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venerdì 21 febbraio 2020

"TRIESTE XE BELA COL MAR" - ROBERTO URBANO, UN GRANDE INTERPRETE TRIESTINO !



Bondì, mularia mata...

Era da tempo che vi volevo parlare di "Trieste xe bela col mar" e di Roberto Urbano, il bravissimo interprete di tale triestin song.

Per far ciò, vi propongo innanzitutto il mio pupolo dedicato: "TRIESTE XE BELA COL MAR", un tributo a Trieste, autentica regina dei mari!




Nel pupolo vi sono raffigurati alcuni luoghi simbolo come il Faro, il Castello di Miramar, un tipico bragozzo con una rete da pesca e, soprattutto, una bella "mula" in primo piano; mula (ragazza, in dialetto triestino) che rappresenta la stessa Trieste, mentre corre libera e felice nel suo ambiente naturale, sopra le azzurre onde e le bianche spume dell'Adriatico in festa.

Pupolo ispirato ad una bella canzone dello scomparso Roberto Urbano, bravissimo cantante ed agente di polizia, che con tale canzone, composta da Claudio Gelussi, vinse il Festival della Canzone Triestina del 1987.




"Trieste xe bela col mar" è un brano che venne composto dall'autore Claudio Gelussi, preparato compositore giustamente considerato tra i principali artefici del Festival della Canzone Triestina. I suoi testi hanno sempre simpaticamente rispecchiato il contatto con la realtà e la vita di tutti i giorni oppure la nostalgia di un passato felice.

Nella foto, il compositore Claudio Gelussi:





Roberto Urbano, come detto, fu un agente di polizia divenuto poi Ispettore. Fece parte della Sezione criminalità organizzata ed in tale contesto fu anche agente sotto copertura, nelle indagini su traffici internazionali di droga, rischiando spesso la vita. Notevolmente bravo nel suo lavoro così come nella sua passione più schietta, la musica. La sua era una vocalità melodiosa, all'italiana, ma capace di spunti swing, pop e rock. Inoltre, Urbano fu sempre molto attaccato alla tradizione musicale triestina, e nelle sue esibizioni riusciva a trascinare il pubblico in maniera unica. Un simpaticissimo e bravo ragazzo, che io ho sempre personalmente considerato essere l'erede naturale di Lorenzo Pilat, per la bellezza vocale e potenza della stessa, per lo stile personalissimo ed armonioso, per la già citata simpatia e per l'estro particolare. Purtroppo Urbano scomparve nel 2005, a seguito di un incidente stradale.
Tra le tante cose da lui fatte come cantante, voglio ricordare il periodo con il suo gruppo, gli "Italian Style", la sua classificazione sul podio di "Sanremo Giovani" (primi anni '90) e la collaborazione con un altro grandissimo cantautore e musicista triestino DOC (un mio carissimo amico, molto presto dedicherò anche a lui un post), scomparso da poco: Giorgio Manzin.


Nella foto, Roby Urbano durante un momento di relax, prima di salire sul palco con gli "Italian Style", nel 1989:




Veniamo al brano: "Trieste xe bela col mar" venne presentata al Teatro Politeama Rossetti di Trieste, il 22 Dicembre 1987, nell'ambito del 9° Festival della Canzone Triestina -nella categoria Linea Tradizionale- presentato come sempre dall'immarcescibile Fulvio Marion, storico Patron di questa amatissima manifestazione canora di casa nostra. Sul palco, assieme ad Urbano, erano pure presenti le mitiche "Trieste Folk", un effervescente trio femminile composto da Adriana Millo, Claudia Furlani e Adriana Zarutti.

Nella foto, le simpaticissime Trieste Folk:





Nei versi di questo brillantissimo brano -che io ho voluto interpretare nel mio pupolo presentato poco più sopra- si parla per l'appunto della bellezza di Trieste, autentica ed unica regina dei mari. 




Il brano è molto folkloristico (nel senso più positivo del termine) poiché presenta molte tipicità di Trieste, come le bellissime mule barcolane o luoghi pittoreschi e legatissimi ai nostri cuori, come il Faro ed il colle di San Giusto.





