a tre Festival di Sanremo (nel 1966, nel 1968 e nel 1975. Nel 1975 partecipò portando in gara una canzone in dialetto triestino, "Madonna d'amore", che vinse il Premio della Critica Giornalistica). Inoltre, come autore e compositore ha collaborato con James Horner (premiato con l'Oscar per la colonna sonora del film "Titanic" di James Cameron), e composto (assieme agli amici autori Daniele Pace e Mario Panzeri) alcuni notissimi brani per i più famosi cantanti italiani, ma pure per quelli stranieri, come Tom Jones, Engelbert Humperdinck, Al Martino, Joe Dassin e tanti altri, vincendo pure il Grammy Award (il Premio Oscar della musica internazionale).




Tanti Cari Auguroni, Lorenzo!!!


Un Lorenzo Pilat quindicenne, mentre lavora come cameriere all'indimenticabile Birreria Dreher di via Giulia (Trieste):




Prima vittoria al Concorso dei Dilettanti della storica Birreria Dreher:




Lorenzo Pilat di fronte all'entrata dell'Istituto Tecnico Alessandro Volta di Trieste, dove si diplomò come Perito Elettrotecnico: 




Un'immagine della prima metà anni '60; immagine un po' malinconica, con Lorenzo seduto sul treno delle Rive (di fronte alla Stazione Marittima), poco prima di iniziare il suo viaggio che lo porterà a Milano ed in giro per l'Italia tutta a far la gavetta prima di raggiungere il meritato successo nazionale. "Son partido al'improviso, cani e gati go lassà. Anca un picio fiorelin che me iero inamorà":





Lorenzo e Claudio Villa, dietro le quinte del Festival di Sanremo del 1966:




Articolo su Lorenzo + cassettina tratta dal suo primo lp dialettale del 1973 - Proprietà della collezione di Luca Castellino:




Lorenzo Pilat dal vivo, mentre canta la sua composizione "Madonna d'amore" al Festival di Sanremo del 1975:




Lorenzo Pilat alla festa campestre "Triestinissima 1979", organizzata da Ferruccio de Walderstein:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, con la Banda Triestinissima ed il musicista Tullio Vascotto (co' el cichin), luglio 1978, al molo Pescheria:




Un'altra immagine tratta da quell'edizione della sagra 1978. Notare il pienone (all'epoca c'erano punte di 2500/3000 spettatori a sera!) - Foto di Ugo Borsatti:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, nel 1979, sempre al molo Pescheria:















Lorenzo Pilat a Monfalcone, assieme ai Billows '85, 1988 - Foto di Carlo Blasini:




Lorenzo a Barcola (Trieste), estate del 1992:






"Credi mama", videoclip del 1978:



"Le rose de Trieste", videoclip girato a Barcola (Trieste), estate 1978: 





"La Sagra dela Sardela", quella storica che si teneva sulle rive di Trieste -tra il molo Venezia, il molo Pescheria e il Magazzino Vini- a cavallo tra gli anni '70 ed '80, e nella quale Lorenzo teneva dei concerti acustici di notevole pregio, soprattutto interpretando alla grandissima Elvis Presley, vestito come lui. Del dualismo Elvis-Pilat, al quale una tv di Milano dedicò proprio nel 1978 un programma, ne parlai qui: CLICCARE QUI

Ecco qui il brano omonimo, tratto dal suo terzo LP dialettale intitolato "Io, Trieste":




"Trieste un poco americana", breve videoclip del 1978:



Un'altra splendida canzone popolare d'autore (anno 1944), da sempre amatissima dai triestini di ogni generazione, è il brano "Marinaresca", meglio conosciuto con il suo sottotitolo "Una fresca bavisela". Autori Publio Carniel e Raimondo Cornet, nel 1925 già autori dell'altrettanto splendida "Co' son lontan de ti, Trieste mia!" 
Della genesi di questo brano ne parlo più specificatamente qui: CLICCARE QUI

(qui di seguito, il testo + il mio pupolo fumetto dedicato):




