mercoledì 28 dicembre 2011

TRIESTE MIA (CO' SON LONTAN DE TI... ) - LA NASCITA DELL'INNO DI TRIESTE!

A Trieste, è conosciutissima da sempre un'autentica poesia in musica, risalente all'ormai lontanissimo 1925 ed intitolata TRIESTE MIA! Meglio conosciuta con il sottotitolo (ricavato dal primo verso della stessa canzone): "Co' son lontan de ti... "

 Gli autori sono sempre loro, i leggendari Publio Carniel e Raimondo Cornet (conosciuto anche con lo pseudonimo "Corrai")!!
Di questi incredibili personaggi della storia musicale (e non solo) triestina, ne parlai già in questo post dedicato ad un'altra loro favolosa e famosissima canzone: cliccate qui, se volete scoprire qualcosa di molto bello a livello musical-patoco

Raimondo Cornet, contabile, già apprezzato autore e poliedrico artista, scrisse una lirica nostalgica dedicata alla città. Un'appassionata dedica di un triestino, lontano dalla sua amata città, alla quale pensa sempre e costantemente, senza sosta. 
Una struggente poesia, tipica del triestino DOC, per propria natura nostalgico di carattere... quando anca la cità de Monfalcon la par na Neviork, per el mulo triestin che sogna de ritornar subito, pena possibile, ala sua casa, cussì come la galina la rimani tacada de cor ala sua caponera... !!

René - Qui, in questo mio pupolo, raffiguro la Cattedrale di San Giusto, mentre, alla sera, batte dei nostalgici DIN-DON...



Per metterla in musica, chiamò il suo carissimo amico di sempre, Publio Carniel.
Carniel, musicista innato, seppe amalgamare quel testo, unico nel suo splendore, in un'azzeccatissima musica.

Veduta di Trieste, dalla cella campanaria del "Campanon" di San Giusto - anni '40 circa.


Il risultato fu, per l'appunto, la nascita di "Co' son lontan de ti, Trieste mia"! Quasi un quadro sonoro, incorniciato da tanta autentica, "patoca" passione!!!




Uno scorcio di tutte le peculiarità più vere di questa nostra amatissima città.



Un'eccezionale veduta su quello che è stata Trieste, su quello che è e che forse un giorno potrà ancora esserlo...









La canzone fu presentata al pubblico per la prima volta proprio in quello stesso anno (1925), al 5° Concorso di canzonette popolari triestine, organizzato dal giornale satirico-pupazzettato "Marameo!"

Spartito originale di "Co' son lontan de ti (Trieste mia)", supplemento al giornale satirico "Marameo!"

A questo concorso, parteciparono tanti motivi, tutti molto piacevoli ed orecchiabili.
Inoltre, l'ilarità dei presenti veniva scatenata all'istante, durante gli intervalli comici proposti dal simpaticissimo tenore-macchiettista-fantasista Alberto Catalan, nei panni di "Gigi Lipizzer", bonario triestino domacio, dall'anda de "scavezado".








La serata passò relativamente molto bene... fino a quando, ad un certo punto, fu la volta di "Trieste mia".


Inutile dire che la canzone suscitò istantaneamente nel pubblico presente un'ondata di sentimento incredibilmente grandioso, che ne decretò un successo senza precedenti. 
Questa splendida poesia musicale non si fermò solo ad un primo premio, ma iniziò a girare e girare, attraverso i canti collettivi dei triestini, arrivando a raggiungere la gran fama da vero e proprio inno di Trieste.
La popolarità della canzone fu veramente enorme, se si considera che girò in lungo e in largo anche in tutta l'Italia intera, grazie alle apprezzatissime versioni di cantanti e musicman, come, ad esempio, il mitico Lelio Luttazzi, che di questo pezzo ne diede una versione molto calorosa e swingante. 

Testo:


Co son lontan de ti Trieste mia,
me sento un gran dolor, un gran dolor,
e più che zerco de pararlo via,
più me se ingropa'l cuor.
Le lagrime me cori zo pe'l viso
e digo tra de mi e tra de mi
che no ghe esisti un altro paradiso
più splendido de ti!

