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giovedì 2 agosto 2012

DICHIARAZIONE DEI REDDITI A TRIESTE, NELL'EPOCA MONTI...


Bondì, mularia mata...

In quest'epoca "montiana" si parla spesso e malvolentieri di tasse e dichiarazione dei redditi, anche a Trieste.

Si tenta di trarre beneficio da tutto ciò che si può, eliminando il superfluo, per poi non far pesar nulla al bilancio generale... e in un'epoca "protomesozoicoavveniristica" come questa, dove si parla di crescita anche se si indietreggia, dove si parla di "Trieste, città della scienza" anche se la scienza viene bistrattata, e dove la crisi tocca sempre le stesse persone, lasciandone intatte altre... in un'epoca come questa, dicevo, anche una cameriera tuttofare robotica (ne parlerò più dettagliatamente in un futuro post), gioiello della tecnologia più avveniristica, viene considerata "superflua" in caso di crisi.
Soprattutto in virtù del fatto che tale cameriera robot si è stufata di essere solo una donna robot, pretendendo l'emancipazione della sua "razza". Indi appodipoi e appodiposcia, una cameriera robot poco servizievole, pretenziosa e sfibrante, non può esser mantenuta ancora come se nulla fosse. Specie con la crisi. Specie con il costo elevato di fusibili, modem vocali e componentistica varia, senza contare alcuni pezzi di ricambio veramente introvabili (un robot tuttofare non si trova al supermercato sotto casa!)...


Perciò, basta! 
E' tempo di gettar via il superfluo e ritornare al più faticoso ma economico metodo fai da te, modello: "ciapo lo scovolin, la paleta e ingrumo mi tute le scovaze che xe per tera"...

In questo mio pupolo sottostante, ecco la tipica donna italiana, in questo caso una triestina (ma potrebbe benissimo essere una donna di qualsiasi città e/o regione, visto il tema), alle prese con la sua copia robot ad uso domestico (click sul pupolo/disegno per ingrandire alla massima risoluzione):



Sperando che questi brutti periodi di crisi ci lascino (possibilmente senza rovinarci del tutto), vi saluto e vi dò appuntamento a questa domenica 5 agosto che verrà, per festeggiare il primo anno di vita di questo blog... alla prossima, bye!!!!

    René

sabato 14 luglio 2012

CRONACA DI UN ATTERRAGGIO ALIENO NEL MIO WC !

Bondì, mularia mata...

Un piccolo quasi fuori tema... dico "quasi", perché in fondo è successo a Trieste, a casa mia, anche se non si può propriamente parlare di situazione "patoca".

Bensì, è una storia di fenomeni non paranormali, bensì (di nuovo) di fenomeni parastatali !

Ma andiamo con ordine...

Me lo ricordo come ieri:
Una notte del 46 luglio del millenovecentomila (in biglietti da dieci), dopo un'impepata di cozze fritte con contorno di scampi che dio me scampi, mi recai all'angolo Water Close.
Ma, non appena varcai la sogliola che stava bella e morta sulla soglia del bagno, intravidi una luce che fuoriusciva dall'uscio del Water Close, il quale non era più Close ma era Apert. Quell'uscio, dicevo, dove i comuni immortali normalmente siedono, per espletare alcune piccole formalità giornaliere (anche la vita di un Highlander è piuttosto dura, a volte).





Capii subito che l'impepata non c'entrava, anche perché un'ora prima avevo rimesso nel letto le restanti vettovaglie che avevo ingurgitato direttamente sul posto, al ristorante-trattoria "All'Istriano".

Così, mosso dalla curiosità, ma più che altro mosso da problemi intestinali, mi avvicinai al pertugio della mia tazza, e scorsi un essere inquietante... era proprio un alieno!

Per la precisione, era un alieno ormai alienato, proveniente dal pianeta "Stucucumero", che si trova a metà strada tra la Via Lattea ed il capolinea della Circumvesuviana.

Lo strano ominidoide, dalla testa d'ovoide e le sigarette marca Duracell, le sigarette in lega, iniziò a fissarmi, con uno sguardo assai tremante e terrorizzato.

In una lingua aliena, devo dire tutto sommato di facile comprensione, mi disse: "fvvbgndf dafgpodfthg @°#grty54 $$$bv6fd !!!"

Era spaventatissimo!!!