Una versione molto bella della Marinaresca venne incisa da Elvia Dudine (prima o poi parlerò di questa brava cantante, purtroppo poco o nulla ricordata). 
Ma nel 1978 anche il nostro Lorenzo ne incise una stupenda versione.
Come già scrissi altrove, credo che questa incisione di Lorenzo (assieme alla bravissima Lucia Marconi e a tutti gli altri coristi e musicisti), senza nulla togliere a tante altre belle versioni,  rappresenti più di ogni altra l'intensità e la straordinaria bellezza di questo meraviglioso affresco di vita marinara triestina. Publio Carniel, tra l'altro, compose questo stupendo brano nell'estate del 1944, quando la nostra città si trovava bersagliata da tragici bombardamenti... a dimostrazione che le cose belle riescono a vincere persino la follia dell'uomo, diventando emozioni senza tempo! 
Sicuramente la "Marinaresca" (conosciuta per l'appunto anche come "Una fresca bavisela") resta il miglior brano in assoluto di tutta la storia della canzone triestina passata, presente ed anche futura. 
Publio Carniel assieme all'amico Raimondo Cornet (l'autore del testo) possono benissimo venir considerati i "Battisti-Mogol" della nostra tradizione musicale. Ogni loro canzone (anche quelle meno conosciute) è un gioiello. Non ne sbagliavano una! 
Per quanto riguarda l'interprete, Lorenzo Pilat, da tantissimi anni (ben quarantacinque!) porta avanti con estrema costanza, affetto e simpatia, la nostra tradizione musicale ampliandola anche con brani -sia goliardici sia impegnati- di sua composizione. Oramai si è conquistato un posto di diritto nell'Olimpo dei grandi autori e musicisti dialettali triestini di sempre (i vari Carniel, Nattek, Cavedali, Luttazzi, Borsatto, ecc... ), oltre che nel cuore di noi tutti!

Una fresca bavisela (versione da studio, 1978):




Poi, come dimenticare "l'Omo Vespa"? Il pazzoide maniaco, realmente esistito nel 1932, al quale nel 2001 dedicai anche un mio fumetto contenente la sua storia, dando all'Omo Vespa le fattezze dello stesso Pilat (ve ne propongo due vignette + articolo di giornale originale dell'epoca) assieme a Topolin Morbin, ovvero la mia versione alternativa e triestinizzata del noto ed amatissimo Topolino di Walt Disney!!






La vera storia dell'Omo Vespa la potete trovare qui: CLICCARE QUI

L'incisione folk-rock di tale brano, risalente al 1978, riportò in auge il brano (di origine popolare) dopo un periodo di appannamento, dagli anni '50 in poi.
Eccola qui, con un mio videoslide contenente alcune vignette del mio fumetto del 2001 ed altre più recenti, sempre in tema:




Lorenzo e Fiordaliso dal vivo, nel 1981:




"Pinocchio Rock", incisione originale del 1978, ma questo video risale al 1982 ed è tratto dal programma "Asiago Musicaneve" di Vittorio Salvetti:




Pubblicità di Telequattro risalente alla metà degli anni '80, che annuncia il programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat":





Tre video tratti dal programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat", anno 1986, girato in una trattoria di Servola (Trieste):













Un lungo medley di canzoni americane, triestine ed italiane, tutto live, tratto dal Festival della Canzone Triestina del 28 Dicembre 1985:




CO' SON LONTAN DE TI (TRIESTE MIA) by Lorenzo Pilat e Teddy Reno live al Politeama Rossetti di Trieste, 28/12/1985. 








(nella foto-cornice che segue viene presentata la copertina dello spartito originale del brano, anno 1925, Edizioni "Il Marameo"):





Teddy Reno e Lorenzo Pilat cantano insieme - unica storica esibizione - nel 7° Festival della Canzone Triestina del 28 dicembre 1985 (prima Edizione al Rossetti, è a favore degli Amici del Cuore ed è appoggiata da Telequattro e diretta e presentata dal Patron della manifestazione Fulvio Marion). 
I due intonano “Co son lontan de ti…” (“Trieste mia”) -storico brano di Publio Carniel e Raimondo Cornet (dell'anno 1925)- e mettendo in evidenza la loro brillante personalità artistica:


