martedì 20 ottobre 2020

TRIESTE - LE POESIE DELL'ARCIDUCA MASSIMILIANO D'ASBURGO LORENA by Patrick Poini

 



Buondì, mularia mata...


Con il mio pupolo fumetto qui sopra, ritraente l'arciduca d'Austria Massimiliano d'Asburgo-Lorena e sua moglie Carlotta del Belgio a Miramar (Trieste), oggi voglio segnalarvi un'ottima iniziativa di uno scrittore locale, Patrick Poini, grande appassionato delle vicende storiche relative alla Casa d'Austria e alla loro presenza nelle nostre terre.


In particolare, voglio pubblicare delle poesie scritte dall'arciduca Massimiliano d'Austria (ecco perché il titolo ed il mio pupolo in tema) che lo stesso Patrick ha ritrovato, tradotto ed inserito in un suo recentissimo libro (più sotto, mi permetto di lasciare anche il link di Amazon, per chi fosse eventualmente interessato a comprare il libro e ad approfondire).


Qui di seguito, la presentazione ufficiale. Dopo di essa, trovate un estratto di alcune poesie dell'arciduca e, infine, il link di Amazon. 

Buona lettura.

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Da Miramare a Amazon. Per la prima volta le poesie dell'arciduca Massimiliano sono state tradotte in italiano e sono disponibili in versione cartacea su Amazon e in versione digitale (mobi e epub) sui principali store come Mondadori, Feltrinelli, Kindle, Kobo, IBS.


L'iniziativa è di Patrick Poini, triestino trapiantato in Toscana, che da alcuni anni si sta concentrando sui retroscena delle vite di alcuni celebri personaggi di Casa d'Austria. Poini spiega: «È un esperimento e uno sfizio che mi sono voluto togliere, ho consultato e sto studiando tanto materiale rarissimo e interessantissimo, questo è un piccolo inizio». Già perché se nel caso delle poesie di Massimiliano si è limitato al ruolo di traduttore e curatore, Poini svela di essere l'autore di un libro sull'Imperatrice Elisabetta che uscirà nella primavera del 2021 destinato a risvegliare i numerosi amanti della sovrana: «In quel caso ho voluto a fianco una sicurezza come l'MGS Press, ci stiamo lavorando con serietà e pensiamo sia un lavoro unico nella miriade di scritti su Sissi». Proprio con una dedica che Massimiliano compose per la giovane Imperatrice il 19 ottobre del 1859 si aprono sia il lavoro originale che la selezione proposta da Poini nel nuovo libro; una cernita resa necessaria anche dalla grande mole di liriche scritte dall'arciduca, che furono stampate in ben 4 volumi. Egli scrisse ininterrottamente dai 15 anni alla vigilia dalla sua partenza da Trieste per il Messico, componeva tanto nella pace del castello di Grignano quanto tra le onde dei suoi numerosi viaggi intercontinentali concentrandosi più sui luoghi che sulle persone. La moglie Carlotta non compare mai tra le righe delle poesie di Massimiliano, mentre in alcuni componimenti ci sono lo spirito del suo primo amore Maria Amelia di Braganza e una seducente ballerina di bolero di nome Dolores.





Il libro è uscito anche in spagnolo per i numerosi messicani che ancora amano il loro biondo imperatore. 


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IL BAMBINO CHE PIANGEVA

Meligne, 12 settembre 1853


C'era un bambino seduto sul pendio della montagna

e piangeva amare, amare lacrime

e il pianto era sommesso e il pianto era lungo,

ma io non sapevo cosa desiderasse con ansia.

Guardava nella valle e singhiozzava silenzioso

da solo sull'alta cima della montagna,

non sapevo cosa volesse il poveretto,

ma il dolore può capire il dolore.

Così compresi il bambino sulla montagna,

lo guardai e provai un senso di nostalgia

ero così ferito, ero così spaventato, 

e piansi amare, amare lacrime.


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CAMELIA


Una donna stupida e fredda

con le forme del corpo perfette,

ti acceca attraverso l'aspetto,

ma non ti dona alcun balsamo profumato,

la scegli per gli occhi,

ma non dà niente al profondo dell'anima.


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MIRAMAR

22 luglio 1859


Il velo d'argento di una leggera nebbia

si stende dal mare al cielo,

e la luce lascia il posto al buio,

la notte inizia a scacciare il giorno.

Le stelle lampeggiano,

chicchi luccicanti spolverati tra le onde,

e la luna nella corsa silenziosa

arriva quieta per rischiarare.

Il silenzio si compie nella natura,

la pace scorre giù verso la terra,

sulla campagna un lieve respiro

e il mare intona il suo canto.

E quando tutto ha trovato nel ristoro

il balsamo per le ferite calde,

mi siedo lamentoso sulla spiaggia.