Poi, senza più proferir parola o alcunché, s'allontanò immediatamente verso gli spazi interstellari, tra gli interstizi di stizzosi tizzoni ardenti di allure pour homme, by George Michael.

In seguito, subito dopo il passaggio alieno, mi ritrovai con la tazza del wc completamente intasata da uno strano liquido puzzolente, il quale, invero, mi pareva piuttosto familiare!

La drammatica ostruzione avvenne alle 06.56, ora italiana. Furono impiegate ben due squadre dei soccorsi alpini, ed una della protezione civile, per poter liberare il tutto. Furono impiegati anche alcuni mezzi pesanti, sotto la coordinazione del Preg.imo Dott. Ing. Mr. Verde Sturacessi!

Alla fine della strada, tutto si risolse, e tutti ritornammo felici e contenti.
Mr. Verde, però, volle essere pagato profumatamente (Gled Assorbiodor docet), così poi se ne andò via anche lui, felice e contante!


   René (Trieste)

domenica 24 giugno 2012

TILILILOCKA POPOCKA - "La ballata di Druse Mirko" (antica filastrocca popolare triestina)

Bondì, mularia mata...

Oggi voglio parlarvi di un'antica, ma abbastanza conosciuta filastrocca popolare triestina, nata sui versi in rima di un personaggio letterario, un tempo notissimo a Trieste, creato dall'inossidabile duo di scrittori-giornalisti-autori Lino Carpinteri e Mariano Faraguna.

Il personaggio in questione è il "Druse Mirko".



Druse Mirko, era una rappresentazione scherzosa ma anche abbastanza inopportuna, dato il periodo (inizio anni '50), del contadino carsolino di origine slovena. All'epoca, tale personaggio furoreggiava sulle pagine de "La Cittadella", inserto umoristico del quotidiano locale Il Piccolo.
Il frasario del Druse Mirko era tutto composto da rime assurde, composte in uno stralunatissimo e simpatico dialetto triestino-carsolino, mezzo inventato dagli autori a scopo satirico.

Da questi testi, nacque direttamente dal popolo un'altrettanto simpatica filastrocca - ballata, intitolata: "Tlililocka Popocka" (conosciuta anche con un altro titolo simile, "Tirajloska Poposka"), ovvero "la ballata di Druse Mirko" !

Qui di seguito vi voglio postare una mia personale interpretazione di tale filastrocca. La mia voce l'ho modificata, accelerandola un po', in maniera di dare un effetto volutamente scherzoso all'interpretazione stessa.

Subito sotto il video, trovate anche la trascrizione del testo con, fra parentesi, la mia traduzione.



Testo e traduzione:

Mi je 'ndado in Piaza Granda
mi je 'ndà veder parada
mi ga sbrissado su na gran cag@da
tuto cùl me go sporcà

(Sono andato in Piazza Unità d'Italia,
per andare ad assistere ad una grande parata
purtroppo però, sono scivolato su una deiezione canina
e così mi sono macchiato in malo modo le parti basse dei pantaloni)

Mi je 'ndado in Molo Audaze
mi ga visto sposalizio
mi ga pensà fussi comizio
bomba a man mi ga tirà

(Sono andato a passeggiare sul Molo San Carlo,
oggi noto come Audace,
ed ho visto degli sposi, con tanta gente intorno,
ma chissà come ho pensato sul momento ad un comizio politico
ed allora ho fatto valere il mio modesto punto di vista)

Mi je 'ndado in Cafe Speci
mi ga hordinado vin con late
me ga portà risi e patate
go magnà perché jera bon!

(Sono tornato in Piazza Unità d'Italia, per fare un veloce breakfast nel Caffé degli Specchi.
Nel suddetto locale ho ordinato un calice di refosco con l'aggiunta di un po' di latte, ma, forse per distrazione del cameriere, mi è stato servito un piatto di risi con patate... ho gradito lo stesso, perché tutto sommato non è poi così male)

Mi je 'ndado in drogheria
mi ga ciolto chilo gesso
mi ga piturado tuto cesso
come Gioto jera mi

(Dopo essermi lautamente rifocillato al Caffé degli Specchi, mi sono successivamente recato dal droghiere per comprare un chilo di solfato di calcio, il quale è stato poi usato dal sottoscritto come ingrediente fondamentale nell'accurata tinteggiatura del mio water closet. Una tinteggiatura praticata, oserei affermare, con la stessa aulica grazia di Giotto di Bondone, noto pittore italiano vissuto a cavallo tra il duecento ed il trecento)

Mi je 'ndado in Pescheria
mi ga ciolto chilo guati
me ga magnado tuto gati
nianca spin i me ga lassà

(Sono ritornato in città per recarmi in Pescheria. Qui, ho comprato un chilo di ghiozzi freschi freschi, ma, ahimé, giunto al mio casolare i ghiozzi sono poi stati mangiati e spolpati fino all'osso da alcuni felini randagi)

Ultima parte romantica...

