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giovedì 22 agosto 2013

L'ALABARDA DELLA SPERANZA





Questa Alabarda, posta sulle tibie incrociate del Jolly Rogers, non deve indurvi in errore.

Questa Alabarda, in realtà, significa "Speranza"!

E' una bandiera di ribellione, proprio come quella degli storici pirati del 1700, ma in senso positivo; ribellione ad un sistema marcio (non solo triestino) che dura da molti, troppi anni.

Una bandiera triestina, certamente, ma anche di battaglia... una battaglia giusta per i propri principi riconosciuti e non negoziabili, anima compresa!

A volte sono un romanticone, ma sono fermamente convinto che lo schifo che c'è in questo mondo troppo corrotto si possa spazzare via con la consapevolezza di un grande futuro alle spalle (la nostra Grande Storia, sempre presente e tuttora attuale e rinnovabile).

Questa è una bandiera che in mare aperto è temuta, ma solo da chi indossa una maschera per coprire il vero volto del proprio cuore nero.

Questo è il mio vessillo personale, ma aperto a tutti coloro che hanno un gran cuore e non si spezzeranno mai di fronte a niente e nessuno, contando sulla coerenza della propria forza spirituale.

Da Trieste al Mondo... dal Mondo all'Universo!

    René


domenica 30 giugno 2013

ROBERTO DAMIANI... UN MIO PICCOLO RICORDO "PUPOLOSO"


Bondì, mularia mata

Solo un piccolo ricordo "pupoloso" (cioè un mio disegno) di una gran brava persona, a mio modesto avviso.

Posso dirlo con sicurezza, perché ebbi la fortuna di conoscerlo da vicino, collaborando anche con lui in un affiatato gruppo giovanile che si proponeva come una piccola fucina di idee per creare eventi e tante altre cose belle proprio per i giovani. 

Sto parlando del professor Roberto Damiani (scomparso non molti anni fa), ex Vicesindaco di Trieste, ma soprattutto grande uomo di cultura e persona assolutamente affabile, alla mano, sempre disponibile con tutti e aperto al confronto.
Un uomo di cultura... di grandissima e vasta cultura, che mise le sue conoscenze a totale servizio della città; mostre, eventi e tant'altro caratterizzarono il suo mandato come Vicesindaco e Assessore alla Cultura. In quel periodo, come per incanto, Trieste ritornò realmente protagonista anche al di fuori delle realtà locali, attirando turisti da ogni dove e stuzzicando lo stesso cittadino che si trovò una città finalmente all'altezza della sua classe, storia ed eleganza tutta mitteleuropea.

Sia ben chiaro, nulla di politico con questo mio post, ma solamente un mio ricordo della persona, attraverso un mio vecchio pupolo del 2001 (non troppo perfetto tecnicamente, ma è un pupolo informale)... un pupolo dove si vedono due mule sospinte da una bora potentissima che, prepotentemente, soffia di fronte alla Cattedrale di San Giusto. In primo piano, lui, Roberto Damiani, mentre sospira di come sarebbe bello arrivare a Roma (all'epoca si era candidato per il Parlamento), ma al tempo stesso sospirando malinconicamente perché a Roma non potrebbe più vedere le mule triestine (con le gonne alzate dalla bora!!!). Una vignetta simpatica, ma non troppo elaborata, come scritto poc'anzi (all'epoca la disegnai di getto, così, tanto per l'effetto comico).
Chissà, forse lassù una cravatta gialla sorride sempre, con quel suo sorriso tipicamente bonario e autentico da buon amico della porta accanto !

     René



lunedì 3 dicembre 2012

SAN NICOLO' ED IL SUO KRAMPUS

Bondì, mularia mata...

Giungono le feste ed il blog si rifà il look ( notato il nuovo frontespizio? Più ampio, più carino e più descrittivo. Merito dell'amico Roberto Paglia, che ringrazio di cuore! )...