   


Il jingle di "Radio Promotion Trieste", radio di Fulvio Marion dedicata Storica sigla-jingle di "Radio Promotion Trieste", piccola radio locale creata dal noto presentatore triestino Fulvio Marion (il patron del Festival della Canzone Triestina):





Tale radio fu attiva, più o meno, dal 1987 sino al 1990. Nell'ultimo periodo di trasmissioni, la denominazione della radio cambiò in "Radio Professional Trieste".
I brani mandati a rotazione, durante il giorno e la sera, erano perlopiù provenienti dai Festival della Canzone Triestina della seconda metà degli anni '80. 
Inoltre, durante la programmazione giornaliera venivano mandate in onda delle gustose scenette del noto comico triestino Angelo Cecchelin, e canzoni dialettali triestine di Lorenzo Pilat, Bruno Tramontini ed altri famosi cantanti, musicisti e cantautori di casa nostra.
Alcuni brani, invece, erano gli ultimi successi nazionali di quel periodo. 
Ed in mezzo al tutto, ovviamente, brevi segmenti pubblicitari Made in Trieste!




Lorenzo Pilat live all'Hippodrome di Monfalcone (Go), nel 1987, con "Mule Skiner Blues" ("Il Blues del Mandriano"), suo storico cavallo di battaglia:





Un'intensa versione live di "The House of Rising Sun", al programma televisivo "L'ora di casa nostra" condotto dallo stesso Lorenzo e dal cantautore friulano Dario Zampa a Telefriuli (anno 1988):





Esibizione promozionale a Telequattro, anno 1988, al programma satirico "Taiatabari" di Michele Parisano:





Esibizione live a Telefriuli, anno 1989, al programma "6 corde: è sempre colpa della chitarra" condotto assieme a Daria Gori:





Un altro videoclip de "Le rose de Trieste", ma del 1989:





"Lassime star cussì" dal vivo a Venezia, anno 2000:




Un medley triestino al 26° Festival della Canzone Triestina, anno 2004:





Lorenzo canta il brano HEIMWEH (Nostalgia), dal vivo a Telequattro, anno 2016:


  


   René

giovedì 29 giugno 2017

1987 - 2017: 30 ANNI DI TRIESTE A FUMETTI By RENE'




Bondì, mularia mata...

Piccolo post personale (ma legatissimo a Trieste, e che comunque negli intenti non vuol essere nulla di troppo autocelebrativo), per festeggiare il trentennale. Quale? Quello della mia passione per i fumetti, sia da disegnatore autodidatta e sia da lettore.

Come già scrissi in una precedente autobiografia e come già sapete, mi chiamo René. Essendo nato nel 1978, ho 39 anni, ma dentro rimango sempre un ventenne, come spirito e come curiosità verso il mondo e tutte le cose belle, sincere e simpatiche (Viva el Morbin!!!!).
Iniziai a disegnare nel 1982, prevalentemente paesaggi di Trieste poiché adoro la mia città, e mi piaceva molto allenare la mia mano disegnando e cercando di riprodurre il più fedelmente possibile tutti quei paesaggi triestini che vedevo nelle cartoline (i grandi classici, tipo San Giusto, Miramar, il Faro, Piazza Unità, ecc… ). 
Poco più tardi, iniziai con le illustrazioni vere e proprie (perlopiù scene di animali. Soprattutto gatti, leoni e felini in generale). 
Nel 1984 iniziai a pensare concretamente al disegno come hobby, seppur con qualche riserva del caso.

Ma la vera svolta... il momento nel quale capii definitivamente e senza dubbi che questa sarebbe stata la mia forma d'espressione principale (assieme al canto), avvenne nel lontano 1987; 30 anni fa esatti! Tutto ciò grazie ad un... sorcio ed un papero vestito in marinara!!!

Adoravo già il mondo Disney, ed una domenica di inizio giugno di quell'anno scoprii un luogo magico ed assolutamente fuori dal tempo, pur essendo tale luogo ben incastonato in una realtà vetusta ma affascinante com'era (e come è ancora adesso) la Piazzetta Barbacan.