Piccola chicca/aneddoto: l'esecuzione al Politeama venne abbastanza criticata, dal momento che le Trieste Folk si misero a ballare il can-can alzando le gonne (sotto indossavano comunque una calzamaglia, quindi niente di impudico). Molte di queste critiche in realtà provenivano da autori ed esecutori esclusi dalla vincita... un po' sullo stile delle baruffe tra aspiranti Miss Italia. 





Eccovi qui dunque il brano (contenuto in un videoslide realizzato dal sottoscritto) che quella sera del lontano 1987,  fu vincitore assoluto! 

Buon ascolto:




Successivamente, nei mesi di Dicembre 1987 e Gennaio 1988, il brano venne riproposto più volte attraverso le varie emittenti cittadine, tra le quali spiccava proprio "Radio Promotion Trieste" (radio creata e gestita dallo stesso promoter del festival Fulvio Marion), in modo da partecipare al consecutivo referendum radiofonico proposto in collaborazione con il quotidiano "Il Piccolo" di Trieste.




Jingle di "Radio Promotion Trieste":




Questo post vuol essere il mio sincero omaggio a questo grandioso interprete, Roberto "Roby" Urbano, che purtroppo non ho mai potuto conoscere di persona. 
Inoltre devo la mia passione per il Festival della Canzone Triestina proprio a questo brano, che mi fece conoscere ed apprezzare questa significativa manifestazione canora di casa nostra. 

     René

martedì 20 novembre 2018

40° FESTIVAL DELLA CANZONE TRIESTINA - MANIFESTO ARTISTICO by RENE'





Buondì, mularia mata...

Il mio pupolo-fumetto-acquerello qui sopra, realizzato recentemente, è un manifesto artistico/invito ad andare al Teatro Politeama Rossetti di Trieste, questo giovedì prossimo 22 novembre, per assistere al Festival della Canzone Triestina ideato e condotto come sempre da Fulvio Marion, storico patron della manifestazione. Un'edizione, questa del Festival, che quest'anno giunge ad un importantissimo traguardo: il suo quarantennale.

Voglio specificare una cosa: generalmente questo blog non è assolutamente un mero veicolo pubblicitario, salvo rarissimi casi motivati. Questo è uno di quelli, poiché il dialetto, le nostre canzoni e le nostre tradizioni vanno sostenute al massimo (non per niente uno degli scopi primari proprio di tale blog). 
Quindi, se il prossimo giovedì sera non avete altri impegni, provate a passare al Festival. Oltre a numerose nuove canzoni, vi sarà uno spettacolo nello spettacolo: il recital del sempreverde Lorenzo Pilat, da sempre portabandiera della Triestinità con la T maiuscola!!!!

P.s.: il mio manifesto postato poco più sopra -salvo problematiche dell'ultimo minuto- verrà proiettato sullo sfondo del teatro durante la serata.

Vi lascio con il manifesto ufficiale originale, dandovi di nuovo appuntamento a questo giovedì. Un caro saluto.



   René

sabato 23 giugno 2018

LORENZO PILAT COMPIE 80 ANNI !!! (Trieste, 24 giugno 2018)





Buondì, mularia mata...

Domenica 24 giugno 2018 è un giorno importante per una persona, ma anche per Trieste. Importante perché la persona, Lorenzo Pilat, compie 80 anni tondi tondi!




Sempre attivo musicalmente e sempre sulla breccia dell'onda, Lorenzo è anche un caro Amico, quindi voglio con questo mio post fargli i miei più sentiti Auguri, che però sono gli auguri mandati in simultanea da tantissimi triestini che l'hanno sempre amato e tuttora lo amano, quale simpatico, genuino e bravissimo cantore della triestinità in musica. 

