TANTI AUGURI, TOPOLINO !!! 90 anni fa, il 18 Novembre 1928, un piccolo topo nasceva dalla matita e dall'inventiva di Walt Disney. Qualche tempo dopo (mooooolto più dopo), nel 1987, il sottoscritto s'inventò una versione alternativa del topo, ovvero il triestinissimo "Topolin Morbin". Qualche tempo fa, in un altro post, spiegai il perché di questa nascita del Topolino alternativo versione domacia. Precisamente qui: FRACA QUA, SE TE GA TEMPO, PIAZER E VOIA
In questo post, invece, voglio solo ringraziare ed omaggiare -tramite il Topolin triestin- il Topolino originale. In fondo è proprio grazie a lui ed al suo fantastico mondo, se tanti anni addietro iniziai ad addentrarmi, con tenacia e passione, all'interno del magnifico mondo delle nuvole parlanti. Ed ovviamente tale omaggio non può che essere una vignetta vintaggiosa, ambientata nei primi anni '30. Altrettanto ovviamente, tale vignetta è ambientata nella Trieste dell'epoca, ed è una vignetta richiamante la celeberrima canzone "Viva l'A e po bon" (o anche, nella versione originale, "Viva là e po bon"). Prossimamente, tale vignetta la inserirò, completa del testo originale della canzone, all'interno del post aperto dedicato al canzoniere triestino a fumetti. Ecco qua il mio nuovo pupolo-omaggio (cliccare sopra per ingrandirlo):
*************************** Ecco qui il terzo cartone di Topolino (quello ammerregano). Sì, terzo: il primo ed il secondo non furono distribuiti, e così Walt Disney ci riprovò proprio il 18 Novembre del 1928. Il titolo è "Steamboat Willie", e fu il primo cartone ad avere il sonoro (Topolino venne doppiato dallo stesso Walt). Da questo simpatico short in bianco e nero... nacque la leggenda!!!
************************** Qui di seguito, invece, posto una piccola galleria con alcuni miei omaggi del passato (già precedentemente postati su questo stesso blog), sempre con Topolin Morbin, protagonista assieme a Paolin Paperin, papero triestin, e tanti altri:
ANCORA AUGURISSIMI, TOPOLIN. VIVA TRIESTE !!!! René
Oggi parliamo di “FINANZIERE”
(o anche “EL FINANZIER”), che è forse la canzone folkloristica più famosa di
Lorenzo Pilat, composta assieme a Mariano Tassan ed i fratelli Toni e Franco Damiani, nell'ormai
lontano 1978.
P.s.: per raccontare al meglio questo post, con i miei oramai
consueti pupoli (disegni) illustrerò alcuni passaggi del testo della canzone. I
pupoli sono in stile “Disneyan-patoco”, cioè una
parodia dei personaggi Disney, triestinizzati per l’occasione.
Come sempre, per visualizzare meglio i pupoli basta cliccarci sopra!
Dunque, FINANZIERE. Canzone entrata sin da subito nel folklore tipico
triestino, poiché è un’ultimissima e praticamente fotografica testimonianza
sulle sette note, di un modus vivendi ormai scomparso.
El
finanzier descritto dalla canzone, lo si poteva incontrare nei piccoli valichi
di confine tra Italia ed ex Jugoslavia posti alle periferie triestine (venivano
comunemente denominati come “valichi di II° categoria”),
come pure in quelli più grandi (“valichi di I° categoria”).
Nel nostro caso, si parla del valico di II° categoria di Caresana (Trieste).
Oltre al finanziere, vi sono gli altri protagonisti di questo
celeberrimo brano; Vinicio Busani, il pensionato benestante alla guida di una
Fiat 1100 nera (fino agli anni ’60-’70, un’auto‘ssai elegante). Poi, a bordo della stessa auto,
troviamo anche la mama della voce narrante della canzone, e siora Teresa, quest'ultima una conoscente degli altri due.
Agli automobilisti di ritorno a Trieste, il finanziere, posto di
guardia al casello con la sbarra, poneva quasi sempre la classicissima domanda:
“qualcosa da dichiarare?”.. L’automobilista
rispondeva “no, niente”, esibendo il
proprio lasciapassare…la famosa
Propusniza, la quale veniva poi
controllata e timbrata dagli addetti alla dogana.
Fino ad una ventina d'anni fa, quando c'era ancora la cosiddetta cortina di
ferro, era d'uso per i triestini andare a far la spesa spicciola oltreconfine,
comprare le sigarette e/o “andar a far
benzina in Jugo”.
Ogni tanto (spesso e volentieri) capitava il triestino che tentava… de passarla
lissa, portando merce di contrabbando ben nascosta nel bagagliaio o in vari
vani della propria automobile. Tale merce era soprattutto composta da carne e
alimenti vari di buona fattura, talvolta nascosti persino dentro i vestiti
delle mogli o delle suocere (perché si pensava sempre: “mica andranno a controllare proprio lì“).
In casi più rari, la merce contrabbandata era anche più pesantina;
difatti, la canzone ci dice che Vinicio Busani, il pensionato benestante, viene
scoperto mentre tenta di nascondere della marijuana, assieme alla carne e a
tutto il resto (anche se a dire il vero, tale passaggio venne messo nel brano più a scopo goliardico).
Il tutto, ovviamente, si conclude con la notizia dell’arresto del
pensionato che, nel frattempo, a causa di uno svenimento dovuto al panico della
situazione, viene pure ricoverato all’ospedale.
Il posto di blocco del confine, dicevo, tra Italia e la ex Jugoslavia
(oggi Slovenia)...
Un'antica barriera, oggi non più esistente e resa eterna, oltre che dai ricordi
di chi c'era, da questa mitica canzone (cantata da tutte le generazioni di
triestini in occasione di feste conviviali, di sagre o di uscite in osmiza).
Canzone mitica e sempreverde, divenuta uno dei cavalli di battaglia del cantautore triestino più amato da sempre, che
ha saputo fissare molti storici momenti della sua/nostra città in una bella
cartolina. Un mito cittadino egli stesso: Lorenzo Pilat!
Anche la figura stessa del finanziere, in tale canzone viene filtrata
attraverso una luce assolutamente buona e simpatica, che esula da
quell'immagine severa ed impassibile data da questa professione.
(Nella foto sottostante, due guardie confinarie poste ad uno dei
valichi di frontiera. Foto risalente agli anni ’50, e proveniente dal sito www.poliziadistato.it):
Qui sotto, il testo di FINANZIERE tratto dalla copertina interna del
45 giri omonimo del 1978 (il lato B è la bellissima GIOVEDI’ ):
Qui sotto, invece, trovate i semplicissimi accordi e le note per chitarra,
trascritti a mano dallo stesso Pilat:
Qui, invece, lo spartito professionale dato agli autori del brano:
Ovviamente non può mancare il video slide audio della canzone
FINANZIERE, qui proposta in versione originale:
Ma posto pure una recente versione live, tratta dall’ormai
tradizionale sagra di Campanelle (che no xe Costalunga):
Qui, invece, la versione dell'altro autore, Toni Damiani: