Visualizzazione post con etichetta mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mare. Mostra tutti i post

giovedì 18 febbraio 2021

UNA GIORNATA AL MARE: DALLA SPIAGGIA DI GRIGNANO FINO A SISTIANA (TRIESTE, 1996)

 




 

Bondì, mularia mata...


Oggi vi presento questo mio pupolo/fumetto ambientato sulla Costa dei Barbari a Trieste, a fianco dell'Hotel Europa, nel 1996. Quello in cima allo scoglio, con la felpa, sono io a 18 anni che guardo il tramonto sul mare.


Sì, era un pomeriggio di fine estate del 1996, ed io ed un mio amico ci eravamo volutamente staccati da una piccola compagnia sulla spiaggetta subito dopo Grignano (volevamo far loro uno scherzo, visto che lui ed io avevamo solo 16 e 18 anni). Proseguendo via mare, incuriositi sempre di più, continuammo il percorso decisi ad arrivare a piedi fino a Sistiana. Il percorso non fu agevole, in quanto la costa non è tutta spiaggette, ma anche e soprattutto massi e scogli. Però era divertente percorrere quell'insolito tragitto, cercando di sfidare la natura.

Alla fine, dopo un'ora e mezza di camminata (finendo in più punti con le caviglie letteralmente in acqua) arrivammo all'allora abbandonatissimo Hotel Europa. Volevamo continuare, decisi a raggiungere quella meta, in quel momento molto vicina, che mai avremmo pensato di poter raggiungere via mare.

Purtroppo, però, fummo "fermati" da un muraglione di cemento posto vicino a questo hotel, come detto allora abbandonato e malmesso. Ricordo il mare che si increspava (stava giungendo un temporale) e le sue bianche e rumorose spume che picchiavano selvaggiamente, come boxeur d'altri tempi, i piccoli marciapiedi dell'hotel e gli scogli. Un passante in tuta da ginnastica che faceva jogging con il proprio cane e tutt'intorno un'aura quasi poetica, seppur decadente.

Dinnanzi a noi, questo vetusto hotel che svettava ancora imponente, ma stanco e solo, mentre noi, rimirando il mare sempre più arrabbiato, ci cullavamo silenziosamente nei nostri pensieri giovanili, fatti di cuori ardenti che battevano fortissimo per belle ragazze, di scampagnate assolutamente spensierate ed una sana gioia di vivere e scoprire il mondo che allora per noi era ancor tutto da scoprire.


"Una giornata al mare, solo e con mille lire. Sono venuto a vedere quest'acqua e la gente che c'è, e il sole che splende più forte e il frastuono del mondo cos'è"...


René

venerdì 11 settembre 2020

LA LEGGENDA DELLA CITTA' DELLE SIRENE DEL GOLFO DI TRIESTE

 



Bondì, mularia mata...

Il mio pupolo fumetto di questo post è ambientato nella metà degli anni '40, nel mare di Trieste, e raffigura un momento di quotidianità nella leggendaria città delle sirene dell'Adriatico, con in primo piano (sulla sinistra) la regina Neptunia, mentre sulla destra troviamo una delle cinque ancelle della regina, Nargissa, la più giovane e ribelle sirena della compagnia, qui ritratta dopo aver avuto una vivace discussione con la regina stessa.


Qui sotto invece la leggenda (anzi, le leggende, visto che ve ne sono più di una):


LA LEGGENDA DELLA CITTA' DELLE SIRENE DELL'ADRIATICO


Nel 1617, un galeone veneto che navigava verso ovest, a due nodi dall'insenatura di Grignano, venne attaccato da altri tre vascelli: i primi due composti da equipaggi triestini (la rivalità ultrasecolare tra Trieste e Venezia è storica) ed il terzo da pirati uscocchi.

Dal diaro di bordo di Lorenzo Venier, provveditore generale della Serenissima a capo del galeone, si legge che lo stesso galeone venne colpito e affondato da una cannonata degli uscocchi.

Il Venier riferì che mentre si trovava praticamente prigioniero nella sua cabina, ormai a parecchi metri sotto il livello del mare, con l'acqua che velocemente penetrava nella cabina stessa, scorse attraverso il vetro una scena incredibile: una bellissima donna, per metà pesce, ovvero una sirena, che nuotava battendo fortemente la sua coda di pesce sul vetro stesso. Non molto lontano, sul fondale si poteva scorgere persino una fantastica città sommersa, dall'architettura notevole e inedita ad occhi umani. Il Venier raccontò poi che subito dopo perse i sensi, risvegliandosi ore dopo sulla spiaggia di Grignano, grazie all'aiuto di due pescatori che l'avevano ritrovato al largo, svenuto e disteso su un pezzo di legno (un resto del galeone affondato).