 Oggi voglio parlarvi di una tradizione nordica, anche molto vicina alla nostra cultura mitteleuropea, ma purtroppo ancor poco conosciuta. 
I Krampus !

Cossa i xe i Krampus ? Dei novi dolzi de Nadal ?

No. I Krampus sono dei demoni, non troppo cattivi ( perlomeno con gli adulti ), tipici del folklore natalizio nordico, per l'appunto.
Vicino a noi triestini vi sono i Krampus sudtirolesi.

Qui sotto, ecco un mio pupolo in stile "Disneyan-patoco", raffigurante il multimilionario triestino Paperon, mentre si cruccia per aver perso due euro... senza accorgersi che, magicamente, dietro di lui si sta materializzando proprio un Krampus delle leggende ! ( per visualizzare in grande il pupolo, cliccateci sopra)...




Cosa è un Krampus, nello specifico ?

La festa di San Nicolo' è una particolarità dell'arco alpino. E nei paesi alpini dove, annualmente, si tiene una sfilata, ogni 5 di dicembre, di San Nicolo' mascherati, c'è da secoli l'usanza di travestirsi da Krampus, ovvero uno dei tanti demonietti ( fisicamente molto spaventosi ) che accompagnano il buon San Nicolo' per tormentare i bambini cattivi ( ma talvolta anche gli adulti, perché no ? :D ).
Nelle sfilate troviamo prima San Nicolo' ed il suo servo nero Pietro ( sopra un carretto trainato da cavalli o da asinelli ), intenti a distribuire dolci e caramelle prese direttamente dal sacco del vecchio dispensatore di doni (fratello del più celebre Babbo Natale, come mi spiego' lui stesso nell' "intervista speciale" che mi concesse, un annetto fa, per il mio blog, qui: STORIA DI BABBO NATALE  ).
A seguire, subito dietro il carretto, ecco una bella fila di Krampus, sempre armati di frustini ed altri marchingegni al limite del sadico.

Nel mio pupolo sottostante ( dell'anno scorso, ma xe sempre bon, el xe tre volte bon! ), ecco San Nicolo' mentre scende dal Carso verso Trieste, nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre, accompagnato dal suo aiutante Pietro il nero, un ex schiavo delle Antille Olandesi, fuggito una notte (nel 1700) dalla schiavitù e riparatosi ( dopo un lunghissimo e periglioso viaggio ) in Lapponia, dove venne accolto da Babbo Natale ed il fratello San Nicolo', per divenire, così, l'aiutante fidatissimo di quest'ultimo.
Per vedere in grande il pupolo, cliccateci sopra come prima:

     
Come detto, i Krampus sono demonietti scatenati, che di notte ( mentre San Nicolo' ed il suo aiutante Pietro il nero girano nelle case dei bambini, per consegnar doni ) se ne vanno a zonzo per le strade dei paesi e delle città, cercando bambini svegli e/o in giro per tormentarli a più non posso, in maniera anche piuttosto terrorizzante.
Più raramente, per le strade, si aggirano anche esemplari femmina di Krampus, ovvero le Krampa.





"Le origini leggendarie dei Krampus":

Secondo le leggende, diversi secoli fa, durante i duri periodi di carestia, i giovanotti dei paesini di montagna si travestivano da diavoli, indossando pelliccioni di animali lavorati a mano. Successivamente, irriconoscibili, si recavano nei villaggi vicini per terrorizzare gli abitanti e, approfittando delle varie fughe per paura, rubare provviste invernali, per poi far ritorno al loro paesello, tutti contenti e ripieni di cibarie.
Ma un giorno i giovani ladri s'accorsero che fra di loro vi era un impostore; il diavolo in persona, riconoscibile dagli zoccoli caprini.