Un luogo oggi non più esistente, che a raccontarlo par di raccontare una dolce, bellissima fiaba.


"C'era una volta,
in una piazzetta antica nominata "Barbacan",
una piccola libreria.
In questa libreria c'erano tanti libri su Trieste, ma soprattutto tanti fumetti, tanti personaggi e tanti mondi da scoprire.
I proprietari erano le persone della porta accanto, quelle che s'incontrano alla sera sul pianerottolo di casa, sempre gentili e premurose.
In questa libreria, sperso tra questa o quella avventura, ti ritrovavi a navigare sulla nave dei pirati oppure ad affrontare furiose tempeste di neve alaskane, laggiù nel perfido Klondike.
Capitava poi molto spesso di uscire da quel luogo magico, completamente rapiti dalla fantasia, con alcuni di quei mondi sottobraccio.

Tutto questo era NONSOLOLIBRI !!!"

"Nonsololibri", famosa libreria antiquaria, dall'autunno 1986 sino all'estate del 2011 era sita in Piazza Barbacan, nel cuore della Cittavecchia, vicino all'Arco di Riccardo. Ma sarebbe meglio chiamarla fumetteria. Infatti, Nonsololibri negli anni raggiunse una grande fama soprattutto nel mondo del fumetto, in quanto fu una delle primissime fumetterie italiane.
Entrando dentro il piccolo ma ben fornito negozio si poteva subito riscontrare quella calda umanità e cortesia, tipiche delle botteghe del bel tempo andato. Qualità innate nella figura del signor Dario Fontana, il gestore ed uno dei proprietari di Nonsololibri, nonché valente collezionista ed esperto di fumetti ed affini. Per oltre due decenni è stato -assieme al negozio stesso- un punto di riferimento per appassionati e non.

Ma torniamo a quella domenica del giugno 1987. Passavo di lì con mio padre, intento a girare per le vie di cittavecchia. Vie piene di storia, di cultura e di vita, nonostante l'apparente stato di degrado nella quale versava allora. Tutto ad un tratto, risalendo via delle Mura, ecco spuntare questo negozietto. Dapprima mi colpirono i vari oggetti esposti in vetrina; antiche cartoline, soldatini di piombo e tanto altro materiale vintage. Materiale in gran parte di Trieste. Poi, però, la mia attenzione fu catturata da vari fumetti anni '30 (formato giornale a strisce) e '40-'50 (albetti di vario formato). Tutto un mondo di colori e disegni magnifici. E del resto, gli anni '30 sono considerati tuttora la Golden Age del fumetto (l'epoca d'oro).
Ma, più in particolare, fui colpito da una squillante copertina rossa che portava la data dell'Aprile 1949. 


Sì, era il primo, introvabile (introvabile in versione originale, perlomeno) numero 1 di "Topolino". Proprio l'albo a fumetti che esce ancora oggi, a tanti anni di distanza, e che ha superato di molto il traguardo dei 3000 numeri.
Inutile dire che mi prese la smania di possederlo, come avrei voluto possedere pure quei giornaloni a strisce risalenti agli anni '30. C'era solo un piccolo particolare: essendo materiale d'antiquariato e da collezione, i prezzi di questi albi erano (e oggi lo sono ancor di più) folli!!!
Questo perché -come detto- si tratta di materiale originale da collezione ed estremamente raro. Così me ne tornai poco contento a casa, sognando questi albi.
Ma fu proprio grazie a quest'impossibilità economica, che successivamente mi saltò in testa un'idea molto più folle. Presi una fotografia che riproduceva un altro numero 1 di Topolino, quello del formato giornale del 31 Dicembre 1932, e decisi di ricopiarlo così com'era su un foglio preso da un vecchio quaderno di scuola con alcune pagine ancora libere e intonse. Così facendo, mi sembrava di possedere quell'antico numero (ai bambini basta poco per accontentarsi, essendo loro pieni di fantasia). Ma la follia dell'idea alla quale accennavo poc'anzi, stava nel fatto che per riempire le restanti pagine, in modo da fare un albo, non potevo certo sapere com'era fatto il contenuto dell'originale... quindi inventai di sana pianta le restanti storie, ma... triestinizzandole! Sì, data la mia passione per la vecchia Trieste e per Disney, decisi di unire in maniera ovviamente apocrifa queste mie due passioni. Ne venne fuori sicuramente una cosa particolare e simpatica. Lo stesso feci riproducendo a disegno il n. 1 del formato libretto (adoperando un quadernetto Pigna al quale staccai la copertina). Senza saperlo, era nato il "Disneyan-patoco"! :D