Qui sotto, un mio pupolo-ritratto-omaggio dedicato a Lorenzo:









Nel post inserirò alcune foto e video d'epoca facenti parte della mia collezione, quindi non voglio dilungarmi troppo in "ciacole", però ci tengo solamente a citare in breve qualche tappa fondamentale della carriera di Lorenzo:

Lo storico cantautore Lorenzo Pilat -negli anni '60 meglio conosciuto come "Pilade" del Clan di Celentano- è tuttora un bravissimo artista e compositore ancora in piena attività.
Ricordo che come cantante ha vinto il primo Festivalbar, ad Asiago nel 1964, ed ha partecipato a tre Festival di Sanremo (nel 1966, nel 1968 e nel 1975. Nel 1975 partecipò portando in gara una canzone in dialetto triestino, "Madonna d'amore", che vinse il Premio della Critica Giornalistica). Inoltre, come autore e compositore ha collaborato con James Horner (premiato con l'Oscar per la colonna sonora del film "Titanic" di James Cameron), e composto (assieme agli amici autori Daniele Pace e Mario Panzeri) alcuni notissimi brani per i più famosi cantanti italiani, ma pure per quelli stranieri, come Tom Jones, Engelbert Humperdinck, Al Martino, Joe Dassin e tanti altri, vincendo pure il Grammy Award (il Premio Oscar della musica internazionale).




Tanti Cari Auguroni, Lorenzo!!!


Un Lorenzo Pilat quindicenne, mentre lavora come cameriere all'indimenticabile Birreria Dreher di via Giulia (Trieste):




Prima vittoria al Concorso dei Dilettanti della storica Birreria Dreher:




Lorenzo Pilat di fronte all'entrata dell'Istituto Tecnico Alessandro Volta di Trieste, dove si diplomò come Perito Elettrotecnico: 




Un'immagine della prima metà anni '60; immagine un po' malinconica, con Lorenzo seduto sul treno delle Rive (di fronte alla Stazione Marittima), poco prima di iniziare il suo viaggio che lo porterà a Milano ed in giro per l'Italia tutta a far la gavetta prima di raggiungere il meritato successo nazionale. "Son partido al'improviso, cani e gati go lassà. Anca un picio fiorelin che me iero inamorà":





Lorenzo e Claudio Villa, dietro le quinte del Festival di Sanremo del 1966:




Articolo su Lorenzo + cassettina tratta dal suo primo lp dialettale del 1973 - Proprietà della collezione di Luca Castellino:




Lorenzo Pilat dal vivo, mentre canta la sua composizione "Madonna d'amore" al Festival di Sanremo del 1975:




Lorenzo Pilat alla festa campestre "Triestinissima 1979", organizzata da Ferruccio de Walderstein:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, con la Banda Triestinissima ed il musicista Tullio Vascotto (co' el cichin), luglio 1978, al molo Pescheria:




Un'altra immagine tratta da quell'edizione della sagra 1978. Notare il pienone (all'epoca c'erano punte di 2500/3000 spettatori a sera!) - Foto di Ugo Borsatti:




Lorenzo Pilat alla storica Sagra dela Sardela, nel 1979, sempre al molo Pescheria:















Lorenzo Pilat a Monfalcone, assieme ai Billows '85, 1988 - Foto di Carlo Blasini:




Lorenzo a Barcola (Trieste), estate del 1992:






"Credi mama", videoclip del 1978:



"Le rose de Trieste", videoclip girato a Barcola (Trieste), estate 1978: 





"La Sagra dela Sardela", quella storica che si teneva sulle rive di Trieste -tra il molo Venezia, il molo Pescheria e il Magazzino Vini- a cavallo tra gli anni '70 ed '80, e nella quale Lorenzo teneva dei concerti acustici di notevole pregio, soprattutto interpretando alla grandissima Elvis Presley, vestito come lui. Del dualismo Elvis-Pilat, al quale una tv di Milano dedicò proprio nel 1978 un programma, ne parlai qui: CLICCARE QUI

Ecco qui il brano omonimo, tratto dal suo terzo LP dialettale intitolato "Io, Trieste":




"Trieste un poco americana", breve videoclip del 1978:



Un'altra splendida canzone popolare d'autore (anno 1944), da sempre amatissima dai triestini di ogni generazione, è il brano "Marinaresca", meglio conosciuto con il suo sottotitolo "Una fresca bavisela". Autori Publio Carniel e Raimondo Cornet, nel 1925 già autori dell'altrettanto splendida "Co' son lontan de ti, Trieste mia!" 
Della genesi di questo brano ne parlo più specificatamente qui: CLICCARE QUI

(qui di seguito, il testo + il mio pupolo fumetto dedicato):




Una versione molto bella della Marinaresca venne incisa da Elvia Dudine (prima o poi parlerò di questa brava cantante, purtroppo poco o nulla ricordata). 
Ma nel 1978 anche il nostro Lorenzo ne incise una stupenda versione.
Come già scrissi altrove, credo che questa incisione di Lorenzo (assieme alla bravissima Lucia Marconi e a tutti gli altri coristi e musicisti), senza nulla togliere a tante altre belle versioni,  rappresenti più di ogni altra l'intensità e la straordinaria bellezza di questo meraviglioso affresco di vita marinara triestina. Publio Carniel, tra l'altro, compose questo stupendo brano nell'estate del 1944, quando la nostra città si trovava bersagliata da tragici bombardamenti... a dimostrazione che le cose belle riescono a vincere persino la follia dell'uomo, diventando emozioni senza tempo! 
Sicuramente la "Marinaresca" (conosciuta per l'appunto anche come "Una fresca bavisela") resta il miglior brano in assoluto di tutta la storia della canzone triestina passata, presente ed anche futura. 
Publio Carniel assieme all'amico Raimondo Cornet (l'autore del testo) possono benissimo venir considerati i "Battisti-Mogol" della nostra tradizione musicale. Ogni loro canzone (anche quelle meno conosciute) è un gioiello. Non ne sbagliavano una! 
Per quanto riguarda l'interprete, Lorenzo Pilat, da tantissimi anni (ben quarantacinque!) porta avanti con estrema costanza, affetto e simpatia, la nostra tradizione musicale ampliandola anche con brani -sia goliardici sia impegnati- di sua composizione. Oramai si è conquistato un posto di diritto nell'Olimpo dei grandi autori e musicisti dialettali triestini di sempre (i vari Carniel, Nattek, Cavedali, Luttazzi, Borsatto, ecc... ), oltre che nel cuore di noi tutti!

Una fresca bavisela (versione da studio, 1978):




Poi, come dimenticare "l'Omo Vespa"? Il pazzoide maniaco, realmente esistito nel 1932, al quale nel 2001 dedicai anche un mio fumetto contenente la sua storia, dando all'Omo Vespa le fattezze dello stesso Pilat (ve ne propongo due vignette + articolo di giornale originale dell'epoca) assieme a Topolin Morbin, ovvero la mia versione alternativa e triestinizzata del noto ed amatissimo Topolino di Walt Disney!!






La vera storia dell'Omo Vespa la potete trovare qui: CLICCARE QUI

L'incisione folk-rock di tale brano, risalente al 1978, riportò in auge il brano (di origine popolare) dopo un periodo di appannamento, dagli anni '50 in poi.
Eccola qui, con un mio videoslide contenente alcune vignette del mio fumetto del 2001 ed altre più recenti, sempre in tema:




Lorenzo e Fiordaliso dal vivo, nel 1981:




"Pinocchio Rock", incisione originale del 1978, ma questo video risale al 1982 ed è tratto dal programma "Asiago Musicaneve" di Vittorio Salvetti:




Pubblicità di Telequattro risalente alla metà degli anni '80, che annuncia il programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat":





Tre video tratti dal programma "Dieci minuti con Lorenzo Pilat", anno 1986, girato in una trattoria di Servola (Trieste):













Un lungo medley di canzoni americane, triestine ed italiane, tutto live, tratto dal Festival della Canzone Triestina del 28 Dicembre 1985:




CO' SON LONTAN DE TI (TRIESTE MIA) by Lorenzo Pilat e Teddy Reno live al Politeama Rossetti di Trieste, 28/12/1985. 