(Ritornello)

Un buso in mia contrada,
un vecio fogoler,
un sial che pica in strada,
do rose in un piter,
e in alto quatro nuvoli,
de soto un fià de mar,
xe'l quadro più magnifico
che mai se pol sognar!

Lontan de ti Trieste no go pase:
me manca el nostro ziel, el nostro mar
el verde dei tuoi pini, le tue case
e i muri del castel,
e penso al mio balcon in Rena Vecia
quel caro balconzin!
De dove vedo i monti che se specia
nel golfo zelestin.

(Ritornello)

Lontan de ti son come l'useleto,
che vivi in s'ciavitù, in s'ciavitù
e me dispero e pianzo el mio dialeto
che no lo sento più!
Ma quando torno canto de alegria,
me salta'l cuor in sen, el cuor in sen
e zigo: Ah sì Trieste te son mia.
Te vojo tanto ben!

(Ritornello)


Fu superata in fama ed apprezzamento (ma veramente di poco) solo da "Una fresca bavisela" (Marinaresca), degli stessi autori, citata in questo stesso post, poco più sopra.



Spartito di "Co' son lontan de ti (Trieste mia)", in un'edizione dei primi anni '50




La versione che vi propongo è quella sensibilissima e delicata del cantautore Lorenzo Pilat. 
Pilat, eroe della musica nostrana, è sicuramente il più indicato nell'interpretazione di codesto diamante (non esagero a definire così "Trieste mia"), poiché lui stesso ha provato in prima persona quell'autentica, intensa ed assolutamente pura nostalgia di casa, avendo compiuto per anni viaggi su viaggi, sia come cantante, sia come autore di livello nazionale ed internazionale.

P.s.: Nella dicitura iniziale del video, all'interno dello stesso, l'anno viene erroneamente indicato come 1924... come detto, invece, la canzone è del 1925.


Buon ascolto, alla prossima... steme ben!






   René

14 commenti:

Cesare ha detto...

Nostalgia de Trieste ... E' proprio così, caro René. Io ho dovuto lasciarla un giorno, e mi è rimasta nel cuore. Rivedo il suo mare, i suoi tramonti, le sue contrade, e me sento ogni volta "engropar" el cuor. canzone che rende perfettamente l'idea.
Cesare

René ha detto...

Grande, Cesare! Poetico anche nella vita... e, difatti, la poesia stessa è racconto di vita.

Un saluto

Anonimo ha detto...

La sentivo in una "musicassetta" C90. Splendida!! Era interpretata da una donna e mi piacerebbe saperne il nome; per caso sapreste darmi qualche indizio? (La ascoltavo verso la fine degli anni '60)

Grazie

Paolo

René ha detto...

Aspettando l'amico Cesarone, esperto di musica ed ex conduttore radiofonico, provo a fare qualche nome della possibile interprete, sig. Paolo.

Elvia Dudine

Lilia Carini

Valnea Serafini

Jole Silvani

Maria Rutigliano

Questi sono i nomi che, per ora, mi vengono in mente. Sono tutte note interpreti femminili triestine, alcune di esse attivissime proprio nel periodo da lei citato, sig. Paolo.

Farò ulteriori ricerche, perché non sapevo che esiste una versione femminile, e sono molto curioso di sentirla (ammesso e non concesso che la possa rintracciare. Per il momento cerco di rintracciare l'interprete).
Da qualche parte dovrei avere una musicassetta di canzoni triestine, incisa proprio nei primi anni '70 dalla Jole Silvani. Chissà, magari è proprio quella.

Ripassi fra una settimana circa, sig. Paolo, e le saprò dire qualcosa di più. Intanto, come detto, avviso l'amico Cesare.

Un saluto e grazie del commento

Anonimo ha detto...

In base alla richiesta, la cantante Maria Rutigliano, da me telefonicamente contattata, mi ha riferito di aver inciso su una cassetta, a suo tempo, la canzone, accompagnata da una chitarra. La stessa Rutigliano mi ha detto di non averla reperita più, purtroppo. Se il Signor Paolo ha sentito la canzone da una voce femminile accompagnata da una chitarra, la cantante avrebbe potuto benissimo essere Maria Rutigliano.
Di più, e di altre interpreti, non saprei dire.
Cordialmente.
Cesare

René ha detto...

