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mercoledì 22 febbraio 2017

BARUFFA TRA DONNE NELLA TRIESTE DEL MEDIOEVO



Per la serie "pillole di antica storia tergestina", un mio pupolo fumetto raffigurante un simpaticissimo e cordiale dialogo fra due gentili dame triestine, datato 16 ottobre 1347 (tratto da una pergamena trecentesca conservata al Castello di San Giusto) e riportato subito sotto al pupolo. Fin da subito mi scuso per la volgarità del testo, ma nel medioevo era d’uso comune il turpiloquio (perlomeno a trieste), tanto è vero che i notai dei tribunali non si ponevano il problema del trascrivere tali termini su atti giuridici:




« Bruta putana, vade stare cullos fratrum Sancte Marie Crucisferorum et eris meretrix sicut sorores tue et facturadresse.
Vade ostende culum sororis tue fratribus Sancte Marie Crucisferorum
Tu eris faturadressa sicut fuerunt sorores tue Bruneta et Laurençia.
Vade et sterie culum fratrum Sancte Marie sicut fecit soror tua. »

Detta in soldoni, abbiamo due donne baruffanti, e una delle due ha detto all’altra che è una pu**ana e meretrice come le sue sorelle, e che assieme a loro si porta a letto tutti i frati crociferi. Inoltre le dice che lei e le sue sorelle sono pure fattucchiere (allora la stregoneria era la moda del momento!). Così l’altra, per tutta risposta, l’ha poi denunciata (reato di ingiuria) alle pubbliche autorità. E questa pergamena, riportata in questo post, è per l’appunto una testimonianza scritta da un tizio che aveva assistito alla scena (comunque riportata anche nei verbali giuridici, chiamati “Banchum Maleficiorum”, ovvero il Tribunale del Maleficio.
La Trieste medievale è piena di atti che tramandano questi episodi adoperando un lessico “colorito”. A tal proposito consiglio alcuni interessanti articoli, a firma Paolo Geri, che si possono trovare nel web, utili per approfondire al meglio l’argomento nello specifico.

Piccola nota riguardo all’esattezza storica della mia vignetta: i più attenti avranno sicuramente notato che la donna sulla sinistra è vestita da popolana, mentre l'altra è vestita da nobildonna. Sbaglio di documentazione mio? No. E allora, come mai? La Trieste del '300 non era un "borgo di pescatori"? Alt! Stop! Balla clamorosa!!! All'epoca Trieste era già attiva nello scambio commerciale con i territori circostanti, nonostante i continui assedi e rotture di scatole varie da parte di Venezia. Certo, non era una Montecarlo, ma in generale vi era un buon tenore di vita. Lo testimoniano i libri camerari (a Trieste presenti a partire dal 1330): erano in pratica le note spese registrate da un notaio, il camerario per l'appunto. E grazie a tali libri oggi sappiamo, tra le altre cose, che quella del "borgo dei pescatori" è una diceria messa in giro da chissà chi.
Senza dimenticare anche i libri dei vicedomini, altra notevole fonte dalla quale conoscere l'andazzo dei commerci, dei beni, dei debiti, ecc... insomma, per avere un'idea del tessuto sociale ed economico della Trieste del '300.

Alla prossima

    René

venerdì 30 ottobre 2015

BABUDER, IL FANTASMA SENZA TESTA DEL CASTELLO DI SAN GIUSTO (TRIESTE)



Buondì, mularia mata

I disi che doman sera, 31 de otobre, ghe sarà Alouin. Alouin? E cossa xe sto Alouin, siora Nina?
Ahhh, Halloween. Ma xe roba foresta!!! Bon, ma tanto ghe xe tanti triestini che i speta Halloween, per po ‘ndar de casa in casa a dir: dolceto o scherzeto? Ben bon, che i fazi pur mi, co’ gavevo i loro anni, ‘ndavo de casa in casa a cantar i tre Re, soto Nadal.