Mi je 'ndado fina in viale
a veder fiera de S.Nicola..
Iera fioi che zogava a bala
e colombi molava drek!

(Alla sera mi sono recato in Viale XX Settembre, per gironzolare un po' tra le allegre e coloratissime bancarelle dell'annuale Fiera di S.Nicolò.. intorno c'erano i ragazzini che giocavano a pallone, mentre sopra le nostre teste alcuni piccioni impudenti scaricavano di getto il loro disgustoso guano)

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         René

venerdì 22 giugno 2012

IL CASTORINO SCOVAZZINO DI RIO OSPO!

Bondì, mularia mata...

Oggi vi voglio segnalare un altro animale triestino, tipicamente triestino, dai più quasi sconosciuto perché rarissimo, o perché spesso confuso con la nutria, alla quale assomiglia moltissimo.

Sto parlando del Castorino Scovazzino di Rio Ospo (Ospotrash River) !!!!

Il "CASTORINO SCOVAZZINO" di Rio Ospo (Muggia - TS)


Come detto più sopra, il Castorino Scovazzino assomiglia alla nutria, ma in realtà si tratta di un rarissimo esemplare di animale triestino, noto con il nome scementifico di Castor Rupos.

Un esemplare di Castorino Scovazzino, mentre esce dal Rio Ospo per raggiungere la terra ferma


Il Castorino Scovazzino è un pinnipede peloso, molto comune nella zona del Rio Ospo. Si ciba prevalentemente di vecchi copertoni abbandonati, pezzi di lamiera arrugginita, cartoni di Tavernello, polpacci umani, e, in generale, di qualsiasi schifezza gettata nel piccolo, grazioso e ridente corso d'acqua sito in prossimità di Muggia (TS). 

La bellissima flora di Rio Ospo, dove vivono gli esemplari di Castorino Scovazzino





Solitamente, sul fondo del fiume stesso, il Castorino Scovazzino scava delle gallerie lunghissime (addirittura 3 millimetri !!!) per depositarvi le uova.
Queste ultime sono di colore marroncino, come gli ovetti Kinder, con la sola variante che gli ovetti Kinder sono marroncini perché sanno di cioccolata, mentre le uova del Castorino Scovazzino sono marroncine perché sanno di....... ecosistema del Rio Ospo!!

Una foto illustrante la meravigliosa barriera corallina del Rio Ospo, dove il Castorino Scovazzino depone le uova

Piccola imbarcazione da diporto, affondata nel Rio Ospo dopo un piccolo incidente. Anche qui si possono trovare delle tane di Castorino Scovazzino

Un esemplare di Castorino Scovazzino, mentre si dispera dopo aver smarrito le chiavi di casa.


Di solito questi castorini sono animali poco socievoli ed abbastanza pericolosi per l'uomo. Quindi, non tentate di avvicinarvi a queste bestiole, perché potrebbero saltarvi addosso all'improvviso, per pettinarvi i capelli, adottando pure la messa in piega ed il colpo di sole!

Un pescatore di perle all'opera su un argine del Rio Ospo

Un tank russo della II° Guerra Mondiale, sul fondo del Rio Ospo


Il verso tipico del Castorino Scovazzino è un suono basso e gutturale, lamentoso, che fa all'incirca così: mmmdfjsdesrrrrhhhh... mmmmm... mrd... p0rc@... checzz0v0l€demi... strnz... mmmm... 

Un pescatore muggesano, rimasto impigliato in qualcosa di anomalo mentre pescava castorini nel Rio Ospo...