(nella foto-cornice che segue viene presentata la copertina dello spartito originale del brano, anno 1925, Edizioni "Il Marameo"):





Teddy Reno e Lorenzo Pilat cantano insieme - unica storica esibizione - nel 7° Festival della Canzone Triestina del 28 dicembre 1985 (prima Edizione al Rossetti, è a favore degli Amici del Cuore ed è appoggiata da Telequattro e diretta e presentata dal Patron della manifestazione Fulvio Marion). 
I due intonano “Co son lontan de ti…” (“Trieste mia”) -storico brano di Publio Carniel e Raimondo Cornet (dell'anno 1925)- e mettendo in evidenza la loro brillante personalità artistica:


   


Il jingle di "Radio Promotion Trieste", radio di Fulvio Marion dedicata Storica sigla-jingle di "Radio Promotion Trieste", piccola radio locale creata dal noto presentatore triestino Fulvio Marion (il patron del Festival della Canzone Triestina):





Tale radio fu attiva, più o meno, dal 1987 sino al 1990. Nell'ultimo periodo di trasmissioni, la denominazione della radio cambiò in "Radio Professional Trieste".
I brani mandati a rotazione, durante il giorno e la sera, erano perlopiù provenienti dai Festival della Canzone Triestina della seconda metà degli anni '80. 
Inoltre, durante la programmazione giornaliera venivano mandate in onda delle gustose scenette del noto comico triestino Angelo Cecchelin, e canzoni dialettali triestine di Lorenzo Pilat, Bruno Tramontini ed altri famosi cantanti, musicisti e cantautori di casa nostra.
Alcuni brani, invece, erano gli ultimi successi nazionali di quel periodo. 
Ed in mezzo al tutto, ovviamente, brevi segmenti pubblicitari Made in Trieste!




Lorenzo Pilat live all'Hippodrome di Monfalcone (Go), nel 1987, con "Mule Skiner Blues" ("Il Blues del Mandriano"), suo storico cavallo di battaglia:





Un'intensa versione live di "The House of Rising Sun", al programma televisivo "L'ora di casa nostra" condotto dallo stesso Lorenzo e dal cantautore friulano Dario Zampa a Telefriuli (anno 1988):





Esibizione promozionale a Telequattro, anno 1988, al programma satirico "Taiatabari" di Michele Parisano:





Esibizione live a Telefriuli, anno 1989, al programma "6 corde: è sempre colpa della chitarra" condotto assieme a Daria Gori:





Un altro videoclip de "Le rose de Trieste", ma del 1989:





"Lassime star cussì" dal vivo a Venezia, anno 2000:




Un medley triestino al 26° Festival della Canzone Triestina, anno 2004:





Lorenzo canta il brano HEIMWEH (Nostalgia), dal vivo a Telequattro, anno 2016:


  


   René

venerdì 23 giugno 2017

AUGURI A LORENZO PILAT, 79 ANNI SEMPRE IN GRAN FORMA!





E sono 79 anni. Buon Compleanno, Lorenzo!

Qui sotto c'è un mio pupolo fumetto augurale ambientato nell'anno 1987 (un grande anno per Trieste!)

   
Auguroni a Lorenzo, come dicevo poco più sopra. Difatti, il nostro mitico portabandiera della canzone triestina festeggia quest'importante traguardo d'età, sabato 24 giugno 2017.

E per festeggiarlo, voglio ricordarlo attraverso alcuni importanti momenti della sua carriera soprattutto locale (ma non solo).

Inizio con una musicassetta storica, per noi triestini tutti.
Sì, perché desso va de moda el cd e el computer... ma quando che ghe iera le cassetine, eh? Chi el se ricorda de questa storica compilation (primi anni '80)? 