Ma ritorniamo al post. 
Dunque, il signore presente nel mio pupolo fumetto è (anzi, era) Babuder, un tizio catalano (non si sa di più) che viveva nella Trieste di inizio '700.
Di Babuder si sa solamente che fu un ladro e baro, e per questo motivo un giorno venne arrestato e successivamente condotto nelle carceri allora presenti all’interno del Castello di San Giusto.
Durante una notte di luna piena, il Babuder riuscii quasi ad evadere, ma sulla sua strada si era improvvisamente ritrovato di fronte ad una guardia. Senza pensarci sopra più di tanto, il Babuder tirò fuori un coltello che –fino a quel momento- teneva nascosto sotto la giacca, ed ammazzò la guardia. Attirati dalle urla di quest’ultimo, altri gendarmi giunsero immediatamente sul posto.
Il Babuder venne subito condannato a morte e la condanna venne eseguita poche ore dopo il fatto, alle prime luci dell’alba, nel cortile delle milizie interno al castello.
Un boia prese l’ascia e
ZAC!, tagliò di netto la testa del Babuder.
Da quel giorno, lo spirito senza pace (e senza testa) del Babuder iniziò ad aggirarsi ogni notte (con particolare predilezione per le notti di luna piena) attraverso le stanze, le sale, i sotterranei ed il cortile del castello.
Pian pianino, la leggenda del Babuder cadde nell’oblio fino al 1983; durante l’estate di quell’anno, infatti, una squadra di speleologi facenti parte della Società Adriatica di Speleologia (sezione Speleo-Urbana) si mise all’opera per svuotare –mediante potenti idrovore- il grande pozzo cisterna presente nel cortile delle milizie (tutto ciò a scopo scientifico e di esplorazione). La vuotatura del pozzo continuò per due giorni interi andando avanti, senza sosta, anche a notte fonda.

La governante, che doveva stare pure lei all’interno del castello, fino a notte fonda, a lavare i piatti, disse a due speleologi: “Fe, fe pur che tanto lu el xe contento!” (traduzione: Fate, fate pure. Che comunque lui è contento!)
“Chi xe contento, Signora? ” domandò uno degli speleologi.
E la governante: “Babuder, el fantasma del castel. Quasi ogni note el ciacola con mi, ma ogi el xe contento perché finalmente ghe xe 'ssai gente. Lu, causa orari noturni, no 'l vedi praticamente mai nissun, a parte mi.” (traduzione: Babuder, il fantasma del castello. Quasi ogni notte si fa una chiacchierata con me, ma oggi è contento perché finalmente c’è tanta gente. Lui, a causa dei suoi orari notturni, non vede praticamente mai nessuno, a parte me.).

La povera governante venne presa per una un po’ suonata, ed il lavoro di svuotatura del pozzo continuò senza problemi (i risultati di questa vuotatura sono ben documentati nel libro: “I sotterranei di Trieste”, Ed. Italo Svevo – 1988).

Infine, nei primi anni '90, un paio di spiritisti si riunirono dentro un palazzo, per fare una seduta spiritica proprio per richiamare Babuder (i giornali locali dedicarono alcuni articoli in proposito). Il Babuder apparve all’improvviso, solo per dire: “Ben bon, visto che me gavè roto i baloni (che ogi gavevo proprio voia de butarme in leto) e desso son qua, ve indicherò indove podarè trovar la mia testa mozada.” (traduzione: Bene. Visto che mi avete disturbato nel mio secolare vagar senza pace (proprio oggi che non era nemmeno notte di luna piena), vi indicherò senza indugi il luogo esatto dove potrete trovare la mia vera testa, cioè quella che mi tagliaron tante notti e tanti secoli or sono.)

Effettivamente il Babuder indicò chiaramente il luogo dove dovrebbe ancor oggi trovarsi tale testa (o quel che ne rimane) agli spiritisti presenti, però questi ultimi non capirono una banana del prosieguo del discorso del fantasma, poiché quest’ultimo, a un certo punto, passò dall’usuale dialetto triestino ad uno specificatamente di origine catalana.