Per poter osservare un Castorino Scovazzino nel suo habitat acquatico, basta salire a bordo di una comodissima "Butilia Sotomarina", messa gentilmente a disposizione dalla locale Azienda di Soggiorno e Turismo in Rio Ospo:

BUTILIA SOTOMARINA, mentre viaggia tra i fondali azzurri ed incontaminati del Rio Ospo


ATTENZIONE: se doveste avvistare qualche esemplare di Castorino Scovazzino  ferito e/o in difficoltà, non fate nulla di vostra iniziativa, ma tuffatevi subito nelle acque del Rio Ospo e raggiungete subito il più vicino ACQUAFONO, per chiamare immediatamente la Guardia Costiera, il biologo triestino Diego Manna, la Débegnac, oppure la più vicina profumeria (non per il castorino, ma per voi... uscire dal Rio Ospo, con addosso olezzi d'ogni genere, non deve essere assai piacevole):

Uno dei 14 acquafoni presenti sul fondo del Rio Ospo, utilissimo per le chiamate d'emergenza se sprovvisti di cellulare

Un esemplare di questi castorini, imbalsamato, impagliuzzato e abbronzato, è visibile a Colludrozza (Sgonico - TS), che fa bella mostra di sé, incorniciato, su una parete della taverna di Boris Pirjevec, negli anni '70 noto maniaco sessuale di Albaro Vescovà.

Pescatore friulano, mentre draga i fondali del Rio Ospo alla ricerca di castorini scovazzini

Una tipica serata danzante di un sabato sera qualsiasi, sui fondali del Rio Ospo!


   In fede (poca a dir la verità) René

martedì 22 maggio 2012

"PONTELOSCO STORY" 2, LA VENDEMMIA!

Bondì, mularia mata...

Rieccoci alla seconda puntata della nostra "Pontelosco story", ovvero satira a fumetti, in stile "Disneyan-patoco" (con i miei pupoli), dedicata all'orrendo ed inutilissimo ponte-passerella di vetro plastificato che verrà posizionato sul Canal Ponterosso, nel prossimo futuro.
Qui trovate la prima puntata: STRUCHE' QUA, PLIS MI

Un po' per volta, stavolta è la volta di Topolin Morbin, il quale partendo da un suggerimento d'uso del ponte-passerella (datogli dalla sua mula, Minnie Strucoleta), prova a darsi/darci una spiegazione (pseudo)logica del perché "i ne vol cazar a tuti i costi sta brutura, inutile e costosa":



Ala prossima...

     René

giovedì 17 maggio 2012

"PONTELOSCO STORY", OVVERO LA NUOVA PASSERELLA SUL CANALE DI PONTEROSSO, RIVISTA A FUMETTI

Bondì, mularia mata...

Dopo un bel po' di tempo, rieccomi qui, più triestinizzato e patoco che mai.

Sicuramente molti di voi saranno al corrente del dibattito che si è creato sulla passerella, dal sottoscritto denominata scherzosamente (ma neanche tanto) "PONTELOSCO", che il Comune di Trieste vuole installare su un tratto del Canal Ponterosso.



Se qualcuno non ne fosse ancora al corrente, a questo link può sapere qualcosina in più: STRUCHE QUA, SE NO SAVE' COSSA XE "PONTELOSCO"

Tale ponte, a mio modesto avviso (e non solo mio, ma di gran parte dei triestini), è assolutamente inutilissimo e soprattutto orrendo dal punto di vista estetico (una "stecca di legno e vetro" che cozza con l'ambiente ottocentesco circostante, a livello paesaggistico-architettonico).
E allora perché una tal bruttura dev'essere imposta ai triestini, senza un vero perché (non venitemi a dire che si risparmia la strada, perché ho 34 anni, e le fiabe non mi piacevano tanto nemmeno da bambino) ????????

Allora ho voluto satirizzare il tutto, realizzando una "Pontelosco Story" tutta a fumetti... utilizzando quel filone personale, ispirato ai personaggi di Walt Disney, che molti lettori di codesto blog già conoscono, ovvero il "Disneyan-patoco"!!!!

Ecco, quindi, deh orsu Zio Paperon, triestinissimo riccone che vive nel suo deposito-fortezza a forma di formaggino, situato in cima al Monte Grisa.
E con lui, c'è pure una Banda Bassotti altrettanto "patoca", con la loro roulotte-casa, situata dentro il piccolo e vetusto parco giochi (fatto costruire negli anni '50 dal GMA) di via Gorizia, nel rione di Gretta.

Una satira innocente e scherzosa, così, tanto per riderci sopra (poiché si tenta di ridere per non piangere) con i miei pupoli.

