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giovedì 5 gennaio 2012

VIVA LA' E PO BON: STORIA DEL MOTTO TRIESTIN !

Bondì, mularia mata...

Oggi, mentre osservavo dalla finestra il "caligo", ho notato una gallina con ben due teste!
L'ho vista volteggiare sopra i tetti della città di Trieste.
Certo, pasta con bisi non mi manca, quindi... ho deciso di lasciar volare via quello strano esemplare dell'avifauna, concentrandomi sulla storia di un popolarissimo motto triestino, reso eterno da un leggendario motivo dialettale...  No. Non parlo de "La galina con do' teste", anche se pure essa c'entra.

La "galina con do' teste", con nel cuore Trieste asburgica , in un'accattivante versione moderna ad opera del grafico Arlon Karl Stok


Sto parlando proprio di VIVA LA' E PO BON (XE QUESTO EL MOTO TRIESTIN)!!!!


Ma è Viva l'A e po bon (Viva l'Austria e poi bene), oppure Viva là e po bon (Viva là e poi bene)?

Vediamo di gettare un po' di luce (basandonci solo sulle fonti storiche, senza nessuna interpretazione politica).

La celebre canzonetta nasce nei primissimi anni '10 del '900. In realtà, essa è solo una porzione della canzone oggi conosciuta, contenuta, per l'appunto, nel testo della canzone sopracitata: LA GALINA CON DO' TESTE

Il testo di questa prima canzonetta, di stampo popolare, ricavata sulla musica di una marcia austroungarica preesistente, è il seguente:

"LA GALINA CON DO' TESTE"


La galina con do' teste la go vista svolazar
sora i copi de Trieste, l'Alabarda a sventolar...


Qua se magna e qua se bevi, qua se vivi in abondanza
pasta e ceci no ne manca, e viva l'A e po bon...


P.s.: Aggiungo oggi, venerdì 6 gennaio 2012, questa mia piccola nota a proposito dei "ceci", che nulla c'entrano come piatto delle terre triestine (come giustamente fatto notare più sotto, da un commentatore, che ringrazio)...
Preciso che ho trovato questo verso in un antico spartito per banda, risalente agli anni '30. Per questo specifico verso, rimando ai commenti alla fine di questo post.


*********
La canzone, cita ironicamente l'Aquila bicipite Imperiale.


Quindi, Viva l'AUSTRIA e poi bene! 

Probabilmente, il motto risentiva del clima di sfiducia che aleggiava a Trieste, durante la Prima Guerra Mondiale. Senza voler far della storia, come detto poc'anzi, la realtà era che sotto l'Austria, Trieste fu, per secoli, uno dei massimi porti dell'Europa e non solo. Notevole punto di scambi culturali e centro nevralgico di commerci.
Tutte peculiarità perse dopo la caduta dell'Impero Asburgico (il famoso "Ribalton"). E tutto questo lo si poteva già intuire nell'aria molto tempo prima della fine della Grande Guerra!
Così, i triestini, da sempre abituati a scherzare su tutto, coniarono il celebre motto, poi ripreso nella canzonetta popolare "La galina con do' teste".


Ma, attenzione; la canzone completa "Viva la' e po bon" deve ancora arrivare...


E difatti, eccola giungere più o meno una quarantina d'anni più tardi, sotto forma di una vera e propria canzone d'autore!
L'autore della stesura definitiva è Luigi Borsatto, meglio conosciuto con il suo soprannome "Gigi".


Gigi Borsatto nacque a Trieste verso la fine dell'800. Si diplomò Maestro di fisarmonica, diventando un bravo ed apprezzato insegnante musicale, sia di fisarmonica, sia di pianoforte (i due strumenti, in fondo, sono accomunati per alcune caratteristiche tecniche).
Borsatto, durante gli anni, all'attività di insegnante alternò quella di cabarettista (recitò con De Rosé, Cecchelin e molti altri comici-fantasisti dell'epoca), e, soprattutto, quella di compositore, ottenendo nei concorsi di canzonette dialettali d'autore,  dei piazzamenti più che buoni, andandosi ad aggiungere alla schiera di altri importanti autori nostrani come Cavedali, Chiesa, Parentin, Nattek, Carniel e Cornet.


Ad un certo punto, siamo nel 1949, in piena amministrazione anglo-americana. C'è il TLT - Territorio Libero di Trieste. La Seconda Guerra Mondiale è giunta al termine solo da pochi anni, portando tanti lutti e tanta povertà, oltre agli sconvolgimenti socio-politici del territorio giuliano.
Ma in giro vi è anche una gran voglia di superare pian pianino gli orrori del conflitto bellico (in particolar modo, i terribili bombardamenti subiti dalla città nel 1944), riscoprendo il piacere della musica, grazie anche ai militari alleati, i quali portano in Italia tutto il loro carico di swing.
Nelle sale da ballo triestine impazzano i nuovi ritmi importati da oltreoceano, come il Boogie-Woogie. 
Nell'aria, colma di speranza per il futuro, risuonano le note dell'orchestra di Glenn Miller, e del suo cavallo di battaglia: "IN THE MOOD"



Alton Glenn Miller (Clarinda - USA, 1° marzo 1904 - Canale della Manica, 15 dicembre 1944)