Ecco qui una chicca: uno dei miei primissimi "Paolin Paperin (papero triestin)", anno 1988. Ho scannerizzato direttamente il vecchio quadernetto da disegno dell'epoca. Ovviamente le proporzioni sono più che inesatte, ma allora avevo solo 10 anni ed ero agli inizi. Mentre adesso... continuo comunque a sbagliare spesso! :D



I personaggi Disney ridisegnati in chiave "patoca" li ripresi poco più di dieci anni più tardi, allorquando mi accinsi a disegnare (sempre roba amatoriale, s'intende) un fumetto sulla reale storia dell'Omo Vespa, il famoso maniaco triestino, il quale proprio nelle notti tra la fine di Marzo e la fine di Aprile 1932 mise a segno le sue malefatte!






Il 1932 era anche l'anno del primo Topolino Giornale, quindi l'occasione fu per me ghiotta di realizzare tale fumetto in stile "Disneyan-patoco" mischiando i personaggi Disney triestinizzati assieme alle realistiche vedute della Trieste dei primi anni '30. Se vogliamo, fu un omaggio a me stesso (oltre che parodia degli stessi storici fumetti del Mickey anni '30 disegnato dal grandissimo Floyd Gottfredson). Un omaggio alla mia fantasia di bambino, con la quale potevo letteralmente "comprare" ciò che era impossibile comprare (all'epoca, che oggi W le ristampe de do' lire!!! :D ).
Inoltre, fu un goliardico omaggio al mitico cantante triestino Lorenzo Pilat, siccome l'Omo Vespa venne da me disegnato proprio sulle sue fattezze. 


Il fumetto, come già scrissi, non lo pubblicai mai online per intero, ma ne misi alcune vignette in bianco e nero, assieme ad altre a colori nuove di zecca, su questo stesso blog, nel 2011, quando scrissi il post proprio dedicato alla storia dell'Omo Vespa ed alla nascita dell'omonima canzonetta folkloristica.




Nei primi anni '90, iniziai più frequentemente a disegnare anche con le penne (dapprima semplici Trattopen, ma poi anche i classici pennini di china, Micron, ecc... )... ma erano perlopiù schizzi di personaggi animati dell'epoca, come il Conte Dacula, personaggio che mi divertiva moltissimo essendo simil Disney. Qui sotto posto due scan (sempre tratti dal famoso quadernetto). Pure questi disegni sono raffazzonati e con quell'aria da "work in progress". Sullo sfondo degli stessi, si scorgono pupoli più antichi (seconda metà degli anni '80) disegnati in verde. Perché non si buttava via niente, ed ogni spazio libero del quadernetto andava bene per un altro pupolo.


 

Mi piace ricordare che trent'anni fa esatti, proprio in giugno, nasceva pure il mio primo, indimenticabile gattino, ricordato non molto tempo fa sul blog: TIT !

 
Assieme a Tit, in quell'estate del 1987, passavo tanti pomeriggi di pioggia (che quando c'era il sole, ovviamente uscivo!) vincendo la noia assieme alla Sua dolce e frizzante compagnia e assieme ai tanti "Topolini anni '30 e '40" da me disegnati sulle pagine libere di vari ex quaderni di scuola o anche su quaderni nuovi comprati apposta.

Volevo così bene a Tit, che nel 1992 decisi di dedicargli un fumetto che per protagonista aveva proprio lui, intitolato semplicemente "Tutto Tit".