Tesoro, quando ti troverò!


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SCHÖNBRUNN


Un fantasma grande e forte,

ma che ha anche un cuore pieno d'amore,

questa bella costruzione a noi si mostra

domestica, familiare e tuttavia splendida.


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LINK di Amazon al libro: 

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Per finire in bellezza, un po' di musica a tema, da ascoltare in sottofondo mentre si leggono queste poesie. 

"Rosen aus dem Süden", di Johann Strauss (figlio), nell'interpretazione live di André Rieu e la sua Orchestra:


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Alla prossima


      René

venerdì 11 settembre 2020

LA LEGGENDA DELLA CITTA' DELLE SIRENE DEL GOLFO DI TRIESTE

 



Bondì, mularia mata...

Il mio pupolo fumetto di questo post è ambientato nella metà degli anni '40, nel mare di Trieste, e raffigura un momento di quotidianità nella leggendaria città delle sirene dell'Adriatico, con in primo piano (sulla sinistra) la regina Neptunia, mentre sulla destra troviamo una delle cinque ancelle della regina, Nargissa, la più giovane e ribelle sirena della compagnia, qui ritratta dopo aver avuto una vivace discussione con la regina stessa.


Qui sotto invece la leggenda (anzi, le leggende, visto che ve ne sono più di una):


LA LEGGENDA DELLA CITTA' DELLE SIRENE DELL'ADRIATICO


Nel 1617, un galeone veneto che navigava verso ovest, a due nodi dall'insenatura di Grignano, venne attaccato da altri tre vascelli: i primi due composti da equipaggi triestini (la rivalità ultrasecolare tra Trieste e Venezia è storica) ed il terzo da pirati uscocchi.

Dal diaro di bordo di Lorenzo Venier, provveditore generale della Serenissima a capo del galeone, si legge che lo stesso galeone venne colpito e affondato da una cannonata degli uscocchi.

Il Venier riferì che mentre si trovava praticamente prigioniero nella sua cabina, ormai a parecchi metri sotto il livello del mare, con l'acqua che velocemente penetrava nella cabina stessa, scorse attraverso il vetro una scena incredibile: una bellissima donna, per metà pesce, ovvero una sirena, che nuotava battendo fortemente la sua coda di pesce sul vetro stesso. Non molto lontano, sul fondale si poteva scorgere persino una fantastica città sommersa, dall'architettura notevole e inedita ad occhi umani. Il Venier raccontò poi che subito dopo perse i sensi, risvegliandosi ore dopo sulla spiaggia di Grignano, grazie all'aiuto di due pescatori che l'avevano ritrovato al largo, svenuto e disteso su un pezzo di legno (un resto del galeone affondato).


Qui sotto, una piantina con indicata la probabile posizione della fantastica città delle sirene:





Secoli dopo, nel giugno del 1944, un aereo da guerra americano P-47 Republic Thunderbolt fu costretto ad una disperata manovra d'emergenza, compiendo un improvvisato e pericolosissimo ammaraggio subito dopo essere stato colpito dalla contraerea tedesca (dal 1943 al 1945, Trieste e provincia vennero annesse al Reich tedesco, sotto il nominativo di Operationszone Adriatisches Küstenland).

Il giovane pilota, David Bradley, 33 anni, originario di St. George nello Utah, mentre usciva miracolosamente illeso dal velivolo in fiamme ammarato e in procinto di affondare al largo di Trieste, vide improvvisamente due splendide sirene balzare fuori dall'acqua con un salto fulmineo di almeno 6 metri d'altezza, per poi rituffarsi proprio di fronte a lui e successivamente scomparire tra le onde.

David pensò sicuramente ad un effetto ottico/miraggio dovuto alla paura del momento e allo strato d'aria intorno all'aereo, denso di calore dovuto al combustibile in fiamme.

Pochi istanti dopo, David venne catturato dai tedeschi, giunti immediatamente sul luogo del disastro con un motoscafo, e reso prigioniero, per essere poi trasferito in un campo di prigionia in Germania. Il pilota sopravvisse per poi venir liberato soltanto l'anno successivo. Al ritorno in Patria, tra i vari aneddoti David raccontò anche il suo "incontro" con le due sirene, ma senza dare tanto peso al suo stesso racconto, classificandolo per l'appunto solo come una visione.

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      René

giovedì 3 settembre 2020

LA FATA TRIESTINA "PETITE FLEUR" ED IL MULTIVERSO TERGESTINO

 




Bondì, mularia mata...


Un breve post per un'anteprima di un mio pupolo fumetto, molto più grande, complesso e ripieno di tanti personaggi. 

Perché oggi, 3 Settembre 2020, posto questo pupolo? Beh, innanzitutto perché si ispira ad una cara amica realmente esistente, la quale oggi fa un compleanno speciale (Augurissimi, Elisa !!!). 