P.s.: Come sempre, per visualizzare per benino le vignette più piccole, cliccate sopra le stesse.




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Alla prossima...
     
      René

giovedì 22 marzo 2012

TRIESTE - NUOVISSIMO DISPOSITIVO APPLE PER GLI UTENTI PATOCHI...

Bondì, mularia mata...

Oggi vi presento, in esclusiva assoluta, il nuovo e pratico dispositivo Apple, pensato appositamente per l'utenza triestina.
Il modernissimo factotum multimediale "iBaitumeladarai" (si legge "Aibaitumeladarai"):



Alla prossima...


     René

mercoledì 21 marzo 2012

ANCHE UN TIPO UN PO' ALTICCIO, A TRIESTE E' UN ESEMPIO DI "MORBIN"

Bondì, mularia mata...

Come da titolo, a Trieste persino un tizio fermato per "ubriachezza molesta" può assurgere ad esempio di "Morbin".
Il tutto è tratto da un recente episodio di cronaca locale, ripreso su Facebook da Diego Manna, noto esponente del surrealismo triestino, nonché autore dei Sacri Testi "Monon Behavior" ( STRUCHE' QUA PER MONONIZARVE PER BEN! )...

Ecco, dunque, l'epico articolo (ovviamente le parti in dialetto sono il tema principale di questo post)... per leggere al meglio l'articolo cliccate sopra l'immagine, e... buon divertimento:

(Click sull'immagine per ingrandire)



    René

domenica 19 febbraio 2012

MATTIA OMBROSO: C'ERA UNA VOLTA IL "MARAMEO"!

Bondì mularia mata...

Stavolta voglio parlarvi di un personaggio inventato (e del giornalino che lo ospitò, tanti e tanti anni fa, ormai). Un personaggio assolutamente stralunato, ma che credo possa risultare ancor oggi molto simpatico... Mattia Ombroso!

Ben cent'anni fa, a Trieste, veniva pubblicato un "giornalino satirico pupazzettato" (così veniva definito in copertina) del quale ebbi già in passato modo di parlarne qui sul blog: il "Marameo !".

Codesto giornalino era diretto da Carlo De Dolcetti (noto musicista e "macieta"), e riportava fatti di cronaca prettamente cittadina, sottoforma di battute ironiche e pungenti, vignette, fumetti e witz vari. Durò al'incirca fino alla seconda metà degli anni '30. All'inizio era anche velatamente irredentista (Il De Dolcetti, assieme ad alcuni suoi amici nominati "i congiurati della candela", nei primi anni del '900 effettuò uno scherzo memorabile, riuscendo con un trucco a far issare sulla torre del Municipio il tricolore italiano) . Sotto le forche caudine della satira (piuttosto cattivella) del "Marameo" finirono un po' tutte le realtà del periodo triestino a cavallo tra i primissimi anni del secolo, fino all'avvento del fascismo... da "Ceco Bepe" a Mussolini, dal famoso incidente del Tran de Opcina all'Omo Vespa, ecc..
Per un periodo, il "Marameo" aveva ampiamente sponsorizzato e diffuso le canzoni d'autore del Festival della canzone triestina (tramite dei supplementi del giornalino stesso, con gli spartiti ad esso allegati) che già allora si svolgeva nella splendida cornice del nostro teatro gioiello, ovvero il noto ed apprezzatissimo Teatro Politeama Rossetti.

Dei tanti personaggi che venivano proposti su questo coccolissimo giornalino (che iera come na "Cittadella" ante litteram, solo n'atimin più pepada), Mattia Ombroso era sicuramente uno dei più seguiti ed apprezzati, in quanto i suoi temi facevano letteralmente sbellicare dalle risate gli ingenui e poco smaliziati lettori dell'epoca.
Questo Mattia Ombroso era praticamente il classico studente svogliato, ignorante, mauco e ultraripetente. Ogni volta che doveva scrivere lo svolgimento di un tema proposto in classe dal maestro, lo faceva alla sua maniera, scrivendo per metà in dialeto triestin e per metà in lingua, facendo così un gran casino con un mucchio di errori, mescolando il tutto in un gran calderone!!!!
Al sottoscritto (sarò ingenuo e poco smaliziato?) Ombroso fa molto ridere... all'epoca, come già detto poc'anzi, era apprezzatissimo, ma forse oggi non susciterebbe molta ilarità... parliamo sempre di un tipo di comicità semplicissima ed innocente in voga nei primi anni del '900, quando le televisioni ed internet non esistevano e bastava veramente poco poco poco per far spontaneamente e genuinamente sorridere la gente (e forsi, de sto punto de vista rispeto a ogi, iera 'ssai meo!).
In questo mio blog dedicato alle curiosità più nascoste, sconosciute e/o particolarti di Trieste, voglio riproporre, per l'appunto, il buon Mattia, sperando di far cosa gradita ai lettori, e fermando così anche su Internet (indove no ghe xè praticamente nula sul "Marameo" e la sua storia), a futura memoria, un personaggio e un giornalino storici, i quali anche se oggi sono praticamente dimenticati nell'oblio del tempo che scorre implacabilmente, hanno significato molto, non solo per il divertimento dei triestini di allora, ma anche per la satira social-culturale cittadina dell'epoca!!