Ecco qui TIT in una versione western. Disegno originale dell'epoca, anno 1992:

La trama del fumetto si sviluppava  inizialmente così: Tit, in un noioso giorno di pioggia, si lanciava dalla finestra della mia cameretta al terzo piano, per poi atterrare sopra il telo del rimorchio di un camion sottocasa (sì, avevo una fantasia malata, me ne rendo conto...).
Da lì, Tit iniziava poi a gironzolare per la città, giungendo sino sotto il Castello di San Giusto dove, nell'area verde vicino alla fontanella, s'incontrava con tre gatti randagi: Ugo, Gilda e Tommy, detti "Gli Amici di San Giusto", ovvero una specie di club-congrega di tutti i gatti randagi della zona. Non appena fatta amicizia, Tit iniziava con loro a girare il mondo, nascondendosi nel carrello di un Boeing 747 diretto a Toronto, in Canada (sempre per la serie "c'ho na fantasia malata mica male"), per poi vivere le più svariate avventure, prevalentemente a sfondo giallo, nelle metropoli del Canada e degli Stati Uniti. Incontrando peraltro vari nemici, come Bassogatto (un gattone randagio triestino, più maldestro che cattivo, riconoscibile da una grossa cicatrice sul muso ed un barattolo di Kitekat messo in testa a mo' di cappello).

Qui sotto una mia versione moderna di Tit ed i suoi amici Ugo, Gilda e Tommy, nel loro "covo"... ovvero i cespugli dietro la fontanella posta sotto il Bastione veneto del Castello di San Giusto.
Come detto poco più sopra, nel lontano 1992 disegnai alcuni fumetti amatoriali -racchiusi in un albetto fatto con un semplicissimo quaderno Pigna- che avevano per protagonista proprio il mio Tit, e questo mio recente pupolo fumetto è un omaggio a quell'ingenuo albetto di tanti anni fa, oltre che a Tit stesso.

Tit è il gatto subito in primo piano, di fronte alla fontanella posta sotto il Bastione veneto del Castello di San Giusto.
Gli altri sono per l’apppunto "Gli Amici di San Giusto", ovvero la congrega di gatti randagi  del luogo con i quali Tit viveva incredibili avventure nei miei fumetti del 1992; Ugo (il gatto nero, capo della congrega), Glida (la gatta sulla destra) e Tommy (il gatto tigrato in alto).


Tit poi se ne andò, alla fine degli anni '90, lasciandomi un grandissimo vuoto! Mi lasciò proprio in un momento difficilissimo della mia vita a causa di altri casini. Ma per fortuna, a consolarmi c'era la Molly, un'altra gattina trovatella (nata nel 1996). Fino al 2010 quando, dopo la scomparsa della Molly, giunse una peste di razza tartarugata a sconvolgermi in positivo la vita, la Maggie. A Lei voglio dedicare questo pupoloto qua sotto.

 

Tutte queste cose, che qui ho voluto raccontare per la prima volta da trent'anni a questa parte (io che sono sempre stato timidissimo e iper riservato), fanno parte di un bagaglio di emozioni ed esperienza che mi hanno fatto crescere a livello non solo artistico, ma anche umano. C'è in tutti noi un bambino pieno di fantasia che non invecchia mai, e quel bambino deve correre sempre, libero e felice, all'interno della nostra anima di fumettisti (sia amatoriali, come il sottoscritto, sia professionisti), ma anche di cantanti, attori e tutti coloro che in generale svolgono -ripeto, per semplice passione ma anche e soprattutto per professione- un qualcosa di artistico. <3

 Qui sotto vi lascio un altro paio di miei pupoli fumetto, tutti dedicati a Trieste, al suo folklore, alla sua bora e alle sue mule. Alcuni di questi pupoli sono inediti, ma molti altri li avete già visti in giro per il blog, però i pupoli non inediti li riposto volentieri poiché vi sono affezionato e comunque sono un po' la sintesi di questi 30 anni; sono fumetti sia goliardici sia impegnati, romantici o storici, realistici o "alla Disney", paesaggi e rittratti... insoma (dele some dei somari dela Somalia), ghe ne xe un po per tute e per tuti!!




























     René