Si tratta della "PILAT Supercassetta", anno 1982.
Tale musicassetta, in pratica raccoglieva quasi tutti i tre precedenti lp folkloristici triestini di Pilat ("Trieste matta" del 1973, "La mula" del 1975 e "Io, Trieste" del 1978). Pur essendo stata soppiantata, da tempo, da altre riedizioni ed infine da 5 cd, tale cassetta resta un "totem" per due generazioni di triestini. Negli anni '80 e primi '90, chi voleva conoscere la produzione dialettale locale di Lorenzo... aveva tutto, con questa cassetta che si poteva portare dapperttutto, con mangianastri e/o autoradio vari.
Ovviamente non c'era festino o viaggio in auto dove non si cantasse a squarciagola assieme alla cassetta.
Che poi, dentro c'è di tutto: dal sentimento alla poesia, dall'allegria alla goliardia, dai cori improvvisati ai canti appassionati. Indispensabile compagna negli anni '80, assieme a tantissima altra bella musica, italiana e straniera, di allora. (Y) Bei tempi.

Qui potete ascoltare un estratto del lato A:


Qui, invece, il seguito:


Foto d'epoca... qui con i suoi amici e compagni d'avventure musicali, Daniele Pace e Mario Panzeri; insieme hanno scritto grandi pagine della musica italiana ed internazionale degli anni '60 e '70.

Due foto promozionali del 1973, all'epoca del lancio discografico del suo primo LP dialettale intitolato "Trieste Matta" (CBS Sugar - 1973)
 






Nel 1977, al cabaret Derby Club di Milano, durante un'esibizione in stile Elvis Presley.





Al Circolo della Stampa di Milano, durante la presentazione del disco triestino "Trieste Matta", in compagnia del regista Ermanno Olmi . Anno 1973


 Un momento di "pausa riflessiva" di Lorenzo (sempre nel 1973)


Nel 2007, al Teatro Politeama Rossetti di Trieste, durante il suo Recital Live

 

E continuiamo a festeggiare, sempre con gli amarcord fotografici e video. :)

TEDDY RENO E LORENZO PILAT INSIEME!



Teatro Politeama Rossetti di Trieste, 28 dicembre 1985 (e non 27, come erroneamente riportato nella foto, pardon); in quell'occasione, in tale teatro si svolse il 7° Festival della Canzone Triestina... il primo festival dialettale al Politeama, dopo più di trent'anni dall'ultimo concorso canoro dialettale svoltosi in questo prestigioso teatro triestino.
L'evento di punta fu l'esibizione -assolutamente improvvisata e fuori programma- di due dei tre massimi rappresentanti nazionali ed internazionali della triestinità in musica (il terzo è Lelio Luttazzi): Teddy Reno (vero nome Ferruccio Merk Ricordi) e Lorenzo Pilat !!!
Nel momento di questo scatto fotografico (fotografia di Fulvio Marion), i due big musicali stanno intonando la popolarissima “Trieste mia (Co' son lontan de ti)”, 1° Premio al Politeama Rossetti nel lontano 27 gennaio 1925, composta da Publio Carniel e Raimondo Cornet, questi ultimi due già notissimi anche per la loro “Marinaresca (Una fresca bavisela)” del 1944.

Ancora amarcord dal 7° Festival della Canzone Triestina




L'esibizione di Lorenzo, in un significativo medley di canzoni folkloristiche triestine.
Per le foto si ringrazia Fulvio Marion.

Sempre amarcord triestini di Lorenzo; un breve videoclip del 1978 contenente una breve porzione del brano "Trieste un poco americana" (di Lorenzo Pilat, Toni e Franco Damiani).

Il brano (sempre anno 1978) narra di una cinquantenne degli anni '70 che, vedendo i marinai americani di passaggio in città, si ricorda di un soldato USA degli anni '50, suo grande amore di gioventù di quegli anni. Difatti, dal 1947 fino al 1954 Trieste si trovò sotto un lungo periodo di amministrazione angloamericana: l'acronimo era GMA, ovvero Governo Militare Alleato composto sia da soldati del TR.U.S.T. (Trieste United States Troops) sia da soldati del Betfor (British Element Trieste Force).