Alla prossima

P.s.: se non altro, come si può vedere nel mio pupolo poco più sopra, il fantasma apprezza le buone letture nostrane (“Le Maldobrie”)

    René

mercoledì 5 agosto 2015

3° E ULTIMA ANTEPRIMA: IL TESORO SOTTERRANEO DI TRIESTE...




TRIESTE, SOTTERRANEI DI SANTA MARIA MAGGIORE. TANTI, TANTI ANNI FA...

UN SINISTRO VANO SOTTERRANEO POSTO SOTTO LA CHIESA DEI GESUITI, CELA UN TERRIBILE SEGRETO; UN TRIBUNALE SEGRETO DELLA SANTA INQUISIZIONE, CONOSCIUTO COME “CAMERA ROSSA”, DAL COLORE SCARLATTO DEL MANTO DELL’INQUISITORE.
STRUMENTI DI TORTURA, OSSA UMANE, SCHELETRI DI DONNE, UOMINI E BIMBI INCATENATI AL MURO. TERRIBILI TESTIMONIANZE DI ANTICHE BARBARIE CHE, SECONDO LE LEGGENDE LOCALI, SI SAREBBERO CONSUMATE IN EPOCHE BUIE, SOTTO IL PAVIMENTO DELLA CHIESA.



TRIESTE, 1932
IL MANIACO NOTO COME “OMO VESPA”, ASSIEME A UN COMPLICE CONTRABBANDIERE, TENTA DI NASCONDERSI NEGLI ANTICHI SOTTERRANEI DELLA CITTAVECCHIA...



TRIESTE, 1944
UNO DEI PERIODI PIU’ DRAMMATICI NELLA STORIA DI TRIESTE. LA CITTA’ E’ STATA, DI FATTO, ANNESSA AL TERZO REICH TEDESCO.
IL GAULETIER RAINER CONTROLLA TUTTO IL TERRITORIO, DENOMINATO “ADRIATISCHE KUSTENLAND”, MENTRE A CAPO DELLA CITTA’ E’ STATO POSTO L’UFFICIALE ODILO GLOBOCNIK.
NEMMENO LE FASI PIU’ DURE DELLA GUERRA ATTENUANO IL SENSO DI SUPERIORITA’ DEI TEDESCHI, CONVINTI DI AVERE ANCORA LA SITUAZIONE IN PUGNO. A TRIESTE, NELLO STESSO ANNO, SI FESTEGGIA, IN POMPA MAGNA, IL COMPLEANNO DEL FUHRER ADOLF HITLER, CON UNA GRANDE PARATA DEI SOLDATI, LUNGO LE RIVE.



EPPURE, COME DETTO, LA GUERRA STA SUBENDO UNA DURA SVOLTA. COSI’, GLOBOCNIK FA COSTRUIRE UN PASSAGGIO SEGRETO SOTTO IL SUO COMANDO POSTO ALL'INTERNO DELLA VILLA ARA, IN VIA ROMAGNA. PASSAGGIO SEGRETO CHE, TRAMITE UNA SCALA A CHIOCCIOLA, RAGGIUNGE LA SOTTOSTANTE RETE DI CUNICOLI E BUNKER DENOMINATA “KLEINE BERLIN”.



TRIESTE, 1945 LE ULTIME GUARNIGIONI DI SOLDATI DELLE SS NAZISTE, RESISTONO ASSERRAGLIATE ALL’INTERNO DEL CASTELLO DI SAN GIUSTO, IN ATTESA DELL’ARRIVO DI TRUPPE REGOLARI ALLE QUALI CONSEGNARSI PER UNA RESA DEFINITIVA.