Son passati 15 anni, da quando non la vedo più (ognuno ha i propri impegni e le strade si dividono per forza di cose), ma ho buona memoria ed inoltre ho sempre da parte il fumetto "L'Amore dopo la Tempesta", ambientato in una Trieste post apocalittica che creai assieme a Lei, nel 1999: fumetto che mi portò tanta fortuna, e che ancora adesso resta un punto di svolta nel mio stile (in meglio, ché prima facevo abbastanza kakà nel disegno realistico).

Ma al di là di questo giorno speciale e di questo omaggio, codesto pupolo ci tenevo a farvelo vedere, poiché esso è -come detto- un'anteprima di un'illustrazione molto più estesa ed assai particolare, dove assieme a questa fata triestina misteriosa ed affascinante, vi saranno altri personaggi altrettanto molto particolari e molto distanti tra loro, come tipologia degli stessi personaggi e persino come mondi. Un disegno che avrà conseguenze anche su tutta la mia produzione fumettistica/pupolistica futura.

Difatti, nel pupolo definitivo potremo vedere in azione due figure, molto note, le quali, quasi per caso, apriranno un multiverso anch'esso assai particolare, scatenando un vortice nel continuum spaziotemporale. Di cosa si tratta, nel complesso? La città di Trieste, in parte c'entra sicuramente!

Ma di questo ne parleremo più avanti...


   René

domenica 28 giugno 2020

TRIESTE PERDUTA ILLUSTRATA A FUMETTI (parte seconda)





Buondì, mularia mata...

Il mio pupolo fumetto qui presentato fa parte della mia serie "Trieste perduta", ovvero sprazzi di luoghi triestini un tempo esistenti, e da me riprodotti cercando di essere il più fedele possibile a come tali luoghi si presentavano realmente alla vista delle persone dell'epoca. Ricostruzione storica realizzata tramite documentazioni e stampe d'archivio.

In questo pupolo viene offerta una visuale di una giornata tipo nei dintorni di San Giusto, nel 1400.

Un armigero fa la guardia ad un portone mentre, poco lontano, una giovin pulzella dall'animo romantico è intenta a raccogliere dei fiori da una bacinella in pietra (forse un'antica acquasantiera in stato di abbandono).

Nonostante l'apparente tranquillità, il 1400 fu per la nostra città un periodo piuttosto tormentato, tra una breve ma non buona dominazione veneziana ed altre beghe.

P.s.: qui sotto vi lascio il mio pupolo così com'esso si presentava all'inizio della lavorazione. Così, giusto per documentarvi pure il work in progress del pupolo stesso.



A presto, salutoni.

   René

YUPI YUPI ALA - STORIA DELLA NOTA CANZONETTA FOLKLORISTICA TRIESTINA





Buondì, mularia mata...

Un mio pupolo fumetto ambientato nella Trieste dell'immediato dopoguerra, quando la città ed il suo territorio erano amministrate dalle forze armate angloamericane.

Nello specifico, il pupolo raffigura la simpatica canzonetta folkloristica triestina "Yupi Yupi Ala", a sua volta parodia dialettale di "She'll Be Coming Round the Mountain", un antico pezzo country popolarissimo negli States, derivato da un ancor più antico spiritual.
Tale brano veniva spesso canticchiato allegramente nei primi anni '50 dai soldati americani di stanza a Trieste facenti parte del T.R.U.S.T. (Trieste United States Troops).
I triestini, di natura burlona come sempre, presero subito spunto da questo country per creare -come detto poc'anzi- una parodia di stampo folkloristico dedicata proprio ad un soldato americano, "amante segreto" di una donna triestina sposata.

Quest'ultima, approfittando dell'ingenuo marito, non perde occasione per correre in ogni momento tra le braccia dello spasimante a stelle e strisce. "Ala matina el marì va a lavorar, l'american el xe pronto per entrar... la se imbriaga de whisky e de marsala, Yupi Yupi Ala, Yupi Yupi A"...

Qui sotto, il brano originale Made in USA:




Mentre qui sotto potete ascoltare la versione triestina, nell'interpretazione di Lorenzo Pilat:



Un'altra simpaticissima versione... quella del gruppo triestino (di Beps & Co.) "UltrabulloTs":



Per finire, la stessa canzone, ma solo suonata da Pilat poiché l'interpretazione cantata... è la mia!!!
Cantata in diretta, via telefono, durante un mio intervento alla trasmissione "Sveglia Trieste" (nella primavera del 2019) condotta su Telequattro da Marco Stabile!!! =)




Alla prossima

      René

mercoledì 24 giugno 2020

LORENZO PILAT E LA RADIO






  

Bondì, mularia mata...