Così, i saggi del villaggio per sconfiggere l'inquietante e malvagia presenza, chiamarono proprio San Nicolo' che, dopo una dura battaglia, riuscì a sconfiggere il demone. 
Da allora, tutti gli anni al 5 dicembre, i giovani travestiti da Krampus non vanno più a depredare la gente, ma solo a regalare dolciumi e leccornie assieme a San Nicolo' stesso e Pietro il nero. riservandosi di picchiare ( senza cattiveria ) i bambini cattivi ( ma pure quelli buoni, se gli capitano a portata di frusta ).


  
Oggi, soprattutto nelle zone del Sudtirol, le sfilate di Krampus e San Nicolo' sono una tipicità costante, che non deve mai mancare per ricordare il primo giorno di festa per i bambini, il 6 dicembre, aspettando l'altrettanto felice ed attesissimo 25 dicembre !

Sfilate importanti e variegate, come quella di Bruneck ( Brunico ), dove ogni anno al 7 dicembre, verso le 18.30 sfilano cortei foltissimi di Krampus. Figuranti provenienti da vari paesi del Sudtirol, come in una grandissima adunata.
Qui sotto una sfilata di Krampus del Sudtirol ( foto tratta dal sito CLICCA QUI  ):

Sfilata sudtirolese di Krampus ( Click sulla foto per ingrandire )

Concludendo (come diceva Mike Bongiorno buonanima in un suo celebre spot degli anni '70 e primi '80 )... direi che la tradizione dei Krampus è proprio una bella e notevole realtà culturale la quale, secondo il modestissimo e personalissimo parere del sottoscritto, dovrebbe attecchire anche qui da noi, a Trieste, essendoci più affinità con la nostra storia ed il nostro vissuto. Invece, da noi i Krampus sono pressoché sconosciuti, al contrario di "americanate" come Halloween et similia !!!!

Ala prossima, mularia mata ( zà doman se rivo )...


            René 

domenica 19 febbraio 2012

MATTIA OMBROSO: C'ERA UNA VOLTA IL "MARAMEO"!

Bondì mularia mata...

Stavolta voglio parlarvi di un personaggio inventato (e del giornalino che lo ospitò, tanti e tanti anni fa, ormai). Un personaggio assolutamente stralunato, ma che credo possa risultare ancor oggi molto simpatico... Mattia Ombroso!

Ben cent'anni fa, a Trieste, veniva pubblicato un "giornalino satirico pupazzettato" (così veniva definito in copertina) del quale ebbi già in passato modo di parlarne qui sul blog: il "Marameo !".

Codesto giornalino era diretto da Carlo De Dolcetti (noto musicista e "macieta"), e riportava fatti di cronaca prettamente cittadina, sottoforma di battute ironiche e pungenti, vignette, fumetti e witz vari. Durò al'incirca fino alla seconda metà degli anni '30. All'inizio era anche velatamente irredentista (Il De Dolcetti, assieme ad alcuni suoi amici nominati "i congiurati della candela", nei primi anni del '900 effettuò uno scherzo memorabile, riuscendo con un trucco a far issare sulla torre del Municipio il tricolore italiano) . Sotto le forche caudine della satira (piuttosto cattivella) del "Marameo" finirono un po' tutte le realtà del periodo triestino a cavallo tra i primissimi anni del secolo, fino all'avvento del fascismo... da "Ceco Bepe" a Mussolini, dal famoso incidente del Tran de Opcina all'Omo Vespa, ecc..
Per un periodo, il "Marameo" aveva ampiamente sponsorizzato e diffuso le canzoni d'autore del Festival della canzone triestina (tramite dei supplementi del giornalino stesso, con gli spartiti ad esso allegati) che già allora si svolgeva nella splendida cornice del nostro teatro gioiello, ovvero il noto ed apprezzatissimo Teatro Politeama Rossetti.