MA PER ALCUNI DI LORO C’E’ ANCORA UNA SPERANZA DI SALVEZZA; UN ANTICO CUNICOLO QUATTROCENTESCO CHE, DAL SOTTERRANEO VENETO DEL CASTELLO, RAGGIUNGE VARI PUNTI DELLA CITTAVECCHIA, COME LE CANTINE DELL’OSTERIA “Alla Marinella”, I SOTTERRANEI DELLA CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE, E I SOTTERRANEI DEL PALAZZO “ROTONDA PANCERA”.
CUNICOLO CHE ERA STATO GIA’ PERCORSO, IN UN’ANALOGA SITUAZIONE, 131 ANNI PRIMA; DURANTE L’ASSEDIO AL CASTELLO, DA PARTE DELLE TRUPPE ANGLOAUSTRIACHE IN PROCINTO DI RICONQUISTARE LA CITTA’, UNA GUARNIGIONE DI SOLDATI NAPOLEONICI TROVO’ IN TALE CUNICOLO UN’OTTIMA VIA DI FUGA. LO STESSO FECERO, POCO DOPO, IL SAGRESTANO DI SAN GIUSTO, Don GIUSEPPE MAINATI, E LA FIGLIA DEL COMMANDANT D’ARMEE RABIE’, CHARLOTTE.

PER IL RESTO DEI MISTERI E DEI SEGRETI SUI SOTTERRANEI DI TRIESTE ... STAY TUNED

           RENE’

venerdì 24 luglio 2015

2° ANTEPRIMA: IL TESORO SOTTERRANEO DI TRIESTE...



Bondi, mularia mata

In un recente post vi avevo dato un’anteprima sul “tesoro sotterraneo di Trieste”, qui: FRACA QUA

Vi sono tanti misteri nel sottosuolo di Trieste. Ad esempio, cosa facevano due loschi tipi nei sotterranei del noto palazzo Rotonda Pancera di via Felice Venezian?


E perche’ stavano inseguendo nel sottosuolo il famigerato maniaco notturno, armato di punteruolo “pungiculidelledonnine”, noto allora come “Omo Vespa”?

Cosa si celava sotto le cantine dell’antica Osteria alla Marinella (oggi non piu’ esistente), dalle quali si dice- siano usciti, nel 1917, dei prigionieri russi in fuga dalle carceri del Castello di San Giusto?


Questi quesiti, ed altro ancora, verranno chiariti al piu’ presto, in un lungo post dedicato specificatamente ai sotterranei di Trieste, con i suoi segreti ed i suoi misteri non ancora del tutto svelati.


A presto (entro i primi giorni di agosto)


         RENE’

domenica 21 giugno 2015

ANTEPRIMA: IL TESORO SOTTERRANEO DI TRIESTE...








Trieste, 1813

Nel Castello di San Giusto resistono, assediate dagli anglo austriaci, le truppe francesi comandate dal Commandant d’Armée Rabiè.




Particolarmente a rischio è Charlotte, la bellissima figlia ventunenne del Col. Rabiè.





Charlotte Rabiè è divenuta, da qualche tempo, oggetto del desiderio del Tenente austriaco von Lowensberg (nemico giurato del Col. Rabiè), interessato più alla ragazza che non all’effettiva presa del castello.





La resa delle guarnigioni francesi è ormai vicina, ma forse, per qualcuno, c’è ancora una speranza: un antico sistema di gallerie di mina e contromina disposte a raggiera sotto il terreno che dal castello raggiunge il cuore della cittavecchia.





Trieste, 1909

Pare che sotto il castello, ben nascosto, vi sia un piccolo cofano contenente alcuni gioielli napoleonici. Un tesoro che potrebbe far gola a tanti ladri.





Trieste, 1945

Ad essere assediati, stavolta, sono i soldati nazisti delle SS; alcuni di loro scoprono i misteriosi passaggi sotterranei sotto il castello…





Questo, ed altro ancora, prossimamente. Stay tuned (arriverà presto il post completo)


      René