I temi scolastici di Mattia Ombroso

Mattia Ombroso, in un disegno dell'epoca di Olindo Missigoi


 Tema: "Cosa sono i microbi?"

Elaborato di Ombroso Mattia:


I microfi sono quele picole bestioline invisibili che vivi in tel nostro proprio corpo che nianche no si sa come.
I microlchi è natti a Posta per inventare molte diverse malatie malsane cone la tisi tumbercolosevole, la febre giala, l'arogna, la colera, la scrofola e altre che è difficile di spiegare.
Se è caldo pol vignire la mossa di corpo perchè i mircobi vuol vignir fuori del corpo per prender aria, se è fredo alora è più facile che venga le buganze.
I mincrobi in'italiano si dice bacili col pec cuando che lui pretendi tropo.
I milcrobi è stati trovati fuori dei dotori medichi che lori ge aiuta la cariera.
Cuando che la gente no studiava tuto per il sutil, a nissuno ge vigniva i mincrobi per la testa ma dopo che è venute le squolle per studiarge sopra alora cuindi li luomini più scienziosi i ga scoperto per cosa che i servi e con cosa che se pol mandarli via.
Cuando che un luomo amalato el mori senza sapere percossa alora i dotori medichi i capissi a occhio nudo che dipende dai milscrobi dato che le medizine non ha servito niance a morirlo prima.
Per capissare, che razza di bestie che è i miltrobli ge vol la lente del microscopio essendo che lori è picoli che antrimenti no se li pol veder nance volendo. Se invece i mincobi sono più grandevoli si pol intivare che sia pulisi, ma se è bestie grandi come una casa, alora pol essere ance che sia elefanti.
Per no dare confidenza ai mincrobi bisonia tenersi neti. e disinfetarsi la vita.
Il padre osserva che il melio disinfetente che è sopra la tera è il suo bichier di vino essendo che lacua marzisi i pali.
Il sigor Sandro del piano di soto che ge taca pagare la tassa del can ho dito che è ancora una fortuna che i miscrobi è così picoli che no se li niance vedi percè se si li vedessi ne tocassi pagar la tassa aance su lori.

    Mattia Ombroso

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Alla prossima, mularia mata!!!!

     René

mercoledì 15 febbraio 2012

VISIONI CALEIDOSCOPICHE !

Bondì mularia mata...

Ripropongo, con molta modestia, una personale versione aggiornata (un omaggio) delle "visioni caleidoscopiche" che, fino a una decina d'anni or sono, venivano pubblicate ogni lunedì su "La Cittadella", lo storico inserto satirico (a cura degli scrittori e giornalisti Carpinteri & Faraguna) del quotidiano locale "Il Piccolo".





 VISIONI DA TRIESTE:

"Il Consiglio Comunale di Trieste boccia il rigassificatore di Zaule"
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GAS INTESTINAL

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"Il settore giovanile della Triestina in autogestione chiede aiuto economico ai genitori"
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MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE

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VISIONI DALL'ITALIA:

"Italia in recessione con Pil negativo. Nel frattempo, tra Roma e Napoli scoperta maxi frode fiscale di un miliardo di euro"
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IL LUPO PERDE IL PIL MA NON IL VIZIO

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"Olimpiadi di Roma 2020: il no di Monti"
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GAREGGIO ANCH'IO. NO, TU NO!

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"Festival di Sanremo 2012 commissariato"
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SE NON CANTATE VI SBATTIAMO IN CELLA E BUTTIAMO VIA LA CHIAVE!