Qui sotto, una piantina con indicata la probabile posizione della fantastica città delle sirene:





Secoli dopo, nel giugno del 1944, un aereo da guerra americano P-47 Republic Thunderbolt fu costretto ad una disperata manovra d'emergenza, compiendo un improvvisato e pericolosissimo ammaraggio subito dopo essere stato colpito dalla contraerea tedesca (dal 1943 al 1945, Trieste e provincia vennero annesse al Reich tedesco, sotto il nominativo di Operationszone Adriatisches Küstenland).

Il giovane pilota, David Bradley, 33 anni, originario di St. George nello Utah, mentre usciva miracolosamente illeso dal velivolo in fiamme ammarato e in procinto di affondare al largo di Trieste, vide improvvisamente due splendide sirene balzare fuori dall'acqua con un salto fulmineo di almeno 6 metri d'altezza, per poi rituffarsi proprio di fronte a lui e successivamente scomparire tra le onde.

David pensò sicuramente ad un effetto ottico/miraggio dovuto alla paura del momento e allo strato d'aria intorno all'aereo, denso di calore dovuto al combustibile in fiamme.

Pochi istanti dopo, David venne catturato dai tedeschi, giunti immediatamente sul luogo del disastro con un motoscafo, e reso prigioniero, per essere poi trasferito in un campo di prigionia in Germania. Il pilota sopravvisse per poi venir liberato soltanto l'anno successivo. Al ritorno in Patria, tra i vari aneddoti David raccontò anche il suo "incontro" con le due sirene, ma senza dare tanto peso al suo stesso racconto, classificandolo per l'appunto solo come una visione.

********************************************


      René

mercoledì 24 giugno 2020

LORENZO PILAT E LA RADIO






  

Bondì, mularia mata...

Ho voluto aprire questo post con un mio nuovo ritratto di Lorenzo Pilat: ritratto molto introspettivo, nel quale ho voluto raffigurare la Persona oltre l'Artista nella sua intimità e quotidianità, mentre seduto su un'antica bitta asburgica lungo il canal di Ponterosso a Trieste, giocherella con la sua inseparabilissima chitarra, totalmente immerso nei suoi pensieri.

E' un mio omaggio poiché oggi, Mercoledì 24 giugno 2020, il nostro miticissimo e miticerrimo cantautore triestino, bandiera di casa nostra nel mondo intero, compie gli anni. 82, per la precisione!

Qui sotto, posto un'altra chicca rara: una foto tratta dalla presentazione del suo primo LP di musica dialettale triestina (album "Trieste matta", CGD Sugar). Presentazione tenutasi nel 1973 al Circolo della Stampa di Milano.
Alla presentazione dell'album c'erano numerosi sportivi e vip, tra i quali Gianni Rivera, il regista Ermanno Olmi, Vittorio Salvetti, all'epoca storico patron del Festivalbar e del Festival di Sanremo, e tanti altri.
L'album venne realizzato con due validissimi complessi triestini, ovvero i Calibro 45 e i Bora Bora, e fu il primo di una lunga serie... che dura ancor oggi.



Per omaggiare Lorenzo, oggi vi voglio parlare in breve di qualche sua avventura radiofonica, sempre impostata all'insegna del far cantare spontaneamente ed allegramente la gente comune.

Cominciamo con "Pronto, chi canta?"


"Pronto, chi canta?" era un programma radiofonico del 1976, poiché all'epoca Lorenzo animava spesso i programmi musicali di Radio Trieste assieme a Giancarlo Deganutti e -più avanti- l'indimenticabile giornalista Rai Fulvio Molinari (quest'ultimo, ben ricordato pure come il principale ideatore della storica regata Barcolana) !
Lo schema degli interventi di Lorenzo era il seguente: comporre un numero telefonico a caso, in diretta radiofonica, per poi cercare di convincere l'interlocutore di turno a cantare una canzone a caso, con lo stesso Lorenzo che accompagnava il "malcapitato" con la chitarra!
Telefonate canterine sulla stessa falsariga di quello che il Pilade fa attualmente ogni sabato a "Sveglia Trieste" (Telequattro), assieme al simpatico giornalista Marco Stabile.






Qui potete trovare alcuni estratti audio di quelle telefonate radiofoniche:






*****************************************************

Concludo con due brani di Lorenzo, uno serio e cantautorale, intitolato "71", ed un medley più allegro risalente agli anni '2000.