 
I bambini dell'epoca scorrazzano e giocano, incuriositi e divertiti, tra jeep Willis e militari a stelle e strisce. Chiedono loro sempre qualcosa, dicendo solo: "Ehy, Jimmy... tu dare qualcosa a noi?" In risposta alle simpatiche richieste, il militare americano di turno elargisce sempre qualche cosa mai vista prima, come le "gomme americane" da masticare, oppure qualche sigaretta con filtro (di cui i ragazzini non se ne facevano nulla, tra l'altro, essendo troppo piccoli per fumare). Pacchetti colorati con scritte "strane" (agli occhi dei bambini triestini di allora) come "Lucky Strike", "Pall Mall", "Camel", ecc...    
Si sogna l'America, quella vera, con i grandi films Made in Usa, come, ad esempio, i western della Paramount, proiettati nei tantissimi "Cine" triestini, come "Il Moderno", "L'Ideale", "Buffalo Bill", "Adua, "Impero", "Centrale", "Filodrammatico", "Venezia", e numerosi altri.    
L'attuale Questura, qui nel 1947, quand'era destinata a Quartier Generale del GMA
In questo rinnovato clima di ottimismo, pur costellato da molte incognite, la musica dialettale triestina si fa strada, prepotentemente. La Lega Nazionale organizza di continuo concorsi di canzonette triestine d'autore. Borsatto, come detto, è uno dei principali autori in voga, e proprio nel 1949 compone, sulla base del ritornello dell'antica "La galina con do' teste", il nuovo pezzo destinato a rimanere ancor oggi nel cuore di tutti i triestini.

Doverosa premessa sul testo che segue, poiché fornita dal nipote di Gigi Borsatto, Adriano Borsatti Jarach: Il testo originale di Borsatto (il nipote conserva ancor oggi, sotto una teca posta sopra il pianoforte, lo spartito originale) si intitola VIVA LA' E PO BON, perché Borsatto voleva solamente sottointendere il piacere, tutto triestino, di vivere la vita così come viene.  Quindi, ecco il testo di Borsatto così come fu da lui ideato:     

 VIVA LA' E PO BON!    

Viva la' e po bon,  xe questo el moto triestin!    
Che la vadi ben, che la vadi mal...    
Sempre alegri e mai passion, Viva la' e po bon!   Gavevo un porco, el me xe crepà...  
Ohh, che pecà. Oh, che pecà..    
Lo incoconavo, per farlo bel    
ma co i salami el xe svolado in ciel!...    
Viva la' e po bon,  xe questo el moto triestin!    
Che la vadi ben, che la vadi mal...    
Sempre alegri e mai passion, Viva la' e po bon! Gavevo na mula, la me xe scampà...    
Ohh, che pecà. Oh, che pecà...    
La cocolavo, ma sul più bel  la xe filada via come un stornel!...    
Viva la' e po bon,  xe questo el moto triestin    
Che la vadi ben, che la vadi mal    
Sempre alegri e mai passion, Viva la' e po bon!    

Il pezzo divenne così popolare che, accanto alle strofe originali, il popolo ne aggiunse altre, destinando questa canzone all'immortalità, insieme ad altre memorabili canzoni triestine, come "El Tran de Opcina (La nova Bora)" e "Una fresca bavisela (Marinaresca)".    
 
Qui, nel mio pupolo in stile "Disneyan-patoco" (cliccandoci sopra, lo potete visualizzare in versione lenzuolo, cioè in grande), troviamo Minnie Strucoleta, Topolin Morbin e Pippo Nagana, mentre, in pieno periodo TLT (1949), discutono sui dubbi amletici in merito all'origine di "Viva l'A e po bon", nel piazzale antistante alla Cattedrale di San Giusto. Di fronte a loro si può intravedere la discesa di Via del Castello, che porta verso Cittavecchia.
Qui di seguito, vi propongo alcune versioni del pezzo. La prima è la celeberrima versione del nostro cantautore più amato, Lorenzo Pilat, il quale incluse il brano-motto nel suo primissimo lp folkloristico del 1973, intitolato "Trieste matta":    
 
 
 La seconda, invece, è la versione live (in stile punk triestinaz) dei mitici e miticerrimi UltrabulloTs, al "Vecio spazacamin" di via Settefontane:  
   
 
 Il brano non conosce confini geografici... la sua fama è giunta sino in Costa D'Avorio (Africa), dove alcuni ragazzi del luogo intonano alla perfezione il celebre "moto triestin", con tanto sano Morbin!!  
   
     
Ritornando al mio stralunato mondo "Disneyan-patoco", ecco la versione di Paolin Paperin (papero triestin), eseguita dal pazzoide sottoscritto, René:  
   
 
Termino con due versioni live, sempre di Pilat. La prima è questa: un live in stala, eseguito in una stalla, per l'appunto, nell'anno 2000. I coristi sono il mitico ristoratore veneto Ennio Baldin, titolare dell'omonimo ristorante-trattoria in quel di Chioggia (VE), ed il simpatico perito Paolo Toniolo, autore di canzoni per diletto (ne ha scritte tante assieme a Pilat, tra cui "Il riccio di mare", "Addio bambolina" e "Pesce di fondo"):
  
    
La seconda versione, sempre live, è tratta da una recente (estate 2011) esibizione di Pilat alla sagra di Campanelle (che no xe Costalunga), alla periferia di Trieste:  
   
    
Un saludo e a presto, con tante altre patocade... alè Alga! (Marina Alga, una mia carissima amica, studentessa del Nautico di Trieste).                 

        René