Dei tanti personaggi che venivano proposti su questo coccolissimo giornalino (che iera come na "Cittadella" ante litteram, solo n'atimin più pepada), Mattia Ombroso era sicuramente uno dei più seguiti ed apprezzati, in quanto i suoi temi facevano letteralmente sbellicare dalle risate gli ingenui e poco smaliziati lettori dell'epoca.
Questo Mattia Ombroso era praticamente il classico studente svogliato, ignorante, mauco e ultraripetente. Ogni volta che doveva scrivere lo svolgimento di un tema proposto in classe dal maestro, lo faceva alla sua maniera, scrivendo per metà in dialeto triestin e per metà in lingua, facendo così un gran casino con un mucchio di errori, mescolando il tutto in un gran calderone!!!!
Al sottoscritto (sarò ingenuo e poco smaliziato?) Ombroso fa molto ridere... all'epoca, come già detto poc'anzi, era apprezzatissimo, ma forse oggi non susciterebbe molta ilarità... parliamo sempre di un tipo di comicità semplicissima ed innocente in voga nei primi anni del '900, quando le televisioni ed internet non esistevano e bastava veramente poco poco poco per far spontaneamente e genuinamente sorridere la gente (e forsi, de sto punto de vista rispeto a ogi, iera 'ssai meo!).
In questo mio blog dedicato alle curiosità più nascoste, sconosciute e/o particolarti di Trieste, voglio riproporre, per l'appunto, il buon Mattia, sperando di far cosa gradita ai lettori, e fermando così anche su Internet (indove no ghe xè praticamente nula sul "Marameo" e la sua storia), a futura memoria, un personaggio e un giornalino storici, i quali anche se oggi sono praticamente dimenticati nell'oblio del tempo che scorre implacabilmente, hanno significato molto, non solo per il divertimento dei triestini di allora, ma anche per la satira social-culturale cittadina dell'epoca!!


I temi scolastici di Mattia Ombroso

Mattia Ombroso, in un disegno dell'epoca di Olindo Missigoi


 Tema: "Cosa sono i microbi?"

Elaborato di Ombroso Mattia:


I microfi sono quele picole bestioline invisibili che vivi in tel nostro proprio corpo che nianche no si sa come.
I microlchi è natti a Posta per inventare molte diverse malatie malsane cone la tisi tumbercolosevole, la febre giala, l'arogna, la colera, la scrofola e altre che è difficile di spiegare.
Se è caldo pol vignire la mossa di corpo perchè i mircobi vuol vignir fuori del corpo per prender aria, se è fredo alora è più facile che venga le buganze.
I mincrobi in'italiano si dice bacili col pec cuando che lui pretendi tropo.
I milcrobi è stati trovati fuori dei dotori medichi che lori ge aiuta la cariera.
Cuando che la gente no studiava tuto per il sutil, a nissuno ge vigniva i mincrobi per la testa ma dopo che è venute le squolle per studiarge sopra alora cuindi li luomini più scienziosi i ga scoperto per cosa che i servi e con cosa che se pol mandarli via.
Cuando che un luomo amalato el mori senza sapere percossa alora i dotori medichi i capissi a occhio nudo che dipende dai milscrobi dato che le medizine non ha servito niance a morirlo prima.
Per capissare, che razza di bestie che è i miltrobli ge vol la lente del microscopio essendo che lori è picoli che antrimenti no se li pol veder nance volendo. Se invece i mincobi sono più grandevoli si pol intivare che sia pulisi, ma se è bestie grandi come una casa, alora pol essere ance che sia elefanti.
Per no dare confidenza ai mincrobi bisonia tenersi neti. e disinfetarsi la vita.
Il padre osserva che il melio disinfetente che è sopra la tera è il suo bichier di vino essendo che lacua marzisi i pali.
Il sigor Sandro del piano di soto che ge taca pagare la tassa del can ho dito che è ancora una fortuna che i miscrobi è così picoli che no se li niance vedi percè se si li vedessi ne tocassi pagar la tassa aance su lori.

    Mattia Ombroso

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Alla prossima, mularia mata!!!!

     René