****************************************************

Piccolo augurio personale per Lorenzo:

Nella mia vita ultra quarantennale, ho fatto tante esperienze belle e meno belle, ho elaborato infiniti pensieri e cambiamenti a questo o a quello, sbagliando e sbagliando, ma riprovandoci sempre con tenacia. Ho incontrato tanta gente lungo il cammino e tanti altri ho perduto per strada... ma in tutto questo tempo, praticamente sempre, ho avuto una sola certezza, mai venuta meno, ed è la grande stima ed ammirazione per questo grande Uomo e Triestino ! 
Tutti, ma proprio tutti i miei ricordi più belli hanno in sottofondo un suo brano, sia esso scherzoso o romantico. Del resto, Lui stesso mi e ci insegna che la Vita è come l'Amore: un romantico blues! 

Auguroni, caro Lorenzo.


   René

venerdì 1 maggio 2020

UNA SIRENA PER LA VITA A MIRAMAR







Buondi'.

Son giorni lunghi e duri. Possiamo solo tener duro tutti quanti, sperando che torni presto l'alba, in questa lunga notte buia ed apparentemente senza fine.

Voglio postare un mio nuovo pupolo, spero benaugurante, dedicato ad un'altra notte di tanti anni fa, molto piu' bella e ammantata di numerose, luminosissime stelle, illuminata da una Luna romanticissima, anche nella forma, ed accarezzata da una fresca bavisela.

In primo piano, si erge possente e maestoso il Castello di Miramar.

Subito sotto le sue bianche pietre d'Istria, ecco spuntare fuori dall'acqua la figura della sirena Nargissa, intenta a giocare con il mare stesso, godendosi un incantevole panorama notturno ed un dolcissimo silenzio rotto solamente dal canto dei grilli e dall'incresparsi delle bianche spume marine che s'infrangono contro gli scogli.

Di li' a poco, giungera' un pescatore che con la sua rete tentera' di acchiappare Nargissa: non per farle del male, ma solo per trasformarla in un incredibile dono d'amore per la propria amatissima fidanzata che lo sta aspettando a casa, sulle rive.

Forza Trieste !!! 💓

    René

venerdì 21 febbraio 2020

"TRIESTE XE BELA COL MAR" - ROBERTO URBANO, UN GRANDE INTERPRETE TRIESTINO !



Bondì, mularia mata...

Era da tempo che vi volevo parlare di "Trieste xe bela col mar" e di Roberto Urbano, il bravissimo interprete di tale triestin song.

Per far ciò, vi propongo innanzitutto il mio pupolo dedicato: "TRIESTE XE BELA COL MAR", un tributo a Trieste, autentica regina dei mari!




Nel pupolo vi sono raffigurati alcuni luoghi simbolo come il Faro, il Castello di Miramar, un tipico bragozzo con una rete da pesca e, soprattutto, una bella "mula" in primo piano; mula (ragazza, in dialetto triestino) che rappresenta la stessa Trieste, mentre corre libera e felice nel suo ambiente naturale, sopra le azzurre onde e le bianche spume dell'Adriatico in festa.

Pupolo ispirato ad una bella canzone dello scomparso Roberto Urbano, bravissimo cantante ed agente di polizia, che con tale canzone, composta da Claudio Gelussi, vinse il Festival della Canzone Triestina del 1987.




"Trieste xe bela col mar" è un brano che venne composto dall'autore Claudio Gelussi, preparato compositore giustamente considerato tra i principali artefici del Festival della Canzone Triestina. I suoi testi hanno sempre simpaticamente rispecchiato il contatto con la realtà e la vita di tutti i giorni oppure la nostalgia di un passato felice.

Nella foto, il compositore Claudio Gelussi:





Roberto Urbano, come detto, fu un agente di polizia divenuto poi Ispettore. Fece parte della Sezione criminalità organizzata ed in tale contesto fu anche agente sotto copertura, nelle indagini su traffici internazionali di droga, rischiando spesso la vita. Notevolmente bravo nel suo lavoro così come nella sua passione più schietta, la musica. La sua era una vocalità melodiosa, all'italiana, ma capace di spunti swing, pop e rock. Inoltre, Urbano fu sempre molto attaccato alla tradizione musicale triestina, e nelle sue esibizioni riusciva a trascinare il pubblico in maniera unica. Un simpaticissimo e bravo ragazzo, che io ho sempre personalmente considerato essere l'erede naturale di Lorenzo Pilat, per la bellezza vocale e potenza della stessa, per lo stile personalissimo ed armonioso, per la già citata simpatia e per l'estro particolare. Purtroppo Urbano scomparve nel 2005, a seguito di un incidente stradale.
Tra le tante cose da lui fatte come cantante, voglio ricordare il periodo con il suo gruppo, gli "Italian Style", la sua classificazione sul podio di "Sanremo Giovani" (primi anni '90) e la collaborazione con un altro grandissimo cantautore e musicista triestino DOC (un mio carissimo amico, molto presto dedicherò anche a lui un post), scomparso da poco: Giorgio Manzin.