Ho voluto aprire questo post con un mio nuovo ritratto di Lorenzo Pilat: ritratto molto introspettivo, nel quale ho voluto raffigurare la Persona oltre l'Artista nella sua intimità e quotidianità, mentre seduto su un'antica bitta asburgica lungo il canal di Ponterosso a Trieste, giocherella con la sua inseparabilissima chitarra, totalmente immerso nei suoi pensieri.

E' un mio omaggio poiché oggi, Mercoledì 24 giugno 2020, il nostro miticissimo e miticerrimo cantautore triestino, bandiera di casa nostra nel mondo intero, compie gli anni. 82, per la precisione!

Qui sotto, posto un'altra chicca rara: una foto tratta dalla presentazione del suo primo LP di musica dialettale triestina (album "Trieste matta", CGD Sugar). Presentazione tenutasi nel 1973 al Circolo della Stampa di Milano.
Alla presentazione dell'album c'erano numerosi sportivi e vip, tra i quali Gianni Rivera, il regista Ermanno Olmi, Vittorio Salvetti, all'epoca storico patron del Festivalbar e del Festival di Sanremo, e tanti altri.
L'album venne realizzato con due validissimi complessi triestini, ovvero i Calibro 45 e i Bora Bora, e fu il primo di una lunga serie... che dura ancor oggi.



Per omaggiare Lorenzo, oggi vi voglio parlare in breve di qualche sua avventura radiofonica, sempre impostata all'insegna del far cantare spontaneamente ed allegramente la gente comune.

Cominciamo con "Pronto, chi canta?"


"Pronto, chi canta?" era un programma radiofonico del 1976, poiché all'epoca Lorenzo animava spesso i programmi musicali di Radio Trieste assieme a Giancarlo Deganutti e -più avanti- l'indimenticabile giornalista Rai Fulvio Molinari (quest'ultimo, ben ricordato pure come il principale ideatore della storica regata Barcolana) !
Lo schema degli interventi di Lorenzo era il seguente: comporre un numero telefonico a caso, in diretta radiofonica, per poi cercare di convincere l'interlocutore di turno a cantare una canzone a caso, con lo stesso Lorenzo che accompagnava il "malcapitato" con la chitarra!
Telefonate canterine sulla stessa falsariga di quello che il Pilade fa attualmente ogni sabato a "Sveglia Trieste" (Telequattro), assieme al simpatico giornalista Marco Stabile.






Qui potete trovare alcuni estratti audio di quelle telefonate radiofoniche:






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Concludo con due brani di Lorenzo, uno serio e cantautorale, intitolato "71", ed un medley più allegro risalente agli anni '2000.







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Piccolo augurio personale per Lorenzo:

Nella mia vita ultra quarantennale, ho fatto tante esperienze belle e meno belle, ho elaborato infiniti pensieri e cambiamenti a questo o a quello, sbagliando e sbagliando, ma riprovandoci sempre con tenacia. Ho incontrato tanta gente lungo il cammino e tanti altri ho perduto per strada... ma in tutto questo tempo, praticamente sempre, ho avuto una sola certezza, mai venuta meno, ed è la grande stima ed ammirazione per questo grande Uomo e Triestino ! 
Tutti, ma proprio tutti i miei ricordi più belli hanno in sottofondo un suo brano, sia esso scherzoso o romantico. Del resto, Lui stesso mi e ci insegna che la Vita è come l'Amore: un romantico blues! 

Auguroni, caro Lorenzo.


   René

venerdì 1 maggio 2020

UNA SIRENA PER LA VITA A MIRAMAR







Buondi'.

Son giorni lunghi e duri. Possiamo solo tener duro tutti quanti, sperando che torni presto l'alba, in questa lunga notte buia ed apparentemente senza fine.

Voglio postare un mio nuovo pupolo, spero benaugurante, dedicato ad un'altra notte di tanti anni fa, molto piu' bella e ammantata di numerose, luminosissime stelle, illuminata da una Luna romanticissima, anche nella forma, ed accarezzata da una fresca bavisela.

In primo piano, si erge possente e maestoso il Castello di Miramar.

Subito sotto le sue bianche pietre d'Istria, ecco spuntare fuori dall'acqua la figura della sirena Nargissa, intenta a giocare con il mare stesso, godendosi un incantevole panorama notturno ed un dolcissimo silenzio rotto solamente dal canto dei grilli e dall'incresparsi delle bianche spume marine che s'infrangono contro gli scogli.

Di li' a poco, giungera' un pescatore che con la sua rete tentera' di acchiappare Nargissa: non per farle del male, ma solo per trasformarla in un incredibile dono d'amore per la propria amatissima fidanzata che lo sta aspettando a casa, sulle rive.

Forza Trieste !!! 💓

    René