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       René

domenica 5 febbraio 2012

LISTA DEGLI EXTRACOMUNITARI TRIESTINI !!!!

Nel mio pupolo, Paolin Paperin (papero triestin) intona "Viva l'A e po' bon" per festegiar el mio 50° post del mio blog "Trieste patoca"!!!!



Buondi' mularia mata...

Ridendo, scherzando e pupolando, semo rivai al cinquantesimo post de sto mio blog.
E come festeggiarlo degnamente, in allegria e triestinità?

Con una bella lista degli extracomunitari triestini.

Premetto subito: nulla di offensivo, il titolo non tragga in inganno. E' una cosa assolutamente scherzosa e patoca, come sempre! Li abbiamo sentiti nominare tante volte questi personaggi assolutamente di fantasia... questa vuol esser solo una piccola raccolta (una delle tante già presenti in giro).
Leggete e vedrete... ve fare' na simpatica ridada, con questi stranieri perfetamente integrai coi patochi.


LISTA DEGLI EXTRACOMUNITARI TRIESTINI:


Insegnante di scuola coreano: MYHARA SOSAY

Medico giapponese specialista in bronchiti: MYSUGO YKATARJ

Fotografo pornografico giapponese: MYZUMO SUYKAZJ

Muratore giapponese: SUMURY NOTYRO

Stilista giapponese: MYKUSO SUMYSURA

Salutista giapponese: NOKORY KEYFUMJ

Ispettore giapponese dell'USL: KYFUMA KEMORJ

Clochard giapponese: MYNOGO NAKASA

Tecnico giapponese dei frigoriferi: MYGOSAJ ZYMA

Milite ignoto giapponese: KY KAZ FUY JO

Motocliclista giapponese campione del mondo: MEINTAKO SUYMURJ

Asso del volante giapponese: SEZUKO MEKOPO

Crumiro portuale giapponese: MIMORO SUYSAKJ

Lavoratore giapponese del Porto di Trieste: MYSAKJ NOZUKO

Poliziotto giapponese della Questura di Trieste: MYKUKO KYRUBA

Campione giapponese di salto alla Sgt: MYKADO SUJTAKJ

Dentista giapponese: NOKURO NAKARJE

Medico giapponese dei maratoneti della Bavisela: KURO KYKORJ

Urologo giapponese dell'Ospedale di Cattinara: ORYNO SUJMURY

Gran sacerdote giapponese: MYKAGO SUBUDA

Madre superiora giapponese del convento: MYKAZJ NOKUKO

Insegnante giapponese di educazione sessuale: KOYKAZJ MYGODO

Campione di sumo giapponese: KOGUO MYSUDO

Nuovo capocannoniere giapponese acquistato dalla Triestina: YOKOPOKO MAJOKO

Lanciatore giapponese di coltelli: AKY KOYO KOYO

Nuovo cuoco giapponese della Trattoria all'Istriano: MYKUSYNO LAJOTA

Ballerina russa del Teatro Verdi: GOLANKA SBILENKA

Nuovo centravanti russo acquistato dalla Triestina: DOGOY SENJAWSKY

La macchina più venduta in Africa: LANCIA


Campione spagnolo delle Olimpiadi delle Clanfe: CASCO DE PANZA


Nuovo attaccante cinese acquistato dalla Triestina: OCIU CEH LAH CIH


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E per finir in musica... scala ritmica istriana: SOL-DO-FA-SOL-DO


Bon, smeto dei... se bechemo mule e muli, ciaooooo. =D




    René

venerdì 6 gennaio 2012

LA BEFANA, ESISTE!!!!

La Befana, esiste sul serio!!!!
 
Ieri sera, sul tardi, ho appeso sul mio caminetto una calza lurida e vecchia.
Stamattina, dentro alla calza ho trovato alcuni dolci... quattro gianduiotti scaduti ed un cremino Fiat, tutto sciolto... che più che un cremino Fiat sembrava una pappardella Zastava!
 
GO MAGNA' TUTO, PERCHE' IERA BON... E IN TEMPI DE GUERA NO SE BUTA VIA NULA!!!!
Bona Epifania a tute le mule e a tuti i muli triestini che i passa de qui... e che dopo gaver leto sta mia putanada colossal, i me manda in mona per gaver perso tempo a leger sta roba!!!!  :D  
 
  Con affetto, il vostro epifanico René