Nella foto, Roby Urbano durante un momento di relax, prima di salire sul palco con gli "Italian Style", nel 1989:




Veniamo al brano: "Trieste xe bela col mar" venne presentata al Teatro Politeama Rossetti di Trieste, il 22 Dicembre 1987, nell'ambito del 9° Festival della Canzone Triestina -nella categoria Linea Tradizionale- presentato come sempre dall'immarcescibile Fulvio Marion, storico Patron di questa amatissima manifestazione canora di casa nostra. Sul palco, assieme ad Urbano, erano pure presenti le mitiche "Trieste Folk", un effervescente trio femminile composto da Adriana Millo, Claudia Furlani e Adriana Zarutti.

Nella foto, le simpaticissime Trieste Folk:





Nei versi di questo brillantissimo brano -che io ho voluto interpretare nel mio pupolo presentato poco più sopra- si parla per l'appunto della bellezza di Trieste, autentica ed unica regina dei mari. 




Il brano è molto folkloristico (nel senso più positivo del termine) poiché presenta molte tipicità di Trieste, come le bellissime mule barcolane o luoghi pittoreschi e legatissimi ai nostri cuori, come il Faro ed il colle di San Giusto.





Piccola chicca/aneddoto: l'esecuzione al Politeama venne abbastanza criticata, dal momento che le Trieste Folk si misero a ballare il can-can alzando le gonne (sotto indossavano comunque una calzamaglia, quindi niente di impudico). Molte di queste critiche in realtà provenivano da autori ed esecutori esclusi dalla vincita... un po' sullo stile delle baruffe tra aspiranti Miss Italia. 





Eccovi qui dunque il brano (contenuto in un videoslide realizzato dal sottoscritto) che quella sera del lontano 1987,  fu vincitore assoluto! 

Buon ascolto:




Successivamente, nei mesi di Dicembre 1987 e Gennaio 1988, il brano venne riproposto più volte attraverso le varie emittenti cittadine, tra le quali spiccava proprio "Radio Promotion Trieste" (radio creata e gestita dallo stesso promoter del festival Fulvio Marion), in modo da partecipare al consecutivo referendum radiofonico proposto in collaborazione con il quotidiano "Il Piccolo" di Trieste.




Jingle di "Radio Promotion Trieste":




Questo post vuol essere il mio sincero omaggio a questo grandioso interprete, Roberto "Roby" Urbano, che purtroppo non ho mai potuto conoscere di persona. 
Inoltre devo la mia passione per il Festival della Canzone Triestina proprio a questo brano, che mi fece conoscere ed apprezzare questa significativa manifestazione canora di casa nostra. 

     René

mercoledì 3 luglio 2019

IL MARE DI TRIESTE CONTIENE TANTI MERAVIGLIOSI SEGRETI (anteprima) ...



In fondo al mare, poco distante dal Castello di Miramar, c'è la città delle sirene dell'Adriatico; delle dolcissime creature marine che millenni fa decisero di isolarsi dagli ambienti della terraferma. 


Per l'uomo comune esse sono solo delle creature leggendarie, ma in una notte speciale, una di esse viene presa dall'irrefrenabile voglia di uscire fuori dall'acqua, incuriosita dal mondo degli umani. 




Ed è proprio a pel d'acqua che questa sirena -il suo nome è Margissa- incontra Marino, un giovane pescatore triestino intento a fare il suo notturno mestiere, favorito dalla luna piena, da mille e più stelle brillanti e da una fresca bavisela... e il resto della storia lo scoprirete presto poiché questa è solamente un'anteprima di una fiaba reale. Una fiaba marinara che in realtà voi tutti conoscete ed amate da sempre! 
A presto...



     René

martedì 31 gennaio 2017

lunedì 16 marzo 2015

COCAL COCAL - LE AVVENTURE DI DUE GABBIANI TRIESTINI



Un mio nuovo pupolo

COCAL-COCAL ovvero le avventure di due gabbiani triestini; el cocal mona e quel furbo !!!

Qui sotto il pupolo pupoloso e cocaloso:

 

Alla prossima

   René

domenica 10 febbraio 2013

AUTUNNI FUTURISTI IN LIBERTA'




AUTUNNI FUTURISTI IN LIBERTA'

Son rime di rame
senza le rane
e nemmeno i felini
melanici e fobici,
bulimici eretici

Son padroni di tanto
ricchi di poco
quando ad ottobre
si sposan le rocce
scrostate dall'oste

Spume marine
marroni castagne
ondose tempeste
e foglie sgraziate
graziando la bora

Autunni mai visti
rivisti teppisti
Schifosi viandanti
influenze pregnanti
e un poco avvilenti

E torno a sognare
l'estate più estiva
statica estatica
sull'isola sola
tra il mare e le rime

   
    René