Amarcord semi triestino e semi rock 'n roll a Telefriuli, Natale 1984; Lorenzo è per la prima volta ospite del cantautore friulano Dario Zampa, al programma-quiz "Caric e Briscule". 
In seguito i due diverranno amici, collaborando assieme nelle trasmissioni "L'ora di casa nostra" (Telefriuli, 1988) e "Stasera è sempre colpa della chitarra" (Telefriuli, 1989)


 
Amarcord estivo. Per chi ha iniziato o sta per iniziare le ferie, ecco un bel videoclip estivo (girato sulla riviera barcolana, a Trieste, nell'estate del 1978) strapieno di sole, mare, allegria e tante belle "mule" ("mule", che in dialetto triestino significa "ragazze")!



Adesso, invece, passiamo alla "produzione estera" di Lorenzo, con un poco di country rock di qualche tempo fa, rigorosamente dal vivo alla discoteca Hippodrome di Monfalcone, anno 1987: "Mule Skinner Blues", in Italia meglio noto come il "Blues del Mandriano". Un antico pezzo popolare americano (genere Bluegrass) reso celebre dai Fendermen (in versione più rockettara), che narra in maniera simpatica la storia di un giovane mandriano del vecchio West, qui all'opera come maldestro scorticatore di muli. Buon ascolto.

  
Dopo l'aperitivo... ci vuole un qualcosa di forte! (sempre live, cioè rigorosamente dal vivo, a Telefriuli nel 1987, con tanto di Fender Telecaster) :)
"The House of the Rising Sun" (in Italia nota come "La Casa del Sole"), un classicissimo ed antico brano folk americano (a sua volta derivante da una ballata inglese. Probabilmente "Matty Groves", risalente al '600), e scritto nei primi anni dell'800 da una coppia del Kentucky; Georgia Turner e Bert Martin.
E' un brano che è stato reso celebre nel 1964 da Eric Burdon e gli Animals, per poi essere successivamente ripreso da numerosi artisti in tutto il mondo.
Si tratta di un folk blues che parla di una casa di tolleranza di New Orleans. Alcuni ritengono che la casa sia esistita realmente e che fosse presieduta da una maîtresse di origini francesi chiamata Marianne Le Soleil Levant, dal cui cognome (o forse soprannome) sembra essere derivata la denominazione della casa (La casa del sole nascente, per l'appunto).
Tra le ipotesi più accreditate c'è quella che la vuole situata proprio a New Orleans: la notizia del suo abbattimento, avvenuto nel 2007, ha trovato spazio nelle pagine di qualche quotidiano statunitense.
Del testo esistono due diverse versioni: una al maschile (la versione presentata qui) e una al femminile. Quella maschile parla di un ragazzo proveniente da una famiglia problematica, pentito di aver passato la sua vita nel peccato e nella infelicità frequentando la "Casa del sole nascente"; quella femminile, invece, parla di una ragazza pentita di essere entrata nel giro della prostituzione e costretta a rimanere in quella casa per poter vivere.
Buon ascolto!



"So schön, schön war die Zeit, so schön, schön war die Zeit...
Brennend heißer Wüstensand;
fern, so fern dem Heimatland"
Così inizia il testo di "HEIMWEH (Brennend heißer Wüstensand)", in Italia conosciuta come "Nostalgia", unione di tre antichi brani popolari tedeschi risalenti alla Grande Guerra, che narrano appunto dell'estrema e struggente nostalgia di casa e dei propri affetti durante momenti duri della vita vissuti in lontananza. In pratica sono l'equivalente tedesco dei canti degli alpini.
Il brano Heimweh venne scritto negli anni '50, e fu un successo del cantante e attore austriaco Freddy Quinn (all'anagrafe Franz Eugen Helmut Manfred Nidl). Tale brano ebbe un momento di popolarità anche negli USA, con la versione in inglese intitolata "Memories Are Made of This" interpretata da Dean Martin.
Qui viene proposta una versione dal vivo del testo originale in tedesco, realizzata nel 2016 in diretta sull'emittente triestina Telequattro.
Buon ascolto.



Ancora Tanti Cari Auguri, Lorenzo, colonna sonora dei triestini di tutti i tempi (esagero? Ma sì, esageriamo pure!!!).


   René