Ringrazio il Cesarone, e la sig.ra Maria Rutigliano, cogliendo l'occasione per salutare entrambi.

Resta ancora la cassettina di Jole Silvani, che prima o poi pescherò fuori. Se dentro vi troverò anche questa canzone, provvederò a postarne un pezzettino, sig. Paolo, così potrà vedere se è proprio la versione da lei cercata.
Continui a passare su questo post ogni tanto... entro una settimana riuscirò sicuramente a farLe sapere.

A presto, un saluto

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa per la protratta assenza; vi ringrazio per l'interessamento, ma nel frattempo sono riuscito a trovare la famosa cassetta e ho esportato i brani (ne ho trovati 3) su file mp3.
Purtroppo la qualità è quella che è; al tempo, evidentemente si usava la stessa cassetta per registrare e registrare sopra. Se vi può interessare li metto volentieri a disposizione, magari qualche appassionato e capace riesce a dare una piccola sistemata all'audio.
Fatemi sapere

PS

Non credo l'interprete sia la Sig.ra Rutigliano in quanto ad accompagnare il canto, si sente un organetto

Grazie ancora

Paolo

René ha detto...

Grazie a lei sig. Paolo.

Mi dia il tempo di capire come inserire nel mio blog un form dove poter scrivere messaggi privati (sono una frana nella parte meramente tecnica), dove poi, eventualmente, poterci mettere d'accordo. M'interesserebbe il file al solo scopo di rintracciare l'interprete (sono anch'io interessato a far luce).

Di solito, in tutti i blog vi è sempre un form (uno spazio, per l'appunto, dove scrivere comunicazioni in privato). Qui ancora non c'è, e la mail di Google non la uso praticamente mai, poiché ne ho un'altra personale (che non pubblico qui per evitare spam).
Prometto di inserire un form al più presto (appena pronto, avvertirò tutti con un nuovo post sul blog stesso).

Grazie ancora per la pazienza e gentilezza. A risentirla presto.

Un saluto

Unknown ha detto...

Ormai vivo de sedise ani a Milan, ma co sento Trieste mia me teletrasporto a casa. Grazie mulon tropa roba sto blog, te prego continua!

Max Skara

René ha detto...

Grazie, Max!

Un saludon con un refolon de bora... desso, nel momento in cui stago scrivendo, la bora la sufia "come ai bei tempi", butando de traverso persino tir (xe sucesso ieri sera, sule rive)... però, a Trieste come podessimo star senza la bora?
Beh, mi meo sicuramente, visto che beco rafredori a maneta... ma no xe colpa dela bora, bensì del mio naso che xe cativo e dispetoso! :D

Go voludo un po' scherzar... xe domenica, ah! :D

Ancora grazie, e un saludo! :)

Anonimo ha detto...

Un saluto a tutti,
Sono capitato per caso nel sito e ho letto i commenti appassionati e interessanti.
Di "Trieste Mia" posseggo una incisione degli anni '30 interpretata da Jole Silvani con Angelo Cecchelin che "commenta" gioie e dolori di Trieste e la compagnia al completo che canta il ritornello. A mio modesto parere, come musicista e appasionato del genere (ho anche lo spartito originale del '25), è l'interpretazione più fedele di questa meravigliosa canzone.

Grazie e saluti a tutti

Paolo Venier

René ha detto...

Grazie della chicca, signor Venier.

Mi piacerebbe poter ascoltare questa registrazione... se ha tempo, piacere, voglia magari potrebbe gentilmente postarla su Youtube?

Ancora grazie, un saluto

gabriele ha detto...

navigando in australia, in nuova zelanda ecc..quando incontro un triestino viene naturale bere un bicchiere assieme e cantare Trieste mia o la Marinaresca....grazie nonno Publio che da lassù sarai sempre gioviale e scherzoso come raccontava la nonna maria...tuo nipote Gabriele

René ha detto...

Gabriele, grazie del tuo commento, e grazie a tuo nonno che ci ha regalato canzoni veramente stupende!